L’associazione Laboratorio 3.0, il Comune e la Provincia di Rieti invitano la cittadinanza al concerto degli allievi della sede di Rieti del Conservatorio di Santa Cecilia che si terrà sabato 20 dicembre alle 18 al Teatro Flavio Vespasiano.
L’evento, oltre a donare alla città un’esibizione di grande qualità in occasione delle festività natalizie, servirà a sostenere il mantenimento nella nostra provincia dell’importante istituzione musicale.
“Esprimo il mio apprezzamento – dichiara il presidente della Provincia Giuseppe Rinaldi – per questa importante realtà culturale che sta formando gli artisti della nuova generazione e mi rammarico per il fatto che il futuro dell’istituzione musicale sia a rischio in seguito alla riforma delle Province. Come ho già ribadito più volte, sono sempre stato convinto che la cultura sia il futuro non solo del nostro territorio ma del nostro Paese, per questo farò tutto il possibile perchè il Conservatorio possa ancora essere punto di riferimento per tante altre nuove generazioni. Mi complimento con la scuola di Formazione Alberghiera di Amatrice che con la passione degli studenti e dei docenti – conclude Rinaldi – sta portando nel mondo la cultura gastronomica di un territorio pieno di tradizioni”.
“Questo concerto – dichiara il sindaco Simone Petrangeli – è la migliore occasione per far sentire la vicinanza delle istituzioni e della cittadinanza ai ragazzi della sede di Rieti del Conservatorio di Santa Cecilia in un momento in cui la sua stessa esistenza è messa in discussione dai tagli governativi. Il Conservatorio è una preziosa realtà culturale che in questi anni ha permesso a molti giovani di avvicinarsi alla musica. Per questo, insieme alle altre istituzioni, ci impegneremo affinché questa importante esperienza di eccellenza e di formazione culturale sia valorizzata”.
Dopo il concerto la Scuola di Formazione Alberghiera di Amatrice offrirà a tutti i possessori del biglietto un aperitivo e la degustazione degli spaghetti alla amatriciana presso la sede del Laboratorio 3.0 (ex Convitto San Paolo di via Centuroni, dietro al Teatro). I biglietti per il concerto, ad offerta libera, possono essere ritirati presso il botteghino del Teatro dalle 9.30 di sabato 20 dicembre.
Al Flavio Vespasiano concerto degli allievi del Conservatorio di Santa Cecilia
Presentazione progetto riqualificazione industriale Rieti
Mercoledì 17 dicembre alle ore 17.00 al Mise in via Molise 2 a Roma. il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi e il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti presentano l’accordo di programma per un Progetto di riconversione e riqualificazione industriale del sistema locale del lavoro di Rieti.
Partecipano il Viceministro dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, l’Amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, il sindaco di Rieti, Simone Petrangeli, il Presidente della Provincia di Rieti, Giuseppe Rinaldi.
Rieti nella Regione Adriatica con il disegno di legge Morassut-Ranucci
Questa mattina l’Onorevole Roberto Morassut e il Senatore Raffaele Ranucci del Partito Democratico, in una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati hanno presentato un disegno di legge costituzionale per ridurre le regioni italiane da 20 a 12.
Con questa riforma la geografia politica del paese cambierà notevolmente. Verrà costituita la Regione Alpina che comprenderebbe la Valle d’Aosta, il Piemonte e la Liguria. Le altre regioni sarebbero la Lombardia, l’Emilia Romagna (comprendente anche la provincia di Pesaro), il Triveneto (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino), la Regione Appenninica (Toscana, Umbria e provincia di Viterbo), l’Adriatica (Abruzzo, provincia Macerata, Ancona, Rieti, Ascoli e Isernia), la Regione di Roma Capitale, la Tirrenica (Campania e le province di Latina e Frosinone), il Levante (Puglia e le province di Matera e Campobasso), il Ponente (Calabria e provincia di Potenza), la Sicilia e la Sardegna.e quella che era la Provincia di Roma, diventerà la Regione di Roma Capitale.
“Dopo 45 anni dalla nascita delle regioni – hanno spiegato in una nota congiunta Morassut e Ranucci – pensiamo che in Italia sia arrivato il momento di discutere concretamente di una riforma del regionalismo. Oggi ci troviamo in una fase in cui stiamo riorganizzando lo stato, le massime istituzioni, e le basi fondamentali della nostra Costituzione; parliamo poi di riforma della legge elettorale e discutiamo di spending review, cioè di riduzione delle spese. Allora, in questo quadro, il tema delle regioni diventa fondamentale”.
“Le Regioni – concludono – sono nate negli anni ’70 per cercare di dare rappresentanza alle diverse identità italiane. Ma se in una prima fase hanno fatto bene e hanno aiutato la crescita del Paese, in un secondo momento sono diventate protagoniste di fenomeni non positivi della vita pubblica. 15 sono finite sotto inchiesta, 494 sono stati i consiglieri coinvolti, quasi 60 milioni di euro – tutti soldi pubblici – la cifra sulla quale i magistrati stanno ancora indagando. È per questo che ora bisogna cambiare”.

Domenica al PalaSojourner il "Teddy Bear Toss"
Domenica ci sarà un’altra iniziativa da tenere d’occhio legata anche alla manifestazione “Mettici il cuore” del 18 dicembre (LEGGI), proprio al Palasojourner.
Come sta accadendo in ogni palasport d’Italia, anche a Rieti verrà fatto il cosiddetto Teddy Bear Toss. In cosa consiste? Semplice: al primo canestro della squadra di casa, dagli spalti vengono lanciati in campo una miriade di orsetti di peluche, che vengono poi raccolti e donati al reparto pediatria dell’ospedale cittadino, in questo caso al De Lellis.
Domenica dunque, contro Viterbo portate un peluche e lanciatelo in campo, un modo per fare del bene con un piccolo gesto.
Rimandato al 24 gennaio lo spettacolo reatino di Cinzia Leone
Lo spettacolo di Cinzia Leone: MAMMA SEI SEMPRE NEI MIEI PENSIERI, SPOSTATI!, in programma giovedì 18 dicembre 2014, alle ore 21 al Teatro Flavio Vespasiano di Rieti, è stato rimandato (stesso orario, stesso luogo) a sabato 24 gennaio 2015.
I biglietti già acquistati saranno validi per la nuova data.
Da lunedì saranno invece aperte le biglietterie per il 24 gennaio 2015 presso il punto Cover time, via Roma 73.
Per maggiori informazioni, richieste e prenotazioni online è possibile scrivere una mail a info@aziendedinardo.it
Servizi svolti per ASM dalla Cosp Tecno Service, quali sono state le modalità di affidamento?
La Cosp Tecno Service, come già riportato in un articolo de “Il Sole 24 Ore”, sembrerebbe in rapporto di affari per pubblici appalti con la cooperativa “29 Giugno”, assunta agli onori della cronaca in riferimento al recente provvedimento di arresto del suo amministratore Salvatore Buzzi per la vicenda “Mafia Capitale”.
Nello specifico la Cosp Tecno Service risulterebbe gestire insieme con la 29 Giugno ed in compartecipazione del 33% (non certo irrilevante), settori della contestata raccolta differenziata nel comune di Roma. Ulteriormente, la Cosp è, poi, anche parte del Consorzio Nazionale Servizi (CNS), su cui si apprende notizia di indagini per alcuni suoi dirigenti nell’ambito dell’inchiesta romana.
La Cosp è, infine, la società che ha partecipato in Associazione Temporanea d’Impresa con l’ASM alla gara Saprodir, nonché la società che risulterebbe espletare il trasporto e lo smaltimento della frazione umida raccolta da ASM. Attività, quest’ultima, che sembrerebbe resa attraverso affidamento diretto, senza una preventiva ricerca di mercato con procedura ad evidenza pubblica e dunque, in tale ipotesi, con legittima perplessità per una scelta contraria alla dovuta più ampia trasparenza se non anche contraria alle procedure imposte per un’azienda controllata dall’ente pubblico.
