REGGIANA – REAL 0 – 2
AL VIA LA RASSEGNA "AUTUNNO MULTICULTURALE"
CUSTODI IMPIANTI, ASS.RE MEZZETTI: GARANTIAMO IL LAVORO FINO AL 2016
LINKEM NPC RIETI IMPEGNATA IN TRASFERTA CONTRO AMBROSIA
E’ tra le più lunghe della stagione la trasferta che questo fine settimana affrontano i giocatori della Linkem NPC Rieti.
Per disputare l’ottava giornata del girone di andata i reatini sarebbero dovuti andare a Bisceglie (BA), 450 km circa da Rieti, ma, a causa della giornata di squalifica che sconta la squadra ospitante, la gara si giocherà nel campo neutro di Cisternino (BR), 560 km da Rieti, 100 km più a sud rispetto a Bisceglie.
Se è vero che l’Ambrosia si trova nella parte bassa della classifica è altrettanto vero che nella scorsa trasferta la formazione ha messo più che in difficoltà una delle squadre più quotate del girone, perdendo per soli 3 punti e dopo una partita di grande intensità, sul campo ostico di Roseto degli Abruzzi.
Entrambe le formazioni sono quindi altamente motivate a vincere questa gara, per acquistare due punti in una classifica che è ancora recuperabile.
La squadra pugliese è affidata da questo anno al tecnico Enrico Fabbri, ben noto ai reatini ed ancor di più a quelli che provengono dell’avventura targata Nuova Pallacanestro Contigliano per i suoi trascorsi in maglia Scauri. L’inizio di campionato per l’Ambrosia Bisceglie non è stato dei più facili, infatti i pugliesi si trovano in classifica in quintultima posizione con soli 4 punti frutto delle vittorie contro Gaeta e Monteroni.Tra i giocatori della squadra pugliese meritano un occhio di riguardo il playmaker Vincenzo Di Capua, classe ’87, che guida l’attacco dei suoi con 9.4 punti e 2.3 assist di media; la guardia Mauro Torresi Lelli, marchigiano classe ’84, che produce 14.9 punti con il 50% da 2pt e quasi 2 assist di media; sotto canestro Andrea Storchi, romagnolo classe ’79 è il vero faro della compagine pugliese, per lui infatti 15.6 punti e 7.9 rimbalzi di media, insieme al quale giostra vicino a canestro l’oriundo Juan Manuel Caceres, capace di apportare alla causa 10.0 punti e 6.7 rimbalzi di media.
Coach Fabbri può contare inoltre sull’apporto di Roberto Simeoli, ala classe ’83, con trascorsi anche in serie A, a Livorno e ad Avellino e che si divide i minuti in campo con l’under Andrea Chiariatti, classe ’93; chiudono il roster l‘altro under del ’94, Alberto Di Salvia che è il cambio nei ruoli di playmaker e guardia ed il lungo, oriundo anche lui, Enzo Damian Cena, nato nel ’92 ed utilizzato come cambio negli spot di 4 e 5.
Sul versante reatino il nuovo coach Luciano Nunzi ha potuto allenare la squadra, a ranghi completi, tutta la settimana, sottoponendo i giocatori a sedute di grande intensità fisica e mentale. L’introduzione di nuovi giochi e le tipiche numerose rotazioni del coach porteranno in campo una squadra inedita e per questa volta imprevedibile.
“Dobbiamo concentrarci su di noi – aveva affermato in conferenza stampa coach Nunzi – lavorare molto e soprattutto imparare a giocare insieme”.
Si gioca domenica alle 18.00 al Palatodisco, arbitrano i signori Federico Del felice e Corrado Sinibaldi entrambi della provincia di Monza Brianza.
SEBASTIANI E DIANA: IL SINDACO NEGA LA PAROLA ALLA MINORANZA
"E’ un atteggiamento di estrema arroganza quello assunto ieri dal sindaco Simone Petrangeli e dal presidente del consiglio comunale Gian Piero Marroni, che con un gesto al limite della democrazia hanno impedito che la minoranza esprimesse la propria opinione durante il dibattito consiliare relativo ai criteri di concessione della cittadinanza onoraria, vedendosi peraltro privata della possibilità di pronunciare la propria dichiarazione di voto sul punto in questione. Un atteggiamento senza precedenti, che ci ha obbligato, in segno di protesta, a non ripresentarci in aula alla ripresa dei lavori dopo l’interruzione per la fiaccolata in favore degli operai della Schneider".
E’ quanto dichiarano in una nota congiunta i consiglieri di minoranza Andrea Sebastiani (Rieti che Sviluppa) e Giuseppe Diana (Popolo della Libertà)
"Probabilmente abbiamo colto nel segno quando dicevamo che forse, in un momento come questo, il consiglio avrebbe dovuto avere altri argomenti di cui parlare rispetto alla concessione di cittadinanze onorarie – spiega il consigliere Andrea Sebastiani – pur riconoscendo l’importanza dell’argomento. Ed e’ proprio per questo che come sempre la minoranza ha partecipato attivamente al dibattito, che però è stato negato incredibilmente e inspiegabilmente dall’arroganza del sindaco Petrangeli e del presidente del consiglio Marroni, che forse, sapendo già cosa avevamo da dire, ci hanno impedito di prendere parte al discorso e di esprimere le nostre dichiarazioni di voto, andando ad approvare il provvedimento con il solo appoggio della maggioranza. Un comportamento di un’arroganza senza precedenti, che travalica i doveri pubblici che un amministratore dovrebbe rispettare".
"Ancor più grave quanto accaduto in sede di dibattito sulle modifiche allo statuto comunale, uno degli strumenti fondamentali della vita amministrativa – aggiunge il consigliere Giuseppe Diana – senza contare che anche in questo caso la minoranza, in maniera assolutamente propositiva, collaborativa e migliorativa, ha sollevato alcune questioni di natura tecnica e normativa apprezzate ed accolte dallo stesso segretario Generale. Eppure anche qui, con una presunzione ai limiti della tolleranza, il sindaco ha interrotto il dibattito a suo piacimento. Un gesto inopportuno, che ci ha obbligato ad esprimere il nostro dissenso non ripresentandoci in aula alla ripresa dei lavori. Se questa e’ l’idea di partecipazione de sindaco Petrangeli e della sua maggioranza, noi la pensiamo in maniera completamente diversa".
GRANDE SUD METTE RADICI A RIETI
Come da tempo annunciato il consigliere Walter Sabetta ha costituito il gruppo consiliare di Grande Sud – Lazio al Comune di Rieti.
“Anche da noi viene avvertita forte la necessità di un movimento politico” – ha detto il neo capogruppo di Grande Sud al Comune di Rieti – “che riparta proprio dal “locale”, dalle città, dai quartieri cioè dai legittimi interessi delle persone, delle famiglie e delle imprese che ne fanno parte. Il partito Grande Sud anche nel Lazio è il partito della difesa dei territori che punta decisamente alla soluzione delle necessità più avvertite dalla gente. Oggi infatti serve una nuova Politica che parta proprio da un moderno municipalismo capace di contrapporsi alla politica fatta dai talk – show, dai salotti buoni delle oligarchie economico-finanziarie che vogliono direttamente dettare l’agenda di governo alle nostre Regioni e ai Comuni. Ridimensionando così il ruolo della politica, della democrazia e degli enti locali, che ne sono il motore principale.”
Grande soddisfazione è stata espressa da Giovanni Azzaro, segretario Regionale di Grande Sud del Lazio, dal leader del Partito Gianfranco Miccichè oltre che dal Sen. Roberto Centaro e dall’ on. Aurelio Misiti a nome dei gruppi Parlamentari di Camera e Senato.
Perché quindi Grande Sud nel Lazio e a Rieti, che sono al centro dell’Italia? “Perché puntiamo al rilancio di un meridionalismo che non sia solo italiano, ma che diventi essenzialmente europeo” – ha affermato Giovanni Azzaro Segretario Regionale del Lazio –“ In questa prospettiva Roma e il Lazio sono perni centrali del progetto. Oggi abbiamo un Nord Europa con Paesi ricchi e pieni di benessere ed un Sud Europa sempre più in difficoltà. Infatti gli interessi ad esempio della Germania o dell’Olanda sono diversi dai nostri. Il loro modello di sviluppo considerato ‘europeisticamente corretto’ in molti casi non è applicabile alle nostre realtà cittadine. Infatti le politiche di eccessivo rigore, di stretta fiscale e creditizia che Bruxelles ci ha imposto in questi anni ha solo impoverito i nostri territori e salvato le loro banche. Da qui la necessità che le popolazioni il Sud d’Europa si sveglino e si organizzino. Serve dunque una maggiore unità e solidarietà tra Città, Province e le Regioni del Centro-Sud Italia per realizzare sinergie e politiche comuni per affermare un modello di sviluppo che tuteli i territori e non insegua programmi operativi che non appartengono alle tradizioni locali”.
SPACCIO STUPEFACENTI: COPPIA ROMANA DENUNCIATA DALLA POLIZIA DI STATO
Nell’ambito dei consueti servizi disposti dal Questore di Rieti per il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nelle serate dei fine settimana, personale della Squadra Mobile ha denunciato in stato di libertà, Q.M. del 1972 ed una donna C.R. del 1975, entrambi residenti nella Capitale, per detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Lo scorso week-end, infatti, una pattuglia della Polizia Stradale in servizio di controllo del territorio sulla tratta Roma- Rieti ha proceduto al controllo di una autovettura con a bordo una coppia di romani. Al momento del controllo, i due si sono mostrati particolarmente preoccupati, inducendo gli operatori a richiedere l’intervento della pattuglia della Squadra Mobile per procedere ad un più accurato controllo.
Gli investigatori hanno, quindi, proceduto alla perquisizione personale dei due giovani rinvenendo in loro possesso un grammo di cocaina suddiviso in due dosi. I due spacciatori sono stati pertanto denunciati in stato di libertà alla competente A.G., davanti alla quale dovranno rispondere del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
CUSTODI CAMPI SPORTIVI, IN 20 RISCHIANO IL POSTO DI LAVORO
Una situazione drammatica, legata al mondo del lavoro, è stata prospettata questa mattina al segretario generale della Uil di Rieti, Alberto Paolucci. Ad essere colpito, questa volta è il mondo dello sport e, più precisamente, dei custodi dei campi, coloro i quali tutti i giorni, festivi inclusi, lavorano anche dodici ore al giorno per aprire gli impianti sportivi, gli spogliatoi, pulire e mantenere in ordine le strutture.
A bussare alla porta del sindacato dell’Unione Italiana dei Lavoratori sono stati 6 dei 20 custodi che lavorano a Rieti che, hanno dichiarato, di non percepire più lo stipendio da ottobre e di non aver ricevuto, dalla cooperativa che li gestisce, nessuna rassicurazione circa le tempistiche per la liquidazione delle spettanze mensili. Per ora solo una cosa è certa: da dicembre tutti a casa.
“Quella che mi è stata prospettata è un’altra situazione drammatica del capitolo occupazionale della città di Rieti – dice Alberto Paolucci – l’iter che hanno subito in questi ultimi mesi questi lavoratori non è concepibile: fino al 31 agosto hanno avuto un contratto con una cooperativa; dal primo al 17 settembre si sono visti sospendere il contratto, cosa, come spiegavano, mai accaduta in circa quindici anni; dal 18 al 30 settembre poi sono stati riassunti con un contratto occasionale attraverso la cooperativa Pegaso, che nel primo mese ha pagato gli stipendi in ritardo. Dal primo di ottobre al 30 dicembre, poi, gli è stato modificato nuovamente il contratto, sostituendolo con uno a progetto accompagnato da una promessa dell’assessore comunale con delega allo Sport, Alessandro Mezzetti, che, alla scadenza, si sarebbe impegnato a pubblicare un bando con una clausola che li avrebbe tutelati almeno per 3 o 5 anni.
Poi l’ulteriore sviluppo. Qualche giorno fa questi lavoratori, accompagnati da un sindacalista, sono stati nuovamente ricevuti dall’assessore Mezzetti, che non ha confermato le prime rassicurazione: per loro, al 30 dicembre, un contratto di 6 mesi e poi tutti a casa, visto che il Comune ha deciso di affidare la gestione direttamente alle società sportive con un contributo dell’Amministrazione".
"Questi custodi – prosegue il segretario generale UIL – lavorano da circa 15 anni e hanno un rapporto con il Comune tale che ci sarebbero anche le condizioni per parlare di un rapporto di subordinazione. E’ inammissibile il trattamento che gli si sta riservando, dopo anni di servizio, si stringe loro la mano e si mandano a casa. Prima di prendere decisioni drastiche del genere servono attente riflessioni e mi preme sottolineare che
"Come Uil, – conclude Paolucci – attraverso una lettera inviata al sindaco di Rieti, Simone Petrangeli, dal segretario organizzativo, Alvise Casciani, abbiamo già chiesto un incontro per trattare alcune importanti tematiche dedicate al sociale, ma non abbiamo ricevuto risposta. Confidiamo nella sensibilità del sindaco e che, anche a fronte di questa nuova emergenza, ci convochi”.
CONSULENZE AL COMUNE, DIANA: MANDATI E CONTROLLO NON ERANO DI MIA COMPETENZA
L’ex assessore al bilancio Giuseppe Diana convocato dalla Guardia di Finanza come persona informata sui fatti, in merito alle consulenze al Comune di Rieti, ha spiegato il funzionamento della gestione finanziaria all’interno dell’Ente.
Per i pagamenti dei mandati, Diana ha dichiarato che non era un suo compito, in quanto incarico non contemplato nelle funzioni dell’assessore, era invece un compito del dirigente del settore finanziario Preite.
