Nel primo pomeriggio di oggi domenica 4 dicembre, giorno dedicato alla Patrona della nostra città e dei Pompieri, ai Vigili del Fuoco di Rieti è stata consegnata una targa riconoscimento da parte dell’Amministrazione comunale per l’instancabile lavoro svolto dal 24 agosto ad oggi nelle zone terremotate.
La targa è stata consegnata nelle mani del Comandante Provinciale di Rieti Ing. Maria Pannuti. Alla cerimonia presenti anche il Prefetto Valter Crudo ed il Consigliere comunale Emanuele Donati.
Un riconoscimento voluto fortemente anche dalla cittadinanza.



Dal Comune consegnata targa riconoscimento ai Vigili del Fuoco di Rieti
Referendum, trasporto diversamente abili
In occasione della consultazione elettorale l’Amministrazione comunale di Rieti ha organizzato un servizio di trasporto appositamente destinato ai diversamente abili per facilitare il raggiungimento del seggio elettorale di appartenenza. Il servizio è curato dall’Associazione reatina famiglie portatori di handicaps-onlus. Per utilizzare gli automezzi messi disposizione dal Comune è possibile contattare i seguenti recapiti: 338/8288541, 348/1338730, 348/1338732 concordando modalità, data e orario del viaggio.
Il servizio è disponibile domenica 4 dicembre 2016 dalle 7 alle 23. Il recapito telefonico è attivo: venerdì 2 dicembre 2016 dalle 10 alle 18; sabato 3 dicembre 2016 dalle 10 alle 18; domenica 4 dicembre 2016 dalle 7 alle 23.
Referendum, affluenza alle ore 12
Seggi aperti oggi domenica 4 dicembre dalle 7 alle 23 per il referendum Costituzionale.
In Provincia di Rieti alle ore 12 si sono recati alle urne il 19,32% degli aventi diritto (73 COMUNI SU 73)
Grande incendio in una fabbrica al Nucleo industriale
Questa mattina dalle ore 8, incendio in una fabbrica del Nucleo industriale. Dalle immagini si vedono le fiamme alte ed un denso fumo nero che ha avvolto la zona.
L’incendio si è propagato in un deposito all’aperto nell’ex fabbrica Ceramiche reatine oggi “Terni Polimeri” dietro al Centro Commerciale Conforama.
Sul posto i Vigili del Fuoco ed i Carabinieri.






Incidente in via Liberato di Benedetto, auto contro albero
Incidente stradale in via Liberato Benedetto alle ore 23.30 del 4 dicembre dove una BMW si è schiantata violentemente contro un albero. Ferita la ragazza a bordo, trasportata dai sanitari del 118 all’ospedale di Rieti, illeso il ragazzo alla guida.
Sul posto i Carabinieri della locale stazione per i rilievi del caso e i Vigili del Fuoco che hanno messo in sicurezza l’intera area del sinistro stradale.

Stasera al Lounge Cafè 18.01 gli Havisham
Questa sera, sabato 3 dicembre, dalle ore 21:40 al Lounge Cafè 18.01 di via Garibaldi suoneranno gli Havisham, da poco esibitisi al Piper di Roma.
Una serata di grande musica, per trascorrere in compagnia il sabato sera.
Lavori scuola media Sisti, lunedì incontro tecnico in comune
Ci sarà nella giornata di lunedì 5 dicembre un incontro tecnico tra l’amministrazione comunale e la ditta incaricata di effettuare i lavori nella scuola media Basilio Sisti.
Nell’incontro verranno condivisi tempi e modalità dei lavori con il fine di rendere più agevole la permanenza nell’edificio di studenti e ditta.
Pompili: Santa Barbara ci da forza per affrontare le difficoltà del sisma che ci ha colpiti
“Tutto il vostro essere, spirito, anima e corpo”. L’essere dell’uomo non è semplicemente l’una o l’altra cosa, ma è tutte e tre insieme. H. Marcuse, peraltro non credente, ha messo in guardia dall’uomo «a una dimensione». Già nel 1964 notava non senza preoccupazione che: «una confortevole, levigata, ragionevole, democratica non-libertà prevale nella civiltà industriale avanzata, segno del progresso tecnico». Perché non-libertà? Perché l’individuo è ridotto al rango di consumatore, euforico e ottuso, e tutta la sua libertà sta nel carrello della spesa! In tal modo si perde la ricchezza dell’umano.
Quel che avviene nel microcosmo che è l’uomo, si riproduce nel macrocosmo della società. Il che rappresenta un ostacolo che pare insormontabile a chi come noi deve affrontare gli effetti di un terremoto persistente. La crisi che si è prodotta sul nostro territorio dopo il 24 agosto con il suo incalcolabile lascito di lutti e dopo il 30 ottobre con l’infiacchimento psicologico anche dei più resilienti, non può essere affrontata “a una dimensione”. Non basta un approccio solo economico e materiale, come non è sufficiente un approccio solo culturale e psicologico e neanche un approccio semplicemente spirituale e religioso. Occorre tenere insieme queste tre dimensioni. L’una sostiene l’altra, l’una dà consistenza all’altra. Dipenderà dalla capacità di mantenere questo dinamico e fecondo intreccio se la ricostruzione resterà una promessa inadempiuta o metterà invece in movimento un processo capace di dare frutti nel lungo periodo.
Paolo pone per primo lo spirito. Una priorità che in sé è già eloquente: vuol dire che ha fiato corto chi pensa di poter fare a meno di uno sguardo più ampio, che non si lascia ingabbiare dai soli “dati di fatto”. Onestamente, tutti sappiamo che una ecatombe del genere non si può superare solo in virtù del buon governo, quando miracolosamente si compisse. Peraltro il retro-pensiero di tanti è che il Friuli, l’Irpinia, l’Umbria, l’Aquila e l’Emilia sono ancora cantieri aperti, pur con mille distinguo. Ciò significa che c’è gente che a distanza di decenni ancora subisce sulla propria pelle gli effetti del terremoto. Solo se si ritrova uno spirito che sa immaginare altro rispetto alle macerie, che sa collocare questo momento in un tempo e in un senso diverso da quello dell’emergenza si possono affrontare le difficoltà e i ritardi.
Paradossalmente, essere in ginocchio apre una visuale diversa e più libera per fare quel salto di qualità necessario a immaginare un altro modello di sviluppo. L’umiltà ci rende più vicini alla terra ferita, più capaci di ascoltarla, lasciandoci ispirare dal genius lociche nonostante tutto ci parla. E così poter essere guidati per fare di questi nostri borghi, già colpiti dallo spopolamento ben prima che dal terremoto, un’occasione per inventare nuove forme di presenza. Ma senza lo spirito che va oltre i dati materiali non si fa nessun passo avanti. Se gli abitanti di Accumoli e di Amatrice, ma anche dei paesi e delle città del cratere non saranno capaci di andare al di là di quello che vedono oggi, sarà impossibile ricominciare a vivere. Quando nella storia dei popoli tutto è distrutto, solo chi ha uno sguardo spirituale sa incoraggiare a non arrendersi. Perché quello che oggi sembra impossibile torni alla nostra portata. Un realismo diverso ci è richiesto oggi. Il realismo della speranza che nel “non più” riesce a vedere un “non ancora”, e a renderlo possibile.
La dimensione dell’anima, il soffio che rende vivi e mette in relazione, è altrettanto fondamentale per riprendere a costruire insieme. Le ferite restano e per cicatrizzarsi ci vuole tempo. Ma guariranno più in fretta, senza riaprirsi alla prima difficoltà, se riusciremo a condividere anziché isolarci. Se non si riesce a garantire una prossimità che lenisca il dolore e che sostenga nel tragico momento del risveglio dall’incubo, non si potrà far ripartire la vita. La nostra gente è avvezza alla fatica e alle salite, non teme il freddo pungente e non si arrende di fronte al terreno incolto, ma ha bisogno di non dividersi e di non combattere su fronti contrapposti. Per questo la ricostruzione richiede un processo comunitario che sappia essere inclusivo e che si prenda cura prima di tutto delle relazioni, allestendo luoghi e dedicando tempi per far ricrescere la coesione e l’entusiasmo della comunità.
