Viale Maraini nuovamente allagato

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Il nubifragio che ha colpito Rieti nelle ultime due ore ha portato nuovamente all’allagamento di viale Maraini (nella foto). Fare attenzione se si transita in zona.

Polizia Stradale arresta tre georgiani per furto in autogrill: trasferiti nella Casa Circondariale di Rieti

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Nei giorni scorsi gli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato tre uomini di nazionalità georgiana per il reato di furto aggravato perpetrato su alcune autovetture in sosta all’interno di autogrill. In particolare, nel corso del servizio di pattugliamento sull’A1, gli Agenti della Polizia Stradale di Roma Nord, fermavano e controllavano un’autovettura con targa polacca che, dopo essersi accodata ad un altro veicolo nella corsia dedicata al Telepass, oltrepassava il casello di Roma Nord indisturbata e senza pagare il pedaggio autostradale. A bordo del veicolo viaggiavano tre uomini di nazionalità georgiana i quali, sin da subito, mostravano segni di nervosismo e cercavano di giustificarsi asserendo di non aver capito quale fosse il casello giusto per pagare ed uscire dall’autostrada. Durante il controllo del veicolo, gli Agenti della Polizia di Stato notavano uno strano rigonfiamento del tessuto che riveste lo schienale dei sedili posteriori, procedendo così ad una perquisizione personale estesa al veicolo, che portava al rinvenimento di due computer completamente avvolti nella stagnola al fine di schermare il segnale di rintraccio di cui sono dotati questi dispositivi. Oltre ai computer, nell’ improvvisato nascondiglio, venivano rinvenute alcune tessere nominative. Proprio queste ultime permettevano di rintracciare i proprietari dei computer i quali confermavano di averne subito il furto, insieme ad altri oggetti personali, mentre si trovavano in sosta nelle aree di servizio Giove Est e Flaminia Ovest dell’A1. Ad incastrare i tre uomini, non solo il ritrovamento della refurtiva, ma anche le registrazioni delle telecamere presenti in una delle aree di servizio. I tre stranieri sono stati, pertanto, arrestati e, su disposizione della Procura della Repubblica di Rieti, associati presso la Casa Circondariale “Nuovo Complesso” di Rieti. Nell’ambito del procedimento penale instauratosi nei loro confronti, le eventuali responsabilità penali verranno accertate dal Giudice.

Ramo caduto sulla Terminillese, strada parzialmente bloccata

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In venti minuti il nubifragio abbattutosi su Rieti ha provocato danni e disagi. Tra questi il grosso ramo spezzato da un albero e caduto sulla Terminillese direzione Vazia. La strada è parzialmente bloccata. Fare attenzione se si transita in zona.

UDR Lazio, la nuova rete del trasporto pubblico regionale a breve anche nel Reatino

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La nuova rete del trasporto pubblico regionale a breve anche nel Reatino. Le UDR Astral portano vantaggi concreti per tutti: dai pendolari quotidiani alle famiglie, dalle persone anziane ai Comuni del territorio. Si tratta di una rete integrata che collega il territorio laziale attraverso percorsi pensati per le tue esigenze quotidiane. Ogni UDR copre un’area specifica del territorio laziale. Seleziona la tua per scoprire percorsi, orari e servizi disponibili nella tua zona. COSA SONO LE UDR? / Rappresentano una nuova organizzazione del trasporto pubblico regionale del Lazio, pensata per rispondere meglio alle esigenze di mobilità dei cittadini e delle comunità locali. Ogni UDR definisce un’area geografica omogenea con percorsi e collegamenti ottimizzati, garantendo una migliore integrazione tra i diversi mezzi di trasporto.

Uscito il quarto libro thriller dell’avvocato del Foro reatino Vincenza Angeloni: “Il tradimento dei genitori”

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È uscito il quarto libro thriller a sfondo psicologico dell’autrice reatina Vincenza Angeloni: “Il tradimento dei genitori”. Il mio percorso da scrittrice è iniziato nel 2024 con la complicata vicenda relativa all’improvvisa sparizione dell’adolescente bostoniano Brian Jones nel libro “Una scomparsa inspiegabile”, che vede sullo sfondo l’ombra del Satanismo acido ma che mi ha permesso anche di toccare molteplici tematiche di attualità tra cui il bullismo, l’uso di sostanze stupefacenti e alcoliche, l’importanza del senso di appartenenza al gruppo dei pari ed i molteplici disagi adolescenziali contemporanei anche, e non solo, correlati alle conseguenze negative dell’isolamento sociale a cui sono stati costretti per lungo tempo i ragazzi a ragione dell’epidemia da Covid 19. Questa mia prima opera letteraria è stata insignita di due Premi di merito: il primo nell’ambito del Concorso Letterario “Roma International”, il secondo re4lativamente al “Premio Caravaggio”, da me ricevuto a Porto Ercole. Questo mio appassionante cammino di riflessione è proseguito con la pubblicazione, avvenuta lo scorso anno, de “La vita che non ho potuto avere”, ove ho continuato ad approfondire le tematiche predette, oltre ad argomenti ad esse correlati, quali la condizione di “Hikikomori” nella quale si trova a dover vivere la protagonista ventenne Alexandra durante i difficili anni della pandemia, con la sua infinita sofferenza, la sua totale “chiusura” in casa, il suo dolore, il suo turbamento interiore e la sua solitudine e, in seguito, con la mia terza opera, che vede sullo sfondo la misteriosa scomparsa di un aereo di linea durante il suo volo e nella cui trama continuo lungo questo cammino di approfondimento sulle dinamiche esistenziali che coinvolgono ciascuno di noi nel mondo contemporaneo, in particolar modo con riguardo alla fragilità della vita, alle scelte che ogni essere umano è chiamato a compiere quotidianamente circa l’”orizzonte” che intende scrutare, alla potenza e alla forza dell’amore. “La vita che non ho potuto avere” è stata insignita di un Premio di merito con riguardo al Premio Letterario “Milano International”.

Giovanni Severini è un nuovo giocatore della Sebastiani Rieti: avrà la #28

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La RSR Sebastiani Rieti comunica di aver raggiunto un accordo biennale con scadenza al 30/06/2028 con la guardia-ala classe ’93 Giovanni Severini. Giovanni scenderà in campo con la maglia #28. Severini porta con sé un bagaglio cestistico ampio, costruito tra Serie A, Serie A2, playoff, coppe europee e maglia azzurra giovanile. Una carriera sviluppata attraverso piazze importanti del basket italiano, con un tratto tecnico ben riconoscibile: capacità di aprire il campo, pericolosità dall’arco e contributo in diverse voci statistiche. I primi passi arrivano con Ducato Siena, società con cui Severini fa il proprio ingresso nel massimo campionato italiano tra il 2009/2010 e il 2011/2012. Sono le prime apparizioni tra i senior, all’interno di un contesto di altissimo livello, che anticipano poi il passaggio in Serie A2 con Firenze nella stagione 2013/2014. Nel capoluogo fiorentino trova maggiore continuità, disputando 24 partite con 3.6 punti, 2.2 rimbalzi e 0.5 assist di media, tirando con il 49.3% dal campo e il 34.8% da tre punti.

Dal 2014/2015 si apre il capitolo con la Sidigas Avellino, in Serie A. Con il club irpino Severini resta per tre stagioni, accumulando esperienza nel massimo campionato e trovando spazio anche in ambito europeo. Nella stagione 2016/2017, infatti, disputa anche la Basketball Champions League, collezionando 13 presenze. La stagione 2017/2018 con Forlì rappresenta uno snodo rilevante della sua carriera. In Serie A2 Severini assume un ruolo centrale: gioca 30 partite con oltre 30 minuti di media, producendo 8.6 punti, 4 rimbalzi e 1.2 assist a gara. Di rilievo anche il dato dall’arco, con il 40.4% da tre punti, a conferma della sua affidabilità come tiratore. Nel triennio successivo veste la maglia della Tezenis Verona, confermandosi uno degli elementi più solidi della categoria. Nel 2018/2019 chiude con 7.8 punti, 2.6 rimbalzi e 1.9 assist, tirando con il 42.7% da tre. L’anno successivo sale a 9.6 punti di media, con un eccellente 47% dall’arco, mentre nel 2020/2021 mantiene un rendimento di alto livello con 8.9 punti, 3.3 rimbalzi e 1.8 assist, abbinati al 42.9% da tre punti. Con Verona lascia il segno anche in post season: nei playoff 2018/2019 produce 7.8 punti e 2.1 rimbalzi in 9 gare, tirando con il 51% dal campo, il 48.6% da tre e il 100% ai liberi. Numeri che raccontano un giocatore capace di incidere anche nelle gare dal peso specifico più alto.

Dal 2021/2022 Severini passa all’Acqua S. Bernardo Cantù, dove disputa due stagioni in Serie A2. Dopo i 4 punti e 2.1 rimbalzi del primo anno, nella stagione 2022/2023 alza la produzione a 6.3 punti di media, con percentuali importanti: 47.6% dal campo e 42.6% da tre punti. Nel 2023/2024 arriva l’esperienza con la Wegreenit Urania Milano, una delle più complete dal punto di vista dell’utilizzo. Severini gioca 32 partite a oltre 30 minuti di media, chiudendo con 6.8 punti, 3.6 rimbalzi e 1.3 assist, ma soprattutto con un ottimo 44.1% dall’arco. Anche nei playoff della stessa stagione conferma il proprio peso: 7.3 punti e 3.5 rimbalzi in 37.3 minuti di media. Nelle ultime due stagioni veste la maglia della Reale Mutua Torino. Nel 2024/2025 disputa 38 partite con 6 punti e 2.9 rimbalzi di media, tirando con il 38.1% da tre. Nel 2025/2026 resta un elemento di rotazione stabile, con 37 presenze, 4.6 punti, 2.3 rimbalzi e il 38.2% dall’arco. Nella post season 2025/2026 registra inoltre 5 punti, 5 rimbalzi e 2 assist nell’unica gara disputata.

Il suo curriculum comprende anche esperienze internazionali giovanili. Con l’U18 Montepaschi Siena prende parte all’ANGT, toccando nel 2010/2011 i 14.8 punti, 3 rimbalzi e 1 assist di media, con il 50% dal campo e il 45.5% da tre punti. Con la maglia dell’Italia U16, nell’Europeo di categoria 2009/2010, mette insieme 4.6 punti, 5.5 rimbalzi e 2.3 assist in 8 gare. Nel corso della sua carriera Severini ha attraversato contesti competitivi differenti, portando sempre in dote letture, disciplina tattica e una minaccia costante sul perimetro. Un giocatore esperto, abituato alle pressioni del campionato e delle gare decisive, capace di dare equilibrio, presenza e qualità tecnica all’interno del gruppo. Le sue dichiarazioni da nuovo giocatore della Sebastiani: “Sono molto felice per l’opportunità che mi è stata data. Ho avvertito da subito la convinzione del coach e della società che io possa dare un contributo significativo alla squadra. Rieti è una società ambiziosa e una piazza storica e appassionata. Non vedo l’ora d’iniziare la nuova stagione!”.

Emesso francobollo dedicato all’Automotoclub Storico Italiano

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Il 16 giugno 2026 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha emesso un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “Le eccellenze del patrimonio culturale italiano”, dedicato ad ASI – Automotoclub Storico Italiano. Il francobollo, relativo alla tariffa B, è stato realizzato in una tiratura di duecentoventicinquemila esemplari, distribuiti in fogli da quarantacinque. Stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A. in rotocalcografia, su carta bianca patinata neutra autoadesiva con imbiancante ottico, il progetto grafico è a cura di ASI – Automotoclub Storico Italiano, ottimizzato dal Centro Filatelico dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. La vignetta raffigura, in una composizione grafica dinamica, lo storico emblema dell’associazione attorno al quale si sviluppano autoveicoli storici – auto, moto e biplani – rappresentati con linee prospettiche e campiture cromatiche che evocano movimento e velocità, simbolo della tradizione motoristica italiana. Completano il francobollo le legende “AUTOMOTOCLUB STORICO ITALIANO” e “DAL MILLE NOVECENTOSESSANTASEI”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”. L’annullo primo giorno di emissione sarà disponibile presso lo sportello filatelico dell’ufficio postale di Roma V.R.

Progetto SEI · Sostegno all’Export dell’Italia: al via la formazione gratuita per le imprese 2026

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Nel quadro del Progetto SEI-Sostegno all’Export dell’Italia, Unioncamere con il supporto di Promos Italia, propone un’offerta formativa gratuita che si articola in quattro percorsi distinti e complementari, differenziati in base al livello di maturità delle imprese e progettati per accompagnarle nei processi di internazionalizzazione. I percorsi, promossi anche dalla Camera di Commercio Rieti Viterbo, dal mese di giugno fino a novembre 2026, seguono una logica progressiva, accompagnando le imprese dall’orientamento iniziale fino alla definizione e all’applicazione di strategie di sviluppo internazionale sempre più strutturate ed efficaci. Il primo percorso Export Starter (Orientamento) è pensato per accompagnare le imprese che si avvicinano ai mercati esteri. Il percorso comprende un webinar live introduttivo e l’Export Kit. Il secondo ciclo formativo, Market Builder & Global Strategy (Sviluppo strategico) è  rivolto alle imprese con esperienza sui mercati esteri che intendono rafforzare la propria presenza nel medio-lungo periodo, lavorando su leve chiave quali la selezione dei mercati, il pricing, i marketplace e la sostenibilità. Il terzo modulo è dedicato ai Percorsi Aree Geografiche: cicli di approfondimento geografico per declinare le strategie di sviluppo su specifici mercati target. I focus operativi includeranno le aree Mercosur, India, Asia e Area Mediterraneo e Golfo. A completare l’offerta formativa il quarto Financial Advisory: il filone dedicato a fornire alle imprese informazioni e strumenti pratici per orientarsi nel mondo della finanza per l’internazionalizzazione, approfondendo l’utilizzo consapevole dei finanziamenti SIMEST e l’accesso alle opportunità delle gare d’appalto. Il dettaglio dei corsi formativi e la brochure riepilogativa sono disponibili sul portale Camerale all’indirizzo: https://www.rivt.camcom.it/it/news/progetto-sei-sostegno-allexport-dellitalia-al-via-la-formazione-per-le-imprese-2026_2770.htm Per informazioni il Servizio Internazionalizzazione della Camera risponde al numero 0761 234403 – internazionalizzazione@rivt.camcom.it

In arrivo 97mila euro per l’adeguamento antincendio dell’asilo di Coltodino

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Importanti risorse in arrivo per l’edilizia scolastica del territorio di Fara in Sabina. Il Comune ha ottenuto un finanziamento di circa 97.000 euro destinato alla messa in sicurezza e all’adeguamento antincendio dell’asilo di Coltodino. L’assegnazione dei fondi è avvenuta grazie allo scorrimento delle graduatorie del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR / NextGenerationEU), nello specifico ai sensi del Decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito n. 14 del 30 gennaio 2026, emanato nell’ambito del Piano complessivo per la riqualificazione dell’edilizia scolastica. “Si tratta di un’ottima notizia per la nostra comunità e per le famiglie del territorio”, dichiara il Sindaco Roberta Cuneo. “Garantire ai nostri bambini, alle educatrici e a tutto il personale scolastico degli ambienti moderni, protetti e pienamente rispondenti alle normative vigenti – continua – è da sempre una priorità assoluta di questa Amministrazione. Questo finanziamento ci permette di fare un altro passo avanti fondamentale nella tutela dei nostri spazi educativi. Rivolgo un sincero ringraziamento agli uffici comunali per l’eccellente lavoro svolto nella gestione delle procedure: continuiamo a investire con i fatti sul futuro e sulla sicurezza di Fara in Sabina”. I dettagli dell’operazione prevedono lo stanziamento della cifra complessiva per interventi mirati alle strutture dell’asilo di Coltodino, garantendo così i più alti standard di prevenzione. L’Amministrazione Comunale provvederà a comunicare l’avvio dell’iter procedurale e il cronoprogramma dei lavori non appena definiti dai tecnici competenti.

Robot Da Vinci al de Lellis, NOME: “2,4 milioni di euro per risultati (per ora) quasi inesistenti”

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Quello che avrebbe potuto essere un importante passo avanti per la sanità reatina – l’acquisto di un robot chirurgico, pagato dalla generosità della Fondazione Varrone, a beneficio di tutta la comunità – rischia di diventare l’ennesimo caso di inefficienza della sanità reatina, oltre che sollevare dubbi sull’inadeguato utilizzo di soldi pubblici. NOME Officina Politica chiede conto delle decisioni prese e del mancato raggiungimento degli obiettivi di cura. Cosa è un robot chirurgico Il robot chirurgico è un sistema di chirurgia robotica mininvasiva. Permette ai chirurghi di eseguire interventi complessi ad altissima precisione attraverso piccole incisioni, traducendo i movimenti delle mani del medico in tempo reale su braccia robotiche dotate di strumenti articolati. A giugno 2025 Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) ha pubblicato il primo report HTA (Health Technology Assessment) sulla chirurgia robotica in Italia. Ad aprile 2026 la cabina di regia del Ministero della Salute lo ha tradotto in raccomandazioni preliminari: il robot può avere un senso per sole 6 procedure su 21 esaminate. Nonostante questi dati, Consip  ha indetto nel 2025 una gara di 157 milioni di euro per l’acquisto di 36 robot. Oggi, in Italia, si contano oltre 200 sistemi attivi su tutto il territorio nazionale, prevalentemente in ospedali pubblici. Potenziale spreco di soldi pubblici si è manifestato in diversi aspetti dell’operazione: 1 – La trasformazione della donazione da bene (il robot) a denaro La ASL ha chiesto e ottenuto una donazione in denaro, poi spesa su piattaforma Consip per 2,4 milioni di euro. La Fondazione Varrone avrebbe invece potuto acquistare direttamente il robot e donarlo in natura alla ASL — come ha fatto, ad esempio, la Fondazione CR Firenze, che ha acquistato una versione più evoluta del robot ad un prezzo più basso, 2.2 milioni di euro. Il risultato? Un costo più elevato per ottenere uno strumento meno evoluto. Perché? Nessuna risposta. Nessuna giustificazione pubblica. Solo silenzio. 2 – L’urgenza di completare l’acquisto entro il 2025. A vantaggio di chi? Di certo non dei pazienti. La ASL ha completato l’acquisto entro il 2025. Ma una più attenta verifica delle dinamiche del mercato avrebbe potuto produrre ulteriori risparmi. Infatti, mentre il prezzo Consip sarebbe rimasto valido per anni, già a gennaio 2025 Intuitive Surgical, l’azienda che produce il robot, aveva annunciato l’eliminazione del rivenditore italiano AB Medica, con la prospettiva di trattare direttamente a condizioni assai probabilmente migliori dal 2026. Invece di aspettare solo qualche mese in funzione di un potenziale risparmio, si è scelto di correre. A beneficio di chi? Non dei reatini, visto che di interventi robotici se ne sono fatti finora pochissimi. 3 – La scelta del robot acquistato: la definizione di avanguardia tecnologica è una mezza verità. La ASL e la Fondazione Varrone hanno comunicato ai cittadini di aver investito in tecnologia d’avanguardia, ma il Da Vinci Xi è sul mercato dal 2014, cioè da ben dodici anni. Il suo successore, il Da Vinci 5, è approvato in Europa dal luglio 2025. L’ospedale di Campobasso lo ha acquistato di recente e si pubblicizza come “il primo ospedale del centro-sud ad offrire il Da Vinci 5”. Rieti ha comprato un modello superato, significativamente migliorato dalle versioni successive. Questo non è progresso, è un passo indietro.  Questa non è comunicazione, è propaganda. 4 – L’assenza di una gara vera, nessun confronto: perché? ANAC e AGCM dal 2024 raccomandano procedure volte ad assicurare la massima apertura del mercato per i robot chirurgici, perché sono ormai disponibili più modelli fungibili tra loro. Non è un obbligo, ma una raccomandazione motivata dalle dinamiche di mercato. Il Toumai MT-1000 di Microport, ad esempio, è uno dei robot usati al Gemelli con risultati clinici, secondo dati riportati su una loro recente pubblicazione scientifica, identici al Da Vinci Xi, pur costando meno della metà! Viene da pensare che, rivolgendosi direttamente a Consip per l’acquisto, la ASL abbia ritenuto che il prodotto non fosse invece fungibile, oppure che abbia preferito evitare una gara ad evidenza pubblica con confronto aperto e concorrenziale per avere il robot in tempi più rapidi. Per essere più chiari: non vi è un obbligo a fare una gara, così come non vi è però un obbligo a non farla aderendo a Consip. L’adesione alla gara Consip scelta dalla ASL è pertanto legittima, ma a nostro avviso inopportuna. Si è preferito infatti avere subito il robot accontentandosi di pagare il prezzo Consip, anziché adottare procedure di acquisto alternative, che avrebbero rinviato la consegna di qualche mese, ma a fronte di un potenziale risparmio. L’inopportunità della scelta ASL sta nei fatti: robot acquistato, installato e collaudato assai velocemente, ma ad oggi ancora non utilizzato, se non in pochissimi casi. Se il motivo della ostinata scelta del Da Vinci era infine anche quello di avere una doppia console per finalità didattiche e sinergie tra ospedale e università, facciamo notare che esistono comunque altri robot a console multipla più economici. L’ennesimo caso di inefficienza nella sanità reatina: il robot è fermo. Questo è il vero e più grave spreco. A mesi dall’installazione, il robot ha trattato solo una manciata di pazienti. All’ospedale di Viterbo, partito con la chirurgia robotica quasi in contemporanea con Rieti, sono già stati eseguiti trenta interventi in tre mesi. In Puglia, anni fa, un sottoutilizzo analogo fu definito pubblicamente, in una seduta del consiglio regionale, “spreco immorale”. Quella definizione oggi rischia, giorno dopo giorno, di applicarsi a Rieti. La Commissione Salute del Comune ha convocato due sedute con il robot all’ordine del giorno: il Direttore Generale della ASL Maccari non ha dato risposte concrete, nonostante alcuni consiglieri di opposizione abbiano posto diverse domande e chiesto chiarimenti. Il silenzio davanti a 2,4 milioni di euro di fondi della comunità è inaccettabile. La Fondazione Varrone ha abdicato al suo ruolo Una fondazione bancaria non è uno sportello erogatore. Deve vigilare che i fondi donati producano beneficio reale per i cittadini. La Fondazione Varrone, per quanto di nostra conoscenza, non ha posto condizioni sull’utilizzo del robot, non ha chiesto rendicontazione, non ha verificato i risultati. Il nuovo Presidente Costanzo Truini ha invece ribadito pubblicamente la narrazione propagandistica dell’avanguardia tecnologica, anche quando i fatti la smentivano. Questa posizione non è responsabilità verso la comunità, bensì sostegno a scelte prese altrove e considerate valide a prescindere. Le nostre richieste La ASL di Rieti renda pubblico immediatamente un piano operativo con obiettivi di utilizzo del robot, tempi certi per la formazione del personale e indicatori di performance verificabili. La Fondazione Varrone eserciti formalmente la propria funzione di vigilanza, pretendendo dalla ASL una rendicontazione periodica sull’utilizzo delle risorse donate. Il Sindaco di Rieti porti urgentemente il caso all’attenzione del Presidente della Regione Rocca: senza una scelta politica regionale che riconosca Rieti come un centro laziale di chirurgia robotica per smaltire le liste d’attesa romane, il robot è destinato a rimanere inutilizzato. Si apra una verifica indipendente sulle modalità di acquisto, per accertare se siano stati appieno rispettati i principi di economicità, efficienza, trasparenza e convenienza (opportunità), nella gestione di fondi destinati al bene comune. La comunità reatina ha diritto a una sanità migliore. Le risorse ci sono: manca la volontà di usarle bene. NOME Officina Politica continuerà a vigilare e a pretendere risposte. Riteniamo un dovere civico adoperarci per il raggiungimento di un obiettivo costruttivo: che il robot chirurgico del De’ Lellis smetta di servire i comunicati stampa e cominci a servire i pazienti. Nel 2014 un’interrogazione in Regione Lombardia sul sottoutilizzo del robot al Sant’Anna di Como (solo 78 casi in quattro anni), spinse quell’ospedale a potenziare la formazione e ad estendere la chirurgia robotica a più discipline, fino a realizzare centinaia di interventi l’anno. Anche Rieti può farcela. Serve però la stessa determinazione politica: noi facciamo la nostra piccola parte e non ci fermeremo. Così nella nota Nome Officina Politica