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domenica 11 Ottobre 2026
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Agibilità, le scuole e la loro situazione

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Dopo i sopralluoghi effettuati sugli istituti reatini il sindaco di Rieti Simone Petrangeli ha tenuto a sottolineare che nessuno di questi è stato classificato E, ossia inagibile.
Tutti gli istituti sono stati valutati come A è B, solamente uno F, ossia pericolosità data dall’esterno e si tratta dello Scientifico. La lettera A corrisponde ad un istituto in perfette condizioni mentre la lettera B ad un istituto sul quale sono necessari interventi che possono essere effettuati in 3 giorni oppure in 10 o in 20, in base alle diverse esigenze.
“Noi, come Amministrazione comunale, riapriremo le scuole solamente se avremo tutti i certificati Adies.” Ha dichiarato il primo cittadino di Rieti.
I lavori sono già iniziati nelle scuole Cirese,  de Juliis e Marconi.
La situazione più complicata è quella della sede secondaria dello Scientifico (10 aule), per la quale al di là del terremoto sono stati previsti 900 mila euro. Lunedì l’Amministrazione deciderà dove trasferire gli studenti. Altro problema è quello della sede principale della Scientifico, sabato verrà effettuato un altro sopralluogo per capire se il “problema esterno” derivi dal campanile adiacente o meno.
Un altro problema è quello relativo al palazzo del Liceo Classico in particolare del terzo piano dell’Istituto, classificato B, ossia agibile con prescrizione. Qui i lavori chiederanno più tempo. Da stabilire il futuro di 280 alunni.
Anche il Pedagogico ha dei problemi ma risolvibili in 7 giorni.
Per quanto riguarda il Savoia, Ragioneria, tra lunedì e martedì si saprà quante aule dell’Istituto potranno essere utilizzate. La speranza è che non si debbano trovare soluzioni alternative.
Per le scuole Sacchetti Sassetti e Rosatelli si tratta di intervenire con lavori che dureranno circa sette giorni. Quest’ultimo essendo formato da una serie di edifici a sè stanti tra loro, alcuni dei quali classificati A ed altri B, il Sindaco Petrangeli di concerto con la preside ha deciso di aprire fin da subito gli edifici già agibili.
Come luoghi alternativi dove far studiare gli studenti ci sono alcune aule vuote e inutilizzate causa diminuzione degli studenti negli ultimi anni, oppure le aule dove si trovava fino a poco tempo fa la Sabina Universitas o come estrema ratio fare una turnazione tra gli studenti.
Per quanto riguarda il complesso scolastico di Villa Reatino si attende l’Adies, ma i tecnici comunali hanno quantificato in dieci giorni i lavori da svolgere.
La scuola Pascoli ad oggi dovrebbe riaprire il 14 novembre. La scuola Sisti docrebbe anche lei riaprire il 14 novembre, mentre la Minervini è già agibile e potrebbe riaprire anche subito. Il Comune sta aspettando la certificazione Adies.
Tutte le materne sono agibili fin da ora, però per tutte l’Amministrazione comunale sta aspettando anche qui il certificato Adies.
La scuola Marconi insieme alla scuola di Piazza Tevere sono quelle che necessitano di più lavori che i tecnici hanno stimato in sette giorni in più rispetto agli altri edifici scolastici.
In tutto sono 12 le squadre Dicomac che stanno effettuando i sopralluoghi.
Lunedì 7 novembre l’Amministrazione saprà quanti sono gli studenti ai quali dover trovare una soluzione alternativa.

