Fara in Sabina, arrestato per atti persecutori nei confronti dell’ex compagna

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I Carabinieri della Stazione di Passo Corese hanno tratto in arresto un uomo di 44 anni, in esecuzione di un’ordinanza emessa dall’Autorità Giudiziaria di Rieti, per il reato di atti persecutori posto in essere nei confronti dell’ex compagna. La vittima, una donna di 28 anni, è stata costretta a rivolgersi nuovamente ai Carabinieri a seguito del perdurare delle condotte persecutorie dell’uomo, che la tormentava con continue telefonate e appostamenti sotto casa, generando in lei un forte stato d’ansia e timore per la propria incolumità. Tale situazione l’ha indotta a modificare concretamente le proprie abitudini di vita, limitando le uscite e muovendosi solo se accompagnata. I fatti hanno avuto origine alcuni mesi fa, al termine di una breve relazione sentimentale. L’uomo, incapace di accettare la fine del rapporto, aveva iniziato a porre in essere comportamenti ossessivi e vessatori nei confronti dell’ex partner, nella convinzione di poterla riconquistare. La donna, esasperata, aveva già presentato una denuncia presso la Stazione dei Carabinieri di Passo Corese. A seguito di tali episodi, nel maggio scorso, i militari lo avevano sorpreso in flagranza di reato e tratto in arresto. In quell’occasione, all’uomo era stata applicata la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da lei frequentati. Nonostante tale provvedimento, il 44enne ha continuato a porre in essere comportamenti persecutori, motivo per cui i Carabinieri hanno richiesto all’Autorità Giudiziaria un aggravamento della misura cautelare. Accogliendo tale richiesta, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti ha emesso un’ordinanza che dispone l’applicazione degli arresti domiciliari. I militari, rintracciato l’uomo, gli hanno notificato il provvedimento e lo hanno sottoposto alla nuova misura restrittiva. Si dà atto che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali dei soggetti denunciati saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Mazzetti (Segreterio Generale FSP Polizia): “Attacco al pullman agguato premeditato”

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“La tragedia che si è verificata ieri (19 ottobre ndr) in provincia di Rieti rappresenta l’ennesimo allarme rosso rispetto a una violenza cieca, spavalda e sempre più diffusa che ormai infesta il Paese in ogni angolo e in ogni contesto. Il dramma senza fine della morte di un uomo innocente per motivi così vili e abietti è reso ancor più atroce dal fatto che l’agguato al pullman dei tifosi di Pistoia sia stato pianificato, con modalità di esecuzione di stampo criminale, come testimonia il fatto che i delinquenti che lo hanno messo in atto abbiano atteso pazientemente e scientemente che il mezzo fosse sguarnito prima di attaccare. In Italia ci sono ripetuti, gravi e seri segnali di una ferocia che si manifesta con frequenza e, anzi, sistematicità allarmante, ad ogni occasione, che non devono essere sottovalutati, minimizzati o, addirittura, in qualche caso giustificati. La violenza è sempre più percepita come ‘ammessa’ e ciò perché manca, a nostro parere, una risposta ferma, severa e concreta di ogni sua manifestazione. La prevenzione e l’educazione alla non violenza sono fondamentali, quanto la repressione e la riprovazione forte, decisa e coerente di ogni gesto lontano dai canoni di civiltà e rispetto, senza se e senza ma. Esprimiamo massima vicinanza ai familiari del povero autista deceduto, ma lo ripetiamo una volta per tutte: la solidarietà postuma non basta, la violenza deve essere respinta da ogni cittadino e deve essere punita e censurata dallo Stato. Ora attendiamo che le indagini portino ai responsabili dell’assassinio atroce, insensato, assurdo di questa notte e a una risposta severissima dell’autorità giudiziaria”. Così Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, in merito a quanto accaduto ieri sera, lungo la superstrada Rieti-Terni, dove un pullman che trasportava 45 tifosi di basket di Pistoia è stato bersagliato con pietre e mattoni, una delle quali ha raggiunto il secondo autista uccidendolo.

