56° Carnevale dei Bambini di Canneto Sabino (15 febbraio 2026)
Pianeta demenza, invecchiamento attivo e diagnosi precoce
AMAR è un’associazione di volontariato che si occupa di demenza e di invecchiamento attivo. Nella provincia di Rieti abbiamo la percentuale di anziani più elevata del Lazio e tra le più elevate in Italia; questo dato si può guardare in positivo ed in negativo. In positivo perché fa piacere che le condizioni ambientali, l’alimentazione corretta e genuina, il persistere del senso di comunità e vicinanza tra le persone (tutte cose ancora presenti nel nostro territorio), favoriscono una vita più sana e dunque più lunga. In negativo perché sappiamo che nell’età senile sono maggiori gli acciacchi, le disabilità, le necessità di assistenza (sociale e sanitaria). Altro elemento è che alcune patologie sono più frequenti nella vecchiaia; tra queste la demenza: essa è patologia neurologica degenerativa cronica, ad alta prevalenza ed alto impatto socio-sanitario. Dati ISTAT- previsioni demografiche 2005-2050. Italia- percentuale delle persone con età superiore a 65 anni (ultra65enni):
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- Anno 2020 = ultra65enni pari al 23% rispetto al totale della popolazione (circa 1/4)
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- Anno 2050 = ultra65enni pari al 34% rispetto al totale della popolazione (più di 1/3)
Adesso entriamo nel pianeta Demenza Qui dobbiamo necessariamente dare i numeri: la popolazione residente nella Asl Rieti al 31/12/2021 è di 151.143 ( dati ISTAT) ; oggi sarà sicuramente minore perché i giovani, per motivi di lavoro ( che qui non c’è) o di studio, vanno via da questo territorio.
Persone con demenza:
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- Stima del numero di persone con età superiore o pari a 65 anni affette: 3.209
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- Stima del numero di persone con demenza ad esordio giovanile (con età inferiore a 65 anni)
In totale sono 3269 persone affette da demenza. Inoltre consideriamo un altro dato che potrebbe essere utile in questo contesto: la stima di persone affette da MCI – Mild Cognitive Impairement o Disturbo Cognitivo Lieve – che si caratterizza per la presenza di un deficit cognitivo per lo più isolato, in assenza di una globale compromissione nel funzionamento quotidiano. Tale condizione, in alcuni casi, potrebbe evolvere in demenza : sono 2.631 i soggetti affetti; pertanto necessitano di essere seguiti nel tempo dalle strutture sanitarie. Da tutto ciò si deduce che la demenza, già oggi, è un grave problema sociale e sanitario. Il quadro, tenderà inevitabilmente ad un progressivo peggioramento se non vengono messe in atto adeguate misure socio-sanitarie.
Consideriamo però che nei laboratori di tutto il mondo si studia questa malattia; si cercano soprattutto farmaci che siano in grado di agire sui meccanismi ezio/patogenetici che la provocano. Indubbiamente è difficile perché la demenza è una malattia complessa; intanto non c’è una sola forma di demenza! Poi concorrono sempre, intrecciandosi variamente tra di loro, fattori genetici, educativi, ambientali. Recentemente sono stati individuati nuovi farmaci che agiscono, modificandoli, sui fattori biologici posti alla base della malattia e dunque, possono rallentarne il decorso; sono anticorpi monoclonali ( Donanemab e Lecanemab) il cui uso è stato recentemente autorizzato dall’Agenzia del Farmaco Europea e dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Essi, però, possono essere usati solo nella demenza lieve dovuta all’Alzheimer, dunque nella fase iniziale della malattia. Per cui, al momento, per tutte le cose dette in precedenza, è fondamentale fare una diagnosi precoce. Oggi è possibile farla, abbiamo tutti gli strumenti necessari: prima si fa diagnosi, prima si interviene. Ma chi dovrebbe fare questa diagnosi precoce?
Nel nostro Sistema Sanitario Nazionale sono i Medici di Medicina Generale (MMG) che dovrebbero attivarsi per primi perché loro sono i primi referenti per i loro pazienti. Ma sono posti nella condizione di farlo? Cerchiamo di essere onesti!; essi sono oberati di lavoro e di ogni tipo di responsabilità e non sempre hanno la possibilità di svolgere al meglio la loro delicata e fondamentale funzione. E’ l’autorità sanitaria, ai più alti livelli, che dovrebbe dare delle priorità ai MMG e porli nelle condizioni di operare al meglio delle loro possibilità. AMAR, in collaborazione con AUSER-RIETI, con il supporto dell’ASL/RI e di alcuni medici di base, ha fatto propria questa esigenza ed ha iniziato a fare screening x diagnosi precoce della demenza, in alcuni comuni. Adesso, ci rendiamo disponibili anche a fare screening individuali, le persone che lo desiderano possono contattarci tramite il telefono Pronto Alzheimer – 328 0616753, attivo H12, e chiedere un appuntamento.