Infine c’è la dimensione materiale ed economica. Perché restare in questo territorio martoriato se non ci sono possibilità di far crescere i propri figli, prospettando delle possibilità di lavoro? L’economia, già fragile, ha subito una scossa devastante. Ma come suggeriscono in positivo tante vicende post-terremoto, questa fine può diventare un nuovo inizio. Mi viene in mente Noto, che dopo il crollo della cupola della Cattedrale ha visto nella ricostruzione la premessa per un investimento turistico che ha finito per soppiantare le vicina Siracusa, creando anche tante nuove possibilità di lavoro per i giovani. Vuol dire che l’economia riparte più forte se si dà seguito alla vocazione, magari ancora inespressa, di un territorio. Nel nostro caso il turismo e l’agroalimentare sono le frecce nell’arco da potenziare insieme. Questa crosta di terra spaccata può liberare energie che nella routine di una normalità tranquilla e un po’ sonnacchiosa erano rimaste intrappolate.
Spirito, anima e corpo. Non l’uno contro l’altro. Né l’uno senza l’altro. L’uomo è un essere insieme composito e semplice. È un intero che non può e non deve essere ridotto, mortificato, mutilato. Restiamo interi, anche se impoveriti. Con i piedi ben saldi su una terra che, benché ferita, ha tanto da dire al mondo. E con gli occhi capaci di vedere che anche le macerie sono impastate di cielo. È questa la nostra ricchezza.
«Va tutto bene, mamma, sto solo sanguinando», canta Bob Dylan tra le macerie lasciate da chi ci bombarda da ogni direzione con una immagine falsa e misera della realtà. Un sistema che lentamente fagocita e manipola a suo piacimento gente «impegnata a morire e non a nascere». Noi siamo impegnati a nascere: ci aiuti santa Barbara, il cui sangue sparso per amore ci donerà la forza e la fede per affrontare insieme il tempo che ci aspetta.
Santa Barbara, ai Vigili del Fuoco una targa per l'infaticabile opera durante l’emergenza sisma
Domenica 4 dicembre, in occasione delle celebrazioni di Santa Barbara, Patrona della Città di Rieti e del Corpo dei Vigili del Fuoco, il sindaco Simone Petrangeli, insieme al consigliere comunale Emanuele Donati, consegnerà al Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Ing. Maria Pannuti, una targa come riconoscimento per l’infaticabile opera di soccorso e sostegno prestato alle popolazioni durante e dopo il sisma che ha colpito il Centro Italia.
La consegna del riconoscimento si terrà a margine della consueta cerimonia in programma presso il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco.
Lunedì 5 dicembre apre la succursale del pedagogico
La Provincia di Rieti riconsegna alla dirigenza dell’Istituto Pedagogico gli spazi all’interno dell’edificio della ex Sacchetti Sassetti dove collocare le classi della succursale a partire da lunedì 5 dicembre.
Dopo la conclusione dei lavori, gli operai dell’Amministrazione provinciale e la ditta delle pulizie nelle giornate di oggi e domani predisporranno le aule per permettere, come da accordi, la ripresa dell’attività didattica lunedì mattina: solo al quarto piano, che verrà riconsegnato in seguito, continueranno nei prossimi giorni lavori di tinteggiatura e di pulizia ma in ogni caso tutto ciò non inciderà sul normale svolgimento delle lezioni.
Gli interventi effettuati in questa settimana sono serviti a ripristinare l’agibilità dell’edificio così come richiesto dai tecnici della Dicomac e del Genio Civile secondo la normativa vigente. Inoltre, per maggior scrupolo, a seguito dei sopralluoghi effettuati dai tecnici incaricati dalla Provincia si è deciso di effettuare ulteriori interventi, seppur non richiesti, su altre criticità emerse al fine di garantire una maggiore sicurezza della struttura.
Per ciò che riguarda gli esposti del comitato dei genitori che sono pervenuti all’Amministrazione si è provveduto a informare la Regione e ad inoltrarli al Ministero dell’Istruzione e alla Protezione Civile per valutare congiuntamente tutte le eventuali azioni da intraprendere.

