Il maresciallo capo Manuel Ermini ed il maresciallo Francesco Galizia lasciano Rieti per nuovi incarichi

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Il Maresciallo Capo, Manuel Ermini, Comandante della Stazione Carabinieri di Borbona, dopo quasi quattro anni, lascia l’incarico. Il sottufficiale, 33enne, originario di Rieti, è giunto in questa provincia nel dicembre 2021 e, tra qualche giorno, verrà trasferito ai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Rieti. Dopo aver partecipato ad un concorso interno e frequentato un apposito corso di formazione, è divenuto Ispettore del Lavoro. Un impiego in un settore, la prevenzione e la sicurezza dei luoghi di lavoro, verso cui l’Arma dei Carabinieri rivolge una particolare attenzione ed impiega un sempre maggiore numero di personale specializzato. Il Maresciallo, Francesco Galizia, subentrerà invece quale Comandante in Sede Vacante alla Stazione dell’Arma di Borbona. Originario della provincia di Napoli è giunto a Rieti nel marzo 2010, dapprima al Nucleo Ispettorato del Lavoro, poi alla Centrale Operativa del Comando di viale de Juliis, successivamente alla Stazione di Amatrice come sottordine e, ora, presso il presidio Carabinieri di Borbona. Una scelta, per entrambi, dettata dalla voglia di mettersi nuovamente in gioco. Prima di partire alla volta dei nuovi incarichi, dopo aver salutato le Autorità locali, i due Marescialli, salutati i colleghi del precedente reparto, sono stati ricevuti presso la caserma “Carabiniere Raoul Angelini”, sede del Comando Provinciale, ove, nel corso di un incontro informale, breve ma carico di emozioni, hanno ricevuto gli auguri e le congratulazioni per il futuro impiego professionale da parte del Comandante Provinciale di Rieti, Colonnello Valerio Marra e del Comandante della Compagnia di Cittaducale, Capitano Toni Bocchino.

Oggi 19 anni senza Alberto Bianchetti, l’uomo che affrontò la gravità

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Era il 5 agosto 2006 quando, improvvisamente Rieti perse Alberto Bianchetti: 19 anni fa la scomparsa di un uomo che affrontò la gravità e che se ne andò a soli 66 anni, facendo quello che più adorava, volare libero tra le nuvole. Ed oggi, come ogni anno, Rietinvetrina lo vuole ricordare con questo articolo, una cronistoria sulle sue imprese volovelistiche e di arrampicata. Era a bordo del suo aliante nel cielo del Parco Nazionale d’Abruzzo quando a causa di un doppio vuoto d’aria precipitò a Pescasseroli (L’Aquila) perdendo la vita in quello che poteva apparire un pomeriggio qualunque, ma che invece segnò per sempre la sua famiglia e tutti gli amici che da una vita lo accompagnavano in mille attività. Agli alianti e al volo a vela si avvicinò negli anni ’70, in concomitanza con l’entrata nel CAI. L’alpinismo era un’altra sua grande passione. Fin da ragazzo era un amante dello sport. Iniziò ai tempi dell’università a partecipare a gare di moto e automobili, per poi entrare con la seconda disciplina nel mondo professionistico. Diverse le Coppe Carotti alle quali partecipò con la sua Lancia Appia Zagato. I più anziani ancora oggi ricordano le “battaglie automobilistiche” con Otello Rinaldi.La passione per le automobili l’ha sempre portata con sè, anche se smise di correre, proseguendo fino all’ultimo le altre sue due grandi passioni: l’alpinismo diventando anche vicepresidente e successivamente presidente del CAI Rieti e il volo a vela. La montagna la conobbe da piccino quando entrò a far parte dei boy scout e da allora non ne scese mai. Tantissime le spedizioni alpine alle quali partecipò con il fedele amico e cugino Arnaldo Millesimi, la prima nel 1983 in Bolivia, l’ultima nel 2006. Si conta che Alberto Bianchetti abbia partecipato a più di 20 spedizioni, anche al Polo Nord Magnetico e al Polo Nord Geografico.Tre delle più importanti spedizioni alle quali Alberto fece parte sono senza dubbio quella del 1989 al Mc Kinley in Alaska (la vetta più alta dell’America Settentrionale 6.190 metri s.l.m.) una delle “Seven Summits” del Pianeta, quella sul monte Aconcagua di 6.962 metri s.l.m., la più alta montagna della Cordigliera, di tutto il continente americano e di tutto l’emisfero meridionale, anche lei una delle “Seven Summits” del Pianeta, ossia una delle montagne più alte dei 7 continenti e quella sul “Picco Ibn Sina” comunemente chiamato “Picco Lenin”, una delle più alte vette del Pamir russo in Asia Centrale. Il Picco Lenin si trova tra il Kirghizistan e il Tagikistan ed è alto 7.134 metri s.l.m.Fu Alberto Bianchetti insieme a Lamberto Brucchietti e Marco Catini a dar vita nel ’74 al G.A.R (Gruppo Alpini Reatini) sorto dopo l’uscita dal CAI Rieti di alcuni componenti, tra i quali lo stesso Bianchetti, per divergenze interne. Successivamente nel ’78/’79 chi era uscito dal Cai vi rientra e Bianchetti lo fa assumendo la carica di presidente, per poi organizzare la prima spedizione fuori dalle mura italiane raggiungendo la Bolivia e conquistando la loro prima vetta di 6.000 metri s.l.m.Il 5 giugno del 1977 Alberto aprì una nuova via, insieme all’amico di cordata Mario Sciarra, sulla parete Nord del Monte Terminillo per poi ripetersi negli anni ’80 quando aprì quella nella Parete Nord del monte Camicia nei pressi del Gran Sasso, questa volta insieme all’amico Rocco Venditti. Brucchietti, Catini e Bianchetti sono da annoverare come i precursori dell’arrampicata in roccia, fino ad allora non praticata tra gli alpinisti reatini.L’impegno di Alberto per la città di Rieti lo si ricorda anche per aver portato nel 1984 nel capoluogo sabino, durante la sua presidenza Cai, il grande alpinista trentino Reinhold Messner che ospitò in casa, così come ospitò un altro grande alpinista italiano, Walter Boonatti, anche lui portato alla fine degli anni ’80 a Rieti. Bonatti, durante la sua permanenza in casa di Alberto, tenne anche una video conferenza. Infine, altro illustre alpinista fatto giungere a Rieti da Alberto Bianchetti, è Renato Casarotto (deceduto sul K2).Nel 2002 Bianchetti è stato capo spedizione del CAI L’Aquila nel tentativo di scalare il Sesto Ottanile Himalaya Cho Oyu ad oltre 8.201 metri s.l.m. Solamente uno degli alpinisti aquilani riuscì ad arrivare in vetta. A questa spedizione fu presente anche il figlio Paolo.A tutte queste attività affiancò anche l’impegno nel Soccorso Alpino e quello da istruttore di volo a vela e proprio con gli alianti in tanti lo vedevano volteggiare in cielo su Rieti. Bianchetti partecipò anche a diverse Coppe del Velino.Uomo pragmatico riusciva sempre a risolvere gli eventuali problemi che potevano sorgere a pochi minuti dall’inizio di una gara o di una spedizione, senza perdersi mai d’animo. Coraggioso, pieno di vitalità, gran sportivo, Alberto ha lasciato nel cuore e nella mente di chi lo conosceva un bellissimo ricordo che siamo sicuri non svanirà mai.Così come non svanirà mai l’amore dei figli per lui, Paolo oggi sindacalista della Cisl che da ragazzo partecipò anche ad alcune spedizioni con il papà e Stefano, oggi pilota di elicotteri del Corpo Forestale dello Stato e istruttore di volo a vela, da più piccolino campione juniores nel salto con l’asta. Menzione speciale per la moglie, Anna Teresa Millesimi, sempre al suo fianco nella vita. La vita di Alberto è stata costellata di molteplici attività, tra queste: l’atletica praticata come velocista negli anni ’50 e ’60, la carriera da calciatore nella FC Rieti, la docenza in Scienze Naturali, il conseguimento nel 1964 del brevetto da pilota di alianti con conseguente inizio dell’insegnamento come istruttore di volo e dopo ancora come direttore della scuola di volo a vela. Infine la scrittura e pubblicazione del libro “Montagne di ricordi” dove sono riportate tutte le sue avventure alpinistiche e il ricevimento della medaglia d’oro al Valore Sportivo consegnatagli dal presidente del CONI nazionale Gianni Petrucci. Il ricordo annuale di Rietinvetrina dedicato ad Alberto Bianchetti termina con la sua partecipazione ai “Veterani dello Sport” costituito da Carlo Millesimi, detto Carletto, maratoneta di lungo corso e partecipante a diverse maratone di Roma e alla Maratona di New York oltre che ai Campionati del Mondo senior di Goteborg. Ad Alberto Bianchetti è stato intitolato l’Aero Club di Rieti, oggi Aero Club Bianchetti. Il CAI Rieti deve molto ad Alberto e alla sua opera di divulgazione della disciplina alpinistica.

Presidente ACI de Sanctis: “Grazie ad ASM per la pulizia del tracciato post Rieti-Terminillo / Coppa Carotti”

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Quindici chilometri che separano Rieti dalla vetta del Terminillo sono stati anche quest’anno gremiti di pubblico in occasione della Rieti Terminillo Lenergia, evento dalle caratteristiche tecnico sportive uniche. Il suo percorso, su un fondo perfetto, con tratti veloci alternati ad altri più lenti, rappresenta infatti una vera e propria università internazionale della velocità in salita. Nei giorni successivi alla cronoscalata il programma prevede, come sempre la pulizia del tracciato, che proseguirà fino a mercoledì 6 agosto. L’iniziativa, organizzata nell’ambito del programma di pulizia e decoro del Comune di Rieti, vede squadre impegnate nella pulizia del percorso della gara. “Un plauso – commenta Alessandro de Sanctis, presidente dell’Automobile Club Rieti – va rivolto all’Azienda Servizi Municipalizzati, a lavoro fin dalle ore immediatamente successive alla premiazione. Le pulizie sono cominciate partendo dal Terminillo, in particolare dal piazzale Tre Faggi, affollato di spettatori nelle giornate della Rieti Terminillo Lenergia. Ci saranno tre giorni dedicati alla pulizia di tutto il tracciato, del quartier generale presso la scuola primaria di Vazia e della zona dell’area Hospitality, che ha accolto le autorità e gli sponsor che hanno scelto di fare rete con l’Automobile Club di Rieti e che ringraziamo per aver contribuito a dare vita ad una edizione memorabile”.

Stop Genocidio di Gaza, a Rieti ogni sabato sfilata di donne e uomini sandwich

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Donne e uomini sandwich sfileranno ogni sabato nel centro storico di Rieti per dire STOP al Genocidio di Gaza, dalle ore 18 alle 20 con partenza da piazza Cavour. Inoltre a partire da venerdì 8 agosto il Comitato cittadino spontaneo si ritroverà ogni settimana alle ore 22 a largo Vittori, fronte Cattedrale di Santa Maria, per rompere il silenzio.

È mørto il reatino Angelo Maria Ricci, fumettista di Diabolik e del Giovane Indiana Jones

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Si è spento a Rieti a 79 anni il fumettista e disegnatore reatino Angelo Maria Ricci, omonimo di quel poeta che dà il nome alla via del quartiere Micioccoli. Non tutti sanno che l’Angelo Maria Ricci morto oggi, 4 agosto, è stato per venti anni il disegnatore di Diabolik, mettendo in mostra un’arte ed un talento che vedono gli albori tanto tempo fa, negli anni ’70, quando Ricci entrò all’Espresso. Più là nel tempo arrivarono Martin Mystere, Tirammolla ed il Giovane Indiana Jones, fino al 2001 quando ebbe inizio l’epopea Diabolik. Di seguito la nota di cordoglio del Comune di Grottammare dove ebbe modo di lavorare: “Il Comune di Grottammare si unisce al cordoglio per la scomparsa di Angelo Maria Ricci, figura di grande spessore culturale e umano che ha lasciato un’impronta indelebile nella vita della nostra comunità. Fumettista di grande talento, acuto osservatore della realtà, Ricci ha sempre saputo rappresentare il nostro territorio con passione e profondità. Ricordiamo con particolare affetto i fumetti realizzati per la città di Grottammare, La Sacra a fumetti e Sisto V a fumetti, in cui ha saputo coniugare divulgazione storica e creatività, rendendo accessibili e affascinanti le vicende del passato cittadino anche per i più giovani. Un modo originale e generoso di mettere il proprio talento al servizio della collettività. Il grottammarese dell’anno 2006, ci lascia un’eredità preziosa fatta di parole, immagini, idee e impegno civico. Grottammare lo ricorda con riconoscenza e gratitudine. Alla famiglia e ai suoi cari va il nostro pensiero più affettuoso”.  

