“La scuola ai tempi del CoViD-19” – a cura degli studenti di Amatrice

Pubblichiamo l’articolo di apertura del prossimo numero de “Il Corriere della Laga”. In queste settimane oltre a seguire la didattica a distanza, i ragazzi dell’istituto omnicomprensivo, lavorano sul secondo numero del giornalino della scuola di Amatrice che uscirà a breve.

Mercoledì 4 marzo 2020, per cercare di contrastare la rapida diffusione del CoVID-19, è arrivata la decisione del Governo di chiudere, in ogni regione d’Italia, le scuole e molte altre attività, sia pubbliche che private.

Sicuramente, oltre che sui dati statistici e sulle misure preventive adottate, dovremmo soffermarci su quanto sia cambiata la nostra quotidianità a causa delle restrizioni imposte che, inevitabilmente, hanno limitato la libertà di spostamento di tutti; ciò vale anche e soprattutto per noi giovani. In effetti, in questo momento, la routine giornaliera risulta totalmente scombinata, “annullata”: la mattina è vuota e i nostri pomeriggi trascorrono lenti tra una chiacchierata al telefono con qualche amico ed un film alla TV o, anche, tra la lettura di un buon libro e qualche parola scambiata con i familiari. Ognuno di noi cerca di riappropriarsi del proprio tempo, dedicandosi a ciò che più ama, per non pensare o, forse, solo per continuare a sperare che andrà tutto bene!

Del resto, in questo momento, noi ragazzi siamo impegnati nel mare magnum del web e, novelli Ulisse, navighiamo verso la didattica a distanza. File dopo file, lezione dopo lezione, ci stiamo abituando alle tante novità. A molti di noi, però, manca il vincolo fisico allo studio e, soprattutto, il rapporto umano che, on-line, non ha lo stesso calore di quello che può crearsi in classe. Quasi tutti siamo dipendenti dal portale di registro elettronico a cui siamo iscritti e alla mercé degli eventuali problemi tecnici, che aumentano il nostro disagio, in una contemporanea situazione di quasi assoluto relax. Ciò rappresenta un ossimoro, che confonde il nostro atteggiamento, ci rende volubili o, quantomeno, indecisi e confusi: non sappiamo se ridere o piangere.

Alla fine i danni che questo virus sta causando non sono certo limitati alla malattia stessa, come d’altronde è sempre stato in caso di epidemia. Il problema oggi è che la nostra società, basata su una quantità immane di bisogni non necessari che debbono essere soddisfatti, deve con tutta probabilità ristabilire il proprio equilibrio. Forse riusciremo di nuovo a dare la giusta importanza a ciò che realmente conta e che, fino a qualche giorno fa, abbiamo dato per scontato.

Oggi nulla sembra scontato, neppure affacciarsi a prendere una boccata d’aria fresca sulla soglia di casa. Pertanto, nonostante le necessarie restrizioni alla nostra libertà per contrastare la diffusione del virus, è fondamentale ora più che mai inseguire i nostri sogni e coltivare, con ancora più determinazione e tenacia, la nostra vocazione.

Sicuramente non dobbiamo lasciarci condizionare dalle aspettative sociali: viviamo in un mondo frenetico, che non si ferma davanti a nulla, in cui prendersi del tempo per riposare o, semplicemente, per pensare, appare come uno spreco. Se è vero che è importante mantenere una routine ed essere produttivi, è anche vero, infatti, che molte persone avvertono un forte senso di inadeguatezza rispetto alla norma, rispetto a un modello di vita che ci chiede di essere attivi a tutti i costi. I nostri profili social pullulano di immagini e video di persone che si cimentano in mille occupazioni, ed è facile pensare di essere gli unici che non stanno spendendo al meglio questi giorni e che non torneranno nel mondo come versioni migliorate di sé stessi.

Certo, ognuno affronta a suo modo situazioni critiche come questa: c’è chi necessita di tenersi costantemente impegnato e chi, invece, ha bisogno di staccare la spina. Questa emergenza ci insegnerà a riscoprire il valore del tempo e della quotidianità e, in generale, dei rapporti umani, ora condizionati dalla distanza. Saremo in grado, in futuro, di apprezzare con maggiore consapevolezza il grande dono della normalità, della vicinanza, delle infinite possibilità che ogni giorno ci offre, e capiremo che la salute è quanto abbiamo di più prezioso e che è, perció, necessario investire nella ricerca e nella sanità. Siamo fortunati ad avere la possibilità di proteggerci restando a casa, mentre il personale medico affronta in prima linea questa malattia, e non abbiamo motivo di disperare: torneremo ad essere fisicamente vicini; intanto, però, dobbiamo restare uniti con il pensiero, sperare insieme che vada tutto bene e apportare il nostro piccolo contributo affinché questo accada.

di Gino Salvetta, Marco Valentini e Silvia Guerrini della redazione de “Il Corriere della Laga” giornalino dell’Istituto omnicomprensivo di Amatrice.

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