Alla luce delle recenti elezioni dei Presidenti e dei rispettivi vice delle Commissioni Consiliari, il gruppo Agire- Fratelli d’Italia esprime soddisfazione per il risultato ottenuto.
L’assegnazione a Matteo Carrozzoni della Presidenza della Commissione I: Pianificazione, lavori pubblici, ambiente e territorio e a Francesco Forgini la Vicepresidenza della Commissione 3: Cultura, sport, università, turismo e tempo libero che fanno seguito alla nomina di Daniele Sinibaldi Vicesindaco e Assessore alle attività produttive e turismo e all’elezione di Claudia Chiarinelli come Vicepresidente del consiglio rappresentano un nuovo punto di svolta nello sviluppo delle azioni di programma che l’amministrazione sotto la guida del Sindaco Antonio Cicchetti intende portare avanti.
A partire da ora tutti i rappresentanti della compagine hanno un ruolo ben definito e attivo.
Commissioni Consiliari, soddisfazione di Agire-Fratelli d’Italia per il risultato ottenuto
Comune di Rieti, i presidenti e vice delle commissioni consiliari
I presidenti e i vice presidenti delle commissioni consiliari permanenti del Comune di Rieti:
- Pianificazione, Lavori Pubblici, Ambiente e Territorio
Matteo Carrozzoni, presidente
Maurizio Ramacogi, vice presidente
- Bilancio e Programmazione, Affari Generali e Personale
Antonio Tosoni, presidente
Roberto Donati, vice presidente
- Cultura, Sport, Università, Turismo e Tempo Libero
Onorina Domeniconi, presidente
Francesco Forgini, vice presidente
- Sanità, Sicurezza e Assistenza sociale, Lavoro
Morena De Marco, presidente
Alberta Paris, vice presidente
- Modifiche Statutarie, Elaborazione, Proposizione e Revisione dei Regolamenti Comunali
Fabio Nobili, presidente
Angela Di Marco, vice presidente
- Controllo e Garanzia
Alessandro Mezzetti, presidente
Ettore Saletti, vice presidente
Intervista allo scrittore Diego K. Pierini
Gli occhi incollati agli schermi, i calli dovuti alle manopole, i mostri di fine livello e un altro gettone per continuare il gioco sognando di avere “Vite infinite”. Fari puntati sul “videogame” raccontato dal brillante autore sabino d’adozione Diego K. Pierini in un diario atipico, minuzioso e profondamente intimo che mescola impressioni, riflessioni, ricordi personali e molta ironia per parlare di uno dei più grandi fenomeni intergenerazionali dell’era moderna.
Nato ad Ancona nel 1979, laureato in filosofia, da 15 anni vive a Poggio Mirteto e la sua carriera spazia di arte in arte, con una particolare attenzione a quella letteraria. Ha scritto d’intelligenza artificiale, culture digitali, musica e cinema. Ha alle spalle un lungo percorso nel settore televisivo, prima come autore di Parla con me, quindi a Voyager, The Show Must Go Off e Gazebo, con cui lavora tuttora, e collabora con Synthesis come traduttore freelance di videogiochi. Ha pubblicato un saggio sull’intelligenza artificiale, Noi, robot (Bandalarga, 2010) e una raccolta di racconti, SubLimen (Ensemble, 2012).
Diego, qual è il tuo legame attuale con Rieti e la Sabina?
Sono arrivato alle porte della Sabina in modo pressoché casuale, per ragioni di lavoro, circa quindici anni fa. Al momento di scegliere se avvicinarmi a Roma o addentrarmi in essa, ho optato per la seconda. Non particolarmente attratto dagli eccessi della metropoli, ho trovato in Sabina un ambiente naturale magnifico, un comparto enogastronomico (pure troppo, mi dicono dei bollettini in arrivo dagli organi interni) seducente, una realtà culturale stimolante, contro lo stereotipo classico della zona rurale: molte attività, associazioni locali combattive, popolazione ricettiva. Incontri il tizio che scende dalla mietitrebbia e ha le mani a forma di badile, ti aspetteresti una sequenza di suoni gutturali, invece ti cita Kafka e ascolta Frank Gambale. Non potevo non rimanere.
Una carriera eclettica la tua, che ha toccato varie forme d’arte e di comunicazione: dalla tv alla musica, dalla radio al cinema, dalla scrittura alla comunicazione pubblicitaria. Quale di queste attività senti più tua e perché?
