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mercoledì 30 Settembre 2026
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Giornate FAI d’Autunno, protagonista sarà Mompeo. I visitatori potranno apprezzare la bellezza del borgo tra il fiume Farfa e le pendici Sud dei Monti Sabini

Più di 700 luoghi straordinari, molti dei quali solitamente inaccessibili o poco conosciuti, apriranno eccezionalmente le loro porte in occasione della 15ª edizione delle Giornate FAI d’Autunno, il grande evento di piazza che il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dedica alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 in 350 città d’Italia. L’iniziativa, organizzata dalle Delegazioni e dai Gruppi FAI presenti in tutte le regioni con il fondamentale contributo dei giovani volontari, invita il pubblico a scoprire l’immenso patrimonio storico, artistico e ambientale che ci circonda, grazie alle visite a contributo libero che per due giorni daranno vita a un grande racconto diffuso e corale, fatto di monumenti, architetture, paesaggi, opere d’arte, tradizioni e storie che rappresentano i territori e le comunità che li vivono. Dagli edifici monumentali ai teatri, dalle chiese ai luoghi dell’educazione, dalle aree naturalistiche ai castelli, passando per collezioni d’arte, esempi di architettura contemporanea e siti insoliti e curiosi, la varietà delle aperture proposte sarà come sempre ampia e sorprendente (elenco dei luoghi aperti e modalità di visita su www.giornatefai.it).

Partecipare alle Giornate FAI d’Autunno non è solo un’occasione per conoscere il patrimonio culturale che ci circonda, ma anche un modo per contribuire concretamente alla sua cura, alla sua tutela e alla sua valorizzazione attraverso l’attività del FAI, di cui, a ogni visita, si potrà sostenere la missione con una donazione. In questa edizione dell’evento il FAI riserverà una particolare attenzione all’artigianato italiano e al Made in Italy valorizzando i saperi, gli antichi mestieri, le tradizioni manifatturiere, la creatività e le eccellenze produttive che, insieme ai beni storici, artistici e paesaggistici, concorrono alla definizione dell’identità dei territori, e rendono l’Italia un punto di riferimento in tutto il mondo. La Fondazione si impegna a raccontare e a far conoscere a un pubblico sempre più ampio questo patrimonio culturale attraverso aperture e visite speciali, selezionate grazie all’attenzione e curiosità inesauste della sua Rete territoriale e alla collaborazione con Confindustria e Museimpresa.

“Le Giornate FAI ci ricordano che il nostro patrimonio storico, artistico e agricolo suscita non solo conoscenza, ma anche capacità e desideri. È un bacino di ispirazione per i cittadini, italiani e stranieri, che vogliono vivere in un mondo, anche domestico, in continuità con lo stile, la qualità e il gusto del nostro Paese. E lo è, nello stesso tempo, per i protagonisti del Made in Italy, che con la loro creatività e la serietà del loro lavoro assicurano all’Italia quella continuità creativa e produttiva che è uno degli inebrianti profumi che la rendono il Paese più desiderato al mondo” ha dichiarato il Presidente del FAI Marco Magnifico. Le Giornate FAI d’Autunno si inquadrano nell’ambito delle iniziative di raccolta pubblica di fondi occasionale (Art 143, c 3, lett a), DPR 917/86 e art 2, c 2, D Lgs 460/97). Partecipare alla visita con una donazione significa sostenere la missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione. Ogni Iscritto al FAI e chi farà la tessera per la prima volta durante l’evento potrà beneficiare dell’accesso prioritario in tutti i luoghi e di aperture dedicate. Iscriversi al FAI significa diventare parte di un grande progetto e rappresenta un atto d’amore per l’Italia.
Ecco una selezione di aperture nel LAZIO
ROMA

Mimit – Palazzo Piacentini

Nel cuore del quartiere Sallustiano, aprirà Palazzo Piacentini-Vaccaro – solitamente non visitabile perché sede del Mimit, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy – che racconta attraverso la sua architettura e le sue opere l’incontro tra razionalismo e arte del Novecento. Realizzato tra il 1928 e il 1932 come sede del Ministero delle Corporazioni, l’edificio nasce dal progetto di Marcello Piacentini e Giuseppe Vaccaro, che lo concepirono come una moderna “cittadella del lavoro e del sindacato”, caratterizzata da efficienza e innovazione. La grande facciata convessa su via Veneto conduce all’ingresso monumentale, con le otto formelle bronzee di Giovanni Primi. Nell’atrio, il particolare trattamento dei materiali lapidei accompagna alla grande scalinata centrale, sulla quale campeggia la vetrata policroma Carta del Lavoro di Mario Sironi, uno dei capolavori custoditi nel palazzo. Il percorso prosegue nel Salone degli Arazzi, un tempo Salone d’Onore, impreziosito dai sette grandi arazzi di Ferruccio Ferrazzi, realizzati dallo studio romano dei fratelli Eroli. Il palazzo conserva inoltre mobili d’epoca, boiseries originali e ambienti istituzionali come la sala d’attesa del ministro, lo studio del capo di gabinetto e il Parlamentino, la caratteristica sala a emiciclo destinata alle riunioni. In occasione delle Giornate FAI d’Autunno, il percorso prosegue fino alla terrazza panoramica, con una magnifica vista sui monumenti di Roma, e si conclude nel Parlamentino. La visita permette così di scoprire un edificio in cui architettura, arti decorative e storia istituzionale si incontrano in un unico percorso.

Villa Giorgina

Ingresso dedicato agli Iscritti FAI

Villa Giorgina, sede della Nunziatura Apostolica in Italia dal 1959, situata nel Quartiere Pinciano, viene aperta al pubblico per la prima volta in occasione delle Giornate FAI d’Autunno 2026. Per quanto conosciuta – Alberto Moravia vi ambientò il suo romanzo d’esordio “Gli Indifferenti” (1929) – l’alto muro di cinta che la circonda ha sempre creato un fascino misterioso, data la sua inaccessibilità. Sul sito di una villa settecentesca, nel 1913 Isaia Levi, ricco industriale torinese, incaricò l’architetto romano Clemente Busiri Vici di creare una splendida dimora, terminata nel 1922, da dedicare alla figlia Giorgina, morta a soli 18 anni di leucemia. Busiri Vici si ispirò alle celebri ville rinascimentali romane, con l’uso di laterizi e travertino, e si occupò anche della decorazione interna e del parco. Lo stesso Levi così descrisse la casa: “Questa villa è quanto di più caro io possegga. L’arricchiscono piante di valore da me coltivate con somma cura, è ricca di acqua con fontane e ninfei, frammenti antichi, scalee e serre per i fiori. La costruzione è quanto di meglio poteva realizzarsi ai nostri tempi” e poco è cambiato. I visitatori avranno la possibilità di conoscere il parco, ricco di imponenti piante e di reperti antichi, fra cui stele funerarie provenienti dalle necropoli che sorgevano ai lati della Via Salaria e un tratto di basolato proveniente, forse, dalla stessa strada consolare. Il pubblico potrà percorrere gli ambienti a piano terra dell’edificio principale, fra saloni, piccoli ambienti di ricevimento, la sala da pranzo e la cappella. La decorazione interna, ricca di fregi pittorici, recuperati da dimore antiche, arazzi, quadri, busti e opere di provenienza orientale, è rimasta in gran parte quella voluta da Isaia Levi, anche se i nunzi apostolici che si sono succeduti hanno spesso voluto integrarla con un tocco personale. Negli anni ‘20 Levi, di origine ebraica, fu un grande imprenditore e, dopo aver ottenuto l’”arianizzazione” (dichiarazione di non appartenenza alla razza ebraica), si legò strettamente al Vaticano, tanto che venne nascosto dalle suore durante l’occupazione nazista. Grato di tutto ciò, lasciò la villa alla sua morte (1949) al Pontefice, e dieci anni dopo Papa Giovanni XXIII decise di adibirla a sede della Nunziatura Apostolica.

Accademia Nazionale di San Luca

Ingresso dedicato agli Iscritti FAI

A pochi passi dalla Fontana di Trevi, Palazzo Carpegna custodisce un patrimonio artistico poco conosciuto ma di straordinario valore, che racconta secoli di storia dell’arte e dell’architettura, intrecciando i nomi di grandi maestri come Borromini, Raffaello, Bernini, Canova, Tiziano e Rubens. Dal 1934 è sede dell’Accademia Nazionale di San Luca, nata dalla Universitas picturæ ac miniaturæ, che svolgeva la sua attività a Roma sin da tempi remoti e della quale furono rinnovati gli statuti nel 1478. L’Accademia attuale fu istituita nel 1577 da papa Gregorio XIII su proposta del pittore Girolamo Muziano, con l’obiettivo di elevare il lavoro degli artisti al di sopra del semplice artigianato, anche se i nuovi statuti furono redatti nel 1593 dal primo “Principe”, Federico Zuccari. Costruito tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento per la famiglia Vaini, il palazzo fu acquistato negli anni Trenta del Seicento dal conte Carpegna, che affidò a Francesco Borromini importanti interventi di ampliamento e trasformazione. Proprio a Borromini si deve uno degli elementi più spettacolari del percorso: la Rampa Elicoidale, una scenografica spirale che conduce verso l’uscita e che, per la sua particolare concezione, poteva essere percorsa persino a cavallo. Durante le Giornate FAI sarà possibile visitare la Galleria dell’Accademia, recentemente riaperta, e scoprire una collezione formatasi nel corso dei secoli grazie a donazioni e lasciti. Tra le opere più significative spiccano il Leone che si abbevera di Gian Lorenzo Bernini, Bacco e Arianna di Pietro da Cortona, opere di Tiziano e Rubens, fino alla grande pala di Raffaello, San Luca che ritrae la Vergine, considerata l’immagine simbolo dell’Accademia. Il percorso conduce anche alla Gipsoteca, dove sono conservati modelli in gesso lasciati dagli artisti al momento del loro ingresso nell’Accademia. Qui si incontrano, tra gli altri, Antonio Canova, con l’Autoritratto e il ritratto di Clemente XIII, e Bertel Thorvaldsen, autore delle Tre Grazie e di Ganimede e l’aquila. Un’apertura eccezionale riguarderà inoltre la Biblioteca e l’Archivio, dove saranno mostrati documenti e opere normalmente non visibili. Tra questi, una lettera autografa di Giacomo Leopardi, nella quale il poeta parla delle sue difficoltà economiche, e un dipinto di El Greco, L’Adorazione dei Magi.

Attrezzeria E. Rancati

Su prenotazione

Un’occasione unica per toccare con mano l’eccellenza del Made in Italy che ha conquistato Hollywood e i palcoscenici di tutto il mondo: durante le Giornate FAI d’Autunno sarà possibile entrare eccezionalmente nella sede romana della storica attrezzeria E. Rancati, che dal 1875 realizza nella Capitale gioielli, armature e oggetti di scena per cinema, teatro e televisione. Nata a Milano nella seconda metà dell’Ottocento come laboratorio di attrezzeria teatrale, l’azienda fu ereditata nel 1864 da Giulia Sormani e prese il nome E. Rancati & C. a seguito del suo matrimonio con lo scultore Edoardo Rancati. Nel 1875 Angelo, fratello di Giulia, aprì la sede di Roma e nel 1912 il figlio Romolo consolidò i rapporti con il Teