Indipendenza chiede incontro al sindaco Sinibaldi per capire il futuro della Città

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Nella giornata di oggi, 12 agosto, la segreteria provinciale del movimento Indipendenza ha inviato al Sindaco la richiesta di un incontro ufficiale per confrontarsi sulle future scelte strategiche della città. “In questa calda estate -ha dichiarato Gioacchino Belloni segretario provinciale di Indipendenza – vediamo esplodere varie polemiche sulla gestione del comune di Rieti.Troppo spesso questi presunti conflitti sembrano però poggiare su rivendicazioni ed ambizioni personali, che su reali confronti politici. Il nostro movimento, in questa momento in fase di riorganizzazione a livello provinciale e nazionale, scevro da richieste individuali o necessità di visibilità istituzionale, ritiene invece più importante costruire con il sindaco e la sua maggioranza un tavolo di confronto sulle scelte strategiche per il futuro della nostra città”. Il vice segretario vicario nazionale Chicco Costini ha dichiarato: “ Viviamo un’epoca che impone scelte di fondo per arginare il declino della nostra città, destino comune della gran parte delle zone interne della nostra Nazione.Ma non è piangendosi addosso che si risolvono i problemi, la capacità della politica deve essere quella di metter in campo idee, realizzazioni, di creare linee di indirizzo per dare speranza alle persone.Rieti città universitaria, progetto sul quale sta tanto investendo questa amministrazione, rappresenta proprio una di quelle scelte strategiche che può modificare il destino di Rieti, ma oltre l’apertura di nuovi corsi, si debbono affiancare scelte urbanistiche, condivisione con le realtà economiche del territorio, argomenti dei quali vorremmo parlere con il Sindaco per vedere se è possibile giungere ad una i un percorso condiviso. Così come riteniamo che il problema della sicurezza e della difesa della sanità pubblica debbano tornare ad essere priorità dell’agenda politica”. “Difendere la classe media, tartassata da fisco e arroganza delle multinazionali, costruzione di un piano di sviluppo strategico creato attraverso la partecipazione attiva di cittadini ed operatori economici, difesa dei valori identitari e tradizionali contrastando le ideologie geneder e la cultura woke sono i punti principali del nostro programma. Li presenteremo a Sinibaldi per vedere se è possibile trovare un accordo”. Ha dichiarato Marco Gunnella, segretario cittadino di Indipendenza

Volpe ferita ed intrappolata salvata dai Vigili del Fuoco

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Cucciolo di volpe recuperato e salvato dai Pompieri nella frazione di Maglianello Alto (Rieti). Il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco della sede d centrale di Rieti ha permesso di trarre in salvo un piccolo di volpe rimasto intrappolato dopo essere caduto accidentalmente all’interno di una struttura verosimilmente assimilabile ad un vecchio lavatoio. L’animale, oltre a non riuscire più a risalire per via della profondità della caduta e delle pareti marmoree levigate, presentava lesioni alle zampe posteriori. Dopo la segnalazione, i Vigili del Fuoco hanno provveduto alla messa in sicurezza del selvatico collocato, con le precauzioni del caso, all’interno di una cassetta di legno con la quale è stato poi sollevato. La volpe è stata quindi affidata al personale incaricato del Parco Faunistico Piano dell’Abatino di Poggio San Lorenzo per essere curata e riabilitata prima del rilascio in natura.

Il 16 agosto ad Orvinio presentazione collana “Le Avventure di Fabio”

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Primo appuntamento della nuova rassegna letteraria curata ad Orvinio da ARCI​ Moka Letteraria. Alle ore 17:30 del 16 agosto nella suggestiva terrazza di via Carpineto SNC si terrà la presentazione della collana “Le Avventure di Fabio”. Sarà presente ​l’autrice Flavia Braconi per scoprire le sue storie orwelliane dedicate all’ecologia e all’inclusione. ​Sarà un pomeriggio di letture e riflessioni sui temi trattati nei libri: ​”Le orecchie di Fabio e altre dicerie” e ​”Fabio e la Quercia Adele”. ​L’incontro sarà moderato da Roberta De Sanctis.

Confagricoltura: “Frutta italiana a dura prova per il clima”

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In un contesto internazionale segnato da forti tensioni e instabilità, la frutticoltura italiana si trova ad affrontare sfide sempre più complesse, con ripercussioni dirette e profonde sulla produzione e sulla competitività del settore. Il cambiamento climatico in primis, oltre a ridurre le rese, sta favorendo il proliferare di insetti alieni e parassiti, aggravando ancora di più i problemi fitopatologici alle colture. Secondo un’elaborazione Confagricoltura su dati Istat, negli ultimi cinque anni le superfici investite sono diminuite: -23% pere (la cui produzione in Emilia-Romagna è scesa dai 10 milioni di quintali del 2000 agli 1,7 milioni attuali); -11% pesche, -8% nettarine, -7% albicocche, -6% kiwi e susine. Per quanto riguarda l’andamento delle produzioni primaverili, quest’anno le fragole hanno risentito del clima variabile, con periodi di siccità seguiti da piogge intense che hanno influito negativamente sulla qualità dei frutti, con una domanda non brillante rispetto all’offerta. Fase calante anche per le ciliegie, che a maggio hanno avuto un’impennata dei prezzi sui mercati delle regioni vocate alla produzione. Procede invece a buon ritmo la commercializzazione delle angurie; il caldo ha favorito anche la campagna dei meloni di ottima qualità rispetto allo scorso anno. In ripresa il mercato delle albicocche: poco prodotto, ma buono. Quotazioni favorevoli per pesche e nettarine a calibro grande, più richieste dal consumatore. Anche per queste ultime, minore quantità a fronte di una buona qualità. Nel primo trimestre 2025, i volumi di acquisto di ortofrutta sono aumentati del 2% rispetto allo stesso periodo del 2024, con una crescita del 5% in termini di spesa. La frutta estiva ha registrato un incremento dell’1% in volume e del 6% in valore. Dallo scorso anno si rileva un significativo aumento del consumo di uva da tavola ‘seedless’, prodotta in gran parte tra Puglia e Sicilia. Secondo una rilevazione Ismea, è l’unico prodotto ortofrutticolo italiano che presenti consumi in crescita nelle fasce giovani e nelle famiglie con bambini. E ha trainato anche le uve tradizionali, con un aumento degli acquisti di uva da tavola del 4,6% in quantità e del 10,4% in valore nel raffronto tra il 2023 e il 2024. Anche per le arance si è chiusa la stagione con un buon andamento: con oltre 26 milioni di chilogrammi commercializzati nella campagna 2024-2025, di cui 3,1 milioni di prodotto biologico, l’Arancia Rossa di Sicilia IGP conferma i livelli dell’annata precedente, nonostante la siccità perdurante al Sud. Un segmento che sta crescendo rapidamente è quello dei piccoli frutti: mirtilli, lamponi e more che hanno registrato un aumento del 52% nei primi tre mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sono diventati popolari tra i giovani grazie alla quarta gamma, che offre snack pronti all’uso, veloci e salutari in ogni momento della giornata e dopo lo sport. Il trend complessivo mostra dunque timidi segnali di ripresa dei consumi. Ma i produttori italiani sono sempre più in affanno. Non nasconde la sua preoccupazione Michele Ponso, presidente della Federazione Nazionale Frutta di Confagricoltura: “Gli agricoltori ora stanno affrontando anche le dirette conseguenze che derivano dal clima: la diminuzione della quantità, l’aumento dei costi di gestione, ad esempio per l’irrigazione d’emergenza. Tutto questo si traduce in una compressione della redditività delle imprese e conseguenze negative sull’intera economia”. “Serve accelerare sulle nuove tecniche genomiche e promuovere investimenti in ricerca e innovazione per produrre colture resistenti al clima e ai parassiti, con alti standard qualitativi”, sottolinea Ponso. Rimane la questione della manodopera. “Non si trovano lavoratori qualificati: senza personale disponibile e formato, anche le innovazioni rischiano di rimanere al palo – conclude il presidente della FNP – Problemi, questi ultimi, condivisi a livello europeo e che abbiamo affrontato anche nell’incontro annuale del gruppo di contatto (GDC) pesche e nettarine con Italia, Spagna, Francia a Portogallo riunite a Fundão, in Portogallo”.

Tutto pronto al Terminillo il “Rieti Opera Ensemble” con lo spettacolo “Tenebrae et lux”

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Non si è ancora spenta l’eco del bellissimo concerto tenutosi venerdì 8 agosto a Morro Reatino nell’ambito dei festeggiamenti in onore di San Lorenzo martire (nella foto il Rieti Opera Ensemble con il sindaco del paese Conti, il vice Tamburrini, la presidente della Pro loco Roselli, la vice Rossi ed il parroco, fra Renzo Cocchi) che il Rieti Opera Ensemble torna in scena questo mercoledì 13 agosto. Appuntamento tradizionale, oramai, quello della ensemble operistica reatina con la rassegna “E… State in quota”, il cartellone di eventi organizzato dalla parrocchia del tempio montano dedicato a San Francesco che ormai da alcuni anni vede protagonista il gruppo di cantanti lirici guidato dal soprano Silvia Costanzi che, anche in questa occasione, avrà come ospite d’eccezione il giovane e talentuoso tenore reatino Federico Piermarini.
Particolarmente suggestivo lo spettacolo in scena il 13 giugno sulla montagna reatina, dal titolo, appunto, “Tenebrae et lux”. Con un significativo excursus attraverso i brani più famosi del panorama lirico nazionale ed internazionale, il concerto consentirà allo spettatore dapprima di immergersi nelle tenebrose atmosfere dei drammi tradotti in musica dai più grandi compositori della storia. Il primo atto,”Tenebrae”, vedrà i cantanti cimentarsi con brani che vanno dal “Mefistofele” di Boito, alla “Lucia di Lammermoor”di Donizetti fino a giungere alle atmosfere cupe verdiane dell’ “Otello” e del “Ballo in maschera”. Il secondo atto, “Lux”, avrà invece la tipica impronta comico – allegra dell’opera buffa e dell’opera mozartiana de “Le nozze di Figaro”, con brani poi dal “Barbiere di Siviglia” (Rossini), “L’elisir d’amore” (Donizetti), “Gianni Schicchi” ( Puccini) e “Rigoletto” (Verdi). Gran finale con il tripudio di luce e gioia che caratterizza il celeberrimo brindisi de “La Traviata” di Verdi. Appuntamento da non perdere allora con la grande opera mercoledì 13 agosto alle 21, presso la sala del tempio “San Francesco”, al Terminillo, con *Tenebrae et lux ” del Rieti Opera Ensemble e Federico Piermarini tenore. Presenta Anna Simona Santoprete. Al pianoforte Walter Monteleoni.

Autocisterna in fiamme: bloccata A1 dal Casello di Fiano a Castelnuovo di Porto

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Ci sono volute quattro ore per riattivare parte del flusso stradale sulla A1 tra il Casello di Fiano Romano e Castelnuovo di Porto per una autocisterna in fiamme dal pomeriggiodi lunedi 11 agosto. Fortunatamente i soccorsi sono riusciti a domare le fiamme, ma il GPL dovrà essere travasato. Agli automobilisti in coda è stata distribuita acqua. Sul posto Vigili del Fuoco e Foeze dell’Ordine. (Immagini di repertorio)

SEI TU IL REPORTER – Emanuele Maria: “Mi spiegate il senso di questo nuovo ciglio in via Verani?”

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Per la rubrica di Rietinvetrina, SEI TU IL REPORTER, ci scrive Emanuele Maria: “Buonasera, qualcuno sa spiegare la logica del nuovo ciglio del marciapiede di via Cesare Verani antistante il palazzo dell’Agenzia delle Entrate? Oltre ad essere particolarmente alto ed a spigolo vivo e pericoloso, prima della svolta per via Mercatanti, sporge in maniera spropositata, falsando la linea di carreggiata definita per il parcheggio. Il prevedile rischio per auto, moto e cicli è molto probabile ed estremamente pericoloso. È il caso di rivedere la realizzazione, arretradolo ed abbassando i cigli. Non aspettiamo che succeda qualche incidenti” – conclude Emanuele Maria B.

Caccia al cinghiale in selezione, le Associazioni dei cacciatori contestano ATC RI1

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“In riferimento al comunicato sui requisiti che debbono possedere le squadre di caccia al  cinghiale per presentare domanda per l’assegnazione della Zona di Caccia al Cinghiale (LEGGI), esercizio venatorio 2025/2026 (che avrà inizio al 1 ottobre ndr)  riguardante l’abbattimento di almeno otto capi in “selezione”, facendo espresso richiamo al Disciplinare 2024/25, le scriventi Associazioni: ACI Caccia, Federcaccia ed Ital Caccia contestano, fermamente, l’iniziativa di ATC RI 1 con una interpretazione che ritengono decisamente errata essendo uscito il nuovo disciplinare, per la stagione venatoria 2025/26, già pubblicato sul BUR, le Squadre dovranno attenersi esclusivamente alle prescrizioni in esso contenute, che non contemplano nessun richiamo al Disciplinare 2024/25, già decaduto, e che non prevede nessu  richiamo ad obblighi di abbattimenti in “selezione” da parte dei Componenti le Squadre di Caccia al Cinghiale richiedenti E’ di tutta evidenza che l”interpretazione di Codesto ATC RI 1 comporterebbe l’attivazione di ricorsi, ritardando la stagione venatoria e facendo venire meno gli obiettivi di abbattimenti della specie prefissati nel Disciplinare: obiettivi voluti da Commissario alla PSA, Governo e Regione. Le Associazioni invitano il Commissario ATC RI 1 a rimuovere il comunicato in narrativa e di attenersi, scrupolosamente, al Dettato del Disciplinare 2025/26 per l’assegnazione delle Zone di Caccia al Cinghiale in difetto preannunciano che metteranno a disposizione dei capi squadra richiedenti, appartenenti alle scriventi, i propri Uffici Legali”. Così nella nota Mauro Capparella – ACI Caccia Provinciale Rieti, Fiorenzo Panfilo – Federcaccia Provinciale Rieti, Vincenzo Ricci – Italia Caccia Provinciale Rieti

Poggio Bustone ha salutato la sua Silvia Mostarda mọrta a soli 40 anni

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I Giardini di Marzo di Poggio Bustone hanno fatto da cornice alle esequie della giovane Silvia Mostarda, prematuramente scomparsa dopo breve malattia a soli 40 anni. Tutto il paese si è ritrovato nel bollente pomeriggio odierno, 11 agosto, per dire Addio ad una delle sue figlie. Centinaia le persone presenti, tra le lacrime e le preghiere del Santo Rosario che hanno anticipato l’arrivo del feretro. All’ingresso di Poggio Bustone lo striscione “Silvia Vive”, mentre un secondo è stato affisso nei Giardini di Marzo: “I tuoi occhi continueranno ad brillare”. Presenti le Autorità civili e le Associazioni del territorio.

Nuovo ospedale Grifoni di Amatrice, stanziati ulteriori 4,6milioni di euro per un Centro Diurno Socioriabilitativo

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È appena stata approvata un’importante novità per il nuovo Ospedale Grifoni di Amatrice, la struttura che avrà una funzione strategica rispetto all’offerta sociosanitaria per l’Alta Sabina. La Cabina di coordinamento ha dato il via libera un finanziamento pari a ulteriori 4,61 milioni di euro per i lavori finalizzati l’inserimento di un centro diurno socioriabilitativo all’interno dell’Ospedale di Amatrice. Tale centro sarà dotato di 10 posti letto, che si andranno ad aggiungere ai già previsti 40 posti letto di ricoveroe ai 12 posti di foresteria. Tale somma verrà utilizzata anche per altre opere escluse inizialmente dall’appalto per mancanza di fondi, quali il reparto degenza riabilitativo al piano 0, la sala multi-culto al piano 1 e il completamento della parte impiantistica attinente. Intanto proseguono intanto i lavori dell’ospedale Grifoni giunti al 50%, la cui riapertura è prevista per il 2026. Il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli: “L’Ospedale Grifoni rappresenta uno degli interventi di ricostruzione pubblica più importanti che stiamo realizzando nel cratere, la cui importanza è dovuta al fatto che non solo servirà il Comune di Amatrice, ma tutto il bacino dell’Alta Sabina e i territori limitrofi. Un presidio essenziale che è anche un’opera di riparazione economica e sociale dal momento che la popolazione residente ha una età media avanzata e che, per incentivare le persone a restare o a tornare nell’Appennino centrale, abbiamo il dovere fornire servizi moderni e di qualità. Anche la garanzia di poter accedere a una buona sanità può favorire il ripopolamento delle nostre terre. Ringrazio l’assessore Rinaldi e la Regione Lazio per questo importante passo in avanti che si sta compiendo e per la collaborazione che assicurano costantemente per il bene della popolazione”. L’assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi: “Stiamo lavorando per consegnare entro il 2026 l’ospedale Grifoni ai cittadini di Amatrice. Questo ulteriore finanziamento ci permetterà di attivare e integrare opere non presenti nel primo appalto. Un ulteriore passo avanti nella ricostruzione, che come già detto con il presidente Francesco Rocca conferma l’impegno della Regione Lazio nel garantire servizi sanitari moderni e inclusivi. Sarà nostro compito di continuare a lavorare con determinazione assieme al Commissario Guido Castelli, all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e tutte le istituzioni locali. Questa azione corale sarà necessaria per tradurre queste risorse in opere di qualità entro i tempi prestabili”. Il Sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi: “In questo ulteriore finanziamento non c’è soltanto la conferma di un forte interesse da parte delle istituzioni per una struttura iconica dell’identità di Amatrice, che devemarciare di pari passo con la ricostruzione delle case, ma anche la certezza che si sta lavorando per una concreta visione strategica della futura offerta socio-sanitaria dell’area centrale dell’Italia”.