Il vescovo Piccinonna e don Drazza hanno incontrato la stampa reatina nella 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali – LA LETTERA DI PAPA LEONE

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Nella Sala degli Stemmi del Palazzo Papale di Rieti stamane, venerdì 15 maggio, il Vescovo, monsignor Vito Piccinonna, e don Tony Drazza, della Segreteria della CEI, hanno incontrato la stampa reatina. DI SEGUITO LA LETTERA DI PAPA LEONE XIV Cari fratelli e sorelle! Il volto e la voce sono tratti unici, distintivi, di ogni persona, manifestano la propria irripetibile identità e sono l’elemento costitutivo di ogni incontro. Gli antichi lo sapevano bene. Così, per definire la persona umana gli antichi greci hanno utilizzato la parola “volto” (prosopon) che etimologicamente indica ciò che sta di fronte allo sguardo, il luogo della presenza e della relazione. Il termine latino persona (da per-sonare) include invece il suono: qualsiasi, ma la voce inconfondibile non un suono di qualcuno. Volto e voce sono sacri. Ci sono stati donati da Dio che ci ha creati a sua immagine e somiglianza chiamandoci alla vita con la Parola che Egli stesso ci ha rivolto: Parola prima risuonata attraverso i secoli nelle voci dei profeti, quindi divenuta carne nella pienezza dei tempi. Questa Parola, questa comunicazione che Dio fa di sé stesso, l’abbiamo anche potuta ascoltare e vedere direttamente (cfr 1 GV I,1-3), perché si è fatta conoscere nella voce e nel Volto di Gesù, Figlio di Dio. Fin dal momento della sua creazione Dio ha voluto l’uomo quale proprio interlocutore e, come dice San Gregorio di Nissa, ha impresso sul suo volto il riflesso dell’amore divino. affinché possa vivere pienamente la propria umanità mediante l’amore. Custodire volti e voci umane significa perciò custodire questo sigillo, questo riflesso indelebile dell’amore di Dio. Non siamo una specie fatta di algoritmi biochimici, definiti in anticipo. Ciascuno di noi ha una vocazione insostituibile e inimitabile che emerge dalla vita e che si manifesta proprio nella comunicazione con gli altri. La tecnologia digitale, se veniamo meno a questa custodia, rischia invece di modificare radicalmente alcuni dei pilastri fondamentali della civiltà umana. che a volte diamo per scontati. Simulando voci e volti umani, sapienza e conoscenza, consapevolezza e responsabilità, empatia e amicizia, i sistemi conosciuti come intelligenza artificiale non solo interferiscono negli ecosistemi informativi, ma invadono anche il livello più profondo della comunicazione, quello del rapporto tra persone umane. La sfida pertanto non è tecnologica, ma antropologica. Custodire i volti e le voci significa in ultima istanza custodire noi stessi. Accogliere con coraggiogie, determinazione e discernimento le opportunità offerte dalla tecnologia digitale e dall’intelligenza artifciale non vuol dire nascondere a noi stessi i punti critici, le opacità, i rischi. Non rinunciare al proprio pensiero ci sono da tempo molteplici evidenze del fatto che algoritmi progettati per massimizzare il coinvolgimento sui social media, redditizio per le piattaforme, premiano emozioni rapide e penalizzano invece espressioni umane più bisognose di tempo come lo sforzo di comprendere e la riflessione. Chiudendo gruppi di persone in bolle di facile consenso e facile indignazione, questi algoritmi indeboliscono la capacità di ascolto e di pensiero critico e aumentano la polarizzazione sociale. A questo si è aggiunto poi un affidamento ingenuamente acritico all’intelligenza artificiale come “amica” onnisciente, dispensatrice di ogni informazione, archivio di ogni memoria, “oracolo” di ogni consiglio. Tutto ciò può logorare ulteriormente la nostra capacità di pensare in modo analitico e creativo, di comprendere i significati, di distinguere tra sintassi e semantica. Sebbene I’IA possa fornire supporto e assistenza nella gestione di compiti comunicativi, sottrarsi allo sforzo del proprio pensiero, accontentandoci di una compilazione statistica artificiale, rischia a lungo andare di erodere le nostre capacità cognitive, emotive e comunicative. Negli ultimi anni i sistemi di intelligenza artificiale stanno assumendo sempre di più anche il controllo della produzione di testi, musica e video. Gran parte dell’industria creativa umana rischia cosi da essere smantellata e sostituita con l’etichetta “Powered by Al”, trasformando le persone in meri consumatori passivi di pensieri non pensati, di i prodotti anonimi, senza paternità, senza amore. Mentre i capolavori del genio umano nel campo di musica, arte e letteratura vengono ridotti a un mero campo di addestramento delle macchine. La questione che ci sta a cuore, tuttavia, non è cosa riesce O riuscirà a fare la macchina, ma cosa possiamo e potremo fare noi, crescendo in umanità e conoscenza, con un uso sapiente di strumenti così potenti a nostro servizio. Da sempre l’uomo è tentato di appropriarsi del frutto della conoscenza senza la fatica del coinvolgimento, della ricerca e della responsabilità personale. Rinunciare al processo creativo e cedere alle macchine le proprie funzioni mentali e la propria immaginazione significa tuttavia seppellire i talenti che abbiamo ricevuto al fine di crescere come persone in relazione a Dio e agli altri. Significa nascondere il nostro volto, e silenziare la nostra voce. Essere o fingere: simulazione delle relazioni e della realtà. Mentre scorriamo i nostri flussi(feed), diventa così sempre più difficile capire se stiamo interagendo con altri esseri umani o con dei “bot” o dei “virtual influencers”. Gli interventi non trasparenti di questi agenti automatizzati influenzano i dibattiti pubblici e le scelte delle persone. Soprattutto i chatbot basati su grandi modelli linguistici (LLM) si stanno rivelando sorprendentemente efficaci nella persuasione occulta, attraverso una continua ottimizzazione dell’interazione personalizzata. La struttura dialogica e adattiva, mimetica, di questi modelli linguistici è capace di imitare i sentimenti umani e simulare così una relazione. Questa antropomorfizzazione, che può risultare persino divertente, è allo stesso tempo ingannevole, soprattutto per le persone più vulnerabili. Perché i chatbot resi eccessivamente “affettuosi”, oltre che sempre presenti e disponibili, possono diventare architetti nascosti dei nostri stati emotivi e in questo modo invadere e occupare la sfera dell’intimità delle persone. La tecnologia che sfrutta il nostro bisogno di relazione può non solo avere conseguenze dolorose sul destino dei singoli, ma può anche ledere il tessuto sociale, culturale e politico delle società. Ciò avviene quando sostituiamo alle relazioni con gli altri quelle con IA addestrate a catalogare i nostri pensieri e quindi a costruirci intorno un mondo di specchi, dove ogni cosa è fatta “a nostra immagine e somiglianza”. In questo modo ci lasciamo derubare della possibilità di incontrare l’altro, che è sempre diverso da noi, e con il quale possiamo e dobbiamo imparare a confrontarci. Senza l’accoglienza dell’alterità non può esserci né relazione né amicizia. Un’altra grande sfida che questi sistemi emergenti pongono è quella della distorsione (in inglese bias), che porta ad acquisire e a trasmettere una percezione alterata della realtà. I modelli di IA sono plasmati dalla visione del mondo di chi li costruisce e possono a loro volta imporre modi di pensare replicando gli stereotipi e i pregiudizi presenti nei dati a cui attingono. La mancanza di trasparenza nella progettazione degli algoritmi, senza una adeguata rappresentanza sociale dei dati, tendono a farci rimanere intrappolati in reti che manipolano i nostri pensieri e perpetuano e approfondiscono le disuguaglianze e le ingiustizie sociali esistenti. ll rischio è grande. Il potere della simulazione è può anche illuderci con la fabbricazione di “realtà” parallele, appropriandosi dei nostri volti e delle nostre voci. Siamo immersi in una multidimensionalità, dove sta diventando sempre più difficile distinguere la realtà dalla finzione. A ciò si aggiunge il problema della mancata accuratezza. Sistemi che spacciano una probabilità statistica per conoscenza stanno in realtà offrendoci al massimo delle approssimazioni alla verità, che a volte sono vere e proprie “allucinazioni. Una mancata verifica delle fonti. insieme alla crisi del giornalismo sul campo che comporta un continuo lavoro di raccolta e verifica di informazioni svolte nei luoghi dove gli eventi accadono, può favorire un terreno ancora più fertile per la disinformazione, provocando un crescente senso di sfiducia, smarrimento e insicurezza. Una possibile alleanza. Dietro questa enorme forza invisibile che ci coinvolge tutti, c’è solo una manciata di aziende, quelle i cui fondatori sono stati recentemente presentati come creatori della “persona dell’anno 2025”, ovvero gli architetti dell’intelligenza artificiale. Ciò determina una Preoccupazione importante riguardo al controllo oligopolistico dei sistemi algoritmici e di intelligenza artificiale in grado di orientare sottilmente i comportamenti, e persino riscrivere la storia umana, compresa la storia della Chiesa, spesso senza che ce ne si possa rendere realmente conto. La sfida che ci aspetta, non sta nel fermare l’innovazione digitale, ma nel guidarla, nell’essere consapevoli del suo carattere ambivalente. Sta a ognuno di noi alzare la voce in difesa delle persone umane affinché questi strumenti possano veramente essere da noi integrati come alleati. Questa alleanza è possibile, ma ha bisogno di fondarsi su tre pilastri: responsabilità, cooperazione e educazione. Innanzitutto la responsabilità. Essa può essere declinata, a seconda dei ruoli, come onestà, trasparenza, coraggio, capacità di visione, dovere di con dividere la conoscenza, diritto a essere informati. Ma in generale nessuno può sottrarsi alla propria responsabilità di fronte al futuro che stiamo costruendo. Per chi è al vertice delle piattaforme online ciò significa assicurarsi che le proprie strategie aziendali non siano guidate dall’unico criterio della massimizzazione del profitto, ma anche da una visione lungimirante che tenga conto del bene comune allo stesso modo in cui ognuno di essi ha a cuore il bene dei propri figli. Ai creatori e agli sviluppatori di modelli di lA chiesta trasparenza e responsabilità sociale riguardo ai principi di progettazione e ai sistemi di moderazione alla base dei loro algoritmi e dei modelli sviluppati, in modo da favorire un consenso informato da parte degli utenti. La stessa responsabilità è chiesta anche ai legislatori nazionali e ai regolatori sovranazionali, ai quali compete di vigilare sul rispetto della dignità umana. Una regolamentazione adeguata può tutelare le persone da un legame emotivo con i chatbot e contenere la diffusione di contenuti falsi, manipolativi o fuorvianti, preservando l’integrità dell’informazione rispetto a una sua simulazione ingannevole. Le imprese dei media e della comunicazione non possono a loro volta permettere che algoritmi orientati a vincere a ogni costo la battaglia per qualche secondo di attenzione in più prevalgano sulla fedeltà ai loro valori professionali, volti alla ricerca della verità. La fiducia del pubblico si conquista con l’accuratezza, con la trasparenza, non con la rincorsa a un coinvolgimento qualsiasi. I contenuti generati o manipolati dall’lA vanno segnalati e distinti in modo chiaro dai contenuti creati dalle persone. Va tutelata la paternità e la proprietà sovrana dell’operato dei giornalisti e degli altri creatori di contenuto. L’informazione è bene pubblico. Un servizio pubblico costruttivo e significativo non si basa sull’opacità, ma sulla trasparenza delle fonti sull’inclusione dei soggetti coinvolti e su uno standard elevato di qualità. Tutti siamo chiamati a cooperare. Nessun settore può affrontare da solo la sfida di guidare l’innovazione digitale e la governance dell’lA. È necessario perciò creare meccanismi di salvaguardia. Tutte le parti interessate, dall’industria tecnologica ai legislatori, dalle aziende creative al mondo accademico, dagli artisti ai giornalisti, agli educatori, devono essere coinvolte nel costruire e rendere effettiva una cittadinanza digitale consapevole e responsabile. A questo mira l’educazione: ad aumentare le nostre capacità personali di riflettere criticamente, a valutare l’attendibilità delle fonti e i possibili interessi che stanno dietro alla selezione delle informazioni che ci raggiungono, a comprendere i meccanismi psicologici che attivano, a permettere alle nostre famiglie, comunità e associazioni di elaborare criteri pratici per una più sana e responsabile cultura della comunicazione. Proprio per questo è sempre più urgente introdurre nei sistemi educativi di ogni livello anche l’alfabetizzazione ai media, all’informazione e all’ lA che alcune istituzioni civili stanno già promuovendo. Come cattolici possiamo e dobbiamo dare il nostro contributo. affinché le persone acquisiscano la capacità di pensiero critico e crescano nella libertà dello spirito. Questa alfabetizzazione dovrebbe inoltre essere integrata in iniziative più ampie di educazione permanente, raggiungendo anche gli anziani e i membri emarginati della società, che spesso si sentono esclusi e impotenti di fronte ai rapidi cambiamenti tecnologici. L’alfabetizzazione ai media, all’informazione e all’IA aiuterà tutti a non adeguarsi alla deriva antropomorfizzante di questi sistemi, ma a trattarli come strumenti, a utilizzare sempre una validazione esterna delle fonti, che potrebbero essere imprecise o errate, fornite dai sistemi di IA, a proteggere la propria privacy e i propri dati conoscendo i parametri di sicurezza e le opzioni di contestazione. È importante educare ed educarsi a usare l’IA in modo intenzionale, e in questo contesto proteggere la propria immagine (foto e audio), il proprio volto e la propria voce, per evitare che vengano utilizzati nella creazione di contenuti e comportamenti dannosi come frodi digitali, cyberbullismo, deepfake che violano la privacy e l’intimità delle persone senza il loro consenso. Come la rivoluzione industriale richiedeva l’alfabetizzazione di base per permettere alle persone di reagire alla novità, così anche la rivoluzione digitale richiede un’alfabetizzazione digitale (insieme a una formazione umanistica e culturale) per comprendere come gli algoritmi modellano la nostra percezione della realtà, come funzionano i pregiudizi dell’IA, quali sono i meccanismi che stabiliscono la comparsa di determinati contenuti nei nostri flussi di informazioni (feed), quali sono e come possono cambiare presupposti e modelli economici dell’economia della lA. Abbiamo bisogno che il volto e la voce tornino a dire la persona. Abbiamo bisogno di custodire il dono della comunicazione come la più profonda verità dell’uomo, alla quale orientare anche ogni innovazione tecnologica. Nel proporre queste riflessioni, ringrazio quanti stanno operando per le finalità qui prospettate e benedico di cuore tutti coloro che lavorano per il bene comune con i mezzi di comunicazione. Dal Vaticano, 24 gennaio 2026. Memoria di San Francesco di Sales LEONE PP. XIV  

Operazione antidroga nei boschi di Sant’Elia. Arrestato marocchino per spaccio e resistenza ai Carabinieri

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Continuano senza sosta le attività predisposte dal Comando Provinciale Carabinieri di Rieti per contrastare il fenomeno dello spaccio di stupefacenti all’interno di bivacchi di fortuna, allestiti prevalentemente nelle aree boschive limitrofe al capoluogo. In tale contesto, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Rieti, con il supporto dei militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia” e della Stazione di Rieti, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un cittadino di nazionalità marocchina di 19 anni. Il giovane, irregolare sul territorio nazionale e già titolare di alcuni precedenti di polizia, è ritenuto responsabile dei reati di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e resistenza a Pubblico Ufficiale. L’intervento è scattato nel primo pomeriggio nella frazione di Sant’Elia (località Fonte Colombo). A seguito di mirati accertamenti preliminari, i Carabinieri hanno cinturato l’area ed effettuato un’irruzione in un punto dove, accuratamente nascosto tra la vegetazione, era stato individuato un bivacco adibito a base per la vendita al dettaglio di diverse tipologie di droghe. Alla vista dei militari, il giovane ha tentato una precipitosa fuga tra la fitta vegetazione, opponendo un’attiva resistenza fisica nel vano tentativo di sottrarsi alla cattura, ma è stato prontamente bloccato dal dispositivo di sicurezza messo in atto dall’Arma. La successiva perquisizione ha permesso di rinvenire e porre sotto sequestro circa 27 grammi di cocaina, in parte già ripartita in cinque dosi pronte per lo smercio, e 13 grammi di hashish. Oltre allo stupefacente, i militari hanno sequestrato un bilancino di precisione, vario materiale per il confezionamento, un coltello e la somma contante di 130 euro, ritenuta provento dell’illecita attività di spaccio. Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Rieti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Il 16 maggio manifestazione dei settori Trasporto e Agricoltura

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I rappresentanti dei settori del trasporto e dell’agricoltura del territorio reatino, Confartigianato Imprese Rieti, Confartigianato Trasporti, Copagri Lazio, Agricoltori e Allevatori del Reatino, annunciano la manifestazione prevista per il 6 maggio 2026 con concentramento dalle ore 8 presso l’ex Foro Boario di Rieti e successivo incontro presso la Sala Universitaria della Provincia a partire dalle ore 11. La mobilitazione nasce dalla grave situazione economica che da mesi sta mettendo in seria difficoltà imprese, lavoratori e famiglie. L’aumento dei costi del carburante, dell’energia e delle materie prime, unito alle conseguenze internazionali legate ai conflitti in Medio Oriente, sta rendendo sempre più difficile la sopravvivenza delle imprese del comparto. Trasportatori e agricoltori chiedono interventi concreti e strutturali affinché venga garantita la continuità lavorativa senza penalizzare produttori e consumatori. Tra i principali temi al centro della protesta: • stop all’aumento delle accise; • contenimento dei costi energetici che colpiscono serre, macchinari e trasporti; • revisione automatica dei prezzi negli appalti pubblici in base all’andamento del carburante e delle materie prime; • tutela dei produttori agricoli contro dinamiche di mercato e prezzi troppo bassi imposti dalla grande distribuzione; • riconoscimento di crediti d’imposta e recupero delle accise; • semplificazione burocratica e normativa; • sostegno al ricambio generazionale nei settori del trasporto, della logistica e dell’agricoltura. La manifestazione vuole rappresentare un momento di sensibilizzazione e confronto con istituzioni e cittadini, per difendere il lavoro, il territorio e il futuro delle imprese locali. “Dietro ogni città che vive, c’è un mondo che lavora”: questo il messaggio scelto per una mobilitazione che intende richiamare l’attenzione sull’importanza strategica del trasporto e dell’agricoltura per l’economia e la vita quotidiana del Paese. Rachele Lunari, Presidente Confartigianato Trasporti Rieti, dichiara: “Non chiediamo privilegi, ma condizioni che ci permettano di continuare a lavorare. Oggi trasportatori e agricoltori sono schiacciati da costi sempre più alti e margini sempre più bassi. Difendere queste categorie significa difendere famiglie, imprese e territori.”

Iniziati gli interventi di riqualificazione ambientale dei Giardini del Vignola

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Sono iniziati in questi giorni gli interventi di riqualificazione ambientale, manutenzione e valorizzazione dei Giardini del Vignola, storico spazio verde e autentico fiore all’occhiello della città di Rieti, da sempre punto di riferimento per cittadini, famiglie ed eventi culturali che animano il capoluogo durante il periodo estivo. I lavori, promossi dalla Provincia di Rieti attraverso il delegato all’ambiente Maurizio Ramacogi, hanno l’obiettivo di restituire alla città un luogo ancora più curato, sicuro e armonioso, preservandone al tempo stesso il valore storico, botanico e paesaggistico. I Giardini del Vignola rappresentano infatti uno degli esempi più caratteristici di giardino all’italiana presenti nel territorio, con le storiche siepi di bosso, le essenze ornamentali e le numerose piante di pregio, tra cui i maestosi tassi e i tre pini secolari che caratterizzano l’intera area. In questi giorni è stata avviata una delicata operazione di potatura bilanciata dei pini monumentali, intervento necessario per preservarne la stabilità e garantirne la conservazione nel tempo. In particolare, una delle alberature presentava una situazione di potenziale rischio di caduta che ha richiesto un’azione specialistica mirata e altamente qualificata. Le operazioni vengono eseguite dalla società “Dimensione Verde Uno Srl”, sotto la supervisione tecnica del Dott. Rocco Sgherzi, agronomo incaricato dalla Provincia di Rieti, professionista esperto nella gestione e nel riequilibrio delle piante monumentali. Nei prossimi giorni, inoltre, il patrimonio verde dei Giardini del Vignola verrà ulteriormente arricchito attraverso la piantumazione di un leccio, intervento che contribuirà ad aumentare la varietà botanica e il valore ambientale dell’area. Ramacogi ha espresso soddisfazione per l’avvio dei lavori: “I Giardini del Vignola rappresentano un patrimonio storico, ambientale e identitario della città di Rieti. Intervenire con attenzione e professionalità su questo luogo significa tutelare non solo il decoro urbano, ma anche un patrimonio naturale di grande valore che appartiene all’intera comunità. Con questi lavori vogliamo garantire sicurezza, valorizzazione e piena fruibilità di uno spazio che nei prossimi mesi ospiterà numerosi eventi e momenti di aggregazione.” Ramacogi ha inoltre sottolineato l’importanza dell’intervento tecnico specialistico sulle alberature monumentali: “La salvaguardia dei pini secolari richiede competenze specifiche e interventi mirati. Per questo motivo la Provincia ha voluto affidarsi a professionalità altamente qualificate, affinché ogni operazione venga eseguita nel massimo rispetto dell’equilibrio e della salute delle piante.” Il Delegato provinciale ha poi rivolto un ringraziamento a tutti coloro che stanno contribuendo alla realizzazione dell’intervento: “Desidero ringraziare il Dott. Rocco Sgherzi per la preziosa attività tecnica svolta, la ditta Dimensione Verde Uno Srl per la professionalità dimostrata e gli uffici tecnici provinciali coordinati dall’Ing. Giansanti per il grande lavoro portato avanti con impegno e attenzione.” Infine, Maurizio Ramacogi ha ribadito la vicinanza della Provincia alla città di Rieti e alla tutela del patrimonio ambientale cittadino: “Questa è una dimostrazione concreta della presenza e della vicinanza dell’Ente Provincia alla città di Rieti. Investire nella cura degli spazi verdi significa migliorare la qualità della vita dei cittadini e preservare luoghi simbolici che rappresentano la storia, la bellezza e l’identità del nostro territorio.”

Il romanzo “Gli ultimi colori del semaforo” entra nel Museo Saletta dei Ricordi

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Da alcuni giorni il romanzo “Gli ultimi colori del semaforo” del giornalista e scrittore reatino, Pier Luca Aguzzi, è entrato nel Museo Saletta dei Ricordi, area dedicata alla memoria del Grande Torino e del proprio Direttore Tecnico, Erno Egri Erbstein, inaugurata il 16 novembre 2019 da S. E. Fidele Khakessa Sambassi, Ambasciatore della Repubblica Democratica del Congo.

Incidente stradale nella rotatoria di via Angelo Maria Ricci 

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Stamane, venerdì 15 maggio, all’interno della rotatoria di via Angelo Maria Ricci si è verificato un incidente stradale tra un mezzo pesante ed una FIAT 500, rimasta danneggiata. Sul posto il 118 e la Polizia Locale.

Lions Club Rieti Varrone: “Complimenti a Sergio Quattrini per le nomine ricevute”

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Con immenso entusiasmo e grande orgoglio, tutti i Soci del Lions Club Rieti Varrone desiderano esprimere le più sentite e sincere congratulazioni al Socio Ing. Sergio Quattrini, una figura di alto profilo professionale e umano, per le recenti e prestigiose nomine che ha ricevuto. In particolare, si tratta della nomina a Vice Governatore del Distretto Lions 108L e dell’ingresso nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Rieti. Questi riconoscimenti rappresentano non solo una meritata attestazione delle sue qualità e del suo impegno costante, ma anche un riconoscimento del suo ruolo di primo piano nel promuovere i valori fondamentali di solidarietà, altruismo e servizio alla comunità. Sergio Quattrini ha sempre dimostrato una passione autentica per il volontariato e un impegno concreto nelle iniziative volte al miglioramento sociale e al benessere collettivo. La sua capacità di ascolto attento, il suo spirito di leadership ispirato e la sua attenzione alle esigenze della comunità lo hanno reso un punto di riferimento indispensabile all’interno del Lions Club Rieti Varrone. La sua presenza attiva e il suo costante contributo hanno rafforzato il senso di unità e di solidarietà tra i soci, oltre a rappresentare un esempio positivo per tutta la collettività. La nomina a Vice Governatore del Lions Club non solo testimonia la stima e la fiducia riposte in lui dal mondo lionistico, ma anche sottolinea il suo ruolo fondamentale nel promuovere e diffondere i valori di solidarietà, impegno civico e servizio disinteressato. La sua leadership sarà certamente un motore di iniziative innovative e di progetti che mirano a rafforzare l’impatto sociale del Lions Club e a sostenere le cause più importanti per la nostra comunità. Allo stesso modo, l’ingresso nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Rieti rappresenta un riconoscimento della sua capacità di contribuire in modo significativo allo sviluppo di progetti di interesse sociale, culturale ed economico, dimostrando una sensibilità particolare verso le esigenze del territorio e una capacità strategica nell’indirizzare risorse e opportunità a favore di iniziative di valore duraturo. Siamo certi che Sergio Quattrini continuerà a svolgere con entusiasmo, dedizione e competenza il suo ruolo, portando avanti progetti e iniziative che favoriranno lo sviluppo sostenibile, il progresso sociale e il benessere della nostra comunità. La sua leadership e il suo esempio rappresentano un faro di ispirazione per tutti noi, contribuendo a creare un ambiente più solidale, coeso e propositivo. Ancora una volta, esprimiamo le nostre più sincere e calorose congratulazioni per questo importante traguardo. Gli auguriamo di affrontare le sfide future con determinazione e successo, certi che il suo impegno continuerà a portare benefici duraturi e significativi per l’intera collettività. Auguri di cuore, Sergio! Così nella nota il Lions Club Rieti          

Convegno dei Lions Club su Agricoltura, Alimentazione e Sostenibilità

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In un’epoca in cui le sfide ambientali, sociali ed economiche si intrecciano, il settore agricolo e alimentare si trova al centro di un dibattito cruciale per il nostro futuro. La crescente domanda di cibo sicuro, sostenibile e nutritivo richiede un approccio innovativo che coniughi tecnologia, tutela della salute e rispetto dell’ambiente. Convegno dei Lions Club su Agricoltura, Alimentazione e Sostenibilità. In un’epoca in cui le sfide ambientali, sociali ed economiche si intrecciano, il settore agricolo e alimentare si trova al centro di un dibattito cruciale per il nostro futuro. La crescente domanda di cibo sicuro, sostenibile e nutritivo richiede un approccio innovativo che coniughi tecnologia, tutela della salute e rispetto dell’ambiente. Per affrontare queste tematiche, i Lions Club Reatini della 5a Circoscrizione, Zona A (Rieti Host, Amatrice Micigliano Terminillo, Rieti Varrone, Rieti Flavia Gens, Antrodoco Host, Cittaducale) con il Leo Club Rieti Host e Rieti Varrone, promuovono Venerdi 15 maggio, presso la Sala Consiliare della Provincia di Rieti, con inizio alle ore 14.30, il Convegno sul tema “ Agricoltura e alimentazione: innovazione e sicurezza per un futuro sostenibile”, un evento di rilievo dedicato a esplorare le frontiere dell’agricoltura moderna e della nutrizione, con un focus particolare sulla sicurezza alimentare e sulla sostenibilità. Il Convegno, ha riscontrato l’interesse con il conseguente riconoscimento del Patrocinio della regione Lazio, della Provincia di Rieti, del Comune di Rieti, della Camera di Commercio di Rieti e Viterbo , dell’ordine dei Medici Chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Rieti, dell’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie della provincia di Rieti e dell’Istituto Tecnico Agrario Luigi di Savoia. L’evento costituisce un’occasione di approfondimento sul legame tra l’origine del benessere “dalla terra alla tavola” e la sicurezza alimentare come priorità. Attraverso il contributo di esperti, docenti universitari e autorità di tutela, verranno affrontati temi di rilievo sociale come la sostenibilità ambientale, l’impatto del cambiamento climatico e l’innovazione tecnologica in agricoltura, la sicurezza, la tutela e la valorizzazione delle eccellenze del territorio. Nel contesto della missione umanitaria dei Lions, questo incontro si inserisce nel progetto FAME (Fame, Alimentazione, Malattie Endocrine), evidenziando il ruolo attivo dell’associazione nel promuovere una corretta nutrizione e nel contrastare patologie diffuse come l’obesità. I Lions si confermano così custodi della salute pubblica, facilitando un dialogo tra istituzioni, scienza e cittadinanza per valorizzare le eccellenze del territorio. L’iniziativa mira a formare una coscienza collettiva consapevole, capace di guardare a un futuro in cui la sicurezza alimentare non sia solo un obiettivo normativo, ma un diritto garantito per ogni fase della vita. Un evento dedicato a professionisti, agricoltori, studenti e cittadini interessati a scoprire le sfide e le opportunità del settore agricolo e alimentare nel contesto attuale e futuro che vedrà la partecipazione di rappresentanti Istituzionali Nazionali e locali, ricercatori, agricoltori, responsabili delle politiche alimentari e aziende innovative oltre che rappresentanti del mondo accademico, delle associazioni di categoria e del Reparto operativo Carabinieri Tutela alimentare di Roma, con l’obiettivo di sensibilizzare e informare la comunità sui temi chiave che regolano il nostro rapporto con il cibo e la terra creando altresì un momento di confronto e di condivisione di idee, promuovendo pratiche sostenibili e tecnologie all’avanguardia che possano garantire un’alimentazione sana e sicura per tutti, oggi e nel domani. Nell’ambito della Prima sessione “Dalla Terra alla tavola: L’origine del benessere” i relatori affronteranno un percorso completo, partendo dall’origine della produzione agricola fino al consumo finale, evidenziando come ogni fase influisca sulla qualità, sulla sicurezza e sul benessere della popolazione. Si parlerà di come le pratiche agricole, l’uso di tecnologie innovative e la tutela della biodiversità contribuiscano alla produzione di alimenti nutrienti e di qualità. Verranno esplorate le tecniche di agricoltura sostenibile, l’utilizzo di risorse rinnovabili e l’importanza della sicurezza nei processi produttivi. Nella Seconda sessione Nutrire le fasi della vita: La sicurezza come priorità, un focus particolare sarà dedicato alle necessità nutrizionali nelle diverse età della vita, dall’infanzia all’età avanzata. Gli esperti illustreranno come le scelte alimentari e le pratiche agricole possano adattarsi per sostenere la crescita, la salute e il benessere delle persone in ogni fase, garantendo un’alimentazione equilibrata e sicura. La sicurezza alimentare sarà al centro del dibattito, con approfondimenti su tecnologie di tracciabilità, sistemi di controllo e innovazioni per prevenire contaminazioni e garantire la qualità dei prodotti. Si discuterà anche di come le politiche pubbliche possano sostenere pratiche agricole più sicure e sostenibili. La costruzione di un modello di sviluppo sostenibile passa attraverso il dialogo, la collaborazione e il rispetto delle tradizioni agricole e delle eccellenze locali, che rappresentano un patrimonio da valorizzare con passione e consapevolezza. Le scelte quotidiane dei cittadini, unite alle politiche delle istituzioni e alla partecipazione attiva del mondo agricolo, sono fondamentali per assicurare un futuro in cui il cibo di qualità, la tutela ambientale e la salute umana siano valori condivisi. In conclusione, il convegno ribadirà come le pratiche agricole odierne influenzano direttamente la qualità dei cibi, determinando non solo la nostra salute, ma anche il destino del pianeta. La consapevolezza di questa relazione è essenziale per promuovere pratiche più sostenibili, tutelare la biodiversità e garantire un’alimentazione equilibrata e sicura per le generazioni presenti e future e l’evento dei Lions Club Reatini si propone di essere un catalizzatore di idee e azioni concrete.

Nasce “Progetto Civico Alto Cicolano”

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​A seguito di un incontro partecipato e costruttivo, annunciamo con soddisfazione la nascita di “Progetto Civico Italia Alto Cicolano”, una realtà nata per promuovere ascolto, partecipazione e confronto sui temi più importanti del territorio. Nel corso dell’incontro è stato indicato Michele Luce come componente del Coordinamento Provinciale di Progetto Civico Italia – Rieti, in rappresentanza del Comitato Alto Cicolano. Successivamente verrà comunicato il nominativo del coordinatore territoriale del Comitato. “Progetto Civico Italia Alto Cicolano” lavorerà con spirito civico e inclusivo per valorizzare il territorio, affrontando temi legati ai servizi, allo sviluppo, ai giovani e alla tutela delle comunità locali. Così nella nota il Coordinamento Provinciale Progetto Civico Italia – Rieti

Dialogo su Angelo Maria Ricci, a Rieti il 21 maggio

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Giovedi 21 maggio alle ore 17 a Le Tre Porte si terrà: “Dialogo su Angelo Maria Ricci, a cura di Maria Tomassetti autrice del libro: “Angelo Maria Ricci – Un classicista con suggestioni romantiche”. Diallgheranno con l’autrice Gianfranco Formichetti, Letizia Rosari, Francesca Lezzi.