L’esame, complessivamente, ha una durata di circa 20/30 minuti, verrà effettuato da personale medico esperto. Esame gratuito. Chi vuole, però, potrà lasciare un contributo volontario all’ Associazione. In caso di risultato indicativo di fase iniziale di deterioramento cognitivo, si consiglierà il paziente di fare ricorso al proprio MMG per la richiesta di una visita specialistica presso il CDCD (Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze) del proprio Distretto. In caso di risultato negativo che indichi una condizione di Senescenza fisiologica, verranno fornite all’esaminato tutte le indicazioni per fare un percorso d’Invecchiamento Attivo. L’invecchiamento attivo (I.A.) permette alla persona di mantenere, il più a lungo possibile, una condizione di benessere psico-fisico, questo tramite determinati stili di vita che consistono in: Attività fisica (compatibile con l’età e le proprie condizioni di salute), adeguato regime alimentare, stimolazione cognitiva, socializzazione, etc.
AMAR e AUSER, da molti anni, hanno organizzato vari gruppi d’Invecchiamento Attivo in cui sono previste varie attività: frequenza di palestre, di corsi di educazione alimentare, di gruppi di lettura, tour urbani, visite mostre/ musei/chiese/luoghi di interesse archeologico o naturalistico, passeggiate, etc. Si potranno dare tutte le informazioni in merito. Utile sarebbe anche dedicarsi, se vi sono le condizioni, al volontariato. Nella nostra provincia ci sono centinaia di associazioni, per tutti i gusti ed esigenze. Informazioni in merito potranno essere date dalla Casa del Volontariato di Rieti (CSV Rieti) – tel. 0746 272342.
AMAR, inoltre, si rende disponibile, tramite i propri medici legali, a supportare chi lo desideri, per le domande d’Invalidità civile e per la richiesta di Handicap grave (Legge 104/’92), anche in questo caso sarà possibile fissare un appuntamento tramite il telefono Pronto Alzheimer.
Andreina Ciogli, presidente AMAR-OdV

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Lettera aperta di Emanuele Maria agli assessori Chiarinelli e Rositani: “Via Garibaldi ridotta ad un ‘cul de sac’. E i parcheggi continuano a diminuire”
Di seguito la lettera aperta che il lettore di Rietinvetrina Emanuele Maria invia alla nostra redazione diretta agli assessori del Comune di Rieti, Claudia Chiarinelli e Giovanni Rositani: ______________ c.a. Assessore Lavori Pubblici Claudia Chiarinelli Assessore al Centro Storico Giovanni Rositani ______________ Buongiorno, scrivo per lamentare i disagi provocati dai continui lavori nella zona di Rieti, tra via Garibaldi, via Tancredi e via dei Crispolti. La settimana scorsa sono iniziati i lavori di riqualificazione di via Garibaldi tra via dei Crispolti e largo Pitoni, ma, contemporaneamente c’è stata la chiusura di via Tancredi e quella di via dei Crispolti. Tutto quanto sopra ha creato il caos del traffico, senza la presenza di un vigile urbano o adeguata segnaletica stradale che indirizzasse automobilisti e furgoni, soprattutto mezzi di lavoro diretti in piazza da altre vie, evitando di congestionare via Garibaldi ridotta praticamente ad un “cul de sac”, con le inevitabili conseguenze sul traffico anche pedonale. Ci sono stati furgoni e camioncini che sono restati incastrati tra via San Rufo/via Vincenti Mareri od in via Centuroni, costretti a tornare indietro con le auto che bloccavano inevitabilmente la manovra. Per contro sono almeno 5 giorni che il cantiere per la pavimentazione di via Garibaldi è fermo e non vi è assolutamente la presenza di addetti al lavoro, lasciando isolati gli accessi a proprietà private (vedi foto allegate) impedendone l’utilizzo.
In tale situazione meraviglia che nessuno abbia pensato a: – Limitare l’accesso in via Garibaldi alle sole auto che devono accedere dei residenti o disabili; – Indirizzare gli avventori del centro verso parcheggi intorno alle mura, compreso quello coperto; – Permettere l’accesso da via Roma e via Cintia (varchi ZTL) a chi effettivamente debba recarsi nella zona della piazza o in vie accessibili solo da quest’ultima; – Attento controllo dei cantieri nella loro esecuzione riducendo al minimo possibile i disagi ai cittadini; – Eliminare momentaneamente i divieti di fermata nella zona alta di via Garibaldi. Inoltre tutto quanto sopra continua a ridurre il numero degli stalli riservati al parcheggio complicando la vita di residenti e non nella ricerca di un posto auto che difficilmente si trova, provocando un aumento del traffico circolante e quindi inquinamento per la continua ricerca di un posto auto, con vetture che percorrono più volte via Garibaldi, nella speranza (vana) di trovare uno stallo liberato. Credo che questa situazione dimostra l’improvvisazione giornaliera dei lavori, la scarsa visione dei problemi e la mancanza di capacità di prevedere in corsa eventuali correttivi atti a ridurre i disagi. Nella speranza che si intervenga con celerità a migliorare la situazione, distinti saluti. Emanuele Maria B.

