Operazione “Angelo Nero”, nuovi sviluppi. Lo spaccio fruttava 50mila euro al mese

L’operazione antidroga “Angelo Nero”, portata a conclusione dalla Polizia di Stato nella giornata dell’11 febbraio 2020, che ha consentito agli investigatori della Questura di Rieti di interrompere un importante canale di approvvigionamento di stupefacenti del capoluogo reatino, ha evidenziato alcuni particolari investigativi in corso di approfondimento.

In particolare gli investigatori della Squadra Mobile reatina hanno accertato che i ricavi, quasi 50.000 euro mensili, provento dell’attività illecita posta in essere dagli extracomunitari arrestati, era destinata, oltre che al rifornimento di altro stupefacente da spacciare, anche ai loro familiari residenti in Nigeria, che ricevevano il denaro attraverso figure di intermediari.

Addirittura, alcuni degli spacciatori hanno utilizzato tali somme di denaro per l’acquisto di terreni in Nigeria dove costruire ville di lusso, confidando nell’elevato potere di acquisto dell’euro nel paese africano.

Al riguardo, sono in corso da parte degli investigatori della Polizia di Stato, ulteriori indagini volte alla completa individuazione delle modalità di trasferimento del denaro.

Le indagini hanno anche evidenziato il controllo “in remoto” dell’attività di spaccio, in quanto uno degli arrestati, E.P., residente a Venezia poiché colpito da un divieto di dimora nel Comune di Rieti, era in grado di mantenere costanti contatti, da quella località, con tossicodipendenti reatini e gestire l’attività di spaccio, attraverso l’utilizzo di complici connazionali, anche da più di 500 km di distanza.

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