SPID, al via il rilascio del kit per l’identità digitale per l’impresa

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Nuovo passo in avanti verso la digitalizzazione di imprese e cittadini del territorio reatino.  l’identità digitale attraverso il quale cittadini e imprese possono accedere ai servizi online della pubblica amministrazione.
Forte della consolidata esperienza maturata sul fronte della promozione verso imprese e professionisti degli strumenti digitali più avanzati, la Camera di commercio di Rieti – con il coordinamento di Unioncamere e il supporto operativo di InfoCamere – ha realizzato un’iniziativa di sistema che arricchisce l’offerta a disposizione di chi fa impresa, confezionando un vero e proprio “Kit di identità digitale” al servizio del business.
Fino ad ora la Carta Nazionale dei Servizi (CNS) delle Camere di Commercio ha offerto a circa 1.500.000 cittadini imprenditori sia un certificato di identità digitale, sia la firma elettronica per firmare atti, documenti e pratiche telematiche, il tutto utilizzando una smart card ed un lettore o un token USB.
Per accedere ai servizi basta quindi ora autenticarsi con SPID (solo con userid e password) e, se c’è bisogno di firmare un documento elettronico, si può utilizzare la firma digitale (contenuta nel token usb card rilasciato dalla Camera di Commercio).
Il kit permette l’autenticazione informatica e la sottoscrizione digitale di documenti con strumenti differenti a seconda del livello di sicurezza richiesto e del tipo di strumento utilizzato (pc, smartphone, tablet, etc.) ed è composto da:
• Credenziali SPID (di livello 1 e 2)
• Dispositivo CNS (Carta Nazionale dei Servizi), su token usb o smart card
• Firma Digitale
L’iniziativa della Camera di Commercio ha un duplice obiettivo. Da un lato, quello di promuovere la massima diffusione delle identità digitali SPID tra le imprese, come elemento facilitatore delle attività d’impresa e di competitività. Dall’altro, integrare progressivamente nel sistema di autenticazione tramite SPID i servizi digitali già esistenti, a partire dalla Fatturazione Elettronica (http://fattura-pa.infocamere.it) già operativa con SPID. A breve poi, diverranno accessibili con lo SPID anche i servizi erogati dai 3.300 Sportelli unici per le attività produttive telematici, accessibili attraverso il portale www.impresainungiorno.gov.it, frutto della collaborazione tra Camere di commercio e Comuni.
Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi all’Ufficio Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Rieti, via Paolo Borsellino, 16, Rieti, tel. 0746/201364-5.

Da riattivazione 45500 donati 2.350.498 euro

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Prosegue  la raccolta fondi a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma in centro Italia attraverso il numero solidale 45500 riattivato, dopo la scossa del 30 ottobre, dal Dipartimento della Protezione Civile, d’intesa con gli operatori di telefonia fissa e mobile. Ad oggi sono stati raccolti 2.350.498,00 euro.
Il numero solidale 45500 nella prima fase di attivazione, dal 24 al 9 ottobre, ha raccolto 15.053.594,00 euro.
E’ possibile inoltre continuare a donare a favore delle popolazioni del Centro Italia colpite dal sisma del 24 agosto, del 26 e del 30 ottobre, tramite bonifico sul conto corrente attivato dal Dipartimento della Protezione Civile presso la banca Monte dei Paschi di Siena che, ad oggi, ha raccolto 4.025.727,26 euro.

Emergenza terremoto: attività didattiche sospese fino al 9 novembre

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Dopo una approfondita riunione tenutasi in Municipio, tra il Comune di Rieti, la Provincia di Rieti, l’Ufficio scolastico provinciale, le dirigenti scolastiche e la delegata del MIUR presso la DICOMAC, il Sindaco di Rieti, Simone Petrangeli, di concerto con il Prefetto di Rieti, ha emesso un’ordinanza per la ulteriore proroga della sospensione delle attività didattiche, nelle scuole private e pubbliche di ogni ordine e grado, fino al 9 novembre compreso al fine di ottenere tutte le certificazioni necessarie e terminare i lavori di risanamento e ripristino previsti in alcuni edifici.
“Ho ritenuto prendere ulteriore tempo – dichiara il sindaco Petrangeli – prima di riaprire le scuole, affinché ogni edificio possa avere il suo certificato di Agibilità e Danno in Emergenza Sismica e affinché si possa programmare la graduale riapertura di tutti gli istituti. Non si è riscontrata nessuna inagibilità ma alcuni edifici hanno bisogno di interventi di ripristino e risanamento che già sono iniziati. E’ necessario coniugare la ripresa dell’attività didattica con un clima di maggiore serenità che permetta a tutte le componenti del sistema scolastico di tornare alla normalità”.

I nostri figli solo in scuole antisismiche o prefabbricati

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Dopo il tragico terremoto del 24 agosto tutti noi genitori abbiamo guardato la scuola Capranica di Amatrice crollata con occhi increduli, ossessionati dall’idea che pochi giorni dopo sarebbero dovute riprendere le attività scolastiche nei tanti, troppi, edifici vulnerabili di Rieti e provincia. Così, come in tante altre città del centro Italia, è nato il Comitato scuole sicure da un gruppo di mamme e papà che hanno semplicemente cominciato a chiedersi come mai una scuola “agibile” e oltretutto ristrutturata recentemente potesse venire giù così facilmente. Supportati da ingegneri, architetti, geologi e avvocati abbiamo raccolto e studiato tantissima documentazione, molta è reperibile in rete ma pochissima fornita dalla pubblica amministrazione.
Ed è proprio per questo che oggi siamo stati costretti a procedere con la diffida a Sindaco e Presidente della Provincia di Rieti per non essersi nemmeno degnati di rispondere alla nostra richiesta di accesso agli atti del 15 settembre. Questa mancanza di trasparenza non fa che accrescere la nostra principale preoccupazione, quella che le istituzioni, soprattutto fino al 30 ottobre, non abbiano minimamente compreso la dimensione del problema. E’ sotto gli occhi di tutti, infatti, la sottovalutazione dello stato di vulnerabilità delle strutture scolastiche (e non solo) e di un territorio come il nostro ad alta pericolosità sismica. Non aver compreso che, dopo la tragedia del 24 agosto, andavano immediatamente messe in campo tutte le azioni possibili di mitigazione del rischio sismico a Rieti e nel resto della provincia, ci ha portato con due mesi di ritardo a chiudere delle scuole che si sapeva benissimo fossero ad elevato rischio strutturale e non (come inequivocabilmente sancito dalla DGR 220/2011).
Tanto per fare degli esempi, all’assemblea tenutasi il 28 ottobre nel plesso scolastico Minervini – Sisti alcuni genitori si sono sgolati per cercare di richiamare l’attenzione del Sindaco sull’ipotesi almeno di riportare gli alunni della scuola d’infanzia, attualmente alla Sisti dichiarata ad alto rischio, nell’edificio della Minervini invece dichiarata strutturalmente sicura. Oggi non comprendiamo come si valuti ancora possibile l’assurda ipotesi di tenerla aperta durante i lavori di sistemazione del tetto, ammesso che siano questi gli interventi risolutivi per l’adeguamento sismico della struttura. Per non parlare della situazione nelle scuole medie superiori, passando dal Palazzo studi al Liceo scientifico, da Ragioneria al Rosatelli, numerose sono state le occasioni in cui abbiamo chiesto di prendere in considerazione strutture alternative e, anche se non spetta certo a noi, ci siamo permessi anche di suggerirne alcune che oggi vengono adottate per dislocare in sicurezza le 11 classi della succursale del Liceo scientifico.
Ed è proprio quello che chiediamo per tutte le altre scuole certificate ad alto rischio, soluzioni alternative che vanno da strutture esistenti e verificate antisismiche a strutture provvisorie quali moduli prefabbricati, passando anche per i doppi turni dove praticabile in accordo con i genitori.
Di questo si parlerà domani sabato 5 novembre dalle ore 17,30 presso il Parco di via Liberato Di Benedetto, con autorevoli interventi di geologi e ingegneri che proveranno a chiarire alcuni aspetti scientifici dei fenomeni in atto.

Lavoro incessante dei Vigili del Fuoco, controlli a strutture pubbliche e private

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Migliaia le richieste di sopralluogo arrivate alla centrale operativa dei Vigili del Fuoco di Rieti a seguito dello sciame sismico che ha colpito la nostra città di riflesso agli epicentri dell’Italia centrale. Molti gli edifici dichiarati inagibili e diversi quelli dichiarati agibili con prescrizione.
Nella foto l’intervento in via Cintia, nel pieno centro storico di Rieti, per verificare se l’immobile adiacente il cinema Moderno abbia o meno subito danni.
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VIDEO – Terremoto, evoluzione deformazioni superficiali

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Le elaborazioni effettuate dal CNR-IREA sulle immagini radar acquisite dal sensore giapponese ALOS 2 (operante in banda L), relativamente al terremoto del 30 ottobre 2016, confermano i risultati ottenuti dalle precedenti analisi basate sui dati dei sensori Sentinel-1 e COSMO-SkyMed, aggiungendo nuovi dettagli.
In particolare, la mappa di deformazione co-sismica (nella foto sopra), calcolata utilizzando le immagini ALOS 2 pre e post-evento (acquisite rispettivamente il 24 agosto e il 2 novembre 2016), evidenzia due lobi principali di deformazione. Il primo, che interessa l’area di Norcia, mostra uno spostamento verso ovest e un sollevamento che, nella linea di vista del radar, corrispondono a circa 35 cm di deformazione. Il secondo mette in luce un significativo abbassamento del suolo nell’area di Castelluccio (più di 60 cm in linea di vista del sensore) e uno spostamento verso est dell’area di Montegallo.
L’interferogramma ALOS 2, elaborato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV , mostra ancora una volta la complessità della deformazione a scala locale. I due profili tracciati attraverso le zone di massima deformazione nelle aree interessate dai due terremoti di Visso M 5.9 e Norcia M 6.5, mostrano il movimento della superficie terrestre causato dallo scorrimento in profondità dei due lati del piano di faglia, avvenuto durante i due eventi sismici. Grazie alla loro minore sensibilità alla copertura vegetale rispetto ai dati di altri satelliti, i dati ALOS 2 forniscono informazioni molto importanti per ricostruire geometria e posizione delle sorgenti sismiche.
I dati ottenuti dal satellite ALOS 2 sono frutto degli accordi esistenti tra l’Agenzia Spaziale Italiana e quella giapponese (JAXA). I dati ottenuti dal satellite ALOS 2 sono frutto degli accordi esistenti tra l’Agenzia Spaziale Italiana e quella giapponese (JAXA), ulteriore dimostrazione della cooperazione internazionale che è alla base dell’attività spaziale, come già evidenziato con i satelliti Cosmo SkyMed e Sentinel in molteplici occasioni.

In corso sopralluogo alla struttura adiacente lo Scientifico

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In questo momento i Vigili del Fuoco stanno effettuando un ulteriore sopralluogo nella struttura adiacente il Liceo Scientifico in piazza San Francesco. Qui il problema non è tanto nella scuola quanto nel manufatto adiacente, vicino alla stessa.
Seguiranno aggiornamenti.
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Presidente Rinaldi: sabato sopralluoghi alla Sacchetti Sassetti e all'Alberghiero

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A margine della riunione tenutasi in Comune stamane, venerdi 4 novembre, il presidente della Provincia di Rieti Giuseppe Rinaldi fa il punto della situazione sui sopralluoghi negli edifici scolastici del nostro territorio.
“Stiamo aspettando gli ulteriori esiti dei sopralluoghi che verranno effettuati domani, sabato 5 novembre, alla Sacchetti Sassetti e all’Istituto Alberghiero. Alle ore 14 i Vigili del Fuoco andranno ad effettuare un ulteriore sopralluogo nella struttura adiacente il Liceo Scientifico in piazza San Francesco. Qui il problema non è tanto nella scuola quanto nel manufatto adiacente, vicino alla stessa. Dopo questi controlli – conclude Rinaldi – avremo una mappatura più completa che ci farà capire dove e come agire, se poter riaprire temporaneamente alcune scuole e come organizzarci per quelle del Comune e per quelle della Provincia.”
Nel pomeriggio nuova riunione per approfondire la situazione degli edifici scolastici.

