“Insistere sullo spostamento del nuovo ospedale di Amatrice a Torrita sembra un incaponirsi su una strada che rischia di inficiare la realizzazione dell’opera in tempi celeri e con procedure certe. Tanta solerzia sarebbe stata opportuna qualche anno fa quando in pochi ebbbero l’ardire di opporsi ai tagli di Zingaretti che voleva chiudere il Grifoni.
I sindaci certamente fanno il proprio mestiere, tuttavia intravedo una certa strumentalità ingiustificabile da parte del Pd che organizza la protesta in gran segreto, lasciando impronte dappertutto, quando invece dovrebbe spogliarsi di interessi di parte, ancor più fuori luogo data la situazione di Amatrice, e preoccuparsi esclusivamente dell’interesse dei cittadini”.
È quanto dichiara il consigliere regionale del Lazio, Pietro Di Paolo, presidente della commissione speciale sul Terremoto.
Di Paolo, commissione terremoto: "Sul Grifoni no strumentalizzazioni politiche"
Rifugiati, scateniamo guerre ma la colpa di tutto anche a Rieti è sempre la loro
Pubblichiamo di seguito la lettera aperta del Comitato rifugiati ed immigrati Rieti:
“Lungi da noi difendere chi fa il teppista o spaccia droga, nero, bianco o giallo che sia. Questi devono essere perseguiti con fermezza e messi nelle condizioni di non nuocere. Ma riteniamo che la verità vada detta tutta, quale presupposto indispensabile ad orientare soluzioni efficaci, non strumentalizzabili per meschini calcoli elettorali e restituire dignità e diritti ad esseri umani che sottoponiamo ad infinite ingiustizie.
Il fenomeno migratorio nella provincia di Rieti consegna un dato pressoché stabile negli ultimi anni, con netta prevalenza per provenienza dall’Est Europa; ma il tempo trascorso, specie per i Rifugiati, non ha migliorato le forme di accoglienza: dopo il primo periodo di attesa nei centri SPRAR o altro, i richiedenti asilo vengono quasi tutti abbandonati a se stessi, senza lavoro, senza una casa, in miseria ed in condizioni sociali assolutamente precarie. Una condizione umiliante e moltiplicatrice di problemi, non dissimile dai tantissimi italiani che non trovano lavoro o l’hanno perso a seguito della crisi economica.
Non crediamo affatto che questa indegna condizione sia inevitabile e che le persone più fragili non possano avere un’alternativa. Nel corso di questi lunghi anni, come Organizzazioni civiche di tutela dei diritti, non abbiamo mai smesso di proporre soluzioni praticabili.
Per il lavoro a persone svantaggiate italiane e migranti, abbiamo chiesto, ad esempio, di affrontare il problema critico della produzione di vegetali, oggi avvelenati dall’uso di pesticidi e dall’impiego di macchinari inquinanti, destinando alcuni ettari di terra comunali ad agricoltura biologica, ortaggi e frutta privi di inquinanti, con la possibilità di rifornire, così, le mense scolastiche con cibo sano e di qualità per i nostri figli. Tali proposte furono fatte alla vecchia Amministrazione di destra Emili ed a quella successiva di centrosinistra di Petrangeli, con esito, a pari merito, assolutamente negativo.
Altrettanto inascoltate le nostre proposte inerenti ad interventi sperimentali sulla pulizia e sul decoro della città, sulla raccolta differenziata dei rifiuti, sulla manutenzione del territorio in chiave preventiva per il rischio idrogeologico, la prevenzione degli incendi e il rimboschimento, la messa in sicurezza antisismica del patrimonio edilizio, la formazione di personale in grado di prendersi cura di anziani e disabili con umanità e professionalità. Tutti aspetti che, in mancanza di interventi mirati, già oggi ci costano decine di milioni di euro in interventi riparativi e lutti infiniti, a costi ben maggiori degli investimenti per occupare giovani disoccupati italiani e rifugiati, altrimenti abbandonati a se stessi.
L’Unione Europea, per altro, avendo emanato bandi mirati all’integrazione lavorativa per i giovani e gli immigrati, non avrebbe certo bocciato i progetti proposti. Ma evidentemente, la classe politica locale non ha avuto sinora né la volontà, né la capacità di promuovere ed agire simili programmi sociali, a costo pressoché zero.
Sulla questione “ordine pubblico”, tanto cara ai reazionari ed ai razzisti di ogni epoca, ricordiamo le tante volte che abbiamo segnalato, sfruttatori e speculatori e spacciatori, sia tra le finte imprese cooperative italiane, che tra alcuni immigrati e richiedenti asilo. Nessuno sa darsi ragione della “grande tolleranza” verso tutti costoro che continuano ad agire indisturbati, “impresari della disgrazia” che continuano a ricevere ancora, incredibilmente, l’affidamento di rifugiati richiedenti asilo ed a godere, in qualche caso, di assoluzioni giudiziarie. La nuova Amministrazione Cicchetti saprà raccogliere la sfida dell’accoglienza e dell’integrazione, invece di raccogliere il “vomito bilioso” del peggior razzismo locale?
Per l’ennesima volta, infine, chiediamo di essere coinvolti, come Organizzazioni civiche e sindacali non implicate economicamente nel “business” sui migranti, nella fase di analisi, proposta e controllo dei programmi e dei progetti che riguardano l’accoglienza e l’integrazione a tutti i livelli istituzionali locali.”
COMITATO RIFUGIATI e IMMIGRATI Rieti
(U.S.B. Unione Sindacale di Base Rieti – Comitato contro la Guerra, lo sfruttamento dei popoli e per i diritti degli Immigrati e dei Rifugiati – Ass. Partecipazione – Rieti Virtuosa – Sabina Radicale)
Banda ultralarga e digitale, al via il Progetto camerale Ultranet
Sensibilizzare, informare, formare sulle opportunità offerte dalla banda ultralarga. Ma anche stimolare la domanda e l’offerta, pubblica e privata, di nuovi servizi 4.0. E’ l’obiettivo del progetto Ultranet, che vedrà impegnata per i prossimi tre anni Unioncamere, vincitrice di un bando del Ministero dello Sviluppo economico, insieme alle Agenzie del sistema camerale ed alle 76 strutture camerali – 75 Camere di Commercio tra cui quella di Rieti e una Unione regionale – per ridurre il ritardo digitale accumulato dal nostro Paese, quart’ultimo nella classifica dei 28 Stati dell’Unione europea secondo il Digital Economy and Society Index 2017.
Con Ultranet, quindi, il sistema camerale, coerentemente con la Strategia italiana lanciata dal Governo e con le Linee guida per il piano di comunicazione nazionale per la Banda ultralarga, affiancherà l’azione del Governo prima di tutto, ma non solo, nelle cosiddette “aree bianche” (quelle in cui nessun operatore è interessato a investire nei prossimi tre anni e che sono quindi oggetto dell’intervento pubblico).
“Lo sviluppo delle infrastrutture digitali e la promozione dell’utilizzo del digitale tra le imprese ci vedono impegnati in prima linea come “ponte” privilegiato tra pubbliche amministrazioni ed imprese così come definito anche dalla recente riforma del Sistema camerale e, per quanto riguarda il nostro territorio, anche alla luce di quanto stabilito dal Patto per la ricostruzione e la crescita dei comuni colpiti dal terremoto in collaborazione con i livelli istituzionali nazionale e regionale”, ha dichiarato Vincenzo Regnini, presidente della Camera di Commercio di Rieti.
Tra i punti di forza di questa iniziativa, la possibilità di valorizzare i dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio per consentire ad Infratel Italia Spa, la società in house del Ministero dello Sviluppo economico che è il soggetto attuatore dei Piani Banda Larga e Ultra Larga del Governo, di programmare ed effettuare lavori di infrastrutturazione pienamente rispondenti alla distribuzione delle imprese sul territorio.
Figure centrali per la realizzazione del progetto sono gli oltre 130 Pivot territoriali già selezionati all’interno delle Camere di commercio che, a partire dal 5 ottobre prossimo, saranno impegnati in una specifica attività di formazione. A supporto dell’attività dei Pivot, è stata già predisposta una Community riservata e sarà presto reso disponibile un network informativo pubblico che si arricchirà man mano delle best practices individuate a livello territoriale.
