ULTIMI ARTICOLI

L’omelia del mercoledì delle Ceneri «ai tempi del coronavirus» Vescovo: “Mai come ora scopriamo la forza del legame che ci unisce”

0

Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai. L’omelia del mercoledì delle Ceneri, «ai tempi del coronavirus», assume un significato particolare.

Simulazione a largo Vittori per la Settimana Europea sicurezza sul Lavoro – IL VIDEO

0

La mattina del 25 ottobre, in occasione della Settimana Europea sicurezza sul Lavoro, Provincia di Rieti e Ausl, in collaborazione con Croce Rossa Italiana, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale e Protezione Civile, hanno dato vita ad un’ora di simulazione a largo Vittori, per far comprendere ai più giovani l’importanza della sicurezza negli ambienti di lavoro. Inscenato un soccorso di persone ustionate ed intossicate da anidride carbonica dopo un incendio nel salone vescovile.

DIRETTA – RietinvetrinaSimulazione a largo Vittori per la Settimana della Protezione Civile

Opublikowany przez Rietinvetrina giornale on line Piątek, 25 października 2019

Giro di prostitute e trans. Chiuso per 15 giorni l’Hotel Blu

0
Gli agenti della Polizia di Stato hanno notificato all’esercente di un noto hotel reatino, l’Hotel Blu in via Salaria per L’Aquila, il decreto del Questore di Rieti, che ha disposto la chiusura dell’attività per 15 giorni. La chiusura è conseguente ad un’indagine, svolta dagli agenti della Squadra Mobile, che ha permesso di accertare numerosi casi di donne e transessuali di nazionalità straniera che si prostituivano nell’hotel dopo aver pubblicizzato i loro annunci su un sito web. Sul sito inserivano i loro numeri telefonici, foto e video hard, indicazioni su come recarsi nelle stanze dell’hotel reatino e consigli sull’elusione della registrazione quali ospiti della struttura ricettiva. Il gestore dell’hotel, quindi, è stato anche denunciato per aver omesso di comunicare in Questura le generalità di alcune persone alloggiate. Nel corso delle indagini, inoltre, gli agenti della Polizia di Stato, mentre procedevano all’arresto di un cittadino nigeriano destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, hanno anche rinvenuto in una camera dell’hotel della sostanza stupefacente. Le caratteristiche di evidente pericolosità sociale dell’attività dell’hotel, che si riflette sulla moralità ed il buon costume, hanno quindi suggerito l’adozione del provvedimento di chiusura.

Sisma, PD Rieti: “Dieci anni dopo non bastano cantieri e commemorazioni. Ricostruire significa restituire futuro ai territori e prendersi cura delle persone”

