Durante la finalissima di Miss Italia 2016 c’è stata la prova “sfilata con abito da sposa” nella quale le dieci finaliste del concorso di bellezza hanno indossato sulle note di “La mia ragazza è magica” di Jovanotti diversi abiti nuziali.
Il prezioso abito da sposa indossato dalla vincitrice di Miss Italia 2016 Rachele Risaliti (nella foto) sarà donato dalla stilista Maria Celli alla prima sposa di Amatrice che ne avrà bisogno.

L'abito nuziale di Miss Italia donato alla prima sposa di Amatrice
A Miss Italia presentata la partita benefica per Amatrice-Accumoli-Arquata del Tronto
Francesco Facchinetti conduttore della 70esima edizione di Miss Italia e Raul Bova, giurato della serata finale del concorso di bellezza, hanno presentato in diretta su La7 la partita di calcio benefica in favore delle zone terremotate Amatrice-Accumoli-Arquata del Tronto che si terrà il prossimo 4 ottobre a Rieti. A sfidarsi i sindaci dei comuni colpiti dal sisma, la Protezione Civile e la Nazionale Attori.
I fondi che saranno raccolti serviranno per la costruzione di un centro polivalente ricreativo per bambini e ragazzi legato al cinema e al teatro che si chiamerà “Il Sorriso”.
Mostrata al pubblico anche la maglietta AAA (Amatrice-Accumoli-Arquata del Tronto) #IOCISONO creata appositamente per l’evento che speriamo riesca a raccogliere l’interesse di tantissime persone.
Prima della partita, che si terrà allo stadio Centro d’Italia di Rieti, Andrea Bocelli canterà L’Ave Maria di Schubert.

Miss Italia 2016, eliminata la reatina Guendalina Bianchetti
Si è svolta questa sera a Jesolo e in diretta su La7 la 70esima edizione di Miss Italia. Tra le 40 finaliste anche la reatina Guendalina Bianchetti, 27 anni, ex nuotatrice agonistica, laureata in Scienze dell’Educazione e mamma di Edoardo.
Nata a Morro Reatino, Guendalina purtroppo è stata eliminata dal concorso di bellezza più famoso d’Italia.

Richiesta certificazione agibilità scuole Frasso Sabino, il sindaco non risponde
Riportiamo integralmente una nota inviata alla nostra redazione dai Consiglieri di minoranza del Comune di Frasso Sabino.
“Noi sottoscritti consiglieri di minoranza: Fabrizio Leoni,Tullio Villani ed Elisa Fabi il giorno 10 settembre 2016 ci siamo recati alle ore 10.20 presso la sede comunale di Frasso Sabino per avere un colloquio con il Sindaco Antonio Statuti inerente alle problematiche delle scuole di Frasso vista nessuna risposta alle nostre richieste scritte indirizzate al responsabile del Servizio Tecnico Manutentivo del comune al quale abbiamo richiesto già da diversi giorni la certificazione di agibilità e idoneità statica/sismica degli edifici scolastici pubblici.
Il Sindaco non si trovava in Comune quindi abbiamo chiesto di poterlo contattare telefonicamente vista l’urgenza, ma un dipendente comunale ha risposto che non era possibile. Successivamente il Sindaco intorno alle ore 10.40 è arrivato nella sede comunale, subito gli abbiamo chiesto di poter interloquire, ma ci è stata negata questa possibilità senza neanche darci un eventuale appuntamento.
Ad oggi il Sindaco Statuti non si è pronunciato pubblicamente sulle condizioni delle scuole di Frasso Sabino. Gli uffici comunali non ci hanno dato alcuna documentazione richiesta inerente alla certificazione di agibilità e idoneità statico/sismica degli stessi edifici scolastici. Lunedì le scuole riapriranno. Non va bene così!”