Saranno proprio i Pivot, anche in collaborazione con i 77 Punti per l’impresa digitale che le Camere di commercio stanno avviando nell’ambito del Network Industria 4.0 promosso dal Ministero dello Sviluppo economico, che realizzeranno gli oltre 160 seminari ed eventi informativi previsti rivolti alle imprese, soprattutto di piccole dimensioni, agli operatori economici, ai cittadini e alle altre pubbliche amministrazioni. Obiettivo di queste attività è stimolare la nascita di nuovi servizi e l’aumento della domanda di connettività, informando al tempo stesso su tempi, modalità e stato di sviluppo del piano per la banda ultralarga
Ad Accumoli nasce "Accupoli", primo edificio italiano in legno compensato autoportante
Si chiama Accupoli, ospiterà un centro aggregativo per accogliere eventi e incontri per la collettività ed è la prima struttura in Italia realizzata, nelle parti portanti, in legno compensato. Sorgerà ad Accumoli, uno dei paesi maggiormente danneggiati dal sisma del 24 agosto 2016. È la risposta concreta all’emergenza da parte di H.E.L.P. 6.5, acronimo di Housing in Emergency for Life and People, l’associazione fondata a luglio 2017 dall’architetto torinese Lorena Alessio, ricercatrice al Politecnico di Torino, e da un pool di studenti ed ex studenti dell’ateneo stesso (coordinato da Carola Novara, Chiara Mezzasalma, Francesca Turnaturi e Matteo Gossi). Il nuovo edificio – costruito su un terreno del Comune e donato all’amministrazione municipale – sarà realizzato in circa due mesi: dopo la posa delle fondazioni ad agosto, è partito ufficialmente oggi il cantiere per il montaggio della struttura, che rappresenta il seme per la rinascita della vita culturale locale.
Il progetto si sta concretizzando grazie a una gara di solidarietà che vale circa 300mila euro: oltre al contributo della Compagnia di San Paolo e di Acri (l’associazione che rappresenta collettivamente le Fondazioni di origine bancaria) è sostenuto dall’associazione di costruttori Aniem Piemonte, Associazione Nazionale Imprese Edili e Manifatturiere, da aziende piemontesi e non (fra cui Betonwood, Ormea Franco, Dott. Gallina, Gallo Legnami, Idrocentro, Unimetal, Finder, Daikin) e da un team composto da ingegneri strutturisti, termoidraulici ed elettrici, che hanno deciso di mettere in campo le proprie competenze con parcelle simboliche e tendere una mano alla popolazione del piccolo municipio del Centro Italia.
«La Compagnia di San Paolo sostiene l’Associazione H.E.L.P. 6.5 e il progetto per la realizzazione di soluzioni innovative che possano aiutare la ripresa delle comunità in condizioni di vita disagiate a causa del terremoto. Riteniamo particolarmente innovativa una progettazione e una costruzione capace di sperimentare metodi costruttivi con l’applicazione di materiali sia tradizionali che contemporanei, che vedrà coinvolti laboratori di architettura, tecnologia ed ingegneria di un’università italiana e una giapponese», afferma Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo.
«Creare una struttura, con modalità assolutamente innovative, che ospiti eventi culturali e iniziative sociali intorno ai quali si possa riunire una comunità che il sisma ha rischiato di disgregare ci pare un elemento importante da cui far partire la rinascita di questo luogo. La cultura e il dialogo contribuiscono alla coesione sociale e questa è certamente una buona base su cui riavviare lo sviluppo», spiega Giuseppe Guzzetti, presidente di Acri.
Il team di progetto ha utilizzato, perfezionato e adeguato alla legislazione italiana una tecnologia giapponese. La nascita di Accupoli s’inserisce nella collaborazione fra il Politecnico di Torino e il Kobayashi Lab di Tokyo ed è lo sviluppo concreto di un modulo sperimentale nato sulla falsariga del sistema costruttivo Veneer House, messo a punto dal professor Hiroto Kobayashi dopo il terremoto del Tohoku del 2011, che provocò uno tsunami e il disastro di Fukushima. La collaborazione si è sviluppata attraverso la tesi di laurea seguita da Lorena Alessio e sviluppata da Carola Novara, architetto ed ex studentessa del Politecnico di Torino, vicepresidente di H.E.L.P. 6.5. Accupoli è uno spazio pronto ad accogliere riunioni, conferenze e concerti. Uno spazio da interpretare e configurare in modi differenti nel tempo.