Sassaiola contro pullman tifosi Pistoia, la Rieti buia sui giornali di tutto il mondo

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Sassaiola contro il pullman dei tifosi di Pistoia porta Rieti sui giornali di tutto il mondo, dalla Spagna al Giappone, fino alla Turchia ed il Belgio (nella foto). Non è la prima volta che Rieti finisce su tutti i media, stavolta però per un caso inaudito. Uccidere un uomo per futili motivi sportivi è di una gravità assurda, non si può togliere la vita ad una persona che sta svolgendo il proprio lavoro e diciamo anche un lavoro pesante, che ti porta a lavorare anche nei week end, dopo aver conseguito una patente speciale, dopo corsi, esami. Partenza all’alba e rientro in piena notte. Poi degli sconsiderati ti tolgono la vita, facendoti lasciare gli affetti cari tra i quali la figlia Federica che lo aspettava come in tanti altri viaggi (LEGGI IL SUO MESSAGGIO (CLICCA QUI). Un gruppo di tifosi, ultras, immaturi e pericolosi, che cominciano premeditatamente a lanciare sassi contro il pullman dei 45 supporter pistoiesi senza pensare a quali conseguenze avrebbero scaturito non ha nessuna giustificazione. Un uomo è morto. Senza se e senza ma, l’autore dell’ignobile gesto dovrebbe essere punito nella maniera più rigorosa. Tutti i giornali e i media nel mondo parlano di quanto accaduto nella nostra Città. Raffaele Marianella, secondo autista, 65 anni, in quel momento non era alla guida, e se avessero colpito il collega che stava al volante sicuramente le conseguenze sarebbero state inenarrabili. L’intera comunità reatina deve meditare. L’intero movimento sportivo deve meditare.

Gianni Petrucci (presidente Federbasket) indice Consiglio Straordinario della FIP

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Gianni Petrucci, presidente della Federbasket, ha convocato per le ore 15 di oggi, 20 ottobre, un consiglio straordinario della FIP, a seguito della sassaiola sulla Rieti – Terni altezza svincolo per Contigliano, che ha portato alla morte dell’autista 65enne Raffaele Marianelli. Su invito di Petrucci alla riunione, convocata in modalità web-conference, parteciperanno il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, e il ct azzurro, Luca Banchi.

Federica Marianella figlia dell’autista deceduto: “Papà ti terrò sempre nel mio cuore”

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A dodici ore dalla tragedia che ha sconvolto Rieti e l’intera Nazione, con la morte del 65enne Raffaele Marianella sulla Rieti – Terni, durante la sassaiola che ultras hanno riservato al pullman che trasportava i tifosi del Pistoia Basket dopo il match al PalaSojourner contro la RSR Sebastiani, su Instagram ha parlato la figlia del co-autista deceduto, Federica: “Ti terrò sempre nel mio cuore”. Poche parole struggenti, cariche di amore e sofferenza.

Assalto pullman tifosi, Rocca: “La Regione Lazio si costituirà parte civile”

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«Esprimo, a nome della Regione Lazio, il più profondo cordoglio alla famiglia dell’autista rimasto ucciso nell’aggressione al pullman dei tifosi del Pistoia Basket. A loro va la nostra piena vicinanza in questo momento di dolore. Quanto accaduto è un atto di una gravità assoluta. Gli autori di questa bestialità non rappresentano in alcun modo i valori dello sport, né quelli della comunità sportiva reatina. Sono soggetti pericolosi che negano alla radice lo spirito sportivo, fatto di rispetto, confronto e passione civile. È fondamentale che i responsabili vengano quanto prima identificati e chiamati a rispondere delle loro azioni. La Regione Lazio si costituirà parte civile nel procedimento, a difesa dei valori di civiltà e legalità calpestati da questo gesto inaccettabile». Lo scrive il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.

Assalto al bus tifosi, Elena Palazzo ass. Sport Ragione Lazio: “Tragedia che lascia senza parole”

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«La notizia della morte dell’autista del pullman, aggredito e ucciso a Rieti mentre era alla guida di un bus con i tifosi del Pistoia Basket, ci lascia sgomenti. È una tragedia assurda, che colpisce nel profondo tutti coloro che credono nei veri valori dello sport: rispetto, lealtà, condivisione. Di fronte a episodi come questo non possiamo restare indifferenti: serve una riflessione profonda, ma anche azioni concrete per promuovere una cultura sportiva fondata sul rispetto reciproco e sulla responsabilità collettiva. Alla famiglia della vittima e a tutti coloro che oggi piangono questa perdita, esprimo la mia più sincera vicinanza e quella dell’intera Regione Lazio». Lo dichiara l’assessore allo Sport della Regione Lazio, Elena Palazzo.