0
Le parole accorate del Vescovo di Rieti a dieci anni dal sisma squarciano il velo di una narrazione rassicurante e danno voce a ciò che denunciamo da tempo insieme ai cittadini: la ricostruzione è ancora troppo lenta e il senso di abbandono e disillusione nelle comunità colpite è ormai al livello di guardia. Quando il Vescovo parla di rabbia, sfiducia nelle istituzioni e della sensazione di essere stati abbandonati, pone una questione che la politica non può liquidare con l’elenco dei finanziamenti stanziati o dei cantieri aperti. Da rappresentanti istituzionali ma prima ancora da cittadini di questo territorio, non possiamo accettare che le nostre aree interne continuino a spopolarsi nell’attesa di cantieri infiniti, scuole, servizi essenziali e promesse mai mantenute. Le passerelle e i proclami trionfalistici che puntualmente accompagnano le ricorrenze non bastano più di fronte a paesi che rischiano la desertificazione. I numeri ufficiali registrano i progressi compiuti, ma raccontano anche quanto resti ancora da fare: a quasi dieci anni dal sisma, nella provincia di Rieti solo il 62% delle richieste di contributo per la ricostruzione privata risulta approvato. È anche in questa distanza tra il tempo trascorso e il lavoro ancora da completare che si comprendono la stanchezza e la disillusione delle comunità. Lo abbiamo già detto nelle scorse settimane: alla ricostruzione materiale deve necessariamente accompagnarsi quella economica e sociale. Invece abbiamo assistito alla fine della Zona Franca Urbana, ai ritardi sull’ospedale di Amatrice, all’esclusione del territorio dalla Zona Economica Speciale e a un progressivo impoverimento delle opportunità per chi sceglie di rimanere nelle aree interne. Ricostruire le case senza creare le condizioni per abitarle, lavorare, crescere i propri figli e accedere ai servizi significa rischiare di ricostruire paesi bellissimi ma vuoti. Non è un tema nuovo. Già Giovanni Legnini, quando era Commissario straordinario alla ricostruzione, aveva indicato con chiarezza la necessità di tenere insieme ricostruzione materiale, sviluppo economico e contrasto allo spopolamento. E nel marzo 2022, proprio visitando Amatrice e Accumoli, affermava che questi territori non potevano “restare indietro rispetto al resto del cratere” e che non si poteva “più perdere altro tempo”. Quattro anni dopo e a dieci anni dal sisma, quelle parole ci ricordano quanto la sfida sia ancora aperta. E c’è anche un’altra ricostruzione di cui si parla troppo poco. Non esistono soltanto territori feriti. Esistono persone ferite. Famiglie che dieci anni fa hanno perso figli, genitori, fratelli e sorelle e che non possono essere ricordate soltanto nelle cerimonie del 24 agosto. Per questo continuiamo a sostenere con forza la battaglia che Mario Sanna, padre di Filippo, porta avanti da anni per l’istituzione di un fondo nazionale destinato ai familiari delle vittime del sisma e delle calamità. Una richiesta alla quale il PD ha dato negli anni sostegno anche attraverso iniziative parlamentari e che ancora attende una risposta definitiva. Non si tratta di attribuire un prezzo a una vita, cosa evidentemente impossibile, ma di riconoscere che la riparazione non può riguardare soltanto gli edifici, le strade e le infrastrutture. Uno Stato che investe miliardi per ricostruire ciò che il terremoto ha distrutto deve sapere prendersi cura anche di chi da quella notte porta con sé una ferita che nessun cantiere potrà cancellare L’appello del Vescovo è un richiamo morale e civile che inchioda chi governa alle proprie responsabilità. Dieci anni sono un tempo sufficiente per distinguere gli annunci dai risultati. Il tempo degli alibi è scaduto: raccogliamo questa denuncia per continuare a dare voce a chi non si rassegna, pretendendo tempi certi, trasparenza , servizi, politiche contro lo spopolamento e un impegno concreto che restituisca finalmente dignità, lavoro e futuro ad Amatrice, Accumoli e all’intero Reatino. Ricostruire significa ricostruire le case. Ma significa soprattutto ricostruire comunità e vite. A dieci anni dal sisma, nessuno può essere lasciato indietro. Così nella nota il PD Rieti

