Il CIV INPS presenta relazione di fine mandato e rendiconto sociale 2017-2021

INPS Rieti

Il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS ha presentato la Relazione di fine mandato e il Rendiconto sociale 2017 – 2021, un complesso ed articolato lavoro di analisi sulla attività dell’Istituto.

Quello appena trascorso è stato un quadriennio caratterizzato da un quadro politico in continua evoluzione con effetti sulla linearità dell’attività legislativa. Nell’ultimo biennio l’elemento di eccezionalità è stato sicuramente costituito dalla pandemia Covid-19, a cui ha fatto riscontro un insieme di nuovi e gravosi compiti a carico dell’INPS e con complessa ricerca di costruzione di efficaci risposte da parte dell’Istituto e del suo personale nelle condizioni date e con qualche criticità, frutto, anche, di un sovrapporsi continuo ed urgente di provvedimenti emergenziali.
 
Sabina Valentini, Vicepresidente Civ, che ha moderato l’evento, ha ringraziato tutti i partecipanti, in presenza e in remoto, salutando il Presidente, Pasquale Tridico e il Direttore Generale, Gabriella Di Michele.  Valentini ha ribadito che in questi ultimi due anni ci sono stati importanti avvenimenti che hanno riguardato l’Inps, tra questi: la pandemia e il nuovo assetto della governance dell’Istituto, con la nomina del Consiglio di amministrazione. In questo clima così difficile il Civ ha lavorato promuovendo la condivisione delle scelte attraverso una dialettica costruttiva. Il lavoro delle quattro commissioni del Civ è stato intensissimo e importantissimo, le scelte economiche e previdenziali, infatti, sono tutte mutate a causa dell’emergenza pandemica. Le parti sociali che costituiscono il Civ sono la rappresentanza dello stato sociale italiano e il Civ è un ponte tra la società che è fuori e l’Istituto. Tutti dobbiamo essere costruttori di ponti. Di seguito Valentini ha introdotto i coordinatori delle quattro commissioni del Civ.

Giuseppe Gargiulo, Coordinatore della Commissione Prestazioni, ha affermato che sebbene non tutti i problemi siano stati risolti, grazie al lavoro del Civ sono emersi dall’oblio nel quale rischiano di sprofondare. I diritti devono essere esigibili da parte dei cittadini. Analizzando tutte le prestazioni abbiamo evidenziato le loro criticità. Non potendo farne l’elenco completo, Gargiulo ha evidenziato due criticità in particolare: l’arretrato relativo alle prestazioni di invalidità civile e la mancata diffusione della Carta dei servizi. Nel 2022 è necessario accelerare i concorsi in atto per poi riorganizzare il settore medico. Sui medici convenzionati, infatti, grava un peso eccessivo. L’Istituto dovrà lavorare per rendere sempre più facile l’accesso ai servizi alle fasce più deboli della società, che rischiano di essere penalizzati a causa del “Digital divide”.     

Riccardo Giovani, Coordinatore della Commissione Entrate, ha relazionato sul lavoro del Civ nel settore dei contributi, con riferimento alla vigilanza ispettiva e documentale, al contrasto all’evasione e alla supervisione dell’andamento del recupero dei crediti da parte dell’Istituto. Di fondamentale importanza in questo ambito è stato il costante e costruttivo rapporto di collaborazione con la Direzione centrale Entrate, che ha portato ad importanti progressi, nonostante il vuoto normativo e il grande lavoro ancora da fare.

Fabio Pontrandolfi, Coordinatore della Commissione istituzionale, si è soffermato sulla valutazione dell’adeguatezza degli aspetti gestionali e di rendicontazione. Sebbene ci siano ancora aspetti di carenza nella pianificazione e nella valutazione dei fabbisogni è innegabile che la potente macchina dell’Istituto abbia retto alla grande emergenza pandemica. Appare necessario lavorare sull’indicazione di obiettivi puntuali, migliorare la comunicazione verso l’utenza e aprire le sedi dell’Istituto ai cittadini.

Francesco Rampi, Coordinatore della Commissione Economico-Finanziaria, ha ancora una volta ribadito l’importanza delle parti sociali e la necessità di valorizzare gli “Open Data”, come elemento di democrazia e partecipazione. Inoltre, ha ricordato la cruciale rilevanza del Rendiconto sociale come strumento di trasparenza.