Auto danneggia due SUV posteggiati e fugge: “Aiutateci a trovare il colpevole”

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Nella serata odierna, lunedì 4 agosto, due lettori di Rietinvetrina ci inviano la foto dei loro SUV (un Ford e un MG) danneggiati intorno alle ore e 20:45 in viale Fassini, fronte Parco “Il Coriandolo”. Gli stessi lettori riferiscono alla nostra redazione che un’auto, presumibilmente di colore bianco, per cause non note, ha danneggiato i due SUV per poi fuggire. I lettori di Rietinvetrina chiedono a chiunque abbia visto qualcosa di chiamare il numero 329 1527270 o fare segnalazione al 112..

Il Depero per la seconda volta nella classifica mondiale dei migliori bar: è 338° al mondo

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Il Depero si conferma una delle realtà più brillanti della mixology mondiale. Per il secondo anno consecutivo, il cocktail bar reatino è stato inserito nella prestigiosa Top 500 Bars, la classifica che raccoglie i migliori bar del pianeta. Dopo l’esordio nel 2024 con una posizione già di rilievo, quest’anno il Depero compie un balzo significativo in classifica, salendo di 111 posizioni e piazzandosi al 338° posto su scala globale. Un riconoscimento importante, frutto di una proposta audace, di una costante ricerca sulla qualità e di una visione estetica e concettuale che lo rendono un unicum nel panorama italiano e internazionale. Il Depero si conferma non solo come un’eccellenza della mixology, ma anche un punto di riferimento sociale per la comunità locale: un “bar sotto casa” con lo sguardo rivolto al mondo, che reinterpreta in chiave contemporanea il ruolo di luogo d’incontro, condivisione e identità. Una realtà capace di dialogare con le più grandi capitali del bere miscelato. Un traguardo straordinario per un progetto che nasce 13 anni fa e che oggi viene portato avanti dalla visione condivisa di Chiara D’Orazio e Antonio Tittoni, giovani imprenditori che hanno scommesso sull’eccellenza, la sperimentazione e il “bere consapevole”. In un panorama dominato dalle grandi capitali internazionali, questo riconoscimento è un segnale forte: anche una piccola città può ospitare un locale capace di guidare l’innovazione, diventando punto di riferimento per la mixology italiana e non solo. La classifica Top 500 Bars è basata su oltre 2.000 fonti tra guide, voti di esperti, premi internazionali e recensioni verificate: essere presenti, e scalare posizioni, significa entrare in un circuito globale di eccellenza.

L’Associazione BullDog di Piani Poggio Fidoni ringrazia: “Due grandi successi la Gamberata e la Festa d’Estate 2025”

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A pochi giorni dal termine delle due feste che hanno animato per venti giorni Piani Poggio Fidoni con migliaia di partecipanti ogni sera, la Gamberata e la Festa d’Estate 2025, l’Associazione BullDog ringrazia vivamente tutti coloro i quali a vario titolo hanno aiutato, partecipato, sostenuto quelli che sono divenuti nel tempo due punti cardine per l’intero territorio reatino. Tanti partecipanti alla Gamberata con chef Patrizio al quale gli organizzatori hanno donato una targa premio nelle persone dell’assessore alle Frazioni, Fabio Nobili. Altro riconoscimento è andato ad Elenio Leoncini fondatore della Sagra, premiato dal presidente dell’Associazione, Fabrizio Falsini e da tutto lo staff associativo. “Ringraziamo tutti con il cuore – commentano i volontari dell’Associazione BullDog – siete stati davvero tanti! Grazie anche al Panificio San Nicola per il sostegno. Cogliamo l’occasione per ricordare ancora una volta il nostro amico Emanuele Coretti, prematuramente scomparso proprio nei giorni dei festeggiamenti. Lo stop, poi la ripartenza con il calendario degli eventi, la festa sul finale è stata dedicata a lui, che siamo sicuri avrebbe partecipato attivamente come sempre. Un abbraccio ai familiari, ancora una volta. Non dimenticheremo Emanuele”.