34ª Scopigno Cup, la semifinale sarà Roma – Frosinone e Fiorentina – Avellino

0
La 34ª edizione della Scopigno Cup – World Football Tournament Under 17 entra nel suo momento più intenso e decisivo. Una giornata, quella di oggi, fortemente caratterizzata dalle 4 squadre che si sono aggiudicate le due semifinali, A.S. Roma contro Frosinone Calcio e A.C.F. Fiorentina contro U.S. Avellino 1912, ma anche dai valori della solidarietà, della prevenzione e dell’inclusione che da sempre contraddistinguono la manifestazione. SPORT, PREVENZIONE E INCLUSIONE In mattinata le squadre partecipanti al torneo hanno fatto visita ai reparti di Pediatria, Oncologia e Radioterapia dell’Ospedale “San Camillo de Lellis”, portando un momento di vicinanza e serenità ai pazienti. Contestualmente, a Cantalice, grazie alla sinergia e alla collaborazione con la ASL di Rieti, è stato allestito un camper dedicato agli screening gratuiti aperti a tutta la cittadinanza. Le iniziative a carattere sociale proseguiranno questa sera presso l’Auditorium Varrone, dove andrà in scena l’emozionante sfilata di moda inclusiva che vedrà protagonisti le ragazze e i ragazzi degli Special Olympics. RISULTATI FASE A GIRONI U.S. Avellino 1912 – U.S. Salernitana: 3-2. Marcatori: Verrazzo (A), Villari x2 (A), Izzo (S), Caputo (S) (ore 11 – Stadio Casola, Napoli) Nuova Rieti Calcio – A.S. Roma: 0-8. Marcatori: Antonetti (R), D’Ambrosi (R), Giannelli x2 (R), Dos Santos Braga (R), Tarnovetski (R), Chieffallo x2 (R) (ore 17 – Stadio Valletonda, Poggio Mirteto) A.C.F. Fiorentina – Cagliari Calcio: 2-1: Marcatori: Gobbo (F), Pera (F), Mattos (C) (ore 17 – Stadio Ramacogi, Cantalice) Frosinone Calcio – Ferencváros: 2-0: Marcatori: Aversa x2 (F) (ore 17:30 – Stadio Gran Sasso, L’Aquila) IL PROGRAMMA DELLA FASE FINALE (Venerdì 21 Agosto) Domani il campo decreterà la squadra vincitrice della 34ª edizione con il seguente programma: Semifinale 1 (ore 09:30 – Campo Sportivo di Poggio Bustone): A.C.F. Fiorentina vs U.S. Avellino 1912 Semifinale 2 (ore 9:30 – Stadio “Ramacogi” di Cantalice): A.S. Roma vs Frosinone Calcio Finale Coppa Fair Play (ore 11:30 – Stadio Poggio Bustone Rieti): Cagliari Calcio vs Ferencváros FINALE 1°/2° POSTO (ore 16 – Salaria Sport Village, Roma)

Attenzione, carenza sangue gruppi 0 Negativo e 0 Positivo

0
Il Centro Trasfusionale del De Lellis di Rieti ha comunicato che c’è una Carenza di Sangue dei gruppi 0 Negativo e 0 Positivo. Purtroppo molte persone sono ancora in ferie. Ci appelliamo a Donatrici e Donatori ma tutte le persone che possono Donare. Questa carenza crea difficoltà per molte persone che hanno bisogno di Sangue al Proto Soccorso e per i vari Intetventi urgenti e programmati. Il Centro trasfusionale è aperto dal lunedì al sabato la mattina dalle ore 8,00 alle 11. Si può prenotare chiamando i numeri 0746 278352 o 0746 278234 oppure il numero di cellulare Avis 39328248254. Aldo Lafiandra Ptesidente Avis Comunale Rieti

Aliante atterra fuori pista nei campi in zona Ternana: sul posto i soccorsi

0
Nel pomeriggio odierno, intorno alle 18 un aliante ha effettuato un atterraggio fuori pista in un’area privata nei pressi di via Ternana ad appena 200 metri dal Ciuffelli. Sul posto Polizia, Vigili del Fuoco ed i sanitari del 118 che hanno soccorso il pilota illeso. I residenti, da quanto appreso da Rietinvetrina, hanno visto arrivare l’aliante molto basso tanto da sfiorare piante da frutto per poi fermare il volo contro una rete di recinzione.

Rotary Club Rieti e Sentiero Planetario: quattordici anni di impegno per il Terminillo

0
Ci sono progetti che si sostengono per un periodo e altri che, invece, entrano a far parte della storia di un Club. Per il Rotary Club Rieti, il Sentiero Planetario del Monte Terminillo appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Il legame nasce fin dalle origini. Nel 2012, quando prese forma l’idea di trasformare le distanze del Sistema Solare in un percorso da vivere realmente, il Rotary Club Rieti fu tra i protagonisti della nascita e della realizzazione del progetto, insieme ai tecnici volontari e alle altre realtà che contribuirono a trasformare quell’intuizione in un itinerario concreto sul Monte Terminillo. Dentro quella storia, un ruolo particolarmente significativo è quello di Felice Marchioni, Past President del Rotary Club Rieti, tra coloro che seppero intuire fin dall’inizio le potenzialità del Sentiero e accompagnarne lo sviluppo nel tempo. La sua visione contribuì a spingere il progetto oltre la sola dimensione astronomica, trasformandolo progressivamente in uno spazio capace di far dialogare scienza, paesaggio, pensiero e immaginazione. È in questa evoluzione che il Sentiero trova una delle sue identità più originali: non soltantoun percorso attraverso il Sistema Solare, ma anche un luogo di riflessione e racconto, fino a diventare Parco filosofico e letterario “Giulio Verne” .Un passaggio che ha ampliato il senso stesso del progetto, facendo del Terminillo non solo lo scenario del viaggio tra i pianeti, ma anche un luogo in cui guardare il cielo diventa occasione per interrogarsi, conoscere e immaginare. Il 26 agosto 2012 il Sentiero venne inaugurato: da quel momento il rapporto tra il Rotary Club Rieti e il Sentiero non si è più interrotto. Sono trascorsi quattordici anni durante i quali il percorso è cresciuto, è diventato luogo di divulgazione, cultura, incontro e scoperta e ha continuato ad avere bisogno di attenzione, progettualità e cura.Ed è proprio nella continuità dell’impegno che si misura il significato della presenza del Rotary Club Rieti. Essere stati tra i protagonisti della nascita del Sentiero significa anche continuare a sentirne la responsabilità nel tempo. Negli anni il Rotary Club Rieti ha mantenuto vivo questo legame, accompagnando le iniziative dedicate al percorso e contribuendo alla sua valorizzazione.Nel 2025 l’impegno del Club si è tradotto concretamente nel ripristino del Sole, il punto dal quale prende idealmente avvio il viaggio attraverso il Sistema Solare. Un intervento dal forte valore simbolico. Il Sole, infatti, non è soltanto una delle installazioni del percorso: è il punto dal quale tutto comincia. È l’inizio del viaggio del visitatore e, idealmente, della luce che attraversa il Sentiero. Intervenire proprio sul Sole ha significato quindi riportare attenzione all’origine del percorso e al legame storico che unisce il Rotary Club Rieti al progetto fin dalla sua nascita. Nel 2026 l’impegno del Rotary Club Rieti ha trovato una nuova forma. Accanto alla cura materiale del percorso è nata la volontà di rafforzarne il racconto e costruire una comunicazione più continua e riconoscibile. La Commissione di Club per l’immagine ha avviato così un lavoro dedicato alla valorizzazione del Sentiero Planetario, con l’obiettivo di farne conoscere non soltanto gli appuntamenti, ma anche la storia, le caratteristiche, il rapporto con il Monte Terminillo e le tante suggestioni che accompagnano il viaggio tra i pianeti. Un racconto pensato per vivere durante tutto l’anno. Una tappa del percorso può diventare l’occasione per parlare di astronomia. Un’immagine può raccontare la montagna. Un ricordo può riportare alle origini del progetto. Un intervento di manutenzione può mostrare quanto lavoro sia necessario per custodire ciò che è stato costruito.Rotary Club Rieti ha scelto così di affiancare alla presenza concreta sul Sentiero anche un lavoro di comunicazione capace di mantenerne viva l’identità nel tempo. Perché un luogo continua a vivere anche attraverso il modo in cui viene raccontato. Sito web e social network diventano quindi strumenti di una strategia più ampia di valorizzazione, capace di tenere insieme memoria, divulgazione, immagini, territorio e comunità. Dietro quei 7,7 chilometri, infatti, non c’è soltanto una rappresentazione del Sistema Solare. C’è una storia iniziata quattordici anni fa. C’è l’intuizione di persone che hanno saputo immaginare qualcosa che ancora non esisteva. E il Rotary Club Rieti è parte di quella storia fin dal primo giorno. Dal contributo alla nascita del Sentiero nel 2012, alla sua evoluzione nel Parco filosofico e letterario “Giulio Verne”, dal ripristino del Sole nel 2025 fino al nuovo lavoro sulla comunicazione sviluppato nel 2026, emerge un filo che attraversa quattordici anni di attività. È la volontà del Rotary Club Rieti di continuare a contribuire alla tutela e alla valorizzazione di un patrimonio del Monte Terminillo che nel tempo è diventato molto più di un percorso astronomico. Il Sentiero oggi è divulgazione, natura, cultura, educazione e comunità. E per il Rotary Club Rieti continuare ad accompagnarlo significa rimanere fedele a un progetto al quale ha creduto fin dall’inizio. Perché alcuni progetti non terminano nel giorno della loro inaugurazione. È proprio da quel giorno che comincia la responsabilità di farli vivere nel tempo. E, quattordici anni dopo, il Rotary Club Rieti continua a camminare accanto al Sentiero Planetario del Monte Terminillo

L’istituto Comprensivo Alda Merini selezionato per la sperimentazione nazionale sulle competenze non cognitive

0
Con Decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito firmato il 24 luglio 2026, dal prossimo anno scolastico 2026/2027 l’Istituto Comprensivo “Alda Merini” di Rieti prenderà parte alla Sperimentazione nazionale triennale dedicata allo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici, attraverso la definizione di modelli educativi innovativi e inclusivi, la raccolta e la condivisione di buone pratiche e la valutazione del loro impatto sull’apprendimento, sul benessere scolastico e sulla prevenzione della dispersione. L’iniziativa, prevista dalla Legge n. 22 del 19 febbraio 2025, punta a rafforzare in modo strutturato abilità come collaborazione, comunicazione efficace, problem solving, capacità decisionale, gestione delle emozioni e adattamento ai cambiamenti, integrando l’educazione socio-emotiva e le abilità trasversali nei curricoli di ogni ordine e grado per supportare la crescita armonica degli studenti. Per l’I.C. “Alda Merini”, guidato dalla Dirigente Scolastica Prof.ssa Irene Di Marco, la selezione rappresenta un nuovo riconoscimento alla propria visione educativa che pone la persona al centro del percorso formativo e di una missione orientata all’inclusione, alla ricerca didattica e alla valorizzazione delle potenzialità di ogni bambino e alunno. Il progetto PersonalMENTE insieme presentato e approvato trae spunto difatti dal paradigma operativo A.L.D.A (Apprendimento Laboratoriale per la Didattica e l’Apprendimento), elaborato dall’Istituto nel 2016 e focalizzato sulla didattica laboratoriale nelle sue diverse forme ed espressioni, analogiche e digitali, con il modello Scuola senza zaino per la Primaria, quale principale metodologia di promozione dell’azione di insegnamento-apprendimento in tutti i suoi ordini scolastici. Le attività e i percorsi ideati, volti a sviluppare le competenze trasversali e non cognitive relative all’area personale, sociale e relazionale, cognitiva e degli apprendimenti, a partire dai bambini di tre anni, costituiranno allora una straordinaria opportunità di crescita per la comunità scolastica e per l’intero Territorio comunale, con il coinvolgimento di quest’ultimo in tutte le sue componenti (Enti Locali; ASL; Forze dell’Ordine; Associazioni Educative, Culturali e del Terzo Settore; Biblioteche e Musei, Associazioni Sportive e Federazioni; famiglie) nell’ottica di un efficace esercizio della cittadinanza attiva.

Coldiretti Lazio soddisfatta per l’alleggerimento costo polizze assicurative sulle produzioni

0
Coldiretti Lazio esprime soddisfazione per il contributo integrativo previsto dalla Regione Lazio per alleggerire il costo delle polizze assicurative sulle produzioni. Una misura che recepisce una proposta avanzata proprio da Coldiretti Lazio, per rafforzare gli strumenti di tutela delle aziende agricole. “Accogliamo con favore un intervento che avevamo sollecitato alla Regione e che rappresenta una risposta concreta alle esigenze delle nostre imprese – dichiara il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – ridurre il peso dei premi assicurativi significa consentire a un numero maggiore di agricoltori di proteggere le proprie produzioni e il proprio reddito, in una fase in cui gli effetti dei cambiamenti climatici stanno rendendo sempre più complessa e rischiosa l’attività agricola”. Il contributo regionale, destinato alle produzioni del Lazio, andrà ad affiancare gli strumenti già previsti a livello nazionale e dalla Politica agricola comune, aumentando la quota di sostegno pubblico alla spesa sostenuta dalle aziende per le coperture assicurative. Una misura particolarmente importante in un contesto segnato dalla crescente frequenza di eventi estremi, dalle ondate di calore prolungate alla siccità, fino a grandinate e precipitazioni violente, che possono compromettere in poche ore mesi di lavoro e investimenti. “La gestione del rischio è ormai una delle grandi sfide dell’agricoltura – prosegue Granieri – e non può essere lasciata esclusivamente sulle spalle degli imprenditori. Per questo avevamo chiesto alla Regione Lazio un intervento capace di rendere più sostenibile il ricorso alle assicurazioni. Il fatto che questa proposta sia stata raccolta rappresenta un segnale importante di attenzione e di ascolto del mondo agricolo”. Coldiretti Lazio sottolinea inoltre come la maggiore accessibilità alle coperture assicurative contribuisca non soltanto a tutelare le singole aziende, ma anche a garantire la continuità produttiva e la tenuta dell’intero sistema agroalimentare regionale. “Ora è importante proseguire su questa strada – conclude Granieri – rafforzando gli strumenti di prevenzione e di gestione del rischio e continuando a costruire interventi che rispondano alle reali necessità delle imprese agricole del Lazio”.

Run delle Valli 2017-2026. Dieci anni di strada e solidarietà

0
Dal 2017 i gruppi HOG Harley Davidson italiani insieme all’associazione Micciani Unita APS, viaggiano sulle strade del centro Italia per ricordare e per sostenere le terre colpite dal sisma. Domenica prossima si accenderanno ancora una volta i motori per *Amatrice e Accumoli*, a 10 anni dal triste evento. Saranno presenti tutti i Chapter HOG Harley Davidson e tutti i gruppi di volontariato che hanno sostenuto le 10 edizioni, e sono stati protagonisti dello scopo benefico, alla presenza di sindaci e enti locali. Il programma della giornata toccherà tre località: Cittaducale, Amatrice e Accumoli. Alle ore 9 ritrovo a Cittaducale sulla bellissima piazza del Popolo per l’accoglienza, con visita del borgo angioino e saluti istituzionali.  Alle ore 11 partenza per Amatrice e successivamente il viaggio continuerà anche ad Accumoli con deposizione di omaggio floreale ai monumenti delle vittime del terremoto. Alle ore 13:30 tutti si ritroveranno a Grisciano presso l’area allestita per la sagra locale, dove le associazioni Accumulesi, daranno il benvenuto con un pranzo a base di piatti tradizionali. Vi saranno momenti di condivisione e ricordo degli anni passati, assieme alle associazioni che hanno accompagnato i 10 anni. RUN DELLE VALLI: La strada è la nostra passione. La solidarietà è il nostro carburante. Ringraziamo anticipatamente tutti coloro che parteciperanno e gli Enti che hanno autorizzato l’evento.

“La memoria resta, Amatrice dieci anni nel cuore”, presentazione del progetto Croce Rossa Italiana Comitato di Amatrice dedicato a tutte le comunità

0
In occasione del decimo anniversario del sisma che il 24 agosto 2016 colpì Amatrice e i territori del Centro Italia, nasce “La memoria resta, Amatrice dieci anni nel cuore”, un docufilm dedicato alla memoria di quei giorni e all’impegno delle donne e degli uomini che prestarono soccorso alla popolazione. Il progetto nasce dalla volontà di raccogliere e valorizzare testimonianze, immagini, documenti e ricordi legati all’intervento della Croce Rossa Italiana durante l’emergenza e nei mesi successivi, riunendoli in un unico racconto capace di restituire la complessità del lavoro svolto e, soprattutto, la dimensione umana di chi ha vissuto quei momenti. Il film attraversa tre momenti: il sisma, l’esserci e quello che resta. Dalla notte del 24 agosto e dalle prime ore dell’emergenza, il racconto segue la mobilitazione dei soccorritori, l’organizzazione della risposta e il lavoro della Croce Rossa Italiana, per poi concentrarsi sulle persone, fino ad arrivare a Amatrice oggi, dieci anni dopo. Attraverso le voci di rappresentanti della Croce Rossa Italiana, Volontari, operatori sanitari, istituzioni e cittadini, il docufilm racconta ciò che spesso non emerge dai numeri di un’emergenza: l’angoscia, la responsabilità, la solidarietà, il rapporto con le persone soccorse e la forza di continuare a esserci. Il racconto arriva fino al presente, interrogandosi sull’eredità che il sisma di Amatrice ha lasciato alla Croce Rossa Italiana e alla comunità colpita, anche attraverso la costituzione e la crescita del Comitato CRI di Amatrice, divenuto negli anni una presenza costante al servizio del territorio. Il docufilm è una produzione del Comitato Croce Rossa Italiana di Amatrice. Nasce da un’idea di Giuseppe Pignoli, Presidente del Comitato CRI di Amatrice, e di Marcello Mozzetti, Volontario del Comitato di Amatrice, con la regia di Barbara Montani e Giorgio Marconi, Volontari della Croce Rossa Italiana del Comitato Municipi 8-11-12 di Roma. La sceneggiatura e le interviste sono di Barbara Montani, mentre riprese e montaggio sono a cura di Giorgio Marconi. Un progetto nato per custodire una memoria e, allo stesso tempo, per trasmettere alle nuove generazioni il valore della solidarietà, del volontariato e del servizio alla comunità. Un docufilm ideato e realizzato da Volontari della Croce Rossa Italiana per raccontare, a dieci anni dal sisma Centro Italia, la memoria di quei giorni, l’impegno dei soccorritori e ciò che quell’esperienza ha lasciato nella comunità di Amatrice. La proiezione si terrà domenica 23 agosto 2026 alle ore 18, presso l’Auditorium “Monti della Laga” di Amatrice. Il docufilm nasce all’interno della Croce Rossa Italiana con l’obiettivo di raccogliere e valorizzare testimonianze, immagini, documenti e ricordi legati al sisma del 2016, e al lavoro svolto nei mesi e negli anni successivi. Un racconto che non vuole essere un bilancio della ricostruzione, né una ricostruzione tecnica degli eventi, ma una testimonianza di memoria, servizio e solidarietà. Dalla notte del sisma a quello che resta Il docufilm è strutturato in tre parti: “03.36”, “Esserci” e “Quello che resta”. La prima parte riporta lo spettatore alla notte del 24 agosto, alla scossa, alle prime chiamate, all’arrivo dei soccorritori e alla complessa macchina organizzativa messa in campo per affrontare l’emergenza. Il racconto si concentra in particolare sulla risposta