Si è conclusa a Fara in Sabina la Festa dei Santi Patroni, dedicata a Sant’Antonino Martire e Sant’Emidio Vescovo, che dal 25 al 30 agosto ha coinvolto cittadini, associazioni, attività del territorio e visitatori in un ricco programma di appuntamenti all’insegna della tradizione, della cultura, dello sport, della musica e della convivialità. Organizzata e promossa dalla Pro Loco Fara in Sabina APS con il contributo del Comune di Fara in Sabina e della Regione Lazio, la manifestazione ha confermato ancora una volta il suo ruolo di appuntamento centrale per la comunità, riuscendo a mettere in relazione realtà diverse del territorio e a trasformare i giorni della festa patronale in un’occasione di incontro, partecipazione e valorizzazione dell’identità locale. Il programma si è aperto il 25 agosto con il Torneo di Pallavolo presso il campetto di Piazza Duomo, per proseguire il 27 agosto con l’Apericena conviviale in via del Popolo, in collaborazione con l’enoteca FarVino, e il 28 agosto con la serata live de Gli Onda al Chiosco di Fara, Setaccio. Particolarmente ricca è stata la giornata del 29 agosto, dedicata alla cultura e alla partecipazione, con il Laboratorio di Acquerello presso il Museo Civico Archeologico, il laboratorio “Il Tableau Vivant” in Piazza Duomo e il Sunset Festival con la musica live degli Stoneflakes presso Bistrot Trentatré.
La festa ha rappresentato anche un’occasione per riportare l’attenzione sulla storia e sull’importanza del patrimonio architettonico e artistico della città. La centralità dell’architettura religiosa, e in particolare della Collegiata, testimonia il ruolo assunto nel corso dei secoli dalla comunità e dai suoi luoghi di culto. La presenza di importanti maestranze e artisti, soprattutto a partire dal Cinquecento, ha lasciato a Fara in Sabina un patrimonio di grande valore, ancora oggi parte integrante del volto e dell’identità della città.
Il momento più solenne e partecipato della manifestazione si è svolto il 30 agosto, iniziando con il Torneo di Briscola in Piazza Duomo, la partecipazione della Banda e Majorettes di Casperia in un meraviglioso spettacolo a cielo aperto e soprattutto la tradizionale Processione per le vie del paese. Nel corso delle celebrazioni è tornata anche una delle antiche usanze legate alla festa patronale: al termine della Processione, il parroco ha estratto da un’antica cassetta di legno dieci nomi, individuando così i festaroli dell’anno successivo. Si tratta di una tradizione profondamente legata alla vita della comunità: i festaroli sono infatti coloro che, nell’anno seguente, avranno il compito di contribuire all’organizzazione della festa del Santo Patrono e, in particolare, della tradizionale processione. Il ritorno di questa consuetudine ha rappresentato un momento particolarmente significativo, riportando nella festa un rito della memoria collettiva e ristabilendo un ideale passaggio di testimone tra una generazione di festaroli e quella successiva. La giornata conclusiva ha visto inoltre rinnovarsi la tradizione del bacio della reliquia di Sant’Antonino Martire, momento di particolare devozione che accompagna da generazioni la celebrazione del Santo Patrono. Il gesto, semplice ma profondamente sentito, rappresenta per i fedeli un momento di raccoglimento e di vicinanza al Santo e costituisce uno dei passaggi più autentici della dimensione religiosa della festa.
“La Festa dei Santi Patroni è prima di tutto una festa della comunità – sottolinea la Pro Loco Fara in Sabina APS – e anche quest’anno abbiamo avuto la conferma di quanto sia importante la collaborazione tra le tante realtà che contribuiscono alla sua realizzazione. È stato un programma pensato per unire tradizione e contemporaneità, creando occasioni di incontro ma anche di conoscenza e valorizzazione del nostro patrimonio. Il ritorno dell’antica tradizione dell’estrazione dei festaroli e la partecipazione ai momenti di devozione, come il bacio della reliquia di Sant’Antonino, ci ricordano quanto la festa patronale sia ancora oggi un elemento vivo della nostra identità e della nostra storia”. La conclusione della Festa dei Santi Patroni lascia dunque il segno di un’edizione capace di coinvolgere e mettere in rete persone, attività locali, associazioni, operatori culturali e volontari. Una festa che ha restituito alla comunità il suo significato più autentico: quello di ritrovarsi, condividere e riconoscersi in una storia e in un’identità comuni. Con la processione, gli appuntamenti culturali, la musica, lo sport, i momenti conviviali e il recupero di antiche tradizioni, Fara in Sabina ha celebrato i suoi Santi Patroni guardando al futuro senza dimenticare le proprie radici. Un patrimonio che vive nei monumenti, nelle opere d’arte e nella storia del territorio, ma soprattutto nella partecipazione di una comunità che continua a custodirlo, valorizzarlo e tramandarlo.