Lo ripeto spesso: dato che non so fare nulla veramente bene, provo a fare tutto. Un po’ come i cosiddetti ‘calciatori di quantità’. Sento mia, in primis, la necessità di elaborare le sostanze che ho a disposizione e sperimentare con esse: un po’ come il piccolo chimico, ma senza dare fuoco alle tende del salotto. Credo che alla base di tutto ci sia in primis una spinta alla verbalizzazione – fino al punto che uso il mio corpo come luogo di tatuaggi esclusivamente alfanumerici – quindi forse scrivere è l’attività che sento più mia. Tutto il resto è una trasformazione di una scrittura in altro media. Tutte le mie esperienze sono un processo di ‘conversione’, per dirla col linguaggio dei videogame.
Vite infinite, il tuo ultimo lavoro, come è stato accolto?
Probabilmente è troppo presto per tracciare un bilancio, il libro è uscito da poco e i tempi estivi sono sempre piuttosto dilatati, ma finora non ho ricevuto buste di antrace o teste di cavallo. E il pubblico di settore sembra reagire bene. Specie considerando che dopo due saggi e due libri di narrativa, stavolta la sfida era più ardua: mescolare il contenuto storico e analitico a uno stile strettamente pop che si spingesse più in direzione del racconto che dell’analisi. Anche perché di analisi pure, canoniche, ne hanno già proposte molte firme ben più autorevoli di me. Per avere un primo vero polso della situazione, però, credo sarà cruciale l’evento romano del 14 settembre al Monk (alle 19.30): lì capirò meglio la ricezione del tema da parte del pubblico più generalista. Ho già fatto installare le reti metalliche contro gli ortaggi, come in “Blues Brothers”.
È un libro scandito sui tuoi ricordi e al centro ci sono i videogamer, più che i videogame. Perché hai fatto questa scelta?
Il testo tutto sommato vede i due soggetti in equilibrio paritario: rivolgere agli esperti di videogames una nuova disamina sul tema mi pareva inutile, mentre mi premeva molto di più offrire un affresco più emozionale che andasse a rievocare, in chiave nostalgica ma anche decisamente ironica, l’epopea ipersatura ed entusiasmante di quei figli estetici degli anni 80 la cui psiche è rimasta tragicamente corrotta dalle ore spese tra mondi fantastici e manipolazione onanistica del proprio joystick (ma anche da Drive In e Automan). Qualcuno doveva pur spiegare la sociopatia e il decremento della vista da cui è affetta l’ultima generazione analogica. Ciò detto, parlare del mondo dei videogiochi, più che dell’oggetto videogioco, è un escamotage per toccare argomenti molto più vari, dalla sottocultura musicale al cinema, dal rapporto con le riviste alle relazioni umane.
Qual è stato il giudizio o la recensione che ti ha fatto più piacere ricevere?
Le recensioni cominciano pian piano a comparire, specie sul web. Senza dubbio sono stato estremamente lusingato dallo spazio abbondante che un nome storico del giornalismo videoludico come Bonaventura Di Bello ha deciso di dedicare a “Vite infinite” sul suo blog personale: la sua analisi ricca e articolata ha messo in luce aspetti cui tenevo molto, e mi ha pure fatto notare di aver scritto cose che neanche sapevo di sapere. Un paradosso socratico, e con Socrate non si scherza. Un po’ come con Gundam.
Rivolgiamo un breve sguardo al futuro dei videogiochi e all’impatto nella vita dei ragazzi. Quale contributo dà una passione come questa oggi?
Nel momento in cui mi chiedi una considerazione del genere e specifichi ‘breve’, mi ricordo subito il mantra genitoriale del ‘corri ma non sudare’! L’impatto sui ragazzi di oggi è a mio avviso quello di ogni attività ludica: positivo, se ammortizzato da una cultura familiare, scolastica, ecc., capace di offrire necessari strumenti di lettura. Anche il karate è una disciplina positiva, certo se ti allena il villain di “Karate Kid” un po’ meno. Si è perso molto in termini di acquisizione di pattern e pensiero matematico, propri dei vecchi giochi, si è guadagnato sul piano di affezione per le narrazioni, perché il gioco sta cambiando in direzione della realtà alternativa. Semmai, va notato che il pubblico non è più fatto di ragazzi, ma è intergenerazionale come mai prima. Sul futuro del videogame: siamo in un punto di stallo tecnico e di ricerca di nuove vie, questo capita normalmente all’alba di un nuovo ‘salto di paradigma’. La due grandi tendenze sono la realtà virtuale e la trasformazione del gioco in ‘servizio’.
Se dovessi riassumere l’evoluzione che questo settore ha avuto negli ultimi 30 anni, fino ad oggi, pensi che l’aumento delle potenzialità tecnologiche sia andato di pari passo con l’incremento del piacere nel gioco?
