Sabina Radicale: “Stallo sul Garante Detenuti. Per il carcere di Rieti è l’anno l’unità di misura del tempo?”

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“Nel pomeriggio del 5 gennaio di due anni fa il 25enne reatino Matteo si toglieva la vita nel carcere di Ancona, quella stessa notte moriva il 65enne Stefano a Viterbo, dove era stato ricoverato d’urgenza a seguito di un lungo sciopero della fame condotto nel carcere di Rieti. Furono questi due vicini episodi che, così diversi ma a Rieti tragicamente connessi, immediatamente indussero l’Amministrazione Comunale ad accelerare nel proposito di recuperare, attualizzandola, la figura del Garante Comunale per i Diritti dei Detenuti, già istituita dalla Giunta Petrangeli undici anni prima ma mai concretizzatasi. Benché il regolamento del 2013 fosse immediatamente attuabile, si scelse di attualizzarlo contando sulla rapida approvazione di un nuovo regolamento che infatti trovò nei mesi successivi una sua ipotesi compiuta di definizione, anche grazie alle interlocuzioni dell’assessore Giovanna Palomba con il Garante Regionale. Sono però passati due anni e questo regolamento (e successivo bando e scelta del garante) si sono arenati. Non si sono però arenati per cambio di intenzione dell’amministrazione ed in particolare dell’assessore, ma per i trambusti a catena che hanno coinvolto il Palazzo Comunale a seguito del passaggio della presidente della commissione Statuto e Regolamento da un partito di maggioranza ad un altro; la successiva nomina di un diverso presidente non sembra aver risolto lo stallo, anzi lo ha forse aggravato, essendosi basata sulla spaccatura della maggioranza comunale di cui le cronache politiche ci riportano. Non abbiamo la pretesa di ritenere che questa figura, quando ci fosse, risolverebbe i problemi della detenzione e del nostro carcere. Di certo però il collegamento tra la città e la città penitenziaria (700 tra detenuti – 80% in più, ed operatori – 10% in meno) che era l’obiettivo del nuovo regolamento comunale, è ancora da tutti definito carente; queste le parole con cui l’Ufficio regionale del Garante descrive l’istituto: “il nuovo complesso di Rieti risulta essere isolato dal tessuto sociale quanto anche geografico: la posizione difficilmente raggiungibile, la contemporanea presenza di detenuti provenienti da aree diverse e la politica amministrativa particolarmente isolata dal territorio, caratterizzano un istituto dove la popolazione detenuta ha scarsissime possibilità di progettazione”. Contro questo isolamento qualcosa nella società civile si muove: a luglio la Confartigianato prendeva occasione da un fatto di cronaca per lamentare, all’interno del quadro generale, la stasi del protocollo di impiego dei detenuti nei cantieri sisma, chiedendo “il supporto attivo di tutte le componenti del territorio: imprese, enti locali ed istituzioni penitenziarie per passare dalle intenzioni ai risultati concreti”; il protocollo cui si faceva riferimento era quello di tre anni fa, firmato nel 2022 che, forse con qualche aggiustamento ma evidentemente ancora insufficiente, è stato rifirmato dagli stessi enti un anno fa nel 2024. Silenziosamente nel frattempo l’Associazione Seconda Chance con fatica e lentamente riesce a coinvolgere imprenditori (due anni fa al McDonald, un anno fa al Conad) che, attratti dai benefici della legge Smuraglia, hanno sperimentato poi il valore rieducativo del lavoro. Si usa dire che il mondo del carcere viva al suo interno in una sorta di sospensione del tempo, ma qui al suo esterno l’unità di misura di tutto ciò che lo riguarda sembra essere l’anno. Per questo Sabina Radicale rivolge un appello al Consiglio Comunale perché colga lo stimolo di questo anniversario per accantonare, almeno per il tempo necessario, divisioni che certo non riguardano l’esigenza o opportunità di questa “catena di congiunzione tra la dimensione della detenzione e la Città”.    

