Svolto il primo incontro de I Francescani in Vallintroduci

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Il primo incontro per l’ottocentenario francescano 1226 – 2026 in Vallintroduci che si è svolto sabato 22 novembre presso la sede comunale di Castel Sant’Angelo, è stato accolto con un grande entusiasmo e partecipazione. L’incontro organizzato dall’amministrazione comunale di Castel Sant’Angelo ha lanciato come obiettivo la valorizzazione e la promozione dell’identità storica, religiosa, culturale e dei valori spirituali francescani nella valle, cioè in quel territorio che oggi rappresenta le aree comunali di Cittaducale, Castel Sant’Angelo, Borgo Velino e Antrodoco. Un tempo terra di confine tra Regno di Napoli e Stato Pontificio, tra Lazio e Abruzzo di cui faceva parte. L’incontro particolarmente vivace è stato aperto dal sindaco di Castel Sant’Angelo, Luigi Taddei, che ha presentato il progetto Vallintroduci sottolineando i vari aspetti fortemente legati alle testimonianze francescane che hanno caratterizzato la valle nei secoli. Ha presentato l’anteprima del primo diario di viaggio in Vallintroduci creato dalla scenografa Santina Eleuteri, che anticipa l’opera completa che verrà pubblicata nel 2026. L’opera scritta ed illustrata conterrà aspetti storici, documenti inediti, descrizioni e ricostruzioni di luoghi e personaggi, itinerari e scoperte. Il sindaco ha poi posto l’attenzione sul messaggio di pace che l’amministrazione comunale si è già impegnata a portare avanti attraverso l’assunzione della delibera che propone il gemellaggio con Gaza e il riconoscimento dello stato di Palestina, popolazione colpita dagli ultimi conflitti, individuando così un messaggio di speranza da lanciare a livello internazionale. Partecipando all’incontro, S.E. il Vescovo di Rieti, Vito Piccinonna, ha suscitato particolare emozione quando parlando della Vallintroduci, l’ha definita un piccolo laboratorio creativo di frontiera, un laboratorio di pace, non una terra di confine ma di incontro e contaminazione benefica. Una valle, attraversata dalla via del sale, percorsa da una ricchissima costellazione di uomini di Santità che hanno diffuso il cristianesimo, come San Lorenzo Sirio, San Vittorino, San Severo, San Bernardino, San Felice, San Leonardo e altri. Tutti loro come piccole lampade capaci di orientare. In questo quadro emerge la figura di San Francesco e la sua idea di pace in cammino che non teme i confini. Padre Luciano De Giusti, ministro dei frati minori francescani di Lazio e Abruzzo, presente all’incontro, è intervenuto entrando nel merito delle testimonianze francescane in Vallintroduci, che ha definito custode di memorie cristiane, tessuto ricco di luoghi sacri, tradizioni devozionali che hanno modellato l’identità delle comunità, ha evidenziato il culto di San Francesco in Vallintroduci, descrivendo nello specifico alcuni insediamenti francescani ancora presenti nei vari borghi. Ha affermato che la memoria non è un museo ma un seme che chiede di essere custodito e fatto fruttificare, concludendo che riscostruire la storia di Vallintroduci significa restituire consapevolezza delle sue radici che furono fonte tra linguaggi spirituali capaci di arricchirsi reciprocamente. Sono intervenuti i sindaci dei comuni coinvolti nel progetto, il sindaco di Cittaducale Leonardo Ranalli, il sindaco di Antrodoco Alberto Guerrieri, l’assessore alla cultura del comune di Borgo Velino Cesare Graziani e il sindaco di Greccio Emiliano Fabi. Tutti loro hanno evidenziato l’importanza della riscoperta della valle condividendone gli  intenti verso la valorizzazione storica e religiosa ricordando a questo proposito i vari insediamenti francescani ancora presenti nei territori compresi in Vallintroduci. L’importanza degli itinerari che un tempo erano passaggi di lavoro, di commercio, di pellegrinaggio religioso attraverso l’antica via del sale e attraverso i tratturi dei pastori che l’assessore Graziani ha ricollegato ai paesaggi poveri dei presepi francescani. Il coinvolgimento e l’intervento del sindaco di Greccio Emiliano Fabi ha offerto una visione innovativa, ampia e condivisa del messaggi. francescano che si è sviluppato in continuo movimento attraverso un cammino che è ancora attuale e possibile, verso la pace che può legare i vari territori. Lo storico e scrittore Roberto Lorenzetti ha illustrato i nostri luoghi attraverso una panoramica dei maggiori personaggi autori dei diari di viaggio tra il 1600 e il 1800 che hanno attraversato questa valle descrivendone le bellezze e le tradizioni durante i loro viaggi di scoperta. Gli archeologi Myles McCallum e Simone Nardelli hanno descritto attraverso una carrellata di immagini in video i maggiori siti archeologici in Vallintroduci, alcuni di essi oggetto di scavi recenti, evidenziandone l’importanza storica e le particolarità legate ai personaggi dell’impero romano. Terme di Vespasiano, Villa di Tito, l’Impero dei Flavi, Via del Sale. Presente anche il presidente dell’Associazione delle Tradizioni Civitese Sergio Ranalli che in particolar modo ha parlato della tradizione ancora viva della rappresentazione della Via Crucis che l’associazione porta avanti annualmente. San Leonardo da Porto Maurizio missionario francescano eresse tre vie Crucis in Cittaducale nel 1746, tradizione che si diffuse in breve in tutta la valle. Sono state esposte durante l’incontro l’opera d’arte raffigurante San Bernardino olio su tela del maestro artista scultore Franco Murer e l’opera scultorio del maestro artista Paolo Paleotti raffigurante la natività di San Francesco. Al primo incontro di Vallintroduci è stato invitato a partecipare Fabiano Quintili (carrettiere da sette generazioni) a testimonianza dell’importante figura del carrettiere lungo la via del sale. Il carrettiere trasportava beni materiali come alimenti e tessuti che si producevano, e che venivano portati verso la Sabina e verso Roma, il carro era un mezzo di trasporto anche per le persone. Fabiano, con il suo carro storico e l’asino Filiberto fa parte del Corteo Storico Equestre lungo la via del sale che attraversa i territori dei tre comuni per portare il prezioso dono del sale. Il successo di questo primo incontro fra religiosi, istituzioni, storici, archeologi, artisti e associazioni ha dato l’avvio ad un proseguo di cammino verso la prossima edizione del 2026. I diari di Vallintroduci sono disponibili gratuitamente presso la sede comunale di Castel Sant’Angelo in provincia di Rieti.