della Croce Rossa Italiana e sul coordinamento dei soccorsi nelle prime ore, anche attraverso i numeri della risposta: nel corso dell’emergenza del Sisma Centro Italia furono mobilitati oltre 4.200 Volontari CRI e operatori CRI provenienti da tutta Italia, con circa 1.500 mezzi impiegati. L’assistenza alle comunità colpite proseguì per mesi, ben oltre la fase del primo soccorso, con oltre 33.000 pasti preparati e distribuiti nei campi di accoglienza. Ma il docufilm parte proprio dai numeri per andare oltre i numeri. Perché dietro ogni mezzo, ogni intervento e ogni pasto distribuito ci sono persone. Ci sono i Volontari arrivati da tutta Italia, chi ha coordinato i soccorsi, chi ha lavorato tra le macerie, chi ha assistito la popolazione e chi, una volta terminata l’emergenza, ha continuato a esserci. Un ruolo centrale è dedicato anche al Comitato della Croce Rossa Italiana di Amatrice, costituito nel settembre 2022, in seguito al sisma, e divenuto negli anni una presenza costante al servizio della comunità e del territorio. Poi il racconto cambia prospettiva. Non sono più soltanto i soccorsi ad essere i protagonisti, ma le persone: Volontari, rappresentanti delle istituzioni e cittadini raccontano cosa ha significato trovarsi dentro un’emergenza di quella portata, quando anche chi presta aiuto può essere parte della comunità colpita. La parte finale racconta Amatrice oggi, dieci anni dopo. Le testimonianze si interrogano sull’eredità di quell’esperienza, sul cambiamento della comunità e su ciò che il sisma ha lasciato alla Croce Rossa Italiana, sul piano dell’organizzazione e della gestione delle emergenze. Un progetto nato nella Croce Rossa Italiana “La memoria resta, Amatrice dieci anni nel cuore” è una produzione del Comitato Croce Rossa Italiana di Amatrice. Il progetto nasce da un’idea di Giuseppe Pignoli, Presidente del Comitato CRI di Amatrice, e Marcello Mozzetti, Volontario del Comitato di Amatrice. La regia è di Barbara Montani e Giorgio Marconi, Volontari della Croce Rossa Italiana – Comitato Municipi 8-11-12 di Roma. La sceneggiatura e le interviste sono curate da Barbara Montani, mentre le riprese ed il montaggio sono a cura di Giorgio Marconi. Il risultato è un racconto nato dalla volontà di custodire la memoria di un’esperienza che ha segnato profondamente la Croce Rossa Italiana, le persone che vi hanno preso parte e la comunità di Amatrice. Il docufilm si conclude con una domanda lasciata alle diverse voci del documentario: “Amatrice oggi è…”. Una parola, una frase, un’immagine per raccontare ciò che resta dieci anni dopo. La risposta non è una sola. È fatta di tante voci, tanti ricordi e tante persone. L’APPUNTAMENTO “La memoria resta, Amatrice dieci anni nel cuore”. Domenica 23 agosto 2026, ore 18, Auditorium “ Monti della Laga”.

SEI TU IL REPORTER – Emanuele Maria: “Con l’ennesima chiusura di via Garibaldi come si farà a tornare alle proprie abitazioni?”

0
Nuova segnalazione a Rietinvetrina da parte di un lettore che scrive alla nostra redazione per la rubrica SEI TU IL REPORTER: “Si legge sui giornali un nuovo comunicato della Polizia Locale per la chiusura nuovamente di via Garibaldi – commenta Emanuele Maria – non vengono indicate vie alternative per accedere con auto e moto alla zona del Centro Storico. Vista oltretutto la preparazione della fiera del peperoncino, come si farà a tornare alle proprie abitazioni, e come faranno disabili, mezzi di soccorso, etc?” – conclude Emanuele Maria. LA REDAZIONE DI RIETINVETRINA E’ A DISPOSIZIONE PER EVENTUALI REPLICHE