Inaugurato il Museo Storico Fotografico di Poggio Fidoni

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Venerdì 1 agosto nella frazione di Poggio Fidoni l’assessore alla Cultura, Letizia Rosati, e l’assessore alle Manutenzioni e Frazioni, Fabio Nobili, hanno inaugurato il Museo Storico Fotografico. Una casa della memoria della comunità curata da Maria Antonietta Contilli, realizzata attraverso lo strumento del Volontariato civico grazie al Circolo Campi d’Oro presieduto da Angelo Muratori.  Presenti anche don Giovanni e don Danny della parrocchia di Poggio Fidoni.

Inaugurati i lavori di potenziamento della SS260 Picente variante di Amatrice

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Il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli oggi 4 agosto ha partecipato all’inaugurazione dei lavori di adeguamento e potenziamento della S.S. 260 “Picente” (2 Lotto, Variante di Amatrice, dal km 43+800 al km 41+150) insieme all’Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, al Slsindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi, all’assessore alle Politiche di Ricostruzione, Viabilità e Infrastrutture, Manuela Rinaldi e al Soggetto Attuatore incaricato da ANAS per la viabilità post-sisma 2016, l’ingegner Fulvio Maria Soccodato. “Il deficit infrastrutturale è l’ostacolo più grande che dobbiamo superare per la rinascita e lo sviluppo dell’Appennino centrale. Oggi, con l’avvio del l’avvio dei lavori del secondo lotto della ‘Picente’ abbiamo compiuto un ulteriore, importante, passo all’interno di quella strategia che, insieme al supporto del Ministero dei Trasporti e di ANAS, abbiamo messo in campo per rendere la rete stradale dei territori del cratere più veloce, moderna e sicura. Un intervento la cui valenza è resa ancora maggiore dal fatto che ci troviamo ad Amatrice, la città più colpita dal sisma 2016, che riveste un ruolo centrale all’interno del percorso di ricostruzione. La Picente, in particolare, è un’arteria davvero strategica dal momento che non solo collega i territori dell’Alta Sabina con l’Aquilano ma, congiungendosi alla via Salaria, consente di raggiungere Roma e il Mare Adriatico”. Lo ha detto il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli, che oggi ha partecipato all’inaugurazione dei lavori di adeguamento e potenziamento della S.S. 260 “Picente” (2 Lotto, Variante di Amatrice, dal km 43+800 al km 41+150) insieme all’Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme;l, al Sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi, all’assessore alle Politiche di Ricostruzione, Viabilità e Infrastrutture, della Regione Lazio Manuela Rinaldi e al Soggetto Attuatore incaricato da Anas per la viabilità post-sisma 2016, l’ingegner Fulvio Maria Soccodato. “Grazie alla misura del Programma Next Appennino dedicata alle strade del cratere e al Programma RiVita, frutto della collaborazione istituzionale tra il Ministero dei Trasporti e le Regioni del sisma, abbiamo l’opportunità di finanziare quelli interventi che ci consentiranno di rompere il tradizionale isolamento di cui soffre l’Appennino Centrale. Accanto alla doverosa ricostruzione materiale delle abitazioni, infatti, abbiamo la necessità di realizzare opere di riparazione economica e sociale che diano l’opportunità di dare un nuovo futuro alle nostre comunità ferite. In quest’ottica, realizzare strade efficienti e dalla percorrenza più elevata consente di rendere più accessibili i nostri borghi, anche in chiave turistica, efacilita la mobilità di persone e merci”. “L’inizio dei lavori per la variante di Amatrice sulla strada Picente rappresenta un passo fondamentale per lo sviluppo dell’Appennino centrale. Il nostro impegno quotidiano è quello di portare avanti una ricostruzione capace di rilanciare anche le economie del territorio. Si tratta di una sfida non semplice, a nove anni dal sisma, ma la nostra determinazione ci consentirà di raggiungere gli obiettivi prefissati e di restituire un sorriso agli abitanti delle zone colpite. Per questo ringrazio il Commissario Guido Castelli, il sub-commissario Fulvio Soccodato, Anas e tutti i tecnici degli uffici, che con determinazione ci permettonodi affrontare e vincere importanti sfide quotidiane” – ha dichiarato l’assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi.