Greccio: le sue mura, il suo orologio. Incontro culturale sabato 18 aprile

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L’identità culturale è un indispensabile riferimento per elaborare una convincente visione di futuro da parte di una comunità. Iniziative ed eventi che ne favoriscono lo sviluppo e consolidamento sono delle vere e proprie sfide che aprono al rapporto con l’alterità, al corretto equilibrio tra la valorizzazione dell’originalità e unicità antropologica di una collettività e l’arricchimento e miglioramento che essa stessa potrà ricevere in vista di virtuose e possibili progettualità. Senza radici, non si può andare da nessuna parte, siamo deboli e vulnerabili, facilmente manipolabili, essenzialmente miopi, facili alla superficialità, incapaci di una valida e apprezzata prospettiva. Dimenticare le radici ci trasforma pertanto, più o meno consapevolmente, in ladri di futuro nei confronti delle giovani generazioni verso le quali, invece, abbiamo il dovere di traghettare e passare il testimone della storia, ma anche in persone odiose e ingrate verso l’impegno e il valore delle generazioni passate. Dall’altra parte essere ossessivamente ancorati al passato, chiude al futuro, ed è l’altro rischio che si può correre se non ci si impegna nell’interpretazione dei segni dei tempi per la costruzione di un bene comune assolutamente irrinunciabile: una fondata speranza nella realizzazione di un mondo in cui i giovani possono ritrovarsi e realizzarsi, coniugando così, nella dimensione presente, la memoria e l’aspettativa. All’interno di questa cornice di riferimento l’amministrazione di Greccio, insieme all’Associazione “Amici del centro storico di Greccio” – APS, organizza un incontro culturale per parlare della storia del Borgo. Si tratta di compiere un viaggio attraverso il medioevo in cui rintracciare i passi fondamentali del processo d’incastellamento di Greccio, arricchito da una puntuale descrizione dell’intervento, appena terminato, sulla torre campanaria della chiesa di san Michele Arcangelo, che ospita l’orologio del paese, posto su una delle torri medioevali ancora ben visibili della cinta muraria che proteggeva il centro storico. L’incastellamento non è stato solo un fenomeno architettonico, ma anche un’efficace opportunità che ha trasformato i comuni medievali, una volta fortificati, da semplici agglomerati di case ad organismi politici e sociali che avranno sempre più peso nel definire la storia dei loro territori. In un’epoca segnata da incursioni e instabilità, le mura offrivano il “diritto alla sopravvivenza”, ed è proprio il senso di sicurezza e protezione che attirava le popolazioni rurali dalle campagne circostanti, innescando un potente volano demografico ed economico. Un castello era molto più di un rifugio, era un simbolo di identità, e possedere una cinta muraria o una torre fortificata comunicava visivamente il prestigio e il potere del signore o della comunità cittadina. Tra quelle mure sono nati i primi statuti, si amministrava la giustizia, emergeva in modo irreversibile l’inizio della pratica dell’autonomia politica. Le mura fortificate delimitavano lo spazio più importante della vita di una comunità, dove si scambiavano merci e si accumulava ricchezza, creando una struttura urbana che ancora oggi sopravvive in tantissimi centri italiani e europei: vicoli stretti, che non erano solo passaggi, ma laboratori a cielo aperto, dove si trovavano gli artigiani che lavoravano sull’uscio, ma anche i panni stesi e gli animali da cortile che circolavano liberamente. La piazza era il cuore pulsante della comunità, l’unico luogo dove il mercante, il notaio, il sacerdote, il signorotto e il contadino, poveri e ricchi, donne, uomini, bambini, giovani e anziani si incrociavano quotidianamente. Ed in un mondo senza orologi da polso, senza cellulari collegati in rete, era il suono della campana della torre civica o del castello a regolare l’esistenza di tutti i cittadini. Gli orologi meccanici, che si affiancarono alle campane già nel XIII-XIV secolo, segnavano il ritmo della vita cittadina, annunciavano l’apertura e la chiusura delle porte della città, l’inizio del mercato, le assemblee pubbliche, le funzioni religiose, la fine della giornata, l’inizio del coprifuoco, quando le mura tornavano a essere un guscio protettivo contro il buio esterno. Un guscio che favorì il consolidamento dell’aiuto reciproco contro i pericoli e le minacce quotidiane, alcune ben visibili e altre più subdole, come le carestie o le malattie. Il processo d’incastellamento del borgo medioevale di Greccio, la sua torre campanaria e il recente intervento al suo storico orologio, saranno oggetto di una piacevole conversazione guidata dal prof. Francesco Benedetti, autore del testo “Greccio. Dal castrum ai nostri giorni, un viaggio millenario nel segno della presenza di Francesco d’Assisi”, a cui potranno partecipare tutti coloro che interverranno all’iniziativa organizzata per sabato 18 aprile, nella sala Giovanni Velita sita a Largo Betlemme, nel centro storico del paese, alle 16:30.          

Conferenza stampa per l’avvio dei lavori di abbattimento barriere architettoniche al Santuario di Greccio

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Mercoledì 22 aprile, alle ore 17, conferenza stampa di presentazione di inizio lavori per il superamento delle barriere architettoniche presso il Santuario Francescano del Primo Presepe di Greccio. L’evento si terrà nella Sala Consiliare della V Comunità Montana “Montepiano Reatino”, sita in via Alessandro Manzoni, 10 a Rieti.

ANBI Lazio: “18 progetti per oltre 333 milioni, risorsa idrica e resilIenza al centro del Piano Idrico Nazionale”

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Oltre 260 progetti presentati a livello nazionale dai Consorzi di bonifica e irrigazione per il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza del Settore Idrico (PNIISSI) rappresentano una risposta concreta alle esigenze del Paese in termini di sicurezza idraulica, gestione della risorsa idrica e sviluppo sostenibile. Un impegno che, come emerso nei giorni scorsi a Roma nella Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari, conferma il ruolo strategico dei Consorzi, capaci di mettere in campo progettualità diffuse, cantierabili e coerenti con gli obiettivi nazionali. In questo contesto si inserisce il contributo del Lazio, protagonista con 18 progetti per un valore complessivo di oltre 333 milioni di euro, finalizzati all’efficientamento del servizio irriguo, alla riduzione delle perdite, alla realizzazione di nuove opere di accumulo e alla produzione di energia rinnovabile. Gli interventi prevedono, tra gli altri obiettivi, un incremento della superficie irrigata, un significativo risparmio della risorsa idrica e un impatto economico positivo sui territori, oltre alla creazione di nuova occupazione e benefici ambientali in termini di riduzione delle emissioni. Alla presentazione erano presenti, per il sistema dei Consorzi del Lazio, il Direttore di Anbi Lazio e del Consorzio di Bonifica Litorale Nord, Andrea Renna; il Direttore dei Consorzi di Bonifica del frusinate, Aurelio Tagliaboschi; il Presidente del Consorzio di Bonifica Lazio Sud Ovest, Lino Conti, insieme al Direttore Generale Tullio Corbo; il Presidente del Consorzio di Bonifica Etruria Meridionale e Sabina, Gianluca Pezzotti, con il Direttore Generale Vincenzo Gregori oltre ad alcuni rappresentanti delle strutture tra i quali le due giovani ingegneri del Consorzio di Bonifica Litorale Nord, Arianna Manoni e Sara Bartoletta, che hanno coordinato il quadro di sintesi. Esempio concreto di un invaso, tra quelli più significativi, illustrato con qualche dettaglio in più, è emerso il progetto del Consorzio di Bonifica Litorale Nord di Roma, incentrato sulla realizzazione di invasi multifunzionali nell’area di Cerveteri, con l’obiettivo di aumentare la capacità di accumulo idrico, migliorare l’efficienza del sistema irriguo e contribuire alla produzione di energia rinnovabile. L’intervento prevede un volume utile di regolazione pari a circa 1,68 milioni di metri cubi, configurandosi come un’infrastruttura strategica per affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici. “Questi numeri – ha dichiarato il Direttore di Anbi Lazio, Andrea Renna – dimostrano in modo chiaro la capacità progettuale dei Consorzi del Lazio: 18 interventi per oltre 333 milioni di euro che non solo rafforzano il sistema irriguo, ma consentono di aumentare concretamente la superficie irrigata di oltre 1.700 ettari, garantendo al contempo un risparmio annuo di risorsa idrica che supera i 18 milioni di metri cubi. Parliamo inoltre di progettualità in grado di generare energia rinnovabile per circa 2,8 milioni di kWh l’anno, con un impatto economico sui territori che a regime supera i 145 milioni di euro annui e con importanti ricadute occupazionali, stimabili in oltre 3.400 nuove unità lavorative. A questi risultati si affianca anche un beneficio ambientale significativo, con una riduzione delle emissioni pari a oltre 600 tonnellate di CO₂ l’anno. Non si tratta solo di progetti, ma di risposte operative e misurabili alle esigenze dell’agricoltura e delle comunità che, come sistema, abbiamo presentato con orgoglio e soddisfazione”. Renna ha quindi sottolineato il valore della collaborazione istituzionale: “Un ringraziamento va alla Regione Lazio e, in particolare all’Assessore Giancarlo Righini per la sinergia costruita e per la sensibilità dimostrata verso il mondo della bonifica, riconoscendone il ruolo strategico. Così come è doveroso ringraziare il Segretario Generale dell’AUBAC, Marco Casini, per il supporto prezioso su un tema fondamentale come l’acqua per l’agricoltura. Il Lazio – ha concluso – è pronto a trasformare queste progettualità in cantieri, contribuendo alla sicurezza idrica, alla competitività del sistema agricolo e alla tutela del territorio, in linea con le sfide nazionali ed europee”. Un impegno che conferma come la gestione della risorsa idrica rappresenti una leva centrale per lo sviluppo sostenibile, la resilienza climatica e la crescita dei territori ed il Lazio è pronto a giocare la sua parte per dare risposte alle attese dei consorziati, delle imprese, dei cittadini in un momento in cui il cambiamento climatico impone spazi, risposte e fatti concreti in un territorio bellissimo ma anche davvero molto delicato per la salvaguardia idrogeologica.

Il presidente Tosoni convoca la Commissione Bilancio

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Il presidente Antonio Tosoni ha convocato la Commissione Consiliare 2 Bilancio e Programmazione, Affari Generali e Personale per lunedì 20 aprile 2026 alle ore 11:30.

SEI TU IL REPORTER – Ercole: “Il marciapiede zona de Lellis non è asfaltato. È scomodo per disabili e anziani”

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Ercole scrive a Rietinvetrina per la nostra rubrica SEI TU IL REPORTER: “Certamente non sarà la prima segnalazione, il marciapiede che dal parcheggio auto porta all’ingresso dell’ospedale de Lellis è scomodissimo, soprattutto per le persone anziane e per chi ha difficoltà di deambulazione. Dal lato opposto le persone camminano sulla strada dove passano autobus e auto. Non so di chi sia la competenza, ma certo la situazione è molto problematica” – conclude il lettore di Rietinvetrina. LA REDAZIONE È A DISPOSIZIONE PER EVENTUALI REPLICHE 

Ricostruzione Sisma: “Nessuno stop ai fondi post terremoto 2016”

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l disallineamento tecnico che venerdì 10 aprile aveva determinato la sospensione temporanea dei pagamenti della ricostruzione privata è stato risolto. Il prossimo 27 aprile verranno regolarmente erogate le spettanze alle imprese. La temporanea criticità era stata determinata da un disguido non dipendente dalla Struttura commissariale. “La ricostruzione privata nel centro Italia procede speditamente come dimostra il fatto che le liquidazioni in favore delle imprese sono passate da 996 milioni del 2022 a 1,89 miliardi del 2025. Ciò significa, dati alla mano, che con l’attuale Governo è stato erogato più del 68% di quanto complessivamente liquidato dal 24 agosto 2016 ad oggi.” afferma il Commissario Straordinario Senatore Guido Castelli. Le buone notizie non finiscono qui, un ulteriore straordinario risultato riguarda nuove ed aggiuntive risorse per la ricostruzione pubblica: è stato infatti appena bollinato dalla Corte dei conti il decreto di riparto del Fondo ricostruzioni a decorrere dal 2027 al 2029, che assegna al Centro Italia quasi 1,2 miliardi di euro. “Esprimo un sentito ringraziamento al Governo, e segnatamente al Ministro Musumeci, che ancora una volta confermano il proprio impegno nel sostenere la ripresa e il rilancio del centro Italia devastato dal terremoto del 2016.

I cittadini al sindaco Paolo Rinalduzzi: “Grazie per tutto quello che fa per il nostro paese Cantalupo in Sabina”

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Di seguito la lettera dei cittadini di Cantalupo in Sabina per omaggiare il proprio sindaco, Paolo Rinalduzzi: La fiducia, un sentimento, un legame che ha da sempre segnato il confine tra i più grandi ponti fra il presente ed il futuro, e gli enormi fallimenti.  In cosa possiamo ancora credere. Cosa salverà l’Italia di oggi, del domani. L’esempio di chi non molla la presa dell’onestà, di chi costruisce, rimane ancora lo strumento in mano ai nostri figli per poter continuare a sognare. Esistono ancora realtà, silenti, che improntano la strada delle possibilità, in cui la fiducia costruisce di nuovo ponti intergenerazionali. Vogliamo parlarvi di una piccola realtà, il Comune di Cantalupo in Sabina, in provincia di Rieti. Un bilancio sano, innumerevoli investimenti realizzati, in corso di realizzazione e da avviare, un insieme diversificato di servizi ai cittadini di prima qualità, primo fra tutti, una scuola molto ambita, grazie ad un corpo docente di eccellenza e ad un apparato amministrativo che investe, equilibrando sistemi informatici e tecnologici di ultima generazione con spazi dedicati alla natura, come l’aula ambiente, immersa nel Parco Camuccini. Tempi di pagamento quasi nulli, un debito commerciale pari a zero, una cassa solida, un servizio anagrafico d’eccellenza, che non impone inutili tempi di attesa, registrando innumerevoli utenti fuori confini. Una tassa sui rifiuti che grazie al grande lavoro di razionalizzazione delle risorse, con un servizio in continuo miglioramento, non ha registrato innalzamenti. Meravigliosi eventi e manifestazioni, in cui la cultura, il cinema, la musica, non lasciano spazio ad una banale popolarità, ma che hanno segnato dell’eccezionalità, la normalità, quanto alla profondità dei temi e degli illustri personaggi. Una totale cura del dettaglio che fa la differenza, ed anche se un plauso deve necessariamente andare a tutti i dipendi comunali, il nostro più grande plauso è indirizzato a chi ha permesso di ridonare dignità ad un apparato amministrativo: il Sindaco, Paolo Rinalduzzi. Paolo Rinalduzzi, un Sindaco così umile, da non riservarsi mai una parola d’elogio, sempre presente per i proprio cittadini, tutti; un rappresentate delle istituzioni che non dimentica mai di essere anzitutto un uomo, un padre, un amico. Troppe volte ci si limita a ricordare le persone per bene, le persone che hanno segnato un cammino, che hanno fatto la differenza, quando non ci sono più.nOggi invece abbiamo voluto parlarvi del presente, abbiamo voluto raccontarvi una piccola realtà vivente, che segna i tempi di un paese in crescita, che non molla la presa dell’onestà, della responsabilità, che costruisce ponti intra ed intergenerazionali, nonostante le enormi ed oggettive difficoltà dettate da politiche nazionali ed internazionali di contenimento delle risorse. Abbiamo voluto parlarvi di un apparato amministrativo che è riuscito a riacquisire e mantenere credibilità, in un tempo segnato da una generalizzata sfiducia verso la pubblica amministrazione; abbiamo voluto parlarvi di una piccola storia, in cui un’onesta responsabilità prospettica, il lavoro e le capacità segnano tuttora il tempo delle opportunità, in cui il sistema fiduciario tra il corpo elettorale e la politica, esiste ancora.  Abbiamo voluto parlarvi di un piccolo grande esempio, che regala la speranza di un futuro migliore. E così, nel poco spazio a disposizione, non ci rimane che concludere ringraziando il Sindaco del Comune di Cantalupo in Sabina: Paolo Rinalduzzi, l’Italia per bene le è grata.

Castelli: “Con Fitto la nuova Europa riconosce il diritto a restare”

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“L’Unione europea ha finalmente posto nella sua agenda il tema del “diritto a restare” per tutti i cittadini dell’Unione, e soprattutto per quelle che abitano le aree interne: un segnale forte, di quella nuova Europa che il vicepresidente Ue, Commissario Raffaele Fitto, sta contribuendo a far nascere, dopo decenni di centralismo e di leadership delle regioni del Nord Europa, certamente meno sensibili alla questione”. Il Commissario straordinario per la ricostruzione e la riparazione del Centro Italia colpito dal sisma del 2016-2017, senatore Guido Castelli, ha commentato così le notizie giunte anche oggi da Bruxelles, a margine dell’audizione di Raffaele Fitto alla Commissione speciale del Parlamento europeo sulla crisi degli alloggi. Il Commissario Fitto, nell’ambito della politica di coesione ha ribadito che “stiamo lavorando per definire una strategia capace di dare risposta al ‘diritto a rimanere’. A maggio organizzeremo al Parlamento una riunione per dare il varo a questa strategia. Abbiamo bisogno di una consultazione pubblica perché il diritto a rimanere deve essere una opportunità importante per coinvolgere tutti gli interlocutori”. “E’ un cambio di strategia nelle politiche di coesione europea – ha aggiunto il senatore Castelli – in piena sintonia con il cambio di paradigma per le aree interne rivendicato in Italia dalla premier, Giorgia Meloni, attraverso una strategia chiara e concreta, che investe in opere e interventi che servono davvero alle imprese, alle famiglie e ai territori del nostro Paese. Questa sensibilità rivolta ai territori e alle popolazioni delle aree interne, manifestata dal Governo italiano, si sta affermando anche a Bruxelles, grazie all’impegno e alla determinazione dei nostri rappresentanti, come il Commissario Fitto”. Oltre all’”agenda per le città” la Commissione europea è al lavoro – ha detto Fitto – “per presentare altre quattro strategie” che riguarderanno “le isole, le regioni ultraperiferiche, le aree di confine orientale e, infine, il diritto a restare, per affrontare la grande sfida che abbiamo per la popolazione e per le aree interne” prima della chiusura del confronto sul prossimo Quadro finanziario pluriennale (Qfp). “E’ un ulteriore riconoscimento per l’impegno assunto dalla Struttura Commissariale che dirigo da tre anni, grazie alla fiducia attribuitami dal Governo, per la rinascita del Centro Italia. Dobbiamo continuare a percorrere questo cammino – continua Castelli – per ricostruire e rilanciare l’Appennino centrale cogliendo le opportunità del nuovo quadro finanziario europeo. Si tratta di occasioni per sostenere quegli sforzi che mirano ad assicurare ai cittadini, anche e soprattutto nell’Appennino, il diritto a restare in un’Italia più forte, un’Italia più unita e coesa. Restare e tornare sono diritti finalmente riconosciuti a chi non vuole abbandonare le sue radici e non vuole essere abbandonato nel percorso di rigenerazione sociale ed economica del proprio territorio. In questo contesto, il modello Appennino centrale si candida a diventare un riferimento per il necessario aggiornamento delle politiche di coesione, verso una governance integrata tra Stato e Regioni che possa essere sempre più vicina ai bisogni dei cittadini e delle imprese”.

Manuel scrive a Rietinvetrina: “Grazie ai manutentori del verde per il lavoro svolto a Nucleo Radicara”

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Di seguito la lettera di ringraziamenti che Manuel invia pubblicamente agli operatori che curano il verde al Comune di Cittaducale: “Salve, vorrei ringraziare la squadra dei manutentori del verde del Comune di Cittaducale per l’accurata pulizia di Nucleo Radicara. Grazie mille dal referente di Radicara, Manuel Ponti”.