Alla luce di quanto appreso, sarebbe a dir poco opportuno che la Presidente di ASM ed il Sindaco spiegassero come si è giunti alla scelta di tale partner per la costituzione dell’ATI con cui si è partecipato alla gara inetta dalla provincia di Rieti e, nel contempo, chiarissero quali sono state le modalità di affidamento dei servizi attualmente svolti per ASM dalla Cosp Tecno Service.
Antonio Perelli e Luigi Gerbino.
Prodotti e progetti editoriali al Workshop della Casa Editrice Puntidivista
La Casa Editrice Puntidivista in occasione del suo primo anniversario organizza per venerdì 19 dicembre a partire dalle 15.30, in collaborazione con BIC Lazio – Incubatore di Rieti, in via dell’Elettronica snc, un workshop per conoscere i prodotti editoriali pubblicati, i progetti e le collaborazioni fin qui realizzate, le metodologie e le risorse tecnologiche utilizzate.
Ma soprattutto, con immenso orgoglio, la Casa Editrice vuole ripercorrere un anno di sogni, fatiche, lavoro e conquiste con chi ancora non ci conosce e chi non ci ha mai perso di vista. Le storie, i progetti e le illusioni che la carta stampata ha fissato in pregevoli libri per l’infanzia, con particolare attenzione e cura per le disabilità, si arricchisce di manufatti editoriali che valorizzano la nostra terra e il suo patrimonio.
Al termine scambio di auguri e piccolo rinfresco.
Vicenda stazione, Cosentino Cisl: il Comune ha letto velocemente il nostro comunicato
In riferimento al comunicato stampa emesso dal Comune di Rieti in merito a quanto accaduto presso la Stazione Ferroviaria, rimaniamo alquanto dispiaciuti del fatto che probabilmente il nostro comunicato è stato letto velocemente non dando la giusta importanza a quanto riportato.
Dobbiamo precisare che alcuna ricostruzione dell’accaduto è stata fatta dalla nostra Organizzazione Sindacale, abbiamo soltanto evidenziato che un’agente della Polizia Locale era in servizio da sola presso la Stazione Ferroviaria, in luogo ad alto rischio di microcriminalità. La ricostruzione è stata fatta solo ed esclusivamente dai mass media.
Dobbiamo però con molto rammarico evidenziare che non è stata data alcuna risposta a nessuna delle nostre precise e circostanziate domande poste nei confronti dell’Amministrazione e questo è, a nostro parere, molto grave.
Ci chiediamo poi se l’Amministrazione intende che il servizio da espletare da parte della Polizia Locale sia quello di stare dietro ad un vetro di protezione, non comprendiamo quale utilità questo sia per la sicurezza dei cittadini.
E’ grave anche l’uso di termini come “ricostruzione fantasiosa e strumentale”, ricordiamo all’Amministrazione che alla nostra Organizzazione Sindacale sta a cuore solo ed esclusivamente la sicurezza dei lavoratori ed il solo pensiero che quando si cerchi di fare il bene dei lavoratori sia strumentale, ci lascia veramente interdetti.
Restiamo in attesa delle risposte, che fino ad ora non ci sono state, e che invece dei comunicati stampa sia convocata una riunione con le rappresentanze sindacali divenuta oramai improcrastinabile.
Ribadiamo che in caso di mancata convocazione la CISL FP di Roma Capitale e Rieti, dopo aver ricevuto il mandato da parte dei lavoratori in un’apposita assemblea, proclamerà lo stato di agitazione e chiederà l’intervento del Prefetto di Rieti per il tentativo di conciliazione obbligatorio.
Scuola, giovedì alla CGIL assemblea con docenti e personale ATA
Il 26 novembre, la Corte di Giustizia Europea, con una sentenza che ha valore storico per il nostro Paese, ha sancito che la normativa italiana sui contratti di lavoro a tempo determinato nel settore della Scuola è contraria al diritto dell’Unione.
Giovedì 18 dicembre, alle ore 16,30, presso la Camera del Lavoro Territoriale CGIL in via Garibaldi, 174 Rieti, la FLC CGIL ha indetto un’assemblea rivolta a tutti i lavoratori precari (Docenti e ATA) della Scuola per fornire informazioni e illustrare le procedure da seguire per far valere i diritti riconosciuti da questa sentenza.
L’accordo quadro europeo sul lavoro a tempo determinato, sottoscritto il 18 marzo 1999, con la clausola 1 persegue i seguenti obiettivi:
a) migliorare la qualità del lavoro a tempo determinato garantendo il rispetto del principio di non discriminazione;
b) creare un quadro normativo per la prevenzione degli abusi derivanti dall’utilizzo di una successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato.
Sempre nell’accordo quadro (clausola 4) si legge:
«Per quanto riguarda le condizioni di impiego, i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive».
Questo, nel tempo, ha creato un contenzioso legato non solo al diritto del personale precario della Scuola di vedersi riconoscere un contratto a tempo indeterminato, ma anche al riconoscimento dell’anzianità di servizio. Il personale di ruolo, infatti, come sancito dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, ha diritto ad una serie di progressioni stipendiali legate all’anzianità. Il personale precario, assunto e licenziato ogni anno, a queste progressioni non ha diritto. Da anni, su questo argomento, la FLC CGIL e le altre sigle sindacali della Scuola hanno proposto e continuano a proporre ricorsi.
Sempre l’accordo quadro europeo, prevede che:
“Per prevenire gli abusi derivanti dall’utilizzo di una successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato, gli Stati membri, previa consultazione delle parti sociali a norma delle leggi, dei contratti collettivi e della prassi nazionali, … dovranno introdurre … una o più misure relative a:
a) ragioni obiettive per la giustificazione del rinnovo dei suddetti contratti o rapporti;
b) la durata massima totale dei contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato successivi;
c) il numero dei rinnovi dei suddetti contratti o rapporti.”
La normativa italiana:
· La legge n. 124/1999 sancisce che alla copertura delle cattedre e dei posti di insegnamento che risultino effettivamente vacanti e disponibili entro la data del 31 dicembre e che rimangano prevedibilmente tali per l’intero anno scolastico, si provvede mediante il conferimento di supplenze annuali, in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali per l’assunzione di personale docente di ruolo;
· Il ricorso a contratti a tempo determinato nel settore pubblico è disciplinato dal decreto legislativo del 30 marzo 2001, n. 165, con le successive modifiche dettate dalla legge del 3 agosto 2009, n. 102 e dalla legge del 12 luglio 2011, n. 106. In queste norme, in sintesi, vengono esclusi dalla stabilizzazione del rapporto di lavoro i precari del mondo della Scuola (personale docente ed ATA), “considerata la necessità di garantire la costante erogazione del servizio scolastico ed educativo anche in caso di assenza temporanea del personale docente ed ATA con rapporto di lavoro a tempo indeterminato ed anche determinato”.
Nel comunicato stampa che ha fatto seguito alla sentenza del 26 novembre, la Corte di Giustizia Europea, dopo aver sottolineato come i pubblici concorsi per l’assunzione di personale docente di ruolo (concorsi a cattedre) siano stati sospesi dal 1999 al 2011, “giunge alla conclusione che l’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato non ammette una normativa che, in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali dirette all’assunzione di personale di ruolo delle scuole statali, autorizzi il rinnovo di contratti a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili di docenti e di personale amministrativo, tecnico e ausiliario, senza indicare tempi certi per l’espletamento di dette procedure concorsuali ed escludendo il risarcimento del danno subito a causa di un siffatto rinnovo.
Tale normativa, infatti, non prevede criteri obiettivi e trasparenti al fine di verificare se il rinnovo risponda ad un’esigenza reale, sia idoneo a conseguire l’obiettivo perseguito e sia necessario a tal fine. Essa non contempla neanche altre misure dirette a prevenire e a sanzionare il ricorso abusivo a siffatti contratti.”
L’esito di questa sentenza era prevedibile e, non a caso, il Governo Renzi aveva in qualche modo cercato di ridurne le conseguenze con la comunicazione “preventiva” della stabilizzazione del rapporto di lavoro per 150.000 precari della Scuola.
La FLC CGIL, già nel 2010, dimostrava, conti alla mano, che il costo sostenuto dallo Stato per un lavoratore precario della Scuola è pressoché equivalente a quello di un lavoratore di ruolo. Ma la Corte di Giustizia Europea ha stimato che fra il 2006 e il 2011 la percentuale di contratti a tempo determinato nella Scuola italiana risultava compresa fra il 13% e il 16% del totale. Considerando l’inesistenza di un vantaggio economico per lo Stato, sembrerebbe misteriosa la ragione per cui negli ultimi 10 anni si sia fatto un ricorso crescente a queste forme contrattuali esponendo il Paese al rischio di sanzioni da parte dell’Europa. Nella realtà, il reiterato ricorso nella Scuola ai contratti di lavoro a tempo determinato ha delle “ragioni obiettive” facilmente identificabili.
Fin dal 2000, le Leggi Finanziarie e di Stabilità, i provvedimenti urgenti per l’economia e la finanza, le cosiddette riforme della Scuola (Moratti e Gelmini), hanno avuto come obiettivo prevalente la riduzione del personale della Scuola e la riduzione dei punti di erogazione del servizio scolastico. Dal momento che la legge non consente di licenziare il personale di ruolo, l’unico strumento disponibile per perseguire questo obiettivo era costituito dalla riduzione del turn over con il conseguente incremento del personale precario. In pratica, non potendo licenziare il personale di ruolo, il MIUR si è creato un’abbondante riserva di precari sulla quale riversare i tagli di personale tutte le volte che la finanza pubblica (a loro insindacabile giudizio) li rendeva necessari.
Si pensi che il solo Decreto Brunetta del 2008 ha determinato la riduzione di 90.000 posti di lavoro per gli insegnanti e 45.000 posti di lavoro per il personale ATA.
E i tagli continuano. Ad esempio, nella nostra provincia quest’anno, a fronte di una popolazione scolastica sostanzialmente invariata rispetto al passato anno scolastico, il cosiddetto “dimensionamento scolastico” ha tagliato 6 Istituti scolastici (sedi di Presidenza) e 13 punti di erogazione del servizio scolastico.
Questa politica di continui tagli non genera solo problemi occupazionali, la mancanza delle necessarie risorse umane e finanziarie sta mettendo a dura prova il funzionamento dell’intero sistema scolastico.
Da anni la FLC CGIL e la CGIL confederale si battono contro questa politica e, non a caso, tra le rivendicazioni dell’ultimo Sciopero Generale del 12 dicembre, avevamo condiviso con la UIL le seguenti richieste:
· obbligo scolastico dai 3 ai 18 anni,
· più risorse alla Scuola: servono 17 miliardi in 5 anni per far funzionare a dovere le scuole italiane (didattica, edilizia, personale),
· estensione al Personale ATA delle assunzioni a tempo indeterminato (la “Buona Scuola” di Renzi prevede di assumere solo docenti),
· sblocco dei contratti dei lavoratori della Scuola, fermi dal 2007.
Noi della FLC CGIL abbiamo espresso e continuiamo ad esprimere soddisfazione per la sentenza del 26 novembre della Corte di Giustizia Europea in tema di precariato nella Scuola italiana e sosteniamo con i nostri uffici legali i lavoratori per far valere dei diritti che rivendichiamo per loro da anni.
Nel corso dell’assemblea di giovedì 18 luglio alle ore 16,30 presso la Camera del Lavoro Territoriale CGIL in Via Garibaldi 174 a Rieti, forniremo informazioni a TUTTI i precari aventi titolo e che hanno interesse a far valere le proprie ragioni.
Santa Messa degli "Auguri con il MONDO DEL LAVORO"
L’Ufficio per i Problemi Sociali e Lavoro della Diocesi di Rieti ha la gioia di invitare i Lavoratori, i Sindacati, gli Imprenditori, le Autorità e la Cittadinanza alla Santa Messa degli “Auguri con il MONDO DEL LAVORO” che si terrà in Cattedrale il sabato 20 dicembre alle ore 11:30.


