Incidente stradale sulla Salaria per Roma

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Intorno alle ore 11:45 sulla Salaria per Roma, altezza bivio per Belmonte, stamane domenica 22 febbraio si è verificato un nuovo incidente stradale che ha visto coinvolte due automobili (nella foto). Sul posto la Polizia Stradale e i sanitari del 118.

La New Real Rieti supera per 6-5 il Canosa Calcio a 5

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Al termine di una gara vibrante e ricca di emozioni, la New Real Rieti supera per 6-5 il Canosa Calcio a 5 al PalaMalfatti, conquistando tre punti fondamentali con una prova di carattere e qualità contro un avversario mai domo. Il primo tempo vede gli amaranto celesti fare la partita, con il Canosa ordinato e pronto a colpire in ripartenza. I reatini costruiscono molto ma difettano in precisione sotto porta, trovando sulla propria strada una difesa attenta e un portiere ospite protagonista di un paio di interventi decisivi. Il primo squillo, però, è pugliese: al 7’ è Beluco a sbloccare il risultato. La reazione della squadra di mister Festuccia è continua e al 12’ Garcia, servito a tu per tu da Poletto, firma l’1-1. De Carli è determinante con almeno tre parate di livello, mentre sul fronte opposto è ancora Garcia a sfiorare il raddoppio con un tiro che si stampa sul palo. Si va al riposo sull’1-1. La ripresa si apre con un forcing veemente dei padroni di casa. Tra il 4’ e il 6’ arriva l’uno-due micidiale di Garcia, che ribalta l’inerzia del match. Il Canosa accorcia al 12’, ma sempre sull’asse verde oro Poletto–Garcia nasce il 4-2 al 16’, con una finalizzazione da applausi del numero amaranto celeste, oggi in versione super. La gara resta incandescente. De Luca riporta sotto i suoi sfruttando il portiere di movimento, ma Bucci ristabilisce le distanze con una ripartenza perfetta che vale il 5-3. Nemmeno il tempo di rifiatare e ancora De Luca firma il 5-4. Al 18’ è Poletto a togliersi l’abito da assist-man: si mette in proprio e dalla trequarti lascia partire un destro preciso che fa esplodere il Palamalfatti per il 6-4. Nel finale i pugliesi trovano il 6-5 e sfiorano il pari colpendo il palo a pochi secondi dalla sirena. Finisce 6-5: una vittoria sofferta ma meritata, ottenuta con spirito di squadra, qualità e determinazione contro un ottimo Canosa. Tre punti pesantissimi che tengono la New Real Rieti agganciata alla corsa playoff.

È un ternano di 59 anni l’uomo soccorso sul Monte Elefante

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Il CNSAS sabato 21 febbraio è intervenuto sul Monte Elefante, nel comprensorio del Terminillo (RI). Un uomo del 1959, originario di Terni, impegnato in un’escursione di scialpinismo insieme alla figlia, è stato colto da un malore. Immediatamente allertati i soccorsi, sul posto sono intervenuti l’elicottero del 118 con equipe sanitaria e tecnico di elisoccorso del CNSAS, oltre a una squadra di terra del Soccorso Alpino. Il paziente è stato raggiunto, stabilizzato e recuperato mediante verricello, per poi essere trasportato all’ospedale de Lellis di Rieti. Presenti sul posto anche i Vigili del Fuoco.    

Messa in sicurezza la rete del campo da gioco, i ringraziamenti del Centro Sociale di Villa Reatina

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Negli ultimi giorni è stata messa in sicurezza la rete esterna del campo sito nel Centro Sociale di Villa Reatina. Lo stesso Centro ringrazia il Comune di Rieti nella persona dell’assessore alla Manutenzione e Decoro Urbano, Fabio Nobili, degli ingegneri Berton e Ricciardi e gli operai comunali.

Grąve incidentę sulla Salaria per Roma: ad avere la peggio un motociclista elisoccorso

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Violentissimo impatto tra un’auto e una moto a Osteria Nuova di Scandriglia nel tardo pomeriggio di oggi, sabato 21 febbraio. Ad avere la peggio è stato un motociclista per il quale si è reso necessario l’intervento dell’eliambulanza. Sul posto sono intervenuti il 118, i vigili del fuoco ed i carabinieri.

Si sente male mentre è in montagna: uomo soccorso sul Monte Elefante

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CNSAS e Vigili del Fuoco sono intervenuti nel pomeriggio odierno, sabato 21 febbraio, per un uomo che si è sentito male mentre si trovava in altura. I soccorsi sono intervenuti sul Monte Elefante, scovando l’uomo intorno alle ore 17.

Piste da fondo, maestri di sci: “Gestione ancora inadeguata, disagi per maestri e clienti”

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“Dopo un avvio di stagione segnato dall’assenza del battipista, che aveva già evidenziato una gestione poco organizzata del servizio, si registrano oggi nuovi disservizi sulle piste da fondo. Anche nella giornata odierna, nonostante le ripetute segnalazioni fatte a chi di dovere nei giorni scorsi, sono stati battuti gli ingressi delle piste “3 Faggi” e “La Malga”, mentre inspiegabilmente non è stato effettuato alcun intervento ai “5 Confini”, punto di ritrovo dei maestri di sci, dove è presente un’attività commerciale. Questa scelta crea evidenti difficoltà e disagi ai clienti, che si trovano a iniziare le lezioni in condizioni non adeguate. Non è accettabile che proprio l’area maggiormente frequentata e strategica venga trascurata. Si chiede alla gestione un immediato chiarimento e un’organizzazione più attenta ed equa della battitura delle piste, affinché venga garantito un servizio all’altezza delle aspettative di operatori e utenti”. Così nella nota i maestri di sci

Centinaia di persone ai funerąli di Diego di Paolo: amici, colleghi, Istituzioni

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Centinaia di persone nel primo pomeriggio di oggi, sabato 21 febbraio, hanno voluto dare il loro addio a Diego Di Paolo, prematuramente ed improvvisamente venuto a mancare all’età di 67 anni mentre si trovava per lavoro a Palma di Mallorca. Dopo gli adempimenti burocratici, nella giornata di venerdì 20 febbraio le ceneri hanno fatto ritorno a Rieti ed oggi nella Chiesa di Campoloniano si sono tenute le esequie. Come richiesto dai familiari no fiori, ma donazioni aall’Associazione Mondo X presso il Santuario de La Foresta. Presenti insieme ai familiari, colleghi di lavoro, amici, il Sindaco di Rieti, rappresentanti della Maggioranza e dell’Opposizione al Comune di Rieti, i compaesani di Girgenti sua terra natia.

SEI TU IL REPORTER – “Profonde buche caratterizzano Ponte Romano, pericolose per pedoni e ciclisti”

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Una lettrice di Rietinvetrina ci invia, per la nostra rubrica SEI TU IL REPORTER, la foto di una delle varie buche che caratterizzano Ponte Romano: “E’ possibile intervenire almeno chiudendo le stesse buche pericolose per i pedoni e i ciclisti?”

Dialogo interreligioso, messaggio della Chiesa Cattolica per il mese di Ramadan: “Uniti dal compito di riportare la pace nel nostro mondo ferito”

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“Siamo uniti non solo dalla nostra comune esperienza di prova, ma anche dal sacro compito di riportare la pace nel nostro mondo ferito”. È quanto si legge nel messaggio inviato dal Dicastero per il Dialogo Interreligioso ai Musulmani nel mondo, in occasione del mese di Ramadan. Non si tratta di una pace illusoria o utopica, ma, come ha sottolineato Papa Leone XIV, di una pace che nasce dal “disarmo del cuore, della mente e della vita”, si ricorda nel testo: “La pace è un dono ricevuto da Dio e alimentato dall’attenuazione dell’ostilità attraverso il dialogo, la pratica della giustizia e l’amore per il perdono”. “Attraverso questa comune stagione del Ramadan e della Quaresima, possa la nostra trasformazione interiore diventare un catalizzatore per un mondo rinnovato, in cui le armi della guerra cedano il passo al coraggio della pace”, l’auspicio del messaggio, in cui si esorta a non cedere alla disperazione e alla violenza. “La disperazione può sembrare una risposta sincera a un mondo lacerato, mentre la violenza può presentarsi come una scorciatoia verso la giustizia che aggira la pazienza richiesta dalla fede”, si legge nel testo: “Nessuna delle due può mai essere una strada accettabile per i credenti”. “Noi cristiani e musulmani, insieme a tutte le persone di buona volontà, siamo chiamati a immaginare e ad aprire nuove vie attraverso le quali la vita possa essere rinnovata”, l’invito: “Questo rinnovamento è reso possibile da una creatività alimentata dalla preghiera, dalla disciplina del digiuno che purifica la nostra visione interiore e da concreti atti di carità”. Di seguito il messaggio completo: Cari fratelli e sorelle musulmani, È con grande gioia che mi rivolgo a voi in occasione del mese del Ramadan, che culmina nella Festa della Rottura del Digiuno, Eid al-fitr. Questa importante ricorrenza annuale mi offre una gradita opportunità per esprimere la mia vicinanza, solidarietà e rispetto per voi, credenti nell’unico «Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra (5), che ha parlato agli uomini» (Concilio Vaticano II, Dichiarazione Nostra Aetate, 28 ottobre 1965, 3). Quest’anno, grazie a una provvidenziale coincidenza di calendari, i cristiani osservano questo periodo di digiuno e devozione insieme a voi durante il sacro periodo della Quaresima, che conduce la Chiesa verso la celebrazione della Pasqua. Durante questo periodo di intensa spiritualità, cerchiamo di seguire più fedelmente la volontà di Dio. Questo percorso condiviso ci permette di riconoscere la nostra intrinseca fragilità e di affrontare le prove che gravano sui nostri cuori. Quando affrontiamo delle prove, siano esse personali, familiari o istituzionali, spesso crediamo che comprenderne le cause ci aiuterà a intuire una chiara via da seguire. Eppure, spesso scopriamo che la complessità di queste situazioni supera le nostre forze. In un’epoca caratterizzata da un sovraccarico di informazioni, narrazioni e punti di vista contrastanti, il nostro discernimento può offuscarsi e la nostra sofferenza acuirsi ulteriormente. In questi momenti, sorge spontanea una domanda: come possiamo trovare una via d’uscita? Da un punto di vista puramente umano, la risposta può sembrare sfuggente, lasciandoci con un senso di impotenza. È proprio allora che può emergere la tentazione di cedere alla disperazione o alla violenza. La disperazione può sembrare una risposta sincera a un mondo lacerato, mentre la violenza può presentarsi come una scorciatoia verso la giustizia che aggira la pazienza richiesta dalla fede. Tuttavia, nessuna delle due può mai essere una strada accettabile per i credenti. Un vero credente mantiene lo sguardo fisso sulla Luce invisibile che è Dio – l’Onnipotente, il Misericordioso, l’unico Giusto – che «giudica le nazioni con rettitudine» (Sal 96,10). Un tale credente si sforza, con ogni briciolo di forza, di vivere secondo i comandamenti di Dio, poiché solo in Lui si trovano sia la speranza del mondo a venire sia la pace così profondamente desiderata da ogni cuore umano. Infatti, noi cristiani e musulmani, insieme a tutte le persone di buona volontà, siamo chiamati a immaginare e ad aprire nuove vie attraverso le quali la vita possa essere rinnovata. Questo rinnovamento è reso possibile da una creatività alimentata dalla preghiera, dalla disciplina del digiuno che purifica la nostra visione interiore e da concreti atti di carità. «Non lasciarti vincere dal male», ci esorta l’apostolo Paolo, «ma vinci il male con il bene» (Rom 12,21). Cari fratelli e sorelle musulmani, specialmente quelli tra voi che lottano o soffrono nel corpo o nello spirito a causa della vostra sete di giustizia, uguaglianza, dignità e libertà: siate certi della mia vicinanza spirituale e sappiate che la Chiesa cattolica è solidale con voi. Siamo uniti non solo dalla nostra comune esperienza di prova, ma anche dal sacro compito di riportare la pace nel nostro mondo ferito. Siamo veramente «tutti sulla stessa barca» (Francesco, Lettera enciclica Fratelli Tutti, 3 ottobre 2020, 30). Pace: questo è il mio fervido augurio per ciascuno di voi, per le vostre famiglie e per le nazioni in cui vivete. Non si tratta di una pace illusoria o utopica, ma, come ha sottolineato Papa Leone XIV, di una pace che nasce dal «disarmo del cuore, della mente e della vita» (Messaggio per la 59ª Giornata Mondiale della Pace, 1° gennaio 2026). Tale pace è un dono ricevuto da Dio e alimentato dall’attenuazione dell’ostilità attraverso il dialogo, la pratica della giustizia e l’amore per il perdono. Attraverso questa comune stagione del Ramadan e della Quaresima, possa la nostra trasformazione interiore diventare un catalizzatore per un mondo rinnovato, in cui le armi della guerra cedano il passo al coraggio della pace. Con questi sentimenti, prego affinché l’Onnipotente possa riempire ciascuno di voi con il suo amore misericordioso e la sua divina consolazione. Dal Vaticano, 17 febbraio 2026 George Jacob Card. Koovakad