Consiglieri di minoranza SCELGO FRASSO
Cena con 2.500 arrosticini e 800 salsicce nelle tendopoli di Amatrice
Bellissimo gesto quello compiuto dalle associazioni: Rugby Belve Neroverdi, Polisportiva L’Aquila Rugby e Vecchie Fiamme Old Rugby, sezioni maschile e femminile, le quali venerdi 9 settembre hanno distribuito nelle tendopoli di Amatrice 2.500 arrosticini e 800 salsicce per una cena alla brace.
Un conviviale che ha distolto per qualche ora i terremotati dal loro dolore, causato dal sisma.


Rieti Virtuosa: gli edifici scolastici sismicamente vulnerabili vanno chiusi
L’Ordinanza appena emessa dal Sindaco di Rieti Petrangeli, con la quale viene posticipato l’avvio delle attività didattiche del nuovo anno scolastico al 19 settembre, non risolve il problema del rischio che i nostri figli corrono per la non adeguatezza sismica delle scuole reatine. Un atto, come spiega il comunicato stampa che accompagna l’Ordinanza, che serve solo a procurarsi i famosi certificati di agibilità e funzionalità post-sisma che non daranno certo una risposta a genitori, studenti, personale scolastico in merito alla tenuta delle strutture in caso di sisma futuro.
E allora che fare? Un esempio arriva da Sulmona, dove il Sindaco Annamaria Casini ha deciso di chiudere quelle scuole che risulteranno “agibili ma sismicamente vulnerabili”, annunciando di aver già richiesto i Moduli ad uso scolastico provvisori (Musp) e, in attesa di questi, di aver intenzione di spostare 1400 bambini in edifici meno vulnerabili.
Perché non farlo anche a Rieti? Di cosa si ha paura? Si ha paura di dire che siamo dei terremotati? Eppure è ormai chiaro a tutti che dobbiamo imparare a convivere con i terremoti, quindi ha ben poco senso tranquillizzare a tutti i costi la popolazione. Al contrario, potrebbe essere questo il momento giusto per mettere finalmente mano ad un meccanismo perverso che negli anni ha portato anche in questo territorio fondi consistenti che avrebbero dovuto proteggerci dal sisma e che, invece, sono stati distribuiti “a pioggia” senza seguire criteri di priorità in funzione dell’unico obiettivo che dovrebbe stare a cuore a tutti: l’adeguamento sismico degli edifici a cominciare da quelli strategici.
Purtroppo, quello che tutti possiamo constatare è che quasi nessuna scuola della provincia di Rieti è adeguata sismicamente, cioè in linea con le norme tecniche attuali.
Ma allora perché il Sindaco di Rieti sta tranquillizzando tutta la popolazione in seguito ai soli “tre livelli di verifiche e controllo condotte dal Comune di Rieti, dal Genio Civile e dalla Protezione Civile”? E perché la Protezione Civile, nel rilasciare i certificati di agibilità e funzionalità post-sisma, non tiene conto del quarto e più importante livello di verifica (sismica)?
Andiamo con ordine e vediamo cosa stanno rilevando questi organismi preposti, in certi casi coadiuvati da Docenti Universitari.
Certamente, in prima battuta, stanno accertando se la struttura di certi edifici strategici ha subito danni evidenti. Oltre a ciò, dovrebbero però dirci se tali edifici sono stati interessati da interventi di prevenzione del rischio in base alle valutazioni della vulnerabilità sismica eseguite con i finanziamenti messi a disposizione dalla Regione Lazio. Ed è questo quello che un genitore si aspetta! Tutti diamo per scontato che se una trave è pericolante la scuola verrà chiusa prima che cada sulla testa dei nostri figli, ci mancherebbe altro, ma tutti i genitori che in queste ore sono giustamente allarmati – e che hanno in queste ore costituito il Comitato scuole sicure come già avvenuto in altre città – vogliono conoscere esattamente il comportamento che l’edificio avrebbe se un terremoto della stessa entità di quello appena accaduto interessasse più direttamente Rieti.
Al contrario, quello che ci risulta è che la Protezione Civile sta rilasciando ai Sindaci dei Giudizi di agibilità in seguito alla compilazione della “scheda AeDES” (scaricabile dal sito della Protezione Civile). Tale scheda si conclude con gli esiti, che vanno da “agibile(*)” a “inagibile” con diverse proposte d’intervento, in funzione della “Valutazione del rischio”. Peccato quell’asterisco! Che recita: “(*) La compilazione della presente scheda non costituisce una verifica sismica né sostituisce il rispetto degli obblighi relativi alla sicurezza sui luoghi di lavoro ai sensi delle normative vigenti”. Allora ci chiediamo se sia corretto mettere in moto un meccanismo di controllo finalizzato a tranquillizzare Sindaci e cittadini con definizioni fuorvianti di “agibilità”, che tra i non addetti ai lavori diventano sinonimi di “sicurezza”, ben sapendo che un edificio inserito nell’Elenco Programmatico delle strutture strategiche o rilevanti allegato alla DGR 387/09 è tutt’altro che “sicuro”.
Come può, quindi, un Sindaco o un Presidente di Provincia (per le scuole superiori), se correttamente informato dai propri tecnici, riaprire una scuola con “indicatore di rischio per la salvaguardia della vita” prossimo allo 0 (equivalente a rischio alto)? Il Comune di Rieti, come probabilmente molti altri in Italia, sembrano affidarsi alla Circolare emanata il 4 novembre 2010 dall’allora Capo del Dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso, sulla base di un parere della Commissione Grandi Rischi, che stranamente stabilisce la non obbligatorietà di un immediato adeguamento sismico delle strutture a rischio da parte degli Enti beneficiari.
Rieti Virtuosa chiede ai Sindaci e la Presidente della Provincia di Rieti di agire con coscienza, utilizzando maggiore cautela nella prevenzione del rischio sismico, cioè tenendo chiuse tutte le scuole non sicure perché non adeguate sismicamente e ricercando rapidamente strutture alternative.
Inoltre, chiediamo che la Regione Lazio modifichi immediatamente i criteri di assegnazione dei finanziamenti destinati alla sicurezza delle scuole, interrompendo la frammentazione dei fondi che ha portato ad accontentare tutti senza però garantire gli adeguamenti sismici necessari e contemporaneamente riattivi i fondi andati in perenzione trasferendoli rapidamente a quei Comuni che hanno scuole ad alto rischio.
Volley, Nuova Fortitudo Rieti: ufficiale la riconferma di Anna Rita di Virgilio
La sua riconferma era stata preannunciata dal Presidente Alessandro Mezzetti, il suo no e era stato invocato da Alessia Quondam Luigi, prima, e da Irene Tocca, poi, e la sua presenza si era fatta sentire già nel corso delle prime sedute di allenamento: solo nelle ultime ore, tuttavia, Anna Rita Di Virgilio, il libero di esperienza della squadra reatina, ha ufficialmente dichiarato ancora una volta fedeltà ai colori amarantocelesti ed ha manifestato convinta adesione al nuovo progetto pallavolistico elaborato dalla società e dallo staff tecnico della prima squadra.
La giocatrice nata a L’Aquila, ma da anni punto di riferimento per il movimento volleystico del capoluogo sabino e non solo, è giunta all’ennesima sfida professionale accettando di giocare in serie C con lo stesso entusiasmo con cui ha già militato negli anni passati nelle più blasonate serie nazionali della A2 e B1: come schiacciatrice di 180 cm con ottime doti difensive ha disputato, infatti, gare al fianco di atlete dai nomi di grande rilievo per la pallavolo italiana, tra cui Chiara Di Iulio (1 Campionato italiano, 1 Coppa Italia, 3 Supercoppe italiane, 1 Coppa di Lega, 2 Champions League, 2 Coppe Cev) e Consuelo Mangifesta (4 Campionati italiani, 1 Campionato spagnolo, 4 Coppe Italia, 1 Coppa della Regina, 1 Supercoppa italiana e 2 Coppe dei Campioni, oltre ad 85 presenze in nazionale).
La sua profonda conoscenza della pallavolo, le doti umane e personali, nonché la capacità di sapersi esaltare anche e soprattutto nei momenti difficili ne fanno già da ora una certa protagonista del prossimo campionato regionale laziale ed un punto di riferimento per le future compagne di squadra. A lei la stima, la considerazione e gli auguri della Nuova Fortitudo Rieti.
Campus scolastici nelle ex aree industriali. La proposta dei sindacati
Apprendiamo, dai media locali, la decisione del Sindaco di Rieti di far slittare l’inizio dell’anno scolastico al 19 settembre anziché il 12 c.m..In questi giorni, a causa dell’evento sismico catastrofico che ha colpito l’Italia centrale, ed il nostro territorio, si è tornati a parlare della stabilità degli edifici pubblici e delle scuole.
Come già ampiamente immaginavamo la Regione Lazio e la Protezione Civile ha confermato che la stragrande maggioranza degli edifici scolastici sono ad alto rischio sismico che sta a significare alto numero di morti in caso di un sisma di notevole intensità. E’ per questo che crediamo che i nostri ragazzi debbano frequentare edifici costruiti a “NORMA ANTISISMICA” e non limitarci alla valutazione generica e a nostro avviso superficiale legata alla parola “agibilità” che non vuol dire nulla.
Noi crediamo che si debba ripartire da uno stile di vita consapevole che viviamo in zona sismica livello 1 (cioè rossa) zona amatriciano e alto cicolano e terminillo e 2a e 2b a Rieti città. Dunque dobbiamo ripartire proprio dal tessuto culturale di ognuno di noi e proprio dalle nuove generazioni e dai ragazzi.
Noi siamo convinti che ci sia una possibile soluzione.
Insistono anche nel comune di Rieti (cosi come nel territorio del comune immediatamente limitrofo Cittaducale) ex aree industriali dismesse che sono costruite con sistemi antisismici e certificate antisismiche, un esempio su tutti la ex Ritel. La proposta è di aprire campus scolastici in queste aree e mettere al sicuro la sicurezza dei nostri figli e del corpo docente.
Poi successivamente lavorare ad un progetto a medio termine per affrontare la questione degli istituti scolastici in termini più complessivi. Oltretutto risulterebbe che in molti casi l’ASI avrebbe avviato un procedimento per rientrare in possesso dei beni che oggi sono in tribunale.
Cogliamo anche l’occasione per chiedere la Sindaco quando è prevista l’apertura della nuova scuola costruita nel quartiere di Campoloniano di fatto ultimata e l’opportunità ovviamente di accelerarne al massimo i tempi di inizio utilizzo.
CGIL, CISL e UIL propongono di convocare un tavolo urgentissimo con tutte le istituzioni coinvolte e competenti in materia.
Walter Filippi CGIL, Paolo Bianchetti CISL, Alberto Paolucci UIL
SEI TU IL REPORTER – Fabrizio presenta il (non) parco di Contigliano
Per la rubrica SEI TU IL REPORTER ci scrive il signor Fabrizio che lamenta di come il parco di Contigliano, nonostante la recente ristrutturazione, sia davvero in pessime condizioni. Non solo brutto a vedersi, ma anche pericoloso per i bambini in quanto i vari giochi installati sono stati tutti posizionati su un terreno pieno di sassi.

Rieti risponde a bando su aree degradate. Si punta a sicurezza e qualità della vita
La Giunta, il 7 settembre scorso, ha approvato, su proposta dell’assessore all’Urbanistica Giovanni Ludovisi, la proposta progettuale “Rieti 2020 – Parco circolare diffuso” in risposta al bando di cui al DPCM 25 maggio 2016.
Il progetto si configura come segmento funzionale di un più ampio piano strategico; una proposta integrata finalizzata a rigenerare alcune aree urbane degradate in un’ottica di collaborazione pubblico-privata incentrata su sicurezza e sostenibilità ambientale, conformità agli strumenti urbanistici e assenza di nuovo consumo di suolo. La proposta è articolata in interventi “modulari” ed ha una dimensione totale che ammonta a circa 20 milioni di euro.