Cambia il tipo di piacere: la soddisfazione di aver ‘battuto la macchina’ è forse inferiore (perché l’I.A. è evoluta fino al punto di non percepire più differenza così profonda con l’umano, durante il gioco), così come la sensazione aliena di trovarsi di fronte a qualcosa di totalmente nuovo – le lucine colorate e i suoni roboanti ci attraggono irrimediabilmente come falene, a noi umani. Ma oggi ci sono mondi da esplorare, ambienti avvolgenti, l’estensione potenzialmente infinita data da multiplayer e gioco online. Tengo alto il doppio vessillo della nostalgia e della fascinazione per le tecnologie d’avanguardia. Se si ha una quantità sufficiente di aspirine e antiacidi, è un conflitto esistenziale divertente.
Progetti a cui stai già lavorando o a cui pensi di dedicarti in futuro?
Ora sono molto impegnato con la ripresa del programma per cui lavoro – si chiamava Gazebo su Raitre, avrà un nuovo titolo su La7 – e con l’editing di alcuni video musicali realizzati per un paio di band locali, oltre ovviamente alla promozione di “Vite infinite”. Sul piano strettamente editoriale, sto riflettendo su un altro romanzo di forte stampo grottesco che dovrebbe riprendere la traccia del precedente “Overdrive”, ma potrebbe anche essere il turno della graphic novel, con un progetto gothic/noir in stand by da molti anni che potrebbe essere il momento di portare finalmente a termine. Oppure continuerò semplicemente a guardare video di gattini su YouTube.
Esubero lavoratori, Conforama disponibile ad un tavolo negoziale con i sindacati
Le Organizzazioni Sindacali territoriali Filcams —CGIL, Uiltucs —UIL informano che la Direzione Aziendale Conforama ha comunicato la disponibilità ad aprire un tavolo negoziale, comunicandoci le date dell’incontro che sono 18 — 19 — 20 Settembre 2017.
Come sindacati possiamo sicuramente confermare un cambio rotta della Direzione Aziendale, il tavolo-negoziale che sarà composto oltre che, dalle Organizzazioni Sindacali di Categoria e Confederale saranno presenti anche le Istituzioni locali, in primo luogo it Comune di Cittaducale interessato in quanto il punto vendita e collocato sul territorio del suo Comune e Rieti come capoluogo di provincia, il confronto dovrà garantire gli approfondimenti necessari di merito della vertenza in corso.
E’ necessario affrontare la problematica del punto vendita Conforama di Rieti che nella vertenza attuale vede già coinvolti 8 lavoratori dichiarandoli in esubero. La scelta aziendale a gestirli attraverso it trasferimento presso il punto vendita di Udine.
Le nostre posizioni come Organizzazioni Sindacali già annunciate più volte, sono di contrarietà, non è sostenibile per i lavoratori affrontare un trasferimento a 800 km di distanza, mettendo in discussione l’intera vita e l’equilibrio familiare. Se poi pensiamo che i lavoratori coinvolti sono anche part-time le problematiche diventano ancora più insostenibili. Le problematiche già annunciate della Conforama, sono di natura economica e sostenibilità del punto vendita, ma anche logistiche, motivo per cui ci siamo spesi nell’organizzare un tavolo Confederale che vede oltre che le Organizzazioni sindacali di categoria anche le Confederazioni nel coinvolgere direttamente le istituzioni locali.
Ricercare insieme le strade che consentono di rilanciare il polo commerciale e rendere sostenibile l’attività, per ridurre l’impatto di uno stato di crisi avanzato dei livelli occupazionali del territorio, ricordando che it punto vendita Conforama di Rieti occupa circa 72 lavoratori, motivo per cui a necessario ricercare percorsi sostenibili e conservativi per i lavoratori, e non solo imputare al costo del lavoro le ragioni di una crisi economica.
Oggi deve essere compiuto lo sforzo congiunto per affrontare le problematiche; capire la volontà dell’azienda di avviare gli investimenti e le prospettive territoriali, per questo abbiamo richiesto il piano industriale, affinché sia data una prospettiva certa del futuro per l’intero organico del punto vendita, composto da circa 72 lavoratori e famiglie.
Per tali ragioni it primo incontro e fissato per il giorno 18 settembre presso il Comune di Cittaducale alle ore 14.
Filcams CGIL Fabrizio Pilotti Uiltucs- Uil Pietro Feliciangeli
Creative Business Cup, "CartoonAble" della PDV conquista il secondo posto
Nuovo importante risultato per la casa editrice reatina Puntidivista, con il suo CartoonAble, primo cartone animato accessibile a tutti i bambini, anche a quelli con difficoltà legate alla sordità, cecità e all’autismo. Sul podio, al primo posto, Betwyll, un’app con cui è possibile leggere e commentare testi. L’idea nasce dall’esperienza di social reading qual è TwLetteratura. Gli altri team finalisti di Creative Business Cup sono stati 25, rappresentativi di molte regioni italiane.
La Puntidivista (PDV) è stata l’unica a rappresentare Rieti ed una delle 5 a portare i colori del Lazio, Regione questa, insieme all’Emilia Romagna, con il maggior numero di partecipanti. A seguire la Regione Marche con 4 concorrenti, la Toscana con 3, il Piemonte e la Lombardia con 2, ed infine con un concorrente le regioni Liguria, Campania, Puglia e Basilicata.
CartoonAble continua a farsi conoscere su tutto il territorio nazionale, Creative Business Cup è solo l’ultima partecipazione ad un concorso di questo grande progetto della Puntidivista che ha partecipato anche al Giffoni Film Festival 2017, riscuotendo applausi e complimenti.
Antrodoco, l'InterocreaFestival 2017 chiude con il Torneo di Scacchi
L’Associazione Culturale Schola Cantorum Antrodoco, a conclusione dell’Interocrea Festival 2017 in collaborazione con la Parrocchia Santa Maria Assunta, l’A.S.D. il Discobolo di Roma, la Proloco, la Compagnia Arcieri e Tamburi di Antrodoco, la Pallini SpA, con il con il patrocinio del Comune di Antrodoco, Settore Turismo e Cultura, ha organizzando il 4° Torneo di Scacchi intitolato alla memoria dell’indimenticato Dott. Pier Angelo Fidanza, scomparso prematuramente otto anni fa.
Marostica rimane inarrivabile, la cui partita si svolge con cadenza biennale, ma è la prima scacchiera vivente in Provincia di Rieti, in costumi medievali, che sarà nel Chiostro di Santa Chiara sabato 9 settembre 2017, con la partecipazione dei figuranti appartenenti ai sei Rioni antrodocani:.
Con partenza alle ore 21,00, l’evento inizierà con la sfilata dei “Pezzi” degli scacchi, accompagnati dalla Compagnia Tamburi e Arcieri Antrodocani e il corteo si snoderà per le vie del Centro Storico fino al chiostro di Santa Chiara, dove verrà allestita la mega scacchiera di 100 metri quadri su cui i “Pezzi” troveranno posto. La partita, rievocherà una storica, già giocata e trascritta.
A fine partita sarà offerto a tutti i partecipanti una bevanda a base di sciroppi della Pallini. Domenica 10 settembre, a partire dalle ore 10,00 , si svolgerà il Torneo di Scacchi SemiLampo, con regolamento UISP, aperto a tutti i principianti, presso il Chiostro di Santa Chiara, 4° Memorial “Dott. Pier Angelo Fidanza”, grande appassionato di scacchi e fondatore della Confraternita della Misericordia di Antrodoco.
Premi con prodotti tipici antrodocani per i vincitori e attestati per tutti i partecipanti. Targa 4° Memorial Dott. Pier Angelo Fidanza al miglior giovane antrodocano classificato, al fine di spronare i cittadini all’approfondimento del gioco degli scacchi, con la fondazione di un circolo scacchistico locale e una probabile collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Antrodoco.
Per informazioni:
320 7720745 – 329 5681806 o inviare email a scholacantorumantrodoco@virgilio.it
La reatina Tamara Smordoni in semifinale a "Miss Mamma 2018"
La bellissima Tamara Smordoni, nativa di Rivodutri ma residente a Rieti, è volata in semifinale al concorso nazionale “Miss Mamma 2018”.
Rietinvetrina.it ha contattato Tamara per farsi raccontare l’emozione di vivere un concorso diverso dal solito, dove, oltre alla bellezza, ci sono anche prove di abilità e la possibilità di conoscere le varie partecipanti anche sotto il profilo personale e caratteriale.
Tamara, perché hai scelto di partecipare e come stai vivendo questa esperienza?
“Ho scelto di partecipare perché non è il solito concorso di bellezza e basta. Oltre ad una prova passerella c’é anche una prova abilità e non c’era miglior occasione per mettermi alla prova. Nella vita ho avuto l’opportunità di partecipare a diversi concorsi come Miss Italia e Miss Mondo. Ora sono diventata mamma e la voglia di mettermi in gioco è rimasta viva in me. Sono rimasta molto colpita della mia vittoria e quindi dall’acceso in semifinale perché eravamo tutte molto diverse, ma ad ogni modo ognuna di noi aveva una particolarità. Non conoscevo il metro di giudizio e sono rimasta piacevolmente colpita dell’esito.”