«Fin dal principio c’è stata la volontà di realizzare un elemento di buona qualità architettonica, pur dovendo adattarsi all’economicità del progetto. Gli allestimenti interni sono stati lasciati in legno a vista. Tutti gli elementi estetici e di finitura hanno anche un ruolo strutturale o funzionale, così da ridurre al minimo il numero di componenti e la complessità del manufatto. Il tutto, sommato anche a uno studio mirato a produrre il minor numero di scarti possibile, giova al costo totale dell’opera», sottolinea l’architetto Lorena Alessio.
«L’Aniem Piemonte ha voluto essere al fianco di H.E.L.P. da subito, poiché condividiamo una riflessione sul valore etico del costruire, dove le azioni devono essere pensate in funzione e a sostegno delle metamorfosi sociali, anche quando, come nel caso di Accumuli, purtroppo non sono naturali e richiedono un grado di sensibilità ancora più alto», ricorda Marco Razzetti, presidente della sezione piemontese di Aniem.
Il nuovo spazio aggregativo si compone di due corpi di fabbrica affiancati longitudinalmente, il primo composto da un modulo costruttivo più ampio e completamente aperto adatto alla funzione di aggregazione. Il secondo, più piccolo, ospita i servizi di accoglienza e cucina. La forma è quella tipica della casa nell’immaginario comune. L’idea è quella di un edificio in continuo dialogo con ciò che gli sta intorno. Uno spazio polifunzionale flessibile, in grado di rispondere alle necessità di una comunità in ripresa da uno stato di emergenza.
L’idea di leggerezza, semplicità e calore trasmessa dal legno è ciò che caratterizza il concept di progetto. Accupoli è costituito da una serie di elementi autoportanti prefabbricati in legno compensato, antisismici e trattati per avere un’elevata resistenza al fuoco e agli agenti atmosferici e durare nel tempo. L’ossatura lignea dei portali sorregge un guscio di policarbonato semitrasparente ad alte prestazioni, che filtra l’illuminazione naturale durante il giorno. Di notte l’ambiente si trasforma in una lanterna, che illumina l’ambiente esterno della nuova piazza cittadina. Gli elementi della struttura sono stati tagliati in una falegnameria del Piemonte, con macchinari a controllo numerico, e saranno ora assemblati a mano con la partecipazione attiva degli stessi studenti.
Grazie alla facilità di montaggio, simile a quella di un puzzle, la struttura potrà essere assemblata e disassemblata con facilità. Potrà essere riciclata o riutilizzata se non più necessaria.




Contrasto allo spaccio di stupefacenti, arrestati dalla Polizia due uomini
Nell’ambito dei servizi di prevenzione e repressione dei reati, gli agenti della Questura di Rieti arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti due uomini.
Rintracciato ed arrestato, il cittadino del Gambia N.Y., del 1992, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma, per reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti.
L’uomo, identificato per N.Y., nato nel 1992 in Gambia, è risultato essere gravato di un mandato di cattura emesso dal Tribunale di Roma, poiché lo straniero, già gravato di precedenti per spaccio, si era reso responsabile di reati in materia di stupefacenti.
N.Y. è stato, pertanto, tratto in arresto ed associato presso la Casa Circondariale Nuovo Complesso di Rieti, a disposizione dell’A.G. di Roma.
In un parallelo filone d’indagine è stato arrestato il giovane S.R.M., del 1989, residente in provincia di Rieti, resosi responsabile di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Gli investigatori della Squadra Mobile reatina, dopo aver portato a termine una importante operazione nello scorso mese di aprile, conclusasi con l’arresto per spaccio di due reatini, hanno intrapreso una ulteriore particolareggiata indagine volta al rintraccio dei fornitori dei due spacciatori arrestati.
Dall’indagine conclusa era stato rinvenuto, infatti, una sorta di “pizzino” con l’indicazione di somme di denaro e nomi, tra i quali spiccava un fantomatico individuo denominato “il messicano”.
La Polizia di Stato ha così analizzato dettagliatamente, anche con sofisticati strumenti tecnici, tutte le possibili indicazioni che potessero portare all’individuazione del probabile fornitore, riuscendo a rintracciare un uomo, S.R.M., italiano ma nato in Messico, che, tra l’altro, aveva avuto numerosi incontri con tossicodipendenti noti alle Forze dell’Ordine.
Dopo aver richiesto ed ottenuto dalla locale Autorità Giudiziaria la possibilità di effettuare una perquisizione domiciliari nei confronti del probabile spacciatore, gli Agenti, nella mattinata di ieri, hanno fatto irruzione nella sua abitazione, sita in Sabina, bloccando l’uomo e rinvenendo e sequestrando sostanze stupefacenti e bilancini elettronici di precisione, oltre al consueto materiale utile per il confezionamento di dosi.
Complessivamente sono state sequestrate due piante di cannabis indica, quasi trenta grammi di marijuana e due di hashish, nonché quasi trecento semi di cannabis indica.
Il giovane è stato, pertanto, tratto in arresto e messo a disposizione della locale Autorità Giudiziaria, che ne ha disposto il regime di arresti domiciliari, e davanti alla quale dovrà rispondere del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Stamane a Rieti ha fatto tappa la "Peace Run 2017"
Da 30 anni la Peace Run (Corsa per la pace), attraversa i sei continenti per divulgare i verbi della pace e della solidarietà. Podisti, grandi e piccoli, si prendono per mano superando i confini territoriali e culturali, in amicizia e armonia.
Stamane, venerdi 22 settembre, la Peace Run ha fatto tappa a Rieti, con piazza San Rufo punto di ritrovo. Qui si è tenuta al consegna della fiaccola che i podisti consegnano ai membri delle comunità locali interessate dal passaggio: semplici cittadini, rappresentanti delle istituzioni o sportivi, il tutto con l’obiettivo di essere una grande famiglia dedita alla pace. la Pace Run è sostenuta dalla Commissione Europea, dalla FAO e dall’UNESCO.

All’Auditorium Varrone presentata l'indagine Intercultura
117 giovani studenti della Provincia di Rieti dal 2005 al 2016 grazie al prezioso contributo della Fondazione Varrone, hanno avuto l’opportunità di trascorrere un anno all’estero, partecipando al progetto formativo ed educativo di Intercultura. I 10 mesi trascorsi all’estero a 16-17 anni non sono stati solo un anno di scuola all’estero ma il primo passo significativo per la propria crescita culturale ed esistenziale che li ha visti diventare cittadini attivi e fieri ambasciatori della terra reatina.
Intercultura, onlus che dal 1955 promuove programmi di studio in 65 paesi di tutto il mondo, ha sottoposto un questionario ai ragazzi partiti grazie a una borsa di Studio della Fondazione Varrone, con l’obiettivo di comprendere i risultati nel breve, medio e lungo periodo di un’esperienza di studio e di vita all’estero in età adolescenziale e di valutare quanto questa abbia influito sull’evoluzione della propria vita in termini formativi e lavorativi, ma anche attitudinali e comportamentali e sulla propria visione del mondo.
I risultati sono stati presentati la mattina del 20 settembre davanti a una rappresentanza di 200 studenti delle scuole superiori reatine ( IIS Varrone – Jucci – Costaggini- Calcagnadoro- Luigi di Savoia – Geometri – Rosatelli) presso l’Auditorium della Fondazione Varrone, alla presenza dei rappresentanti della Fondazione Varrone e di Susie Eibenstein, responsabile Borse di Studio e Liberalità di Intercultura.
Ha aperto i lavori la consigliera della Fondazione Varrone, Emanuela Varano che ha lanciato un appello ai giovani presenti quello di diventare ambasciatori del proprio territorio nel mondo, raccontando i tesori preziosi che racchiude Rieti. Ha concluso l’intervento parlando di una conquista importante che si raggiunge con il soggiorno annuale all’estero, l’autonomia e la consapevolezza di sé e dei propri mezzi.
Nel corso della mattinata Monica Mantovani dell’istituto di ricerca IPSOS ha esposto i risultati della ricerca “L’esperienza che mi ha cambiato la vita” svolta lo scorso anno per la Fondazione Intercultura attraverso le interviste a 900 ex partecipanti partiti da tutta Italia tra il 1977 e il 2012.
Roberto Carmignani, Presidente del Centro locale di Intercultura di Rieti e alcuni “returnee” da Cina e Usa rientrati da un anno di studio trascorso all’estero grazie a una borsa di studio della Fondazione Varrone, hanno illustrato, attraverso i loro racconti personali, lo spaccato del focus realizzato sugli ex partecipanti reatini (hanno risposto ragazzi di età compresa tra i 18 e i 27 anni che sono stati negli USA, in Cina, in India e in Russia).
Infine, Antonio Venece, anche lui ex partecipante a un programma all’estero negli USA ed oggi direttore della società di formazione i Geeks Academy ha spiegato agli studenti le opportunità e i lavori del futuro a cui potranno ambire per il proprio futuro, partendo dal know how sviluppato nell’esperienza all’estero.
FOCUS RIETI
Sono stati evidenziati i risultati più importanti del focus realizzato sugli ex partecipanti reatini:
sono giovani che stanno facendo o hanno concluso un percorso di studi brillante: hanno tutti proseguito gli studi (ottenendo tra 90 e 100 come valutazione dell’esame di stato), iscrivendosi a una facoltà universitaria. Chi si è laureato ha conseguito ottimi risultati: in 5 hanno ottenuto una votazione pari a 100 o 100 e lode.
Hanno avuto facilità nel trovare un impiego: tra i laureati, tutti stanno già lavorando con un contratto o part time mentre studia o a tempo determinato o indeterminato. Altri stanno svolgendo uno stage. Ma soprattutto, questi giovani che hanno trascorso un periodo di studio e di vita all’estero, a contatto con un’altra cultura, sono una risorsa per il territorio reatino. Con l’esclusione del 30% di ex partecipanti che attualmente si trovano in altre regioni d’Italia o all’estero gli altri vivono, studiano e in parte lavorano nella propria zona natale (Rieti o Lazio). Certo, sono ancora molto giovani e chissà dove li porteranno le loro scelte future, ma il dato che emerge per ora è che questi ragazzi hanno deciso di proseguire la propria formazione o di trovare un impiego nel loro territorio, auspicabilmente fornendo il proprio contributo umano e di conoscenze accresciuti durante la permanenza all’estero.
Gli ex borsisti che attualmente stanno lavorando, hanno risposto che l’esperienza trascorsa all’estero con Intercultura grazie al sostegno della Fondazione Varrone ha sicuramente inciso sul loro percorso professionale. Trascorrere un anno di scuola all’estero per questi ragazzi non ha solo significato imparare una nuova lingua o seguire delle lezioni diverse rispetto a quelle del proprio programma in Italia, ma ha soprattutto permesso loro di sviluppare quelle competenze che li stanno accompagnando nel proprio percorso. Riflettendo sui benefici dell’esperienza, quasi tutti hanno indicato che l’aspetto più importante riscontrato è la maggiore “capacità di relazionarsi ed integrarsi con altre persone, anche se hanno modi di pensare e vivere diversi dal proprio”, seguito da una più spiccata “capacità di adattamento e flessibilità”. Tra gli altri benefici indicati vi sono anche: senso di responsabilità e maturità, sviluppo della propria coscienza sociale, sapendo di avere diritti da far valere e doveri da rispettare, ragionamento ed elaborazione critica, autonomia di pensiero e di azione.
Il beneficio più importante però, è la consapevolezza del ruolo attivo che queste generazioni di ex partecipanti ai programmi all’estero possono avere nella società. Essendo stati a confronto con una cultura diversa per un lungo periodo, sono consci di vivere in un mondo che non si ferma tra i confini della propria nazione e che sempre di più sta diventando cosmopolita. E’ una generazione di globetrotter che somma l’identità comunitaria a quella nazionale”: in 25 hanno risposto “Mi sento un vero cittadino del mondo: non importa il Paese in cui abito, mi sento a casa ovunque”. E a questa idea di cittadinanza globale spesso corrisponde anche il concetto di cittadinanza attiva che sorge spontanea dall’incontro con altre culture e dalla consapevolezza delle conseguenze che nascono dalle nostre azioni che, se a prima vista, sembrano sconnesse, invece sono concatenate da un rapporto di causa-effetto. Non è una sorpresa, dunque, che la maggior parte di chi ha risposto nell’ultimo anno sia stata impegnata nel volontariato o politicamente: tra i ragazzi che hanno risposto al questionario molti affermano di riservare parte del proprio tempo libero per Associazioni no profit (spesso per la stessa Intercultura) e altri sono impegnati in attività ed eventi organizzati da associazioni culturali, ecologiche, per i diritti civili; altri si dedicano alla politica.
