Si è chiuso con la celebrazione solenne presieduta dal vescovo nella Cattedrale di Santa Maria l’Anno Giubilare della Speranza ma, come ci ha ricordato mons. Piccinonna, non si chiude la possibilità di “giubilare” nel Signore. Gesù resta il Giubilo vero della nostra vita, la Speranza che non delude mai. Alla scuola della Santa Famiglia e in particolare di san Giuseppe, impariamo che il timore di Dio è fiducia che mette in cammino e diventa cura concreta per le vite affidate. Anche nella notte, anche nella fatica, è sempre possibile custodire il sogno di Dio. Finisce un Giubileo ma, ha ammonito don Vito, restano le domande decisive: quali varchi abbiamo aperto? Le nostre parole e le nostre scelte hanno liberato o imprigionato? Il nostro vescovo ce l’ha ricordato: possiamo ancora e sempre allargare il senso della cura nelle nostre famiglie, nella comunità, nella Chiesa diocesana, nei nostri territori e quartieri. O il Vangelo ha il sapore di casa, oppure rischia di restare parola per le grandi occasioni. Fidiamoci della Madre che, come a Cana di Galilea, continua a sussurrarci: “Qualunque cosa vi dica, fatela”. Sarà la nostra più grande gioia.
Chiesa di Rieti