Il reatino Arnaldo Millesimi ci racconta la sua esperienza da "Angelo del Fango" a Firenze

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A tre giorni dalla partenza per il monte Bonte Chico di quasi 6.800 metri s.l.m., dove insieme a Eliano Pessa tenterà di scalare la quarta vetta della cordigliera andina (i due hanno già scalato le prime tre: Aconcagua, Ojos del Salado, Pissis) l’alpinista reatino Arnaldo Millesimi ci racconta gli attimi di paura vissuti nel 1966 durante l’alluvione di Firenze, quando lui e altri sette volontari boy scout partirono alla volta della città toscana per aiutare la popolazione in grande difficoltà dopo lo straripamento dell’Arno.
Nel 1966 il gruppo boy scout di Rieti composto da: Nazzareno Figorilli, Sergio Maffei, Arnaldo Millesimi, Nazzareno Pasquali, Nando Massimetti,  Giuliano Colantoni, Giuseppe Di Mattei e Angelo Zanin partì alla volta di Firenze. Da pochi giorni era accaduto l’alluvione che aveva inginocchiato la cittadina toscana. C’era fango dappertutto e la popolazione non aveva più nulla.
“Arrivammo a Firenze con pochi spicci in tasca, avevamo al massimo 2.000 lire e mangiavamo nella mensa comunale. Dormivamo sopra dei materassi poggiati in terra a Palazzo Pucci e in base alle richieste che pervenivano andavamo a spalare il fango nelle attività commerciali oppure a recuperare libri e oggetti d’arte. Eravamo divisi in squadre. Durante uno di questi servizi – racconta Millesimi – io e Sergio Maffei fummo trasferiti a ripulire un forno pieno di fango che si trovava in un seminterrato e per farlo utilizzavamo un motore a scoppio.”
“Il forno si trovava in una stanza senza finestre e dopo quattro ore di lavoro tornando in superficie iniziai a sentirmi male – continua Arnaldo Millesimi – un francese mi soccorse e mi portò di corsa al Pronto Soccorso. Avevo un collasso cardiaco. In fretta e furia i medici mi fecero una iniezione di Nicoren per il cuore e mi misero la bombola dell’ossigeno. Successivamente fui portato in un altro ospedale sulle colline di Firenze per essere tenuto in osservazione un paio di giorni. Il tutto senza che la mia famiglia nè gli amici scout sapessero nulla del mio malessere.”
“Avevo 20 anni e il mio amico Maffei 21, eravamo giovani e non ci fermavamo davanti a nulla. Una volta uscito dall’ospedale, ancora debilitato, mi trasferirono insieme a Sergio in un’altra postazione, più tranquilla, dove fornivamo il vestiario agli alluvionati. Concluso il nostro periodo di volontariato, per tornare a casa, senza soldi in tasca, fui costretto insieme Nando Massimetti a dormire a Roma alla stazione Termini insieme ai senza tetto per una notte intera. La mattina seguente – prosegue Arnaldo Millesimi – essendo senza soldi spiegammo la nostra situazione ad un autista del Sabino, che capita la situazione ci consentì di salire sul pullman venendo pagato una volta giunti a Rieti.”
“In questo flash della mia esperienza come ‘Angelo del Fango’ – conclude Millesimi – ricordo con piacere le serate che tutti i volontari trascorrevano insieme, ritrovandosi al bar ‘Il Falchetto’ vicino al Battistero, dove le consumazioni venivano pagate da chi poteva. In quel marasma conobbi anche una ragazza, Costanza, della quale però non ho saputo più nulla. Chissà lei e un altro giovane, Davide, che fine hanno fatto?”

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