Prosegue il lavoro sul territorio del Nucleo di Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Longone Sabino

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Il Nucleo di Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Longone Sabino, di recente istituzione, dispone già di operatori adeguatamente formati e qualificati. Il personale, composto da Carabinieri in congedo e da soci simpatizzanti, prosegue nel solco dei valori dell’Arma, continuando a prestare servizio alla collettività nel pieno rispetto del giuramento reso. Il Nucleo opera attualmente in convenzione con i Comuni di Longone Sabino, Belmonte in Sabina e Rocca Sinibalda, assicurando un apporto concreto e qualificato alle attività di protezione civile del territorio. L’ottenimento delle certificazioni per addetti all’antincendio boschivo e per addetti antincendio di livello 3 (rischio elevato) costituisce un ulteriore elemento di garanzia, rafforzando la capacità operativa del Nucleo e confermandone il ruolo di risorsa imprescindibile per la prevenzione e la sicurezza della comunità.

L’assessore Fabio Nobili ha incontrato Marco Azzarello, nuovo comandante Stazione Arma Carabinieri Contigliano

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Questa mattina, sabato 29 novembre, l’assessore alle Frazioni e Manutenzione del Comune di Rieti, Fabio Nobili, ha incontrato il Maresciallo Capo, Marco Azzarello, nuovo Comandante Stazione Arma Carabinieri di Contigliano. “A lui ho portato i saluti dell’Amministrazione Comunale di Rieti e delle frazioni del nostro Comune che ricadono nella sua giurisdizione – commenta Nobili – la sua nomina rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la sicurezza dei nostri cittadini. L’Arma dei Carabinieri ha sempre svolto un ruolo essenziale a tutela del nostro territorio, e siamo certi che, anche con il suo contributo, continueremo a lavorare insieme per garantire un ambiente sicuro e sereno per tutti.   La collaborazione tra l’Amministrazione comunale e le Forze dell’Ordine è la chiave per affrontare al meglio le sfide di oggi. Al Maresciallo Azzarello auguro un proficuo e gratificante lavoro” – conclude l’assessore Fabio Nobili.

Uno studio IZSLT – Università La Sapienza rivela come negli ultimi decenni il lupo in Italia sia passato dal rischio di estinzione demografica al rischio di estinzione genetica

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Il lupo in Italia sta vivendo una nuova e insidiosa forma di rischio: non più quello demografico, come negli anni ’70, ma quello genetico. Un recente studio condotto dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana (IZSLT) e dall’Università di Roma La Sapienza, pubblicato sulla rivista internazionale Biological Conservation, evidenzia infatti come l’ibridazione con il cane domestico stia compromettendo in modo crescente l’identità genetica della specie. Nonostante il fenomeno sia noto da tempo, la sua estensione nell’Italia peninsulare ha ormai raggiunto livelli preoccupanti. Dal punto di vista biologico, cane e lupo appartengono alla stessa specie e possono quindi generare ibridi fertili; un evento raro in natura, ma sempre più probabile in contesti umanizzati, dove la presenza del cane e la frammentazione degli habitat favoriscono gli accoppiamenti misti.
“Il cane è il prodotto di millenni di selezione artificiale finalizzata ad adattamenti e comportamenti funzionali all’uomo, profondamente diversi da quelli originari del lupo” spiega Rita Lorenzini, genetista IZSLT e primo autore dello studio. “Le barriere ecologiche e comportamentali che normalmente prevengono l’ibridazione diventano inefficaci in aree fortemente antropizzate, soprattutto laddove i cani sono numericamente prevalenti”. Lo studio ha analizzato oltre 740 lupi rinvenuti morti tra il 2020 e il 2024 in diverse regioni italiane, dalla Toscana alla Calabria. L’analisi genetica ha rivelato una proporzione di esemplari ibridi mai osservata prima né in Italia né a livello internazionale: il 46,7% degli individui esaminati presenta tracce di ibridazione, con il 29,5% riconducibile fino alla seconda generazione di reincrocio e il 17,2% a generazioni più remote.
“Un dato particolarmente allarmante” commenta Lorenzini. “Ci aspettavamo un aumento, ma non una diffusione così ampia e uniforme. La presenza di ibridi di prima generazione indica che le condizioni che favoriscono il fenomeno sono tuttora attive”. Le conseguenze non riguardano solo l’ambiente accademico, ma l’intera collettività. Il lupo rappresenta infatti un simbolo della conservazione faunistica in Italia. “È realistico che i geni di origine canina possano modificare morfologia, fisiologia e comportamento del lupo, soprattutto negli ibridi più recenti” spiega Paolo Ciucci, zoologo e docente di Ecologia e Conservazione della Fauna a La Sapienza, autore senior dello studio. “Questi cambiamenti possono alterare le relazioni ecologiche del lupo e il suo rapporto con l’uomo. Per questo l’ibridazione è riconosciuta da anni come una delle minacce più subdole a livello europeo”. Gli autori sottolineano inoltre come interventi reattivi, quali catture o abbattimenti selettivi, siano oggi impraticabili e socialmente conflittuali. La gestione del problema dovrà invece concentrarsi sui fattori che aumentano le probabilità di incroci, tra cui la presenza di cani vaganti e l’elevata mortalità antropica dei lupi, che indebolisce la struttura sociale dei branchi. Il lavoro mette in luce l’infondatezza scientifica della recente decisione europea di declassare il lupo da specie “particolarmente protetta” a “protetta” entro dicembre 2026, una scelta che,  secondo gli autori,  non tiene conto dell’effettiva composizione genetica delle popolazioni.
A chiusura, il Commissario Straordinario dell’IZSLT, Stefano Palomba, richiama la necessità di una risposta condivisa: “I risultati di questo studio confermano quanto sia urgente affrontare in modo coordinato e responsabile il tema dell’ibridazione tra lupo e cane. Proteggere il patrimonio genetico del lupo significa tutelare un elemento fondamentale della nostra biodiversità e del nostro equilibrio ecologico. L’IZSLT continuerà a mettere a disposizione competenze scientifiche e dati oggettivi affinché le istituzioni possano adottare strategie efficaci e sostenibili, basate sull’evidenza e su una visione di lungo periodo.”
Così nella nota IZS Lazio e Toscana M. Aleandri

S.U.M. e S.I.A.M.O. ESERCITO alla Camera per il convegno su previdenza militare tra passato, presente e futuro 

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Bisogna intervenire e farlo anche subito con provvedimenti normativi che contribuiscano a colmare il gap tra l’ultimo stipendio e una pensione decurtata del 35% 40% per il personale del comparto difesa e sicurezza. Siamo in ritardo rispetto a delle decisioni che andavano prese a suo tempo e rischiamo di creare i poveri del futuro. È questo il grido di allarme emerso dal convegno sulla previdenza militare svoltosi presso la sala Matteotti della Camera dei Deputati, organizzato congiuntamente dal S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari e dal S.I.A.M.O. Esercito. L’evento, sapientemente moderato dal Presidente del S.IA.M.O. Esercito, Stefano Filippi, ha visto la partecipazione dei Senatori Bruno Marton, Alessandro Alfieri e Maurizio Gasparri e dell’Onorevole Davide Faraone, che nei loro interventi hanno evidenziato ampia convergenza verso un provvedimento che consenta al personale militare, in virtù della propria specificità, di poter godere un trattamento pensionistico adeguato al servizio reso e che non mortifichi, quindi, chi ha servito il proprio Paese in armi per più di 40 anni. Nutrita la partecipazione all’evento dei dirigenti delle due associazioni sindacali, che ha costituito anche momento di alta formazione per coloro che rappresentano le colleghe e i colleghi in armi ai vari livelli. Infatti, le presentazioni di Vittorio Coppola e Maurizio Grasso del S.I.A.M.O. e di Francesco Azzarello del S.U.M. hanno rappresentato un momento di approfondimento per contribuire a formare una classe dirigente sindacale sempre più informata verso un tema importante e particolarmente sentito. Il Presidente del S.U.M., Antonello Arabia, ha ringraziato in particolar modo i dirigenti del proprio sindacato per la loro costante presenza, evidenziando come serva un provvedimento amministrativo per poter sanare questa sperequazione. L’evento si è poi concluso con gli interventi di Alessandro Marino e Vincenzo Ferri rispettivamente Vice Segretario Nazionale e Segretario Nazionale dell’Aeronautica del S.U.M. e di Mauro Palmas Segretario Nazionale del S.I.A.M.O. Esercito. La giornata si è conclusa con la firma ufficiale di un protocollo d’intesa tra le due associazioni sindacali su temi specifici quali appunto:
    1. previdenza dedicata: promozione dell’introduzione di un sistema previdenziale specifico per il personale militare;
    2. revisione dello stato giuridico ed economico: azioni per la revisione normativa con particolare riferimento a: introduzione del premio di congedamento per i militari volontari, estensione dell’indennità NASpI al personale militare.
    1. miglioramento delle condizioni economiche e professionali: iniziative per il riconoscimento economico e la valorizzazione professionale del personale militare;
    2. indennità di comando: rivendicazione dell’indennità di comando per Graduati e Sergenti, Comandanti di Squadra;
    3. disciplina degli scatti economici: tutela dei diritti relativi ai sei scatti per il personale all’atto del congedo;
    4. coefficienti di rivalutazione: azioni per l’adeguamento dei coefficienti di rivalutazione delle Casse di previdenza.
Il passo successivo sarà ora la creazione di un tavolo tecnico dedicato, per la trattazione di questi argomenti con eventuali approfondimenti in sede parlamentare, che consentiranno di presentare ai decisori politici e ai Vertici Militari delle chiare proposte normative in merito.

Santa Barbara abbraccia la Città – IL PERCORSO

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Di seguito il percorso che Santa Barbara compirà a bordo dell’automezzo dei Vigili del Fuoco oggi 29 novembre 2025, per salutare la città di Rieti. Partenza ore 16 dal Comando VVF, Borgo, Porta d’Arce, viale Morroni, viale Canali, viale Maraini, viale de Juliis, via Angelo Maria Ricci, Quattro Strade, via Manio Curio Dentato, via Liberto di Benedetto, via Molino della Salce, via Fratelli Cervi, via Theseider, viale Matteucci, Fiume Velino.

Lascia il proprio piccolo cane chiuso per ore nel bagagliaio: denunciato dai carabinieri

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I Carabinieri della Stazione di Collalto Sabino hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 50 anni, ritenuto responsabile dei reati di abbandono e maltrattamento di animali. La scoperta è avvenuta nel corso di un ordinario servizio perlustrativo quando i militari, transitando lungo una strada periferica, hanno notato un’autovettura parcheggiata a lato carreggiata in una posizione tale da destare sospetto. Avvicinatisi per un controllo più approfondito, i Carabinieri hanno udito un flebile lamento provenire dal bagagliaio del veicolo. Una volta aperto il vano, si sono trovati davanti a una scena particolarmente toccante: un cane di piccola taglia, legato a un guinzaglio e privo di acqua e cibo. Attraverso l’immediata verifica del numero di targa, i militari sono risaliti al proprietario dell’auto, successivamente rintracciato e identificato. Le prime ricostruzioni hanno permesso di appurare che l’animale era stato lasciato chiuso all’interno del bagagliaio da diverse ore. Il cane, fortunatamente in buone condizioni generali, è stato immediatamente affidato al servizio veterinario dell’ASL, che ne ha preso in carico le cure e le verifiche sanitarie necessarie. Al termine degli accertamenti, l’interessato è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Rieti per abbandono e maltrattamento di animali. L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito ai cittadini a segnalare tempestivamente ogni comportamento sospetto o potenzialmente lesivo nei confronti degli animali, ricordando che la tutela del loro benessere rappresenta un preciso dovere civico oltre che un valore etico condiviso. Si dà atto che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali del soggetto denunciato saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Prima domenica d’Avvento: il pensiero del vescovo di Rieti Vito Piccinonna

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Prima domenica di Avvento/A. Punto e a capo. Inizia un nuovo anno (liturgico). Già impacchettati i programmi parrocchiali, i ritiri, la novena, etc. Manca qualcosa? Speriamo non manchi Qualcuno! L’Avvento è il tempo opportuno per maturare consapevolezza che noi, per primi, siamo attesi, e che c’è Uno che non vede l’ora di entrare nella nostra vita e che “ci prova” come fa un innamorato con la persona amata. Per non mancare all’appuntamento occorre essere svegli, abbandonando quell’accidia che a volte ci assale, altrimenti sarà “come ai giorni di Noè”.
Non che si sbagliassero (anche ovviamente!) ma il dramma della vita, di quelli e della nostra, è “non accorgersi di nulla finché arriva il diluvio”. La scelta allora non è tra “vita spericolata” e vita piatta, ma forse tra una vita attenta e una distratta, una in cui la viviamo dinanzi a Dio e coloro che ci mette accanto o un’altra in cui restiamo accartocciati su noi stessi, rinchiusi fino ad appassire per timore di esporci o per modalità “off” in cui abbiamo deciso di stare ritrovandoci ad abitare delle vere e proprie scomfort-zone. Ma…niente paura! Ancora una volta, e sempre, saranno i Profeti, Giovanni soprattutto, e la Madre ad allenarci e a comprometterci con le sorprese e i sogni di Dio che sempre viene nella nostra vita. Abbiamo terribilmente bisogno di Dio anche quando ci sfiora il contrario. Non ci reggiamo da soli. E si vede! Buon inizio di Avvento! Sentiti atteso. Verrà anche per te!
Monsignor Vito Piccinonna

Lazio, Righini: “Liberati 150milioni di euro per edilizia e attrezzature sanitarie e 70milioni per servizi sociali”

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“Nella seduta del Consiglio regionale di ieri pomeriggio sono stati approvati due importanti emendamenti alla proposta di Legge numero 232/2025 che permettono alla Regione di compiere un passo concreto per rafforzare i servizi essenziali e garantire una gestione responsabile, trasparente e orientata alle reali esigenze dei cittadini. Si tratta di interventi rilevanti, che consentono di liberare risorse, valorizzare gli utili del sistema sanitario regionale e destinarli a investimenti strutturali e sociali di fondamentale importanza”. È quanto dichiara l’assessore al Bilancio della Regione Lazio, Giancarlo Righini. “Il primo intervento destina 153,8 milioni di euro di utili del Servizio Sanitario Regionale agli investimenti in edilizia e attrezzature sanitarie. Sono risorse generate da una gestione rigorosa dei bilanci 2023 e 2024, che abbiamo scelto di reinvestire interamente per modernizzare ospedali, tecnologie e infrastrutture del nostro sistema sanitario. Il secondo emendamento ci consente di liberare 70 milioni verso servizi pubblici essenziali: politiche sociali, sostegno alle famiglie, servizi per la disabilità, diritto alla casa e interventi per l’infanzia. In totale, oltre 60 milioni in più saranno subito disponibili per piani sociali di zona, servizi per persone con disabilità, contributi per asili nido e CAA e per il sostegno all’affitto», evidenzia l’Assessore. Si tratta di una scelta di responsabilità che ci permette di investire su sanità, welfare e bisogni reali delle famiglie, senza aumentare la spesa e utilizzando al meglio ogni euro del bilancio regionale” – conclude Righini.

Mutui green: a novembre TAN medio fino a 40-50bps più basso

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Su un mutuo ventennale da 180.000 € a tasso fisso, scegliendo il green si risparmiano in media 41 € sulla rata rispetto a un finanziamento standard. Tra le soluzioni di finanziamento disponibili oggi sul mercato, quella dei mutui green rappresenta la migliore per ottenere le condizioni più favorevoli. Queste tipologie di finanziamento sono finalizzate all’acquisto di un immobile ad alta efficienza energetica, oppure alla ristrutturazione per il miglioramento delle prestazioni energetiche dello stesso, e trattandosi di strumenti in linea con le politiche europee a favore della transizione ecologica, studiati per favorire la riqualificazione energetica delle case e per incentivare l’acquisto di immobili ad alta efficienza, permettono ai consumatori di beneficiare di un notevole risparmio sui costi del finanziamento, con gli istituti di credito che offrono tassi di interesse più bassi fino a 40-50 punti base rispetto alle opzioni tradizionali. Infatti, secondo le rilevazioni dell’Osservatorio di MutuiOnline.it a novembre il TAN medio dei mutui green a tasso fisso si attesta al 2,95% contro il 3,40% di quelli “standard”, mentre per quanto riguarda il tasso variabile la differenza è minore, con 2,43% per i green e 2,68% per i finanziamenti tradizionali. Scegliere un mutuo “verde” garantisce dunque un notevole risparmio su pagamento mensile e costi totali del finanziamento. Su un mutuo a 20 anni da 180.000 € a tasso fisso la rata è pari a 994 € per l’opzione green, 41 € in meno rispetto alla media delle opzioni tradizionali a 1.035 €. Sull’intera durata del finanziamento, questa differenza si traduce in un risparmio di oltre 9.800 € di interessi in favore dei mutui green. Per quanto riguarda il tasso variabile, invece, la differenza sulla rata mensile è pari a 22 € in favore dell’opzione “verde” (948 € contro 970 € in media), per un risparmio sui 20 anni di finanziamento di quasi 5.300 €. “I mutui green rappresentano un’opportunità per molti consumatori di ottenere condizioni di finanziamento molto competitive, soprattutto alla luce del recente adeguamento della direttiva europea – spiega Matteo Favaro, COO & Managing Director Financial Product di MutuiOnline.it – ora questi mutui possono essere concessi anche a immobili in classe energetica C o D, a differenza di quanto accadeva in passato quando dovevano appartenere alla classe A o B, e i nuovi criteri includono la valutazione di altri fattori come l’anno di costruzione, la zona climatica dove si trova la casa e dell’indice di prestazione energetica dell’edificio. Il sistema aggiornato di valutazione dell’immobile permette di allargare la quota di case italiane che rientrano tra quelle acquistabili attraverso un finanziamento “verde”, anche se al momento solo un numero limitato di istituti di credito ha adottato le nuove direttive, includendo anche le case di classe C o facendo direttamente riferimento al PED (indice di prestazione energetica).” Nel 2025 per i mutui green si richiedono importi oltre 20.000 € maggiori di quelli standard. Nel Lazio il valore medio delle case green è 265.000 € Secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, chi sceglie un mutuo green 2025 opta per il tasso fisso nel 97,0% dei casi, mentre appena il 2,5% si orienta sul variabile. Rispetto ai finanziamenti standard, i mutui green si differenziano sotto diversi aspetti. In primo luogo, dal momento che gli immobili ad alta efficienza energetica presentano prezzi di vendita più elevati, l’importo medio richiesto dai mutuatari che accedono a un finanziamento “verde” è di oltre 20.000 € maggiore rispetto a chi sceglie un mutuo tradizionale, con un dato che nel 2025 si attesta sui 160.000 € contro i 138.500 € di quelli standard. Inoltre, i finanziamenti green hanno una durata media leggermente maggiore rispetto a quelli tradizionali, 25 anni contro 24 anni e mezzo, e i richiedenti sono più giovani, con un’età di 39 anni e 4 mesi contro 39 anni e 9 mesi in media. Le due tipologie di mutuo si differenziano poi anche in termini di Loan-to-Value, ovvero il rapporto tra il valore dell’immobile acquistato e l’importo richiesto dal mutuatario: per i mutui green si tende a versare meno anticipo; infatti, il dato medio registrato quest’anno è del 67,7% per questa tipologia, mentre per quelli tradizionali si arriva al 70,1%. Dal punto di vista territoriale, infine, dal Nord Italia arrivano quasi la metà delle richieste totali per questa tipologia di mutui (48,3% del mix nel 2025). Il Centro assorbe il 31,5% del totale delle richieste, mentre solo il 13,4% arrivano dal Sud e il 6,8% dalle Isole. Nel Lazio l’importo medio richiesto per i mutui green nel 2025 è pari a 162.000 €, dato quasi 10.000 € maggiore rispetto ai finanziamenti standard, per i quali l’importo richiesto si ferma a 153.000 € in media. Per quanto riguarda il valore medio degli immobili, quelli green staccano quelli tradizionali di oltre 10.000 €, con 265.000 € in media contro 251.000 €. Mutui green: a Latina richiedenti più giovani, a Roma importo richiesto record Analizzando i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it relativi al 2025, la provincia di Latina è quella dove l’età media dei richiedenti di mutui green è più bassa di tutto il Lazio, con un dato di 39 anni e 3 mesi contro i 41 anni e mezzo per quanto riguarda quelli “standard”. In quella di Rieti, invece, la durata dei mutui “verdi” è la più lunga dell’intera regione, con una media di 25 anni e 7 mesi, ovvero oltre un anno in più rispetto ai finanziamenti tradizionali (24 anni e 4 mesi in media). Per quanto riguarda l’importo richiesto quest’anno per mutui green, Roma si distingue come la provincia dove il dato è più alto, con una media di 166.353 €, oltre 5.000 € in più rispetto a quanto accade per i finanziamenti standard (158.530 € in media). Guardando al rapporto tra importo richiesto alla banca e valore dell’immobile da acquistare (Loan-to-Value), è la provincia di Frosinone quella che fa segnare il dato più basso per i mutui green: 66,3% contro 69,4 % di quelli standard.