Nuovo sciopero della fame di Mario Sanna per l’istituzione di un fondo per i parenti delle vittime di sisma

Nuovo sciopero della fame per Mario Sanna, papà di Filippo, prematuramente scomparso nel terremoto di Amatrice 2016. Il presidente dell’Associazione reatina “Il sorriso di Filippo” è giunto al terzo giorno di sciopero ad oltranza, per sensibilizzare le Istituzioni affinchè istituiscano un fondo per i parenti delle vittime di sisma.

LA LETTERA DI MARIO SANNA
Cari amici,
Il 9 ottobre è stata la “Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime di Disastri Ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo” in questa dicitura, accettata come intitolazione della giornata del 9 ottobre, si specifica che oltre alle vittime causate dai disastri industriali esistono le vittime dei disastri ambientali causati dall’uomo.

Non c’è stata in tutti questi anni nessuna negazione, da parte dei Presidenti della Repubblica, dei Governi e dei politici che si sono via via succeduti, che l’uomo fosse causa dei disastri ambientali e delle morti conseguenti. E non c’è stata negazione neppure in questi 7 anni in cui chiedo ed ho chiesto a tutta la politica ed alle Istituzioni la costituzione di un fondo per i familiari delle vittime del sisma del 24 Agosto 2016.Tutti, indistintamente, dai politici ai Presidenti del Consiglio incontrati hanno convenuto con me che era ed è doveroso considerare un contributo ai familiari delle vittime da parte dello Stato per il sacrificio delle morti innocenti causate non già dal terremoto in se quanto dalla irresponsabilità e la negligenza di chi ha amministrato quei territori. A tutti i livelli.

Sette anni di pacche sulle spalle, di strette di mano, di solidarietà e di impegno a far si che il fondo si facesse. Ma, ahimè, quando si è trattato di mettere tutto nero su bianco le parole date sono svanite e ci si è impegnati in evoluzioni giuridiche e di competenze sconcertanti. La più sconcertante è che tra le morti del terremoto e lo Stato non c’è un nesso diretto di responsabilità per cui esso debba intervenire a sostegno dei familiari di quelle vittime. Cioè a dire che quei morti causati dal crollo di case private e non a norma non potevano essere attribuite alla responsabilità dello Stato e che quindi non è legittimo riconoscere un contributo per quelle vittime. E allora mi sono chiesto e mi chiedo, ma se questo assunto fosse vero, perché lo Stato finanzia la ricostruzione delle case private, prime o seconde che siano, senza l’esborso di un solo centesimo da parte dei proprietari? Non è questo incongruente con ciò che viene affermato?

Qui lo Stato è direttamente responsabile? Allora, se è giusto che le case vengano ricostruite dallo Stato, io credo debba essere altrettanto giusto che si riconosca un contributo per quelle persone che dentro quelle case hanno perso la vita. Ancor più se quelle case non erano di loro proprietà ma le occupavano in affitto. Per sette anni io ho provato in tutti i modi di far capire che anche le vittime ed i loro familiari fanno parte di quel terremoto ed anche loro debbono essere destinatari in certa misura degli aiuti derivanti dalle somme finanziate dai Governi per la ricostruzione. A parole mi danno ragione ma nei fatti nessuno decide. E allora, in questo giorno di commemorazione per tutte le morti causate da disastri industriali ed ambientali per mano dell’uomo, decido di intraprendere l’ultima mia battaglia, quella che mi vedrà vincere o soccombere.

ANNUNCIO CHE LO SCIOPERO DELLA FAME E’ AAD OLTRANZA FINO AL RAGGIUNGIMENTO DELL’OBIETTIVO DI COSTITUIRE UN FONDO PER I FAMILIARI DELLE VITTIME DEL SISMA DEL 24 AGOSTO 2016 E CHIEDO CHE VENGA FATTO ALL’INTERNO DEI FINANZIAMENTI GIA’ STANZIATI PER LA RICOSTRUZIONE SENZA IL BISOGNO DI “PARTORIRE” UNA LEGGE APPOSITA. CHIEDO UN INCONTRO CON LA PRESIDENTESSA DEL CONSIGLIO E CON IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.

Finchè le forze me lo consentiranno la mia vita non subirà variazioni. Continuerò ad occuparmi della nostra Associazione e delle attività programmate sostenendomi solo con acqua e sali minerali”.