La moda e le sfilate sono le due strade che hai deciso di intraprendere nella vita?
“La moda e le sfilate sono una passione. Farne un lavoro è un privilegio per pochi, però finché mi troverò in questo ambiente… beh, non mi tiro indietro. Nella vita faccio tutta un’altra cosa, gestisco una palestra, ma ripeto, amo la moda, la fotografia e tutto ciò che vi ruota attorno.”
Come ti vede tua figlia?
“Non so come mi veda mia figlia, Mia. Ha solo 2 anni e non comprende ancora il contesto. Nelle occasioni in cui l’ho portata con me si è particolarmente divertita, e questo è importante. Le insegnerò e la spronerò sicuramente a coltivare e seguire ogni sua passione, come d’altronde ho fatto io. ”
Ricordiamo che la finale del concorso si terrà nell’estate del 2018.
RIETINVIDEO – UIL, sisma e rinascita nel primo appuntamento di "Incontriamoci"
È dedicata al tema della ricostruzione la prima serata dell’edizione 2017 dell’evento “Incontriamoci” organizzato dalla Uil di Rieti anche grazie al patrocinio del Comune di Rieti. “Politiche, ricostruzione e rinascita del territorio dopo il sisma”, questo è il titolo dell’incontro di giovedì sera.
Con l'arrivo di Leonardo Marini il roster della NPC Rieti è al completo
La NPC RIETI PALLACANESTRO completa il roster 2017/2018 con l’acquisto del lungo Leonardo Marini. Classe 1995, nato a Padova, con i suoi 205 cm di altezza è il tassello mancante che serviva a coach Nunzi per affrontare il campionato alle porte. Il ventiduenne padovano, lo scorso anno a Recanati ha giocato 12.6 minuti a partita con 3.6 punti a partita, 1.7 rimbalzi a gara e 59% da 2.
Inoltre è reduce da un provino con Brindisi, società di serie A1 che lo ha rilasciato proprio qualche giorno fa.
Queste le sue prime impressioni: ” Ho avuto modo di vedere la città grazie alle partite giocate al PalaSojourner ed ovviamente conosco il club. So che Rieti è una piazza importante per il basket e questo mi stimola molto. Ovviamente sono soddisfatto della proposta che mi ha subito entusiasmato. Sarà un anno nel quale voglio dare il massimo sia per gli obiettivi del club che per quelli personali.”
Il giocatore che sta arrivando in queste ore a Rieti provvederà il prima possibile ad espletare le visite mediche per essere a disposizione per i primi allenamenti.
Un bel regalo per coach Nunzi che proprio oggi compie gli anni e che potrà testare la squadra al completo già dall’incontro di sabato 9 dove la NPC parteciperà al TROFEO DEGLI ANGELI al PalaAngeli de L’Aquila.
Ecco quindi il roster al completo:
Hearst Zaid, Davenport Chris, Gigli Angelo, Carenza Giovanni, Hassan Norman, Conti Alberto , Savoldelli Nicola, Casini Juan Marcos, Tommasini Claudio, Leonardo Marini.
Commissario ASL D'Innocenzo: "A breve modulo radiologico al pass di Amatrice"
Il Commissario straordinario della ASL di Rieti Marinella D’Innocenzo è intervenuta alla prima giornata di “Incontriamoci”, l’evento organizzato dalla UIL Rieti. Tema dell’incontro “Sisma e rinascita”.
“Stiamo lavorando per portare il modulo radiologico al Pass di Amatrice e potenziare tutti i servizi. La novità di questo modulo sarà la possibilità di fare gli esami strumentali ed inviare le immagini immediatamente al de Lellis di Rieti. L’obiettivo è quello di tornare alla normalità nelle zone colpite dal sisma.” – commenta la D’Innocenzo.
“Per l’ospedale Grifoni mercoledì 6 settembre, c’è stata una nuova riunione in Regione, sulla necessità di andare verso la ricostruzione dell’ospedale in una zona disagiata. Contiamo di procedere alla demolizione di cio che rimane della struttura entro fine settembre 2017. Dopo l’affidamento della progettazione – prosegue il Commissario – miriamo all’apertura del cantiere per la ricostruzione del nosocomio entro aprile 2018. Tutto in trasparenza e legalità. Dovremo rendere conto del rigore e della trasparenza anche al Governo tedesco che ha donato 6 milioni di euro per questo obiettivo.”
“Per la sanità reatina lavoreremo affinché faccia emergere tutte le sue potenzialità.” Ha concluso il Commissario straordinario della Asl di Rieti Marinella D’Innocenzo.