Endometriosi, APE compie 20 anni e rinnova l’appello: “L’informazione e la consapevolezza salvano vite e abbreviano sofferenze”

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L’A.P.E., Associazione Progetto Endometriosi, formata da pazienti volontarie, dà supporto concreto alle donne, ha formato oltre 340 sanitari sulla malattia e raggiunto 25mila studenti. Ma la diagnosi richiede ancora troppo tempo e mancano le tutele. In Italia, una donna su dieci convive con l’endometriosi, eppure il percorso verso la diagnosi richiede ancora troppo tempo: tra i cinque e gli otto anni di media. Un’attesa che si traduce in dolore fisico, incomprensioni e isolamento. Per colmare questo vuoto di informazione e assistenza, dal 2005 opera l’A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi, realtà composta interamente da pazienti volontarie che hanno trasformato la propria esperienza personale in una missione collettiva. In occasione del suo 20° compleanno, l’associazione rinnova il proprio appello: l’informazione e la consapevolezza salvano vite e abbreviano sofferenze. “Se qualcuno mi avesse parlato di endometriosi quando ero adolescente, forse avrei evitato anni di dolore inspiegabile – racconta Jessica Fiorini, vicepresidente dell’A.P.E. – un semplice volantino può cambiare il destino di una donna. Per questo continuiamo a portare informazioni ovunque: nelle scuole, negli ambulatori, nei luoghi di aggregazione”. L’endometriosi è una patologia cronica caratterizzata dalla presenza anomala di tessuto endometriale al di fuori dell’utero – su ovaie, tube, intestino, vescica – che provoca dolori intensi e invalidanti. Nonostante colpisca milioni di donne (circa 3 milioni in Italia), rimane ancora largamente sottovalutata, anche in ambito medico. Le cause restano sconosciute e non esistono cure definitive. Dal 2017, grazie ai fondi raccolti con il 5 per mille, l’A.P.E. ha organizzato percorsi di alta formazione rivolti al personale sanitario, in collaborazione con alcuni tra i migliori specialisti del settore. «La formazione è intesa come motore di cambiamento, la creazione di spazi di confronto e crescita condivisa. Significa contribuire a diagnosi più precoci e a una medicina più umana», sottolinea Annalisa Frassineti, presidente dell’A.P.E.. In pochi anni, l’A.P.E. ha finanziato e organizzato corsi specialistici per medici e sanitari, in collaborazione con ginecologi e personale sanitario esperto di endometriosi: 3 corsi di ecografia ginecologica si sono svolti all’Ospedale Gemelli di Roma, 3 a Parma, un altro corso di ecografia a Roma nel 2025, e poi sono già 5 le edizioni del corso avanzato su “Il trattamento integrato medico chirurgico dell’endometriosi profonda in un centro di che si sono tenute a Negrar di Valpolicella. Un altro appuntamento per i radiologi si è tenuto a Bologna, altri due sono stati dedicati agli psicologi e psicoterapeuti. Complessivamente, grazie all’A.P.E. si sono formati oltre 340 sanitari, tra ginecologi, radiologi, professionisti della salute mentale, essendo fondamentale un approccio multidisciplinare per trattare l’endometriosi. “Questi corsi sono innovativi perché uniscono competenza tecnica e dimensione umana – spiega Annalisa Frassineti – la presenza delle volontarie permette ai medici di ascoltare direttamente le storie delle pazienti, comprendendo quanto sia fondamentale un approccio empatico oltre che competente. Diversi specialisti, dopo aver partecipato, hanno scelto di dedicarsi proprio all’endometrios”». L’attività di divulgazione continua nelle scuole con lezioni interattive per le ragazze, in cui vengono coinvolti esperti e volontarie: oltre 25mila studenti hanno scoperto cos’è l’endometriosi e come dare supporto alle compagne di classe che ne soffrono. E poi nel fare informazione. Oltre un milione di materiale informativo è stato distribuito dall’A.P.E. per creare consapevolezza sull’endometriosi, 55mila le linee guida dedicate all’alimentazione diffuse, e sono stati realizzati più di 1500 eventi e convegni su tutto il territorio nazionale. Nonostante i progressi compiuti in vent’anni, le sfide rimangono numerose. Dopo 8 anni di attesa per aggiornare i Livelli Essenziali di Assistenza, l’endometriosi non è ancora stata riconosciuta. Ci sono limitazioni significative: solo il terzo e quarto stadio della malattia danno diritto a esenzioni per visite ed ecografie semestrali, e solo dopo conferma istologica tramite intervento chirurgico – procedura che le linee guida sconsigliano salvo necessità. Le terapie farmacologiche non godono di alcun supporto. Mancano centri specializzati in ogni regione, percorsi diagnostico-terapeutici integrati, esenzioni reali per farmaci e visite. «E serve una legislazione che tuteli chi deve assentarsi dal lavoro per la malattia, senza rischiare discriminazioni o licenziamenti», sottolineano le volontarie dell’A.P.E., pronte a supportare le donne. “Questa missione continua grazie al lavoro instancabile delle volontarie e alla generosità di chi ci sostiene – conclude Jessica Fiorini – ogni contributo ci permette di formare più medici, raggiungere più scuole, aiutare più donne. Perché l’endometriosi non è invisibile: siamo noi a doverla rendere visibile”. Cos’è l’endometriosi? L’endometriosi è una malattia infiammatoria cronica che colpisce in Italia circa il 10% della popolazione femminile in età fertile, anche se i dati sono estremamente parziali e probabilmente sottostimati. I sintomi più diffusi sono: forti dolori mestruali ed in concomitanza dell’ovulazione, cistiti ricorrenti, irregolarità intestinale, pesantezza al basso ventre, dolori ai rapporti sessuali, infertilità nel 35% dei casi. Per una malattia di cui non si conoscono ancora le cause, per la quale non esistono cure definitive né percorsi medici di prevenzione, per limitare i danni che l’endometriosi provoca, è fondamentale fare informazione per creare consapevolezza! L’A.P.E. è una realtà nazionale che da 20 anni informa sull’endometriosi, nella consapevolezza che l’informazione sia l’unica prevenzione ad oggi possibile. Sul sito dell’APE – www.apendometriosi.it – ci sono tutte le informazioni utili e i progetti per aiutare concretamente le donne affette da endometriosi e per entrare a far parte della rete nazionale.