Il progetto, prevedendo un mix di interventi materiali e immateriali – sostegno finanziario per un sistema innovativo di monitoraggio sismico del patrimonio edilizio pubblico ipotizzato in collaborazione con l’Università di Perugia; fondi per l’adeguamento sismico di edifici privati; progettazioni per il rischio idraulico; recupero di strutture sportive esistenti; riqualificazione delle sponde del fiume Velino e dell’area dell’ex Mattatoio; realizzazione e completamento di piste ciclabili; incentivi ad attività commerciali; promozione di stili di vita salutari – si configura come strumento in grado di impattare sulla sulla sicurezza, l’inclusione sociale, sulla salute, sull’occupazione, sul turismo e l’attrattività generale della città di Rieti.
Gli obiettivi alla base della proposta progettuale si sintetizzano nella volontà di implementare e dare un seguito a quanto già pianificato con il progetto Ri(vi)Ve – altro progetto pari a 10 milioni di euro circa, redatto dallo stesso gruppo di lavoro interno all’Amministrazione e presentato in risposta al alla linea di finanziamento ministeriale del Piano straordinario per la riqualificazione urbana – cioè ad una visione che codifichi una nuova concezione della forma urbana in grado di garantire il collegamento tra centro e periferia, rilanciando la vivibilità, i servizi, l’occupazione, la mobilità sostenibile e l’integrazione sociale; un progetto per rendere Rieti una vera “Vital City”, cioè una città vitale e del benessere diffuso, dello sport come pratica del quotidiano, della messa in sicurezza da gravi rischi. L’orizzonte temporale programmato per la realizzazione degli interventi è il prossimo 2020 cioè l’anno in cui l’organizzazione dei Campionati Europei Allievi di Atletica Leggera, vedrà protagoniste le città di Rieti e Terni.
“Parlare di rigenerazione urbana – dichiara l’assessore Ludovisi – significa parlare di sicurezza e di qualità della vita di una comunità. La nostra proposta ‘Rieti 2020 – Parco circolare diffuso’, assume come premesse e obiettivi, da un lato le vulnerabilità e i rischi cui è soggetto il nostro territorio, dall’altro la necessità di qualità e sicurezza del patrimonio edilizio pubblico e privato; obiettivi stringenti per una città colpita in parte dal sisma del 24 agosto scorso. Assume cioè come premessa la necessità di esaminare e rispondere alle cause che determinano un grado di vulnerabilità del nostro territorio, della città, e più in astratto della comunità, per poi predisporre azioni che, partendo dalle eccellenze e vocazioni del territorio, risponde all’esigenza di ricucitura delle periferie con il centro urbano, recupera strutture e aree degradate capitalizzando il lavoro già avviato con il progetto europeo ‘Vital Cities’ di URBACT.
Il progetto, completamente redatto dall’Ufficio Fondi Europei e dall’Ufficio Urbanistica del Comune di Rieti, si è avvalso di protocolli di intesa e manifestazioni di interesse stipulati e/o manifestati dalla Provincia di Rieti, Ferrovie Italiane – Sistemi Urbani, l’Università di Perugia, l’associazione Audis (Aree Urbane Dismesse), l’Ance Rieti, Arci Rieti e da alcuni privati che hanno mostrato l’interesse ad alimentare la ‘vision’ generale ‘Rieti2020 – Parco circolare diffuso’ di cui alla delibera di giunta n. 155 del 27.07.2016.
Ora bisogna mettersi al lavoro su altre azioni ed altri progetti, tra cui il piano quadro previsto per il PPA, e attivare sinergie con altri enti pubblici o soggetti privati interessati e disponibili a implementare la ‘vision’ generale, restando in attesa delle valutazioni delle Commissioni ministeriali, certi che, in caso di esito positivo, anche solo di una delle due proposte progettuali ad oggi presentate, la città di Rieti avrebbe l’occasione di fare un balzo in avanti importante. Alle tante idee che abbiamo, insomma, ora servono le gambe per camminare”.