Il Presidente del CIV Guglielmo Loy ha quindi illustrato la relazione di fine mandato ripercorrendo luci ed ombre del percorso che l’Istituto ha tracciato nel quadriennio. Per Guglielmo Loy nei dati del Rendiconto si trova quanto siano importanti gli intermediari e il loro lavoro. É necessario ripristinare il rapporto con l’utenza valorizzando ulteriormente il ruolo di questi ultimi.

Loy ha anche sottolineato lo spirito di condivisione delle rappresentanze sindacali, che spesso vengono sottovalutate o addirittura messe in discussione. “Abbiamo percorso 44.000 Km per stare vicini al territorio, raggiungendo le Direzioni Regionali, Direzioni provinciali e sedi” – ha affermato Loy-. “Il Civ ha operato su dati e analisi il più possibile oggettivi (quattrocento tabelle di Rendiconto sociale) cercando di renderli fruibili e comprensibili, in modo da facilitarne anche la dialettica al di furori dell’Istituto. C’è stata una fase travagliata del passaggio alla nuova governance Inps. Il sistema duale dell’Istituto funziona se c’è dialogo tra gli Organi e ognuno di essi agisce in piena autonomia.  Serve una direttiva del ministero del Lavoro per definire come rendere l’esperienza della governance duale effettiva, attuale e più efficace. La leale collaborazione passa anche attraverso il rispetto delle funzioni di tutti gli organi a partire dal principio della coerenza dei processi decisionali”. “In questi anni” – ha detto Loy – “una leale collaborazione c’è stata, spesso ha prodotto buoni risultati e a volte meno come ad esempio su: patrimonio, invalidità, acquisizione di nuovo personale e contenzioso.

Ci si chiede se sia proprio che l’Istituto sia chiamato ad occuparsi dell’inclusione sociale o se invece sia il caso di ricollocarlo nelle originarie e primarie funzioni in materia di previdenza. Secondo Loy l’autonomia dell’Istituto “si valorizza e si difende anche evitando pericolose ingerenze, da parte dello stesso, nel dibattito e nei processi decisionali e legislativi su materie delicate e socialmente molto esposte, come nel caso delle pensioni o su questioni non pertinenti l’attività dell’Istituto come, ad esempio, sul salario minimo o sull’autocandidatura dell’Inps a soggetto gestore della Previdenza integrativa”.

La pandemia ha fatto sì che l’Istituto diventasse centrale nel sistema di protezione sociale, con compiti nuovi e un innegabile aumento di lavoro. Occorre affrontare con decisione il problema del Digital Divide, curare la prossimità, con possibilità di accesso fisico alle sedi. È stato fatto un grande lavoro di promozione del Welfare per le famiglie e nella lotta alla povertà. Per il futuro sarà necessario fare un grande investimento in formazione.

All’evento hanno partecipato da remoto l’Onorevole Romina Mura, Presidente della Commissione lavoro – Camera Deputati, la Senatrice Susy Matrisciano, Presidente della Commissione lavoro – Senato della Repubblica e il Senatore Tommaso Nannicini, Presidente della Commissione bicamerale di controllo sugli enti previdenziali. Nei loro interventi hanno dato ampio riconoscimento all’attività svolta dall’Istituto, soprattutto nell’ultimo biennio, lodandone le professionalità e le capacità di innovazione tecnologica, facendo riferimenti alle nuove prestazioni e allo svolgimento del lavoro in modalità agile. Allo stesso tempo, hanno messo in guardia sul pericolo delle nuove emarginazioni, dovute al digital – divide e hanno ravvisato l’esigenza di prossimità e di ascolto dei bisogni dei cittadini.

Nelle conclusioni, Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando, ha affermato che “L’INPS è l’istituto pubblico di welfare che non ha uguali ed è un’eccellenza che deve essere riconosciuta. Durante la pandemia il Paese ha potuto contare su questo perno che ha dato risposte a ogni esigenza e un contributo fondamentale a inizio pandemia con il sostegno al reddito e con l’erogazione di risorse. Nessun altro istituto in Europa sarebbe riuscito a gestire questa mole lavoro a questo livello e questo non viene spesso evidenziato”.