Rumeno trasportava 1 chilo di marijuana dentro l’auto: arrestato

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I Carabinieri della Stazione di Magliano Sabina hanno tratto in arresto un 24enne, romeno, domiciliato a Roma, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Alcune sere fa, nell’ambito di un apposito servizio finalizzato alla repressione dei reati in materia di stupefacenti, i militari della Stazione hanno fermato il giovane a bordo della sua autovettura, una piccola utilitaria che apparentemente poteva non destare alcun sospetto. Tuttavia, i Carabinieri hanno deciso di effettuare un controllo più approfondito mediante la perquisizione del mezzo e della persona. L’ispezione dava esito positivo dal momento che nel veicolo è stato rinvenuto un involucro con all’interno oltre un chilogrammo di sostanza stupefacente del tipo “marijuana” occultato nel sedile posteriore del mezzo. Nel portafoglio trovato addosso al sospettato sono state inoltre rivenute diverse banconote per una cifra complessiva di oltre 300 euro, certamente provento di una recente ed illecita cessione dello stupefacente. Il tutto è stato sottoposto a sequestro penale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Ulteriori accertamenti, estesi anche presso l’abitazione dell’uomo sita in Roma, hanno dato esito negativo, ma gli elementi acquisiti nei confronti del suddetto, hanno consentito ai militari operanti, dopo aver contattato il Magistrato di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti, di trarre in arresto l’uomo che, dopo le formalità di rito è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari. Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.    