In merito alla gestione delle consulenze sul controllo dell’attività finanziaria, l’ex assessore Diana ha dichiarato che questa funzione era assegnata all’ex direttore generale Giuseppe Morelli, che riceveva tutti i resoconti dalle società di Latini, resoconti che poi doveva girare ai dirigenti dei settori interessati.
Sicuramente la prossima persona che verrà convocata dai finanzieri, che stanno seguendo e studiando tutti i documenti relativi alle consulenze, sarà Giuseppe Morelli, che, come detto dall’ex assessore Diana, era il gestore del rapporto con le società di consulenza di Carlo Latini.
Lunedì il GIP deciderà in merito alla revoca degli arresti domiciliare per Preite e Latini, revoca presentata dagli avvocati difensori: Perelli, Magnanelli e Chiattelli. Intanto, da alcuni giorni, l’avvocato Antonio Perelli difensore di Antonio Preite ha presentato rinuncia all’incarico della difesa per motivi di incompatibilità.
MARINO FORMICHETTI: ESPRIMERSI PER PARTECIPARE AL FUTURO DELLA PROVINCIA
Sentirsi partecipi, prendere parte attiva alle scelte importanti ed esprimere il proprio pensiero in un momento tanto importante per l’Italia, quello in cui il Governo, con decisione unilaterale ha deciso di ridisegnare i confini politici e ha consegnato, d’ufficio, il futuro del territorio reatino, nelle mani della Provincia di Viterbo, una provincia distante, tanto culturalmente che territorialmente dal reatino, che, al contrario, risulta essere molto più vicina di quanto si era fino ad ora pensato con Terni.
Sono solo alcune delle riflessioni che sono state fatte nel corso del partecipato incontro che si è svolto presso la sede della Uil di Terni, dedicato all’iniziativa referendaria, promossa a Rieti, dal Comitato Rieti in Umbria per annettere il territorio della provincia di Rieti a Terni.
”Guardo mio figlio, che ha 10 anni, e non mi perdonerei di non aver provato a fare qualcosa per lui. E lo stesso credo che lo pensino in tanti cittadini della Provincia. I cittadini – dice Marino Formichetti, presidente del Comitato – quelli veri, vogliono la possibilità di decidere, partecipare, sentirsi partecipi ed esprimere il proprio pensiero. In questo momento ci sono poche persone che vogliono inculcarci idee che non hanno nessun fondamento di verità: vorrebbero raccontarci, e convincerci, che il referendum territoriale non sia possibile, quando invece lo è; che possono indirizzarci senza conoscere la strada verso cui sta viaggiando questo territorio. Il mio è un appello ai cittadini, possiamo solo noi dare un nuovo profilo al futuro, non lasciamolo nelle mani di pochi. Non hanno il diritto di farlo. I politici, in quanto eletti, hanno solo il dovere di agire sulla spinta della nostra volontà, si può fare, si deve fare. Un referendum non uccide la Provincia bensì la rafforza, la unisce, risveglia i sindaci, risveglia i giovani e le piazze, fa dibattere e pensare, da forza ai nostri rappresentanti nel contrattare e offre la cartina al tornasole della volontà di ogni singolo comune. Possono vincere i sì o i no, sarebbe, comunque, un clamoroso successo per la democrazia partecipata, per la politica ormai senza credibilità, per i sindaci, per l’istituzione provincia, che deve essere arbitro imparziale, ma del gioco non dell’attesa sterile. Il percorso referendario e’ breve e fattibile.
Saremo chiamati, a breve, ad esprimere la nostra preferenza per la costituzione del nuovo Governo e del Consiglio regionale con regole di difficile comprensione. Il referendum, invece, sarà uno strumento semplice, di facile comprensione, diretto, efficace con risultati veloci. Basteranno sei mesi per concludere l’iter prima che Viterbo o Roma o Cialente giochino con noi ai soldatini pronti al sacrificio per una causa di palazzo. A Terni, ieri, sono emerse molte idee e molto interesse è stato dimostrato dai presenti all’illustrazione della possibilità reale del riordino. Lo abbiamo definito un ‘matrimonio di reciproco interesse’, dove la politica può davvero essere interprete delle comuni volontà. L’Umbria è d’accordo, come anche i cittadini, dimostriamogli la nostra forza e il ruolo che vogliamo nella nuova Provincia. Il 21 novembre presenteremo alla stampa il quesito referendario, lo statuto del Comitato e i moduli delle firme. Un sogno, forse, ma tanto reale da pensare che già siamo in Umbria, dobbiamo solo pensare, e far pensare tutti i cittadini, non ci vuole molto”.

