Il Cesenese Nero di Cantina Le Macchie conquista l’oro al Mondial des Vins Extrêmes 2026

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Il Cesenese Nero di Cantina Le Macchie conquista la Medaglia d’Oro al Mondial des Vins Extrêmes 2026, il concorso internazionale dedicato ai vini della viticoltura eroica. A ottenere il riconoscimento è L’Ultimo Baluardo 2023, prodotto dalla famiglia Di Carlo sulle colline reatine. Un risultato che arriva nell’edizione più partecipata di sempre del concorso: 1.175 vini presentati da 432 aziende provenienti da 22 Paesi, con oltre 50 denominazioni DOC e IGT e più di 250 vitigni rappresentati. Per Cantina Le Macchie la medaglia assume un significato particolare perché premia un vino nato da un vitigno intimamente legato alla storia agricola del territorio reatino. Il Cesenese Nero, conosciuto localmente anche come Cesenese di Castelfranco, è infatti documentato nel Reatino già nell’Ottocento. ARSIAL lo annovera oggi tra le risorse genetiche autoctone del Lazio e ne indica proprio Castelfranco, frazione di Rieti, come luogo della sua riscoperta. Il vitigno è registrato con il codice 478 ed è stato oggetto negli anni di attività di caratterizzazione, conservazione e valorizzazione della biodiversità viticola regionale. Il lavoro svolto da ARSIAL – Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio, insieme alle attività di ricerca e caratterizzazione dei vitigni autoctoni regionali, ha contribuito a restituire attenzione e prospettiva produttiva a varietà che rappresentano una parte della biodiversità agricola del Lazio. Tra queste figura anche il Cesenese Nero, oggi nuovamente vinificato e raccontato attraverso il territorio dal quale proviene. È proprio a questa storia che Cantina Le Macchie ha legato L’Ultimo Baluardo. Il nome del vino richiama infatti la torre di avvistamento di Castelfranco, borgo nel quale si trova anche la cantina storica della famiglia Di Carlo. La torre rappresentava l’ultimo baluardo di confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie: da qui la scelta di un nome capace di unire il vino alla memoria del luogo in cui nasce. “Questa Medaglia d’Oro ci emoziona particolarmente perché premia un vino nel quale abbiamo creduto fin dall’inizio e che racconta una parte molto precisa della nostra terra. L’Ultimo Baluardo porta nel nome Castelfranco, la sua storia e le nostre radici. Vedere oggi il Cesenese Nero premiato in un concorso internazionale dedicato alla viticoltura eroica è una grande soddisfazione, ma è anche uno stimolo a continuare a investire nella valorizzazione di un territorio vitivinicolo ancora tutto da raccontare”. Antonio Di Carlo, Cantina Le Macchie La filosofia produttiva di Cantina Le Macchie nasce proprio dal rapporto con la montagna. I vigneti aziendali si sviluppano sulle colline e sulle pendici del territorio reatino, a quote comprese tra i 600 e i 1.000 metri, fino al Monte Terminillo. Altitudine, escursioni termiche, esposizioni e condizioni di coltivazione diventano parte integrante dell’identità dei vini. La Medaglia d’Oro ottenuta da L’Ultimo Baluardo 2023 porta così all’attenzione internazionale non soltanto un’etichetta, ma anche un vitigno, un paese e un territorio che fino a pochi anni fa occupavano uno spazio marginale nel racconto del vino italiano. Il Mondial des Vins Extrêmes è il concorso enologico internazionale dedicato specificamente ai vini prodotti in territori caratterizzati da condizioni di viticoltura estrema ed eroica. L’edizione 2026, con 1.175 vini e produttori provenienti da 22 Paesi, è stata la più partecipata dalla nascita della manifestazione. Cantina Le Macchie è una realtà vitivinicola familiare di Rieti. Alla produzione di vini di montagna la famiglia Di Carlo affianca un progetto di enoturismo che accompagna gli ospiti attraverso i vigneti, la cantina di produzione e la cantina storica di Castelfranco, con degustazioni e percorsi enogastronomici. Il progetto di accoglienza prosegue attraverso il Ristorante La Foresta e il Rifugio diVino, caratterizzato da originali alloggi a forma di botte immersi nel verde, con l’obiettivo di raccontare il territorio reatino attraverso vino, cucina e ospitalità.

Costituito il Comitato Poggio Vecchio di Poggio Mirteto

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Si è costituito giovedi 3 settembre ufficialmente il Comitato Poggio Vecchio, un vero e proprio Comitato di quartiere nato dalla volontà di un gruppo di residenti di impegnarsi concretamente per la tutela e la valorizzazione del centro storico di Poggio Mirteto e per migliorare la qualità della vita di chi ogni giorno lo vive. La nascita del Comitato parte dalla consapevolezza delle grandi potenzialità del centro storico mirtese, ma anche dalle difficoltà che i suoi abitanti affrontano quotidianamente: incuria, carenze nella pulizia e nell’igiene urbana, episodi di vandalismo e comportamenti lesivi del patrimonio comune, dei beni dei cittadini e degli animali. Il Comitato Poggio Vecchio si propone quindi come uno spazio di partecipazione civica aperto, con l’obiettivo di rappresentare le esigenze dei residenti e contribuire alla tutela dei beni storici, architettonici e culturali, al decoro e alla vivibilità degli spazi pubblici, alla sicurezza, alla tutela degli animali e, più in generale, alla qualità della vita nel centro storico. Non soltanto segnalazione dei problemi, ma anche proposta e collaborazione. Il Comitato intende infatti promuovere un dialogo costruttivo con l’Amministrazione comunale, le istituzioni, le autorità competenti, le associazioni, le attività economiche e tutti i cittadini che condividono l’obiettivo di restituire attenzione e valore al cuore storico di Poggio Mirteto. Alla guida del Comitato Poggio Vecchio è stata eletta Presidente Paola Bischetti, insegnante della scuola primaria e residente da sempre nel centro storico. Fanno parte del Consiglio Direttivo Natascia Tipà, Lucia Alberti, Andrea Castiglia, Elettra Latini, Giulia Ponziani e Marco Angelici. La costituzione del Comitato rappresenta il primo passo di un percorso che vuole coinvolgere progressivamente la comunità, raccogliendo idee, segnalazioni e proposte e favorendo una partecipazione attiva alla vita del quartiere. Poggio Vecchio è prima di tutto un luogo in cui si vive. Prendersene cura significa tutelarne la storia, il patrimonio e, soprattutto, le persone e gli animali che ne fanno parte

A Rieti il 4 settembre presentazione de “Joanna degli incanti”

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Nel cortile di Palazzo Marcotulli (via Garibaldi, 241) venerdi 4 settembre, alle ore 18, si terra la presentazione di “Joanna degli incanti”. Sarà presente l’autrice Simona Lo Iacono, con lei dialogherà Silvia Meloni. Letture a cura di Helena Cocco.

Emessi francobolli dedicati alle eccellenze italiane

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Poste Italiane rende noto che il 3 settembre è stata emessa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy una serie di sei francobolli ordinari appartenenti alla serie tematica “Le Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy”, dedicati a Birra Forst, Eureka Macinacaffè, Ferrero, Oro Saiwa, Patatine San Carlo e Saquella Caffè. I francobolli sono relativi alla tariffa B. La tiratura è di 225.000 esemplari per i francobolli dedicati a Birra Forst, Ferrero e Patatine San Carlo e di 180.000 esemplari per quelli dedicati a Eureka Macinacaffè, Oro Saiwa e Saquella Caffè. Le carte valori postali sono stampate dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A. Le vignette riproducono elementi rappresentativi di alcune tra le più significative realtà imprenditoriali italiane, simboli della qualità, della tradizione e dell’innovazione che caratterizzano il Made in Italy nel mondo. Il francobollo dedicato a Birra Forst raffigura il bicchiere FORST Kronen, con logo e stemma integrati nella caratteristica forma “a farfalla”, simbolo dei valori del marchio premium e dell’arte del perfetto piacere della birra. Sullo sfondo, la silhouette delle montagne richiama le radici e il profondo legame dell’azienda con il proprio territorio. Da quasi 170 anni, Birra FORST, realtà imprenditoriale indipendente a gestione familiare, coniuga qualità birraria, autenticità e innovazione. Il francobollo dedicato a Eureka Macinacaffè riproduce una reinterpretazione del macinacaffè Eureka ’Mignon’, icona di eccellenza nel mondo dell’espresso, posto al centro della scena e valorizzato da chicchi di caffè che ne evocano aroma, materia e ritualità. Sullo sfondo, intrecci dinamici di forme geometriche dai colori vivaci creano movimento e profondità visiva. Il francobollo dedicato a Ferrero è una composizione grafica in cui forme, ingredienti e palette cromatiche, riconducibili ad alcuni prodotti iconici Ferrero, si fondono in una reinterpretazione artistica contemporaneo. L’insieme crea un linguaggio visivo originale, immediatamente riconoscibile e capace di raccontare l’identità dell’azienda. Al centro spicca il logo Ferrero, protagonista della composizione e punto di convergenza di tutti gli elementi grafici. Il francobollo dedicato a Oro Saiwa valorizza uno dei marchi più iconici dell’industria dolciaria italiana, elemento distintivo della tradizione alimentare nazionale. Lo sfondo giallo e la grafica rossa raccontano l’icona della colazione italiana riconosciuta dal 1956. Settanta anni di storia e tradizione, suggellati dal nastro tricolore che sottolinea il legame con il territorio nazionale Il francobollo dedicato a Patatine San Carlo riproduce il celebre marchio, tra i simboli più riconoscibili dell’industria alimentare italiana, accompagnato dalla famosa patatina “classica”. La composizione, essenziale e immediata, si ispira all’iconico sacchetto di patatine con la data 1936, anno di fondazione dell’azienda, nata proprio 90 anni fa da una piccola rosticceria milanese. Il francobollo dedicato a Saquella Caffè raffigura il logo storico rivisitato. La dicitura “TORREFATTORI IN PESCARA” e l’anno di fondazione sottolineano il profondo legame dell’azienda con il territorio evidenziando la lunga storia imprenditoriale di un’eccellenza italiana nel settore della torrefazione, fondata a Pescara nel 1856. Completano ciascun francobollo la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”. Il bozzetto del francobollo dedicato a Birra Forst è stato realizzato da Emanuela L’Abate, mentre quello dedicato a Eureka Macinacaffè è opera di Matias Hermo. I progetti grafici dei francobolli dedicati a Ferrero, Oro Saiwa, Patatine San Carlo e Saquella Caffè sono stati curati rispettivamente da Ferrero S.p.A., Dragon Rouge S.A.S., M.A.D. S.p.A. e Studio Idee Materia S.r.l. Gli annulli primo giorno di emissione saranno disponibili presso lo sportello filatelico dell’ufficio postale di Roma V.R. (00187) Piazza di San Silvestro, 19. Per le emissioni di Birra Forst, Ferrero, Oro Saiwa, Patatine San Carlo, Saquella Caffè sono state realizzate le cartelle filateliche contenenti i francobolli, le cartoline affrancate e annullate, le buste primo giorno di emissione, le tessere e il bollettino illustrativo. Tutti i francobolli e i prodotti filatelici correlati (cartoline, tessere e bollettini illustrativi) saranno disponibili presso gli uffici postali con sportello filatelico e gli “Spazio Filatelia” del territorio e sul sito filatelia.poste.it.                      

Depuratore Capradosso, Minoranza: “Servono risposte”

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“Non siamo più disposti ad assistere all’arroganza del potere e all’inerzia di chi dovrebbe difendere gli interessi della nostra comunità. Sindaco, se c’è, batta un colpo. I cittadini ricorderanno bene l’iniziativa del Gruppo Misto di Minoranza, quando denunciammo pubblicamente, nel più assoluto silenzio del Sindaco e della sua maggioranza’il mancato funzionamento del depuratore di Capradosso, una situazione che si trascina dal 2019 e che ha comportato, e continua a comportare, sversamenti a cielo aperto con evidenti conseguenze ambientali e sanitarie. Di fronte alle nostre denunce, APS rispose con un comunicato trionfale. 24 novembre 2025: “Al via i lavori preliminari” APS annunciava l’avvio dei lavori per realizzare un depuratore “moderno, efficiente e sostenibile”, con un investimento di circa 1 milione di euro destinato al territorio del Cicolano. Parole importanti. Promesse ancora più importanti. La realtà, però, è un’altra. Ad oggi: nessun cantiere, nessun lavoro, nessuna opera. Il depuratore è ancora nelle stesse condizioni di prima. Nessun segnale dell’intervento annunciato. Nessuna spiegazione. Nessun cronoprogramma. Solo un impianto che continua a rappresentare un problema per il territorio e per chi vive a Capradosso. Sindaco, da che parte sta? Le rivolgiamo alcune domande semplici, alle quali i cittadini meritano una risposta chiara. Ha mai diffidato formalmente APS affinché eseguisse i lavori promessi? Ha mai chiesto conto dei ritardi e delle responsabilità? Oppure ritiene che il suo ruolo finisca con i comunicati stampa e inizi il silenzio quando bisogna pretendere risultati? Le ricordiamo che il Sindaco è anche autorità sanitaria locale. Quando esistono potenziali criticità ambientali e igienico-sanitarie, il dovere di intervenire non è una scelta politica: è una responsabilità istituzionale. Se il Sindaco tace, l’opposizione continuerà a parlare. Noi continueremo a fare ciò che un’Opposizione seria deve fare: controllare, denunciare e chiedere trasparenza. Se significa “disturbare il manovratore”, ce ne assumiamo la responsabilità. Molto peggio sarebbe fare finta di non vedere, mentre i problemi vengono sistematicamente nascosti sotto il tappeto. Per troppo tempo ai cittadini sono stati raccontati annunci, inaugurazioni sulla carta e opere imminenti che, nei fatti, non sono mai partite. È arrivato il momento di sostituire la propaganda con i risultati. Un invito ai cittadini / Ai cittadini di Capradosso e di tutto il Comune di Petrella Salto chiediamo una cosa soltanto: OSSERVATE I FATTI, NON GLI SLOGAN. La memoria è uno strumento prezioso in democrazia. Chi amministra va giudicato per ciò che realizza, non per ciò che promette. Aprire gli occhi non significa schierarsi: significa pretendere trasparenza, rispetto e risposte da chi ha ricevuto la fiducia della comunità. E una comunità informata è sempre una comunità più libera”. Così nella nota Bianchini e Di Leginio

Si chiude con successo la IV del Borgo Master Project

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Si è conclusa con uno straordinario successo di pubblico e critica la IV edizione del Borgo Master Project, la manifestazione dedicata a laboratori musicali di alto livello e alla diffusione della cultura concertistica che tra la fine di luglio e la fine di agosto ha trasformato Borgo Velino in un vivace centro di incontro per musicisti, appassionati e turisti. Determinante per la riuscita dell’iniziativa è stata la fattiva collaborazione del Comune di Borgo Velino, che ha sostenuto il progetto favorendone la crescita e la valorizzazione sul territorio. Altrettanto fondamentale ed essenziale si è rivelata la cooperazione del Centro Sociale “Noi… Insieme – APS” di Borgo Velino, il cui contributo organizzativo e logistico ha rappresentato un elemento decisivo per il successo dell’intera manifestazione. L’edizione 2026 ha proposto due importanti percorsi di laboratori e concerti: il “Guitar Concert & Lab”, tenuto dai maestri Leonardo De Angelis e Antonio Pantaleo, e il “Piano Concert & Lab”, guidato dalla pianista Elena Matteucci. Due appuntamenti che hanno saputo coniugare attività laboratoriale e produzione artistica, offrendo ai partecipanti un’esperienza di elevato livello professionale. Particolarmente significativa è stata la partecipazione registrata nei cinque concerti inseriti nel programma, tutti caratterizzati da una notevole affluenza di pubblico. In ogni appuntamento l’Auditorium dei SS Dionigi, Rustico ed Eleuterio ha fatto registrare una presenza costante e attenta, con spettatori provenienti non soltanto da Borgo Velino ma anche dai comuni limitrofi, a testimonianza della crescente rilevanza dell’iniziativa nel panorama culturale del territorio. Tra i momenti più significativi dell’intera rassegna va ricordato il concerto del 31 luglio, durante il quale il Maestro Leonardo De Angelis ha presentato ed eseguito in prima assoluta il suo brano “Contract”. L’opera ha suscitato grande interesse e curiosità tra gli spettatori, che hanno seguito l’esecuzione con intensa partecipazione emotiva, tributando all’artista un lungo e caloroso applauso finale. Di grande rilievo anche il concerto cameristico del 28 agosto, tra i più apprezzati dell’intera manifestazione, che ha visto protagoniste la giovanissima clarinettista reatina Ludovica Grego ed Elena Matteucci al pianoforte. La sensibilità interpretativa delle due musiciste e l’eleganza del programma proposto hanno conquistato il pubblico presente, che ha risposto con applausi prolungati e numerose manifestazioni di apprezzamento. Molti spettatori hanno evidenziato la maturità artistica della giovane clarinettista e la perfetta intesa cameristica tra le interpreti. Un successo confermato anche dai concerti conclusivi dei due percorsi formativi: quello del 2 agosto, a chiusura del “Guitar Concert & Lab”, e quello del 30 agosto, conclusione del “Piano Concert & Lab” ed anche l’ultimo evento live del 53° Agosto Borghettano. Entrambi gli appuntamenti hanno fatto registrare un’elevata partecipazione di pubblico e rappresentato il momento culminante del lavoro. L’entusiasmo e il sostegno degli spettatori hanno accompagnato le esibizioni dei giovani musicisti, premiati da applausi convinti. Soddisfazione è stata espressa anche dal Presidente della Pro Loco di Borgo Velino, Michele Ferrauto, che ha sottolineato il valore culturale e sociale dell’iniziativa: “La quarta edizione del Borgo Master Project ha superato ogni aspettativa, sia per la qualità artistica delle proposte sia per la straordinaria partecipazione del pubblico. Gli applausi, l’entusiasmo e i numerosi riscontri positivi ricevuti al termine di ogni concerto sono la dimostrazione di quanto la musica possa creare comunità e promuovere cultura. Eventi come questo rappresentano una grande opportunità di crescita per il nostro territorio e contribuiscono a promuovere l’immagine di Borgo Velino come luogo di incontro e di valorizzazione dei giovani talenti. Desidero ringraziare i maestri, i partecipanti, il pubblico, il Comune di Borgo Velino e il Centro Sociale ‘Noi… Insieme – APS’ per la preziosa collaborazione che ha reso possibile il raggiungimento di questi importanti risultati.” La IV edizione del Borgo Master Project si chiude dunque con un bilancio estremamente positivo, caratterizzato da alta qualità artistica e una partecipazione sempre crescente del pubblico. Un risultato che conferma la validità del progetto e getta solide basi per un futuro ancora più ricco di iniziative culturali e musicali

Avv. Alessandro De Sanctis: “Abbiamo candidato la Rieti – Terminillo alla validità europea di Gara non Titolata”

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Intervenuto ai microfoni di Rietinvetrina e Radiomondo avv. Alessandro De Sanctis, primo fra gli eletti alle ultime consultazioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo ACI Rieti, ha dichiarato: “Lo scorso 31 agosto abbiamo candidato la Rieti – Terminillo alla validità europea di Gara non Titolata. Questo perché è necessario consentire agli osservatori internazionali la valutazione della gara per una eventuale edizione con validità europea”.

PD Rieti: “Quella reatina è la provincia italiana in cui occorre mediamente più tempo per raggiungere una struttura sanitaria”

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Alcuni giorni fà, veniva portata all’attenzione della città una mappa realizzata da YouTrend e che racconta qualcosa che i cittadini della nostra Provincia conoscono già molto bene: Rieti è la provincia italiana in cui occorre mediamente più tempo per raggiungere una struttura sanitaria. Per metà dei residenti servono oltre 23 minuti, contro gli 8,5 della media nazionale. E circa un reatino su tre vive a più di mezz’ora da un presidio sanitario. Ma dietro questi numeri non c’è soltanto una questione geografica. C’è una provincia vasta, prevalentemente montuosa, con una popolazione sempre più anziana e tanti piccoli comuni e frazioni. Da alcune aree della provincia raggiungere i servizi sanitari può significare anche un’ora di viaggio: 45-70 minuti dall’Alta Valle del Velino, 40-60 dal Cicolano, fino a 50-60 minuti dalla Bassa Sabina. Ma la distanza dalle cure non si misura soltanto in chilometri. Per un cittadino è lontana una struttura che richiede un’ora di viaggio, ma è lontana anche una visita per la quale bisogna aspettare mesi, un esame che non si riesce a prenotare, uno specialista che manca o un’apparecchiatura diagnostica che non funziona. Percorrere decine di chilometri o aspettare mesi sono aspetti diversi dello stesso problema: il tempo che separa una persona dalla cura di cui ha bisogno. È da qui che deve partire la programmazione della sanità reatina: non soltanto dal numero degli abitanti, ma dall’età della popolazione, dalla dispersione territoriale e dal tempo reale necessario per ottenere una risposta sanitaria. Il De Lellis deve essere rafforzato come ospedale provinciale, con professionalità, servizi e tecnologie adeguati ai bisogni di un intero territorio. Ma intorno al De Lellis deve esistere una vera rete territoriale: presidi e Case della Comunità realmente operativi, a partire dalle aree più distanti, medici e infermieri di comunità, diagnostica di primo livello, assistenza domiciliare e telemedicina. Una rete che deve essere anche il luogo della prevenzione, dello screening e della diagnosi precoce, perché avvicinare la sanità ai cittadini significa intervenire prima che il bisogno diventi emergenza. Una rete capace di prendere in carico anziani, malati cronici e persone fragili e di ridurre il tempo e la strada che separano il bisogno dalla cura. Ed è soprattutto sulla costruzione di una vera sanità territoriale che si misura anche la partita del PNRR. Una Casa della Comunità non è un edificio inaugurato: è personale presente, servizi disponibili e cittadini che trovano una risposta. Lo abbiamo detto come Partito Democratico in Regione e lo ribadiamo per Rieti, dove resta da chiarire quale prospettiva concreta si intenda dare alla Casa della Comunità dell’area Osteria Nuova-Poggio Moiano. Difendere la sanità pubblica significa garantire ai cittadini la possibilità concreta di curarsi, tenendo conto non solo della disponibilità delle prestazioni, ma anche di quanto devono aspettare, quanto devono viaggiare e quanto devono spendere. Significa, allo stesso tempo, mettere chi lavora nella sanità nelle condizioni di farlo bene. Per questo le segnalazioni sulla fuoriuscita di specialisti, sui carichi di lavoro, sul ricorso a personale esterno e su un clima di crescente demotivazione all’interno dell’ospedale, oggetto anche di una recente interrogazione comunale, non possono essere ignorate, perché incidono direttamente sulla tenuta e sulla qualità del servizio pubblico. Una sanità pubblica di qualità, forte nel suo ospedale, capace di valorizzare chi ci lavora e vicina alle persone nei territori deve essere una priorità per Rieti e per tutti i cittadini della provincia. Su questo chiediamo risposte chiare alla ASL di Rieti e alla Regione Lazio e chiediamo alla Conferenza dei Sindaci di esercitare fino in fondo il proprio ruolo: rappresentare i bisogni dei territori, far pesare le esigenze delle comunità nella programmazione sanitaria e pretendere risposte e tempi certi. Così nella nota il PD Città di Rieti

Consulenze in Comune: dopo 20 anni arriva l’assoluzione per Cicchetti, Preite, Ciccaglioni, Morelli

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E’ arrivata dopo 20 anni la sentenza di assoluzione per il processo nato per presunte irregolarità nelle Consulenze in Comune per la gestione dell’attività finanziaria. L’ultimo atto è arrivato nella mattinata odierna, 3 settembre: i Giudici contabili hanno assolto l’ex sindaco di Rieti, Antonio Cicchetti, l’ex dirigente comunale Antonio Preite, l’ex dirigente amministrativo Carlo Ciccaglioni, l’ex direttore generale Giuseppe Morelli. Gli assolti, quindi non dovranno pagare l’eventuale risarcimento di 450mila euro. la sentenza scagiona i quattro e obbliga il Comune di Rieti al pagamento delle spese di giudizio. “Registro, e commento, la sentenza di assoluzione della Corte dei conti per una vicenda che risale ad oltre vent’anni orsono – commenta l’ex primo cittadino Antonio Cicchetti – senza patema d’animo e nella ferma convinzione che non potesse concludersi diversamente. Ora anche la Magistratura contabile ha messo il suo autorevole sigillo su un onesto e corretto modo di Governare che, in quegli anni, ha goduto della leale collaborazione della burocrazia comunale. Certo, la decisione arriva con un ritardo che a soggetti più apprensivi avrebbe procurato disagio o, addirittura, diffuso malessere. Ma noi sappiamo che l’Italia, la patria nostra, è così: bella e impossibile, affascinante e ritardataria!”

Rieti, ghanese in strada con un machete. Denunciato

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Nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha denunciato in stato di libertà un cittadino del Ghana per il reato di porto abusivo di armi. Gli agenti della Squadra Volante, impegnati in mirati servizi di monitoraggio delle aree periferiche del capoluogo per il contrasto del degrado urbano, a seguito di una segnalazione giunta al NUE 112 relativamente alla presenza in strada di un uomo che imbracciava un machete, sono intervenuti in Via Tancia, all’altezza dello svincolo per la superstrada Rieti-Terni, dove hanno individuato, in un’area boschiva, un accampamento di fortuna, nascosto tra la vegetazione, composto da una tenda da campeggio completa di materasso e da una zona corredata di una rudimentale cucina, all’interno del quale vi era un cittadino extracomunitario. L’uomo, identificato per un cittadino del Ghana pluripregiudicato per reati contro l’Amministrazione della Giustizia, oltraggio, resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale, attualmente in attesa dell’eventuale riconoscimento del suo status di rifugiato, ma formalmente senza fissa dimora, è stato sottoposto a perquisizione e trovato in possesso di un machete e di una roncola che aveva celato sotto un bancale in legno. Il materiale è stato sottoposto a sequestro e lo straniero è stato denunciato in stato di libertà alla locale Autorità Giudiziaria per rispondere del reato di porto abusivo di armi, previsto dall’art. 4 Legge 18 aprile 1975, nr. 110. Nell’ambito del procedimento penale instauratosi nei suoi confronti, l’eventuale responsabilità penale verrà accertata dal Giudice