AVIS Rieti: “C’è emergenza sangue gruppi 0 neg, A neg, B neg”

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Su segnalazione dell’Ospedale, c’è un Emergenza sangue per i gruppi 0 neg, A neg, B neg. Come ogni anno il mese di gennaio si crea una situazione per cui ci sono poche donazioni per questi gruppi creando difficoltà per emergenze, interventi. Si rinnova l’appello ai donatori e a tutte le persone che possono aiutarci. Ringraziandovi vi aspettiamo numerosi al Centro Trasfusionale de Lellis. Così nella nota Aldo Lafiandra, AVIS Comunale Rieti

Aperte le iscrizioni alla 3a edizione del Corso per Assaggiatori di Olio riconosciuto Regione Lazio

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Dopo il grande interesse e l’ampia partecipazione riscontrati nelle precedenti edizioni, l’Associazione Sabina Flavour di Fara in Sabina rilancia con entusiasmo la terza edizione del “Corso per assaggiatori di olio d’oliva vergine”, confermandosi punto di riferimento nella valorizzazione della cultura olearia del territorio. L’iniziativa, promossa con il patrocinio dell’Azienda Speciale Centro Italia e inserita nel progetto “S’Abbina bene”, rappresenta un’importante occasione di formazione qualificata per appassionati, operatori del settore e professionisti che desiderano acquisire competenze certificate in ambito istituzionale. Il corso, riconosciuto dalla Regione Lazio, si svolgerà tutti i venerdì (dalle 17 alle 20) e tutti i sabato (dalle 9 alle 13) a partire dal 6 febbraio al 7 marzo 2026 tra la sede dell’Università Agraria di Corese Terra e la Sala Panel di Castelnuovo di Farfa, la prima sala panel della Sabina, per un totale di 35 ore articolate in lezioni teoriche, esercitazioni pratiche e prove selettive di assaggio. Un percorso strutturato e rigoroso che unisce conoscenza scientifica, allenamento sensoriale e approfondimento normativo, elementi fondamentali per formare assaggiatori consapevoli e competenti. Al termine del corso, i partecipanti che supereranno le prove selettive otterranno l’attestato di “Partecipazione e idoneità fisiologica all’assaggio degli oli vergini ed extravergini d’oliva”, titolo indispensabile per l’iscrizione all’elenco regionale dei tecnici ed esperti assaggiatori della Regione Lazio. A chi non supererà le prove finali sarà comunque rilasciato un attestato di partecipazione, a riconoscimento del percorso formativo svolto. Finalità e pubblico destinatario Con questa terza edizione, l’Associazione Sabina Flavour conferma il proprio impegno nella valorizzazione della qualità, della professionalità e dell’identità olivicola della Sabina, promuovendo al tempo stesso la sostenibilità ambientale del territorio e offrendo un’opportunità concreta di crescita culturale e professionale in un settore strategico per l’agricoltura e l’economia locale, rivolta a operatori del comparto olivicolo, produttori, tecnici, studenti e appassionati interessati ad acquisire competenze nella degustazione e valutazione dell’olio extravergine di oliva. L’obiettivo infatti è quello di formare nuove figure professionali con competenze tecniche e sensoriali certificate, rafforzando al contempo la cultura dell’olio EVO e la qualità delle produzioni locali. L’attività formativa sarà coordinata dal Capo Panel e Presidente dell’ASAF, il dott. Gianfranco De Felici, e vedrà la partecipazione di esperti del settore: dott. Giorgio Pace (Scienze Forestali), dott.ssa Sabina Petrucci (Economia e Management), dott. Massimo Griscioli (Biologia), dott. Sebastiano Forestale (Agraria) e la dott.ssa Francesca Baroccio (Capo Panel ICQRF Roma). I suddetti docenti tratteranno temi fondamentali, tra cui: la metodologia dell’analisi sensoriale, con prove pratiche guidate su attributi positivi e difetti (riscaldo, rancido, avvinato, amaro); le pratiche agronomiche e le tecniche di estrazione; le caratteristiche chimico-fisiche degli oli d’oliva vergini; gli aspetti nutrizionali e salutistici e la disciplina degli oli d’oliva extravergini DOP, IGP e BIO. Solide collaborazioni locali Il corso è stato organizzato grazie alla preziosa collaborazione con altri enti locali, come l’Università Agraria di Corese Terra, il Consorzio Sabina Olivicoltori e il Consorzio Sabina For Rome, il cui contributo sarà fondamentale per la realizzazione dell’iniziativa. Informazioni Per informazioni e prenotazioni visitare il sito www.sabbinabene.it, scrivere all’indirizzo mail associazionesabinaflavour@gmail.com oppure contattare i numeri 366/6694791 e 0765/470182.

A Stimigliano dopo il “Gatto Sindaco” arriva il “Cane quasi Sindaco”

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Nella Sala Consiliare il sindaco Franco Gilardi unisce in matrimonio Alberto e Tiziana residenti a Roma, accompagnati da un ospite speciale, Nala. Ma chi è Nala? E’ chi ha deciso il luogo dove doveva sposarsi questa bella coppia. Forse l’amore per questa adorabile cagnolona è anche un segno del destino. Qualche anno fa Alberto e Tiziana transitando per le vie di Stimigliano incontrano una cagnolina abbandonata che recuperano e decidono di adottare, compiendo un atto d’amore significativo. E Nala, come gesto di gratitudine, ha voluto insieme al Sindaco celebrare il loro matrimonio. Auguri agli sposi da tutta l’Amministrazione Comunale e grazie ancora per aver dato una casa a Nala. Così nella nota il Comune di Stimigliano

Stimigliano, riaperta la Scuola dell’Infanzia don Bosco

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Stamane, 9 gennaio, con la riapertura della Scuola dell’Infanzia don Bosco l’Amministrazione Comunale completa la ristrutturazione dei tre plessi scolastici presenti nel Comune: Elementari, Medie e Infanzia mantenendo l’impegno con i cittadini – commenta l’Amministrazione Comunale – abbiamo riconsegnato alla nostra comunità, e soprattutto ai nostri alunni, scuole più sicure, più efficienti e più sostenibili. Oggi l’Amministrazione può dire con soddisfazione di aver fatto tris. Investire sulla scuola è stata da sempre una nostra priorità. Si Ringrazia per la collaborazione l’assessore ai Lavori Pubblici, Manuela Rinaldi, il consigliere, Eleonora Berni, il Dirigente Scolastico, i Docenti, il Personale ATA, i Carabinieri, la Polizia Locale, la Protezione Civile Italsabina e l’Associazione Sagra dei Dolci” – conclude l’Amministrazione Comunale.

A bordo di una Panda non si ferma all’alt sulla A1: aveva rubato 210 euro di oro ad un’anziana

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Nei giorni scorsi gli agenti della Polizia Stradale di Roma Nord hanno intimato l’alt ad un’autovettura Fiat Panda con una persona a bordo all’altezza di Magliano Sabina sulla A1. Il conducente ignorando l’alt, ha effettuato repentini cambi di corsia e manovre evasive accelerando bruscamente. Durante l’inseguimento all’altezza del km 507 dell’A1, gli agenti della Polizia di Stato hanno notato che l’autovettura rallentava ed il conducente gettava dal finestrino anteriore sinistro un involucro di colore scuro per poi desistere dalla fuga, fermandosi in corsia d’emergenza e tentando di fuggire a piedi, ma veniva immediatamente bloccato. Gli agenti dopo aver eseguito i primi accertamenti sul conducente e sul mezzo hanno effettuato una ricognizione della zona al fine di rinvenire quanto fosse stato gettato dall’uomo durante la marcia, riuscendo a recuperare un cappello di lana nero, appartenente all’uomo, con all’interno alcuni monili in oro e delle banconote, per un importo di 210 euro. Dai successivi accertamenti, emergeva che l’uomo si era reso responsabile di una truffa ai danni di un’anziana signora consumata nel comune di Chianciano Terme ove la vittima aveva formalizzato la denuncia. L’uomo veniva arrestato e messo a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti, mentre la refurtiva sequestrata per essere successivamente restituita all’avente diritto.

