SEI TU IL REPORTER – Due mamme: “Centro storico invivibile. Via Garibaldi, piazza san Rufo e retro Teatro ogni notte vomiti, schiamazzi e calci alle serrande”

Due residenti del centro storico hanno contattato la redazione di Rietinvetrina per una segnalazione tramite la nostra rubrica SEI TU IL REPORTER: “Siamo stanche, noi e le nostre famiglie. Nel retro del Teatro Flavio Vespasiano, in quella terrazza inutile di cemento, che ha deturpato lo stesso Vespasiano, la notte gruppi di ragazzi urlano ubriachi, si lanciano bottiglie di vetro, vomitano, continui schiamazzi che ci svegliano di soprassalto ogni volta. La mattina dobbiamo andare al lavoro, abbiamo figli piccoli, non si può proseguire così. In via Garibaldi orde di giovani prendono a calci le serrande in ferro dei negozi, i pochissimi rimasti, Con le loro macchinette 50 iniziano a fare a gara sgasando indisturbatamente. Chiamare le Forze dell’Ordine significa stare al telefono quindici minuti – proseguono le due lettrici – diamo i nostri dati personali e spieghiamo ogni volta la situazione, per poi vedere la volante passare e i ragazzi dileguarsi. E’ diventata una situazione insostenibile. Stessa cosa dicesi di pizza San Rufo, sempre in centro storico, quello tanto decantato, ma che è diventato luogo di delinquenza. Grida per far svegliare i residenti, zero controlli, pipì in ogni angolo con una puzza da far pietà. Siamo stanchi, esausti”. Perché il Comune di Rieti non interviene? – concludono le due mamme. LA REDAZIONE DI RIETINVETRINA E’ A DISPOSIZIONE PER EVENTUALI REPLICHE

Nuove aperture straordinarie per la chiesa di Sant’Antonio Abate: visite il 23 ottobre e il 26 novembre con il FAI Rieti

0
Dopo la partecipazione e l’apprezzamento registrati in occasione della visita dello scorso 18 settembre, la Delegazione FAI di Rieti annuncia due nuove aperture straordinarie della chiesa di Sant’Antonio Abate, parte integrante del complesso dell’Ospedale Vecchio, chiusa al pubblico da oltre cinquant’anni. Gli appuntamenti sono in programma venerdì 23 ottobre e giovedì 26 novembre 2026 e sono resi possibili grazie all’autorizzazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti e alla collaborazione con il Comune di Rieti. Le visite offriranno l’opportunità di conoscere da vicino la chiesa e osservare gli interventi di recupero in corso. Il complesso era stato inserito nel progetto FAI “Luoghi del Cuore” in occasione del censimento nazionale del 2020, raccogliendo 5.515 voti. Un risultato che aveva confermato il forte legame tra la comunità reatina e l’Ospedale Vecchio, contribuendo a mantenere alta l’attenzione sulla necessità di recuperare e valorizzare l’area. A seguito delle numerose segnalazioni dei cittadini, la Regione Lazio ha promosso interventi sull’intero complesso. Per la chiesa di Sant’Antonio Abate sono già stati realizzati lavori di pulizia della facciata, restauro del portale ligneo, sistemazione della pavimentazione e consolidamento degli interni. Si tratta di un primo passo nel contrasto al degrado e nel percorso verso la restituzione del bene alla collettività, anche in vista della sua futura integrazione nel polo universitario reatino de “La Sapienza”. Le visite si svolgeranno dalle 14.30 alle 17.30, con turni ogni 30 minuti e ultimo gruppo in partenza alle 17. Ogni visita durerà circa 30 minuti e sarà riservata a un massimo di 10 persone. Non è necessaria la prenotazione. Il contributo di partecipazione è di 3 euro, mentre l’ingresso è gratuito per i bambini fino a 12 anni. Sarà inoltre possibile iscriversi al FAI o rinnovare la propria tessera. Per motivi di sicurezza, è obbligatorio indossare scarpe chiuse, stabili e idonee al transito in un ambiente di cantiere, preferibilmente con suola antiscivolo. Per accedere all’edificio è necessario salire alcuni gradini. I minori potranno entrare esclusivamente sotto la costante sorveglianza di un adulto accompagnatore. “Come capodelegazione FAI di Rieti – dichiara Stefania Santarelli – esprimo soddisfazione per il recupero di questo luogo così caro ai cittadini e ringrazio la Soprintendenza e il Comune per l’impegno profuso in questi anni. La possibilità di tornare ad aprire le porte di Sant’Antonio Abate rappresenta un momento importante per la città e per tutti coloro che hanno contribuito, attraverso le loro segnalazioni e il loro sostegno, a mantenere viva l’attenzione su questo patrimonio”. La Delegazione FAI di Rieti ricorda infine l’importanza di continuare a sostenere il patrimonio culturale del territorio attraverso il censimento “Luoghi del Cuore FAI 2026”. In questa edizione sono candidate le chiese di San Francesco e Santa Chiara a Rieti, per le quali è possibile esprimere il proprio voto al link: https://shorturl.at/7zay6.

CCIAA Rieti Viterbo, il 22 ottobre l’insediamento del nuovo Consiglio e l’elezione del Presidente

0
Si terrà il prossimo 22 ottobre 2026, alle ore 10, la seduta di insediamento del nuovo Consiglio della Camera di Commercio di Rieti-Viterbo. Nel corso della riunione, che si terrà presso la sala consiliare della sede camerale di Viterbo, si procederà all’insediamento ufficiale dell’assise consiliare e, a seguire, all’elezione del nuovo Presidente della Camera di Commercio che guiderà l’Ente camerale dell’Alto Lazio per il prossimo mandato. L’appuntamento rappresenta un momento chiave per la governance camerale e per l’avvio delle nuove linee d’azione a sostegno delle imprese e del territorio dell’alto Lazio. Con l’occasione, si ricorda inoltre che è ancora attiva e aperta a tutti gli interessati la consultazione pubblica online relativa alla programmazione pluriennale 2026-2031 della Camera di Commercio di Rieti Viterbo, accessibile dalla pagina del sito camerale https://www.rivt.camcom.it/it/news/programmazione-pluriennale-2026-2031-camera-di-commercio-partecipa-alla-consultazione-online_2824.htm  

Giornata Mondiale dell’Alimentazione: dalla bruschetta alla salute, il valore dell’olio EVO

0
Dalla bruschetta della nonna ai piatti degli chef stellati, passando per una semplice insalata o un piatto di legumi: c’è un ingrediente che mette tutti d’accordo. È l’olio extravergine di oliva, protagonista della dieta mediterranea e prezioso alleato di un’alimentazione equilibrata. In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, istituita dalla FAO nel 1979 e che si celebra domani, 16 ottobre, per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della sicurezza alimentare, del diritto al cibo e della lotta alla fame, AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari e Italia Olivicola narrano le qualità di questo alimento, ricordando che mangiare bene può essere molto più semplice di quanto immaginiamo. Non a caso, l’olio extravergine di oliva accompagna da millenni la storia dei popoli mediterranei. Nell’antica Grecia, secondo il mito, fu la dea Atena a donare l’olivo agli abitanti della città che avrebbe preso il suo nome. Un simbolo di prosperità e nutrimento che, attraversando i secoli, è arrivato fino alle nostre tavole, trovando oggi nuove conferme nelle conoscenze scientifiche. Ma cosa rende l’olio EVO così prezioso per la nostra alimentazione? Il segreto è nella sua composizione. Ricco di acido oleico, un grasso monoinsaturo che, quando sostituisce nella dieta parte dei grassi saturi, contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue, l’extravergine contiene anche vitamina E e composti fenolici, sostanze importanti per le sue caratteristiche nutrizionali e sensoriali. E quel pizzicore che si avverte in gola quando si assaggia un olio extravergine? Non è un difetto, anzi. È legato alla presenza di composti fenolici, tra cui l’oleocantale, una sostanza naturale studiata per le sue proprietà antinfiammatorie. Una curiosità che racconta quanto possa essere interessante ciò che si nasconde dietro un semplice cucchiaio d’olio. E non bisogna essere chef per apprezzarne le qualità. Un filo d’olio extravergine su un piatto di legumi, sulle verdure di stagione o su una fetta di pane può trasformare una preparazione semplice in un’esperienza ricca di gusto. Mangiare bene, insomma, può partire proprio dai gesti più semplici della quotidianità, scegliendo ingredienti di qualità e utilizzandoli nelle giuste quantità. “Siamo abituati a cercare alimenti dalle proprietà straordinarie, spesso provenienti dall’altra parte del mondo, dimenticando che uno dei più preziosi è già nelle nostre cucine – dichiara Alberto Amoroso, presidente di AIFO – L’olio extravergine di oliva è un pilastro della dieta mediterranea, ma non tutti sanno riconoscerne le caratteristiche e apprezzarne la qualità. Dietro ogni bottiglia ci sono il lavoro degli olivicoltori, le competenze dei frantoiani e un patrimonio di biodiversità che rende unica la produzione italiana. Il nostro impegno è aiutare i consumatori a conoscere meglio questo alimento, perché scegliere consapevolmente significa anche dare il giusto valore a chi lo produce”. Un obiettivo sul quale AIFO e Italia Olivicola sono impegnate da anni, attraverso iniziative di informazione, educazione alimentare e valorizzazione dell’olio extravergine. Un percorso rafforzato dalle attività realizzate nell’ambito del Programma Operativo di Italia Olivicola, previsto dal Regolamento (UE) 2021/2115, che punta ad avvicinare i cittadini al mondo dell’olio EVO e a fornire strumenti utili per orientarsi negli acquisti e riconoscere la qualità. Ma dietro ogni bottiglia c’è anche una storia di territorio, biodiversità e lavoro. L’Italia custodisce centinaia di varietà di olive, capaci di dare vita a oli con caratteristiche e profili sensoriali differenti. Gli oliveti, se gestiti correttamente, contribuiscono alla tutela del suolo, alla conservazione della biodiversità e al mantenimento del paesaggio rurale, sostenendo le economie di numerose comunità. In questo percorso, i frantoi svolgono un ruolo fondamentale. È qui che le olive vengono trasformate in olio attraverso processi che richiedono competenze, tecnologie e attenzione a ogni fase della lavorazione. La qualità dell’extravergine dipende infatti non soltanto dalla materia prima, ma anche dalle condizioni di raccolta, dai tempi di trasformazione e dalle modalità di conservazione. Il consiglio per celebrare la Giornata Mondiale dell’Alimentazione? Riscoprire il piacere delle cose semplici: una fetta di pane, qualche verdura di stagione, un piatto di legumi e un buon olio extravergine di oliva. Senza dimenticare che la qualità comincia già al momento dell’acquisto: leggere l’etichetta, verificare l’origine e conservare correttamente il prodotto sono piccoli gesti che fanno la differenza.

10 anni dell’Associazione Radici Accumolesi in Marcia ASD APS

0
Importante e affollato convegno sabato scorso ad Accumoli in occasione del decennale del sisma e del decennale della costituzione dell’associazione Radici Accumolesi in Marcia ASD APS. È stato presentato da parte del presidente Renzo Colucci un libricino nel quale sono riportate oltre alle attività effettuate dall’associazione nel corso degli anni anche le proposte per la ricostruzione e le richieste relative alla realizzazione dei sottoservizi ed alle altre criticità che rallentano la ricostruzione. Sempre nel libricino è stato inserito un appello per il restauro della Torre Civica simbolo iconico della comunità accumolese. Un grido d’allarme è stato lanciato, inoltre, per la situazione drammatica in cui si trovano parte dei documenti dell’archivio storico comunale non ancora recuperati dalla Torre Civica e da un container. La perdita della documentazione storica provocherebbe un colpo fatale alla memoria di un’intera comunità mettendone a repentaglio il futuro. Nello stesso volume sono riportate le testimonianze tra Enti, Università e associazioni che hanno collaborato con l’associazione nei dieci anni della sua vita. Hanno partecipato al convegno il Commissario Straordinario al Sisma Guido Castelli, l’assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio Manuela Rinaldi e il sindaco di Accumoli Mauro Tolomei che hanno evidenziato il ruolo importante ricoperto dall’Associazione Radici Accumolesi nel corso dei dieci anni dal sisma e le difficoltà della ricostruzione specialmente nel centro storico di Accumoli capoluogo, assicurando, comunque un impegno concreto a fianco della popolazione. Hanno partecipato, inoltre, la professoressa Paola Di Pasquantonio Di Franco docente presso l’Università inglese di Durham, e il professore Christian Hanus dell’Università austriaca di Krems i quali hanno illustrato i progetti per Accumoli, già realizzati e quelli futuri, alcuni dei quali effettuati in collaborazione con Radici Accumolesi. La direttrice dell’Archivio di Stato dell’Aquila, Marta Vittorini, in collaborazione con l’Archivio di stato di Rieti, ha presentato una piccola mostra di copia dei documenti antichi riguardanti Accumoli e la digitalizzazione del Catasto Onciario del 1755 la cui copia è stata consegnata al sindaco di Accumoli e al presidente di Radici Accumolesi con lo scopo di rendere pubblica la visione ai cittadini. Sono poi intervenuti la rappresentante di Actionaid Lucia Romagnoli, il segretario della Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi professor Paolo Muzi, il rappresentante dell’Associazione Nazionale degli Alpini Alessandro Federici e il rappresentante dell’Associazione Laga Insieme APS Armando Nanni. Erano presenti il Comandante della Compagnia Carabinieri di Cittaducale il Capitano Toni Bocchino, il comandante della stazione Carabinieri di Accumoli, il Parroco di Accumoli Don Stanislao Puzio e il presidente della Cooperativa di Comunità Radici e Ali Amatrice Accumoli, Marzio Mozzetti. Alla manifestazione hanno partecipato anche le associazioni locali: Pro Roccasalli, Pro Loco di Accumoli e l’Associazione Amici di Grisciano. Ha moderato l’incontro Antonio Organtini. È stato proiettato, infine, un video sulla vita decennale dell’associazione a cura di Adriano Piscitelli. La giornata è terminata con un assaggio di prodotti locali.

Logistica sanitaria ASL Rieti, Diociaiuti (Fisascat-CISL): “Dieci lavoratori destinati a Furbara: 240 km al giorno. Si tuteli occupazione e servizio”  

0
Non basta garantire un posto di lavoro sulla carta, se per mantenerlo bisogna percorrere 240 chilometri al giorno e sostenere quasi 400 euro al mese di carburante. È questa la prospettiva che si trovano davanti dieci lavoratori della logistica dei materiali sanitari ed economali della ASL di Rieti: persone che da dieci anni assicurano un servizio fondamentale e che, con il cambio di appalto, dovrebbero spostarsi nei magazzini di Furbara, sulla via Aurelia. Una soluzione per noi inaccettabile, che scarica sui lavoratori e sulle loro famiglie il costo della riorganizzazione”. È quanto dichiara il segretario generale della Fisascat-CISL di Roma Capitale e Rieti, Stefano Diociaiuti, a seguito dell’incontro che il sindacato ha chiesto e ottenuto ieri presso l’Ispettorato del lavoro sulla procedura di cambio appalto. “Abbiamo richiesto il tavolo per chiedere alla società subentrante di mantenere i livelli occupazionali nel territorio reatino. L’azienda, tuttavia, ha confermato la disponibilità a riassorbire i dieci addetti esclusivamente presso la sede di Furbara. Una condizione che impone spostamenti quotidiani pesantissimi, con costi economici e personali difficilmente sostenibili a fronte di retribuzioni già contenute. Le clausole sociali devono rendere effettiva la tutela dell’occupazione: non possono tradursi in un’alternativa tra rinunciare al lavoro e accettare condizioni insostenibili. Questa vicenda riguarda anche la qualità dei servizi sanitari e il futuro del territorio. La logistica dei materiali sanitari è un anello essenziale della catena che consente a reparti, ambulatori e presìdi di funzionare. Allontanarla di oltre cento chilometri, mettendo a rischio un patrimonio di competenze costruito in dieci anni di attività, può allungare i tempi di approvvigionamento e accrescere il rischio di disservizi. Chiediamo quindi che siano chiarite le ricadute di questa scelta sulla continuità e sull’efficienza del servizio: i pazienti non possono pagarne il prezzo. Convocheremo un’assemblea sindacale per valutare le iniziative di protesta e chiederemo un confronto immediato alla Regione Lazio, alla ASL e alle istituzioni locali. Servono soluzioni che mantengano lavoro, competenze e servizi nel territorio. Rieti non può essere considerata una periferia da cui sottrarre progressivamente funzioni e occupazione: ogni servizio che si allontana indebolisce la comunità e le sue prospettive. Difendere questi dieci posti di lavoro significa difendere anche il diritto del territorio a non essere impoverito” – conclude Diociaiuti.

Banda di ladri nella notte in azione a Piani Poggio Fidoni

0
Nel corso della notte appena passata due sono stati gli episodi che hanno visto protagonisti una banda di malviventi a Piani Poggio Fidoni. Nel primo caso hanno tentato l’ingresso in una abitazione al cui interno erano presenti i proprietari. Una volta desistito dal loro intento i ladri si sono scagliati contro una vicina casa in quel momento non abitata. Dopo aver forzato la porta d’ingresso sono riusciti a penetrare e a mettere a soqquadro le stanze. Ancora non si conoscono il valore del danno arrecato all’abitazione e l’eventuale materiale asportato. Sul posto è intervenuta l’Arma Carabinieri di Contigliano.

Il 17 ottobre manifestazione nazionale CGIL Roma e Lazio: “Per alzare salari e pensioni e fermare il carovita”

0
“Mancano poche ore alla grande manifestazione nazionale di sabato 17 ottobre a Roma e dal territorio del Lazio la risposta è già straordinaria. Saranno oltre 30 i pullman organizzati in partenza da tutte le province della regione, a cui si aggiungeranno migliaia di lavoratrici, lavoratori, pensionati e studenti che raggiungeranno la capitale in treno e con mezzi propri. Un entusiasmo e una partecipazione costruiti giorno per giorno attraverso più di 100 volantinaggi effettuati in queste settimane nei luoghi di lavoro, nelle piazze, nei mercati e nelle università, dove gli studenti dell’UDU con le loro tende stanno portando in piazza la battaglia sul diritto allo studio e sulla casa”. Lo comunica in una nota la CGILRoma e Lazio. “La risposta del territorio dimostra quanto sia forte ed emergenziale il bisogno di risposte sociali concrete – aggiunge la Cgil – continuano a crescere d’ora in ora le adesioni da parte di tantissime realtà dell’associazionismo, della società civile e dei movimenti che con noi hanno dato vita al percorso de ‘La Via Maestra’ e ai comitati referendari. Sabato saremo una marea democratica e pacifica per pretendere con forza l’aumento di salari e pensioni, il blocco dell’inflazione, del carovita e delle continue speculazioni sul caro benzina che stanno impoverendo famiglie, lavoratori e pensionati. Occorre fermare le spese per il riarmo e destinare quelle risorse a welfare e sociale. Non è più tollerabile che il costo della crisi continui a essere scaricato su chi vive del proprio lavoro”. Roma e il Lazio sono pronti a far sentire la propria voce per fermare il carovita, la precarietà e i tagli ai servizi pubblici. Invitiamo tutte le cittadine e tutti i cittadini a scendere in piazza con noi: l’appuntamento è per sabato 17 ottobre alle ore 13:30 a piazza della Repubblica, da dove partirà il corteo fino a Piazza del Popolo. Difendere il potere d’acquisto, la dignità del lavoro e la giustizia sociale significa difendere il futuro di tutte e tutti. Conclude la nota.

Camion in fiamme, Salaria per Roma ancora chiusa: deviazione a Ponte Buita

0
A seguito del camion andato in fiamme intorno alle ore 6:30 di stamane, giovedì 15 ottobre, sulla Salaria per Roma altezza Osteria Nuova (LEGGI), nel momento in cui scriviamo (ore 11:20) la consolare è ancora chiusa con deviazione a Ponte Buita.