A fronte di una generazione improntata sulla chiusura di porte o per protezione o per difesa all’interno della nostra zona di sicurezza, ne corrisponde un’altra più inclusiva, composta da queste ultime generazioni di studenti che hanno deciso invece di spalancare le porte della propria vita personale e sociale. Sono intere generazioni di studenti, ora adulti, che credono in un mondo senza confini e nel dialogo tra i popoli, che hanno una visione globale anziché locale. E’ una generazione, nella sua globalità, internazionale, inclusiva, aperta e curiosa, cosciente delle proprie capacità e dei propri limiti, che sceglie il proprio percorso di vita e di lavoro in modo consapevole.
APERTE FINO AL 10 NOVEMBRE LE ISCRIZIONI AL CONCORSO INTERCULTURA
Per tutti gli studenti interessati a vivere questa stessa esperienza, sono aperte al 10 novembre 2017 le iscrizioni per partecipare a un programma all’estero con Intercultura. Accedendo al sito www.intercultura.it, è possibile iscriversi al nuovo bando di concorso 2018-19 per trascorrere un intero anno scolastico, un semestre, un trimestre, un bimestre o 4 settimane estive in uno dei 65 Paesi di tutto il mondo dove la Onlus promuove i suoi programmi. Più di 2.100 i posti disponibili e 1.500 le borse di studio, tra quelle sponsorizzate e quelle messe a disposizione da Intercultura.
Il bando è rivolto a tutti gli studenti delle scuole superiori nati tra il 1 luglio 2000 e il 31 agosto 2003. Le 1.500 borse di studio parziali o totali consentono la partecipazione ai programmi da parte degli studenti più meritevoli e bisognosi di sostegno economico. Nel 2017 il controvalore totale dei fondi erogati ha raggiunto la cifra di 8 milioni di euro.
L’Associazione Intercultura Onlus (www.intercultura.it) L’Associazione Intercultura Onlus (www.intercultura.it)

Incontro info-formativo “Prevenzione delle truffe – difendiamoci insieme"
Giovedi 21 settembre, presso il Teatro comunale Manlio di Magliano Sabina, si è svolto il secondo incontro info-formativo “Prevenzione delle truffe – difendiamoci insieme” previsto nell’ambito delle attività del “Comitato provinciale di Coordinamento per la prevenzione dei reati di truffa”, organizzato in collaborazione con l’ANCeSCAO.
Hanno partecipato, in qualità di relatori: la dr.ssa Lorella Gallone Dirigente – Prefettura, il Dr. Giuseppe Cerni – Questura, il Cap. Francesco Bagnolo – Carabinieri, il Lgt. Franco Nardicchia – Guardia di Finanza e il Dr. Sandro Bosi– Rappresentante del settore del Credito.
Gli interventi, seguiti con vivo interesse, hanno fornito una serie di consigli pratici e di buone prassi per rafforzare la sicurezza e ridurre i fattori di vulnerabilità allo scopo di prevenire i rischi di truffe in materia finanziaria.
Concorso per reclutamento 8 esecutori Banda Musicale Guardia di Finanza
Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 66 del 01 settembre 2017 – 4^ Serie Speciale – sono stati pubblicati i concorsi, per titoli ed esami, separati per ciascuna parte e qualifica, per il reclutamento di 8 esecutori della Banda Musicale della Guardia di Finanza. Possono partecipare tutti i cittadini italiani, anche se già alle armi, che, alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda, abbiano compiuto il 18° anno di età e non abbiano superato il giorno del compimento del 40° anno di età (tale limite è elevato di 5 anni per i militari delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in attività di servizio) e siano in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado che consenta l’iscrizione ai corsi di laurea previsti dalle Università statali o legalmente riconosciute. La domanda di partecipazione dovrà essere compilata esclusivamente mediante la procedura informatica disponibile sul sito www.gdf.gov.it – area “Concorsi On line” – seguendo le istruzioni del sistema automatizzato, con la possibilità di scegliere una delle seguenti modalità: a) “SPID”, sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale; b) “PEC”, posta elettronica certificata.
Il termine ultimo per la presentazione delle domande è il 31 ottobre 2017. I vincitori del concorso saranno sottoposti ad un periodo di prova, per la durata di sei mesi, durante il quale presteranno servizio nella Banda Musicale e seguiranno un corso di formazione militare e tecnico-professionale della durata di novanta giorni. Fondata nel 1926, la Banda Musicale della Guardia di Finanza è un complesso artistico, composto da 102 elementi, che vanta un’attività concertistica pluriennale. Comando Generale della Guardia di Finanza V Reparto – Comunicazione e Relazioni Esterne Ufficio Stampa 00162 Roma, Viale XXI Aprile 55 Telefono +39 06.4422.35821 – 3534 e-mail: ufficio.stampa@gdf.it 00162 Roma, Viale XXI Aprile 55 Telefono +39 06.4422.35821 Fax +39 06.4422.2206 e-mail: ufficio.stampa@gdf.it COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA V Reparto – Comunicazione e Relazioni Esterne Ufficio Stampa.
Nel corso degli anni, la Banda del Corpo si è esibita presso le più prestigiose istituzioni musicali italiane, tra le quali la Scala di Milano, il Teatro dell’Opera di Roma, il San Carlo di Napoli e il Massimo di Palermo, la Fenice di Venezia, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Teatro Petruzzelli di Bari ed il Festival dei Due Mondi di Spoleto. Numerose e molto apprezzate sono state anche le tournée all’estero in Germania, Lussemburgo, Svizzera, Belgio, Francia, Stati Uniti ed Emirati Arabi. Sul predetto sito internet è possibile prendere visione del bando e acquisire ulteriori e più complete informazioni di dettaglio sui concorsi e sul complesso bandistico della Guardia di Finanza.
Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile
Il Consiglio di amministrazione dell’impresa sociale “ Con i Bambini” (soggetto attuatore del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile),ha approvato i progetti del Bando Prima Infanzia (0-6 anni).
Sono 80, per un importo complessivo di 62,2 milioni di euro: 66 progetti regionali e 14 multiregionali. Nei prossimi giorni sul sito di Con i Bambini (www.conibambini.org) sarà disponibile l’elenco completo dei progetti finanziati.
A breve, inoltre, sarà pubblicato il terzo bando dedicato alla fascia di età compresa tra 5 e 14 anni. Il Bando Nuove Generazioni, rivolto alle organizzazioni del Terzo settore e al mondo della scuola, a differenza dei precedenti due prevede la presentazione online dei progetti in una fase unica e richiede la presenza obbligatoria, nel partenariato, di almeno un Istituto scolastico. In funzione della qualità dei progetti presentati, è messo a disposizione un ammontare complessivo di 60 milioni di euro. Ancora in fase di valutazione le circa 800 proposte pervenute per il Bando Adolescenza (11-17), i cui risultati definitivi saranno pubblicati nei primi mesi del 2018.
“Sono molto contento di quanto stiamo realizzando in collaborazione con le Fondazioni di origine bancaria e il Forum Nazionale del Terzo Settore- ha sottolineato Tommaso Nannicini, Presidente del Comitato di indirizzo strategico del Fondo – La povertà educativa è la più odiosa delle disuguaglianze, perché si perpetua nel tempo e priva gli adulti di domani del proprio futuro, condannandoli all’esclusione sociale. Il bando “Prima Infanzia” è solo il primo passo di un lavoro, iniziato due anni – anzi due leggi di bilancio – fa con l’obiettivo di aggredire finalmente il problema in maniera strutturale. Ora diventa essenziale monitorare con attenzione lo sviluppo dei vari progetti, valutandone l’efficacia e l’impatto sui destinatari e parallelamente proseguire sulla strada intrapresa.
Il bando “Nuove generazioni” rappresenta la naturale prosecuzione del nostro disegno: la fascia 5-14 anni è quella in cui il divario si consolida e rischia di diventare incolmabile. Ed è lì che dobbiamo intervenire”. Il Presidente ACRI, Giuseppe Guzzetti ha ricordato che le Fondazioni solo nel 2016, hanno erogato per il welfare oltre 400 milioni di euro, circa il 40% del totale delle loro donazioni: risorse che sono andate a giovani, anziani, disabili e altri soggetti deboli, per migliorare la loro vita e favorire la crescita di comunità coese e solidali.
“Sono convinto che i progetti selezionati attraverso il Bando Infanzia sapranno attivare nuove energie per iniziare a dare risposte concrete ed efficaci alla drammatica emergenza della povertà minorile” ha evidenziato Guzzetti.
Note: Costituito lo scorso aprile (Art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208) con un Protocollo di intesa siglato dal Governo e dalle Fondazioni di origine bancaria, rappresentate da Acri, il Fondo è destinato al sostegno di interventi sperimentali finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. La governance è affidata a un Comitato di Indirizzo Strategico, composto da rappresentanti di Governo, Fondazioni, Terzo Settore e da esperti.