Nell’ambito del procedimento penale instauratosi nei suoi confronti, l’eventuale responsabilità penale verrà accertata dal Giudice. Il presente comunicato si trasmette al fine di garantire il diritto di cronaca costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti dell’indagato che, in considerazione dell’attuale fase di indagini preliminari, è da presumersi innocente fino a sentenza irrevocabile che ne accerti la colpevolezza.

Metodo Caviardage, il 15 gennaio a Cittaducale laboratorio di scrittura poetica creativa

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Il prossimo 15 gennaio, dalle ore 17 alle 18:30 presso la Sala di Lettura di Cittaducale, si terrà il secondo appuntamento con “Metodo Caviardage”, laboratorio di scrittura poetica creativa. Conduce Paola Fallerini, formatrice certificata Metodo caviardage Tina Festa. Il laboratorio è organizzato dal Comune di Cittaducale in collaborazione con la Cooperativa Levante. Per informazioni e iscrizioni 333 5240654 (Francesca).

Un bilancio positivo tra Natale e inizio anno: la Pro Loco Fara in Sabina APS consolida il lavoro su Museo e territorio

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Le festività natalizie e le prime settimane del nuovo anno hanno rappresentato un periodo di grande fermento e soddisfazione per la Pro Loco Fara in Sabina APS, impegnata nella gestione del Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina e dell’Ufficio Turistico Comunale di Fara in Sabina. L’adesione al programma “Natale nei Borghi”, sostenuto dal contributo della Regione Lazio, ha permesso alla Pro Loco di costruire una proposta culturale articolata e partecipata, capace di animare il Museo e di rafforzarne il ruolo come polo culturale e punto di riferimento per la comunità e per i visitatori. Il Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina ha accolto un ricco calendario di laboratori e attività, pensate per coinvolgere pubblici diversi e avvicinare soprattutto i più giovani al patrimonio culturale. Tra le iniziative realizzate: • “Il Suono della Corda”, laboratorio musicale curato da Nazareno Sciabordi; • “Artigiano per un giorno”, laboratorio di ceramica per bambini; • “Natale al Museo”, percorso creativo per la realizzazione di decorazioni natalizie ispirate ai reperti museali; • “Fotografia in gioco”, laboratorio curato da Diego Frattali, dedicato alla sperimentazione fotografica; • il laboratorio di ceramica per adulti e bambini a cura dell’associazione “Le Artegiane”. Accanto alle attività didattiche, la Pro Loco ha contribuito alla realizzazione di eventi culturali di rilievo, come il Gran Concerto di Capodanno nel Duomo di Sant’Antonino Martire con l’Orchestra Vincenzo Bellini di Roma, inserito in un più ampio percorso di collaborazione con le istituzioni locali, in particolare con il Comune di Fara in Sabina. Particolarmente significativa anche la risposta del pubblico alla mostra fotografica “CROSS YOUR EYES” di Valentino Di Griscioli, che ha registrato una forte affluenza di visitatori. Il successo dell’iniziativa ha portato alla proroga della mostra fino all’11 gennaio, confermando la capacità del Museo di intercettare interessi contemporanei e nuovi linguaggi artistici. Parallelamente, l’attività dell’Ufficio Turistico Comunale, gestito dalla Pro Loco, ha svolto un ruolo centrale nell’accoglienza e nell’informazione dei visitatori, creando un collegamento diretto tra eventi culturali, promozione del territorio e fruizione consapevole delle sue risorse storiche e artistiche. Il bilancio di questo periodo è positivo e rappresenta una solida base per il nuovo anno: la Pro Loco Fara in Sabina APS guarda ai prossimi mesi con entusiasmo, pronta ad affrontare nuove sfide e a proseguire il proprio impegno nella valorizzazione culturale e turistica di Fara in Sabina, altresì a rafforzare ulteriormente il ruolo del Museo e dell’Ufficio Turistico come strumenti fondamentali di valorizzazione del territorio, anche attraverso un dialogo costante e costruttivo con le istituzioni di quest’ultimo.