Sassaiola pullman tifosi di Pistoia, si indaga per omicidio volontario

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Non si hanno ancora persone fermate per la morte dell’autista Raffaele Marianella, 65 anni, deceduto per una pietra lanciata nella sassaiola sulla Rieti – Terni avvenuta domenica sera 19 ottobre altezza svincolo per Contigliano. Sassi diretti al pullman dei tifosi del Pistoia Basket, di ritorno dal PalaSojourner dopo la partita vinta contro la RSR Sebastiani Rieti. La Procura, da quanto si apprende, ha aperto un fascicolo per omicidio volontario. Dalla scorsa serata sono dieci gli ultras ascoltati nella Questura reatina quali testimoni del fatto.

Vescovo Piccinonna: “Pensavamo che la nostra comunità fosse più matura. All’autista deceduto e alla sua famiglia va il pensiero più umano”

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Di seguito la nota del Vescovo di Rieti, mons. Vito Piccinonna, sulla tragedia avvenuta sulla Rieti – Terni domenica sera 19 ottobre: La notizia dell’assalto al pullman del Pistoia da parte di alcuni tifosi reatini e la morte dell’autista ci raggiunge come un colpo improvviso. Un uomo ha perso la vita mentre svolgeva il proprio lavoro, colpito da un gesto che nulla ha a che fare con lo sport, né con la vita civile. A lui e alla sua famiglia va il pensiero più umano, il più semplice e più difficile da esprimere: quello del cordoglio. Nel mentre, nel nostro cuore si fa spazio un altro sentimento. Da sempre vediamo nello sport una delle anime della nostra comunità. E la pensavamo matura, capace di contenere l’agonismo nel perimetro del gioco, di trovare nel confronto tra squadre l’occasione per riconoscersi, non per dividersi. Quando la violenza prende il posto del tifo, quando un incontro sportivo genera morte, si rompe qualcosa che riguarda tutti, non solo chi ha commesso il gesto, ma anche chi abita gli stessi luoghi, chi ne condivide il nome e la storia. C’è in questo episodio una vergogna silenziosa che non possiamo eludere. Né possiamo lasciare che il nome della nostra Valle Santa venga associato alla violenza. Non basta condannare; occorre riconoscere che il confine tra sana passione e cieca appartenenza è fragile, e che custodirlo è una responsabilità comune. Occorre riconoscere di essere abitati dalle peggiori pulsioni e saperle governare. Prima di affrontare le guerre tra popoli e nazioni, occorre disinnescare le tensioni che abitano le nostre comunità: i pregiudizi tra residenti e nuovi arrivati, la distanza tra generazioni, le disuguaglianze sociali, la fatica delle relazioni, la solitudine interiore, il conflitto con la tecnologia e con l’ambiente. Oggi scopriamo che perfino lo sport, quando smarrisce la propria funzione educativa, può diventare uno di questi luoghi di attrito. Ricordare oggi Raffaele significa anche interrogare noi stessi sul valore che diamo alle nostre relazioni pubbliche, al rispetto reciproco, al senso stesso dello stare insieme. La città che ama lo sport deve tornare a difenderlo come spazio di misura e di rispetto, non di sopraffazione. Ancora di più oggi sento il desiderio che questa Valle Santa diventi Officina di Pace sul serio. Anche per la nostra città è un giorno di lutto. Nel ricordo di Raffaele sia occasione condivisione del dolore e desiderio di speranza, come possibilità di “guardarsi” dentro e ridonare anima ai sentimenti di bene che attraversano la vita e la storia del popolo reatino.

Sassaiola contro tifosi Pistoia, sale a 10 il numero degli ultras ascoltati in Questura

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Sale a dieci il numero degli ultras che dalla scorsa serata nella Questura reatina sono ascoltati come testimoni dopo la sassaiola avvenuta sulla Rieti – Terni contro il pullman dei tifosi di Pistoia che tornavano a casa al termine dela partita vinta contro la Sebastiani al PalaSojuorner,  attacco che ha causato la morte di Raffaele Marianella, utista 65enne. Tutti e dieci i tifosi sono stati ascoltati come testimoni. Sono in corso le indagini, al momento non c’è nessun fermato.