L’introduzione dello strumento digitale consente di monitorare in modo trasparente le presenze nei cantieri, rafforza la tutela dei lavoratori e contribuisce alla prevenzione dei fenomeni di irregolarità e di possibili infiltrazioni criminali, in una fase in cui la dimensione economica della ricostruzione richiede il massimo livello di attenzione. L’iniziativa è stata presentata la settimana scorsa dal ministro degli Affari Interni Matteo Piantedosi, dal ministro del Lavoro, Marina Calderone e dal Commissario straordinario per la ricostruzione e riparazione del territorio sisma 2016, Guido Castelli.
Da oggi il provvedimento diventa esecutivo per i cantieri di maggiori dimensioni e, a cascata, seguiranno gli altri completando gli scaglioni in tre anni. E’ un caso pilota di quello che accadrà poi in tutto il Paese: l’iniziativa sarà esportata su tutto il territorio nazionale, dopo l’applicazione nei cantieri del Sisma 2016. Oggi la ricostruzione privata conta 9.500 cantieri nel Centro Italia (Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo). Oltre 14.500 cantieri sono già conclusi i lavori. Sono stati concessi oltre 12,6 miliardi di euro, liquidati oltre 7,9 miliardi (di cui il 66% dei quali negli ultimi tre anni). La ricostruzione pubblica tratta ulteriori 3.730 interventi finanziati e sbloccati per oltre l’80% nel 2023. Il 61% di questi (oltre 2.300 cantieri) sono giunti alla fase di progettazione per cui, già nel 2026, potrebbero avviare i lavori venendo così coinvolti nell’applicazione del badge e settimanale di cantiere.
“Questo giorno segna un significativo salto di qualità. La ricostruzione del sisma 2016 non è soltanto un’opera di ripristino materiale, ma un processo che sta ridefinendo modalità e standard dell’azione pubblica. In questo senso, dichiara Castelli, il badge di cantiere rappresenta uno dei tasselli più significativi di una strategia più ampia che punta a coniugare innovazione tecnologica, sicurezza e legalità. Si tratta di un risultato frutto di un percorso condiviso insieme al Ministro Marina Calderone e il Ministro Matteo Piantedosi, i Presidenti delle quattro regioni; buone pratiche rese operative con il Prefetto Canaparo e il Presidente dell’Anac, Busia che ringrazio, e una costante collaborazione con le parti sociali tutte e la CNCE. Una governance multi livello, quella del Sisma 2016, che testimonia l’attenzione del Governo Meloni verso l’Appennino centrale e le sue comunità. Una sinergia che ha permesso di strutturare un modello concreto e replicabile, capace di dimostrare che anche nelle situazioni più complesse è possibile costruire amministrazione pubblica di qualità, fondata su trasparenza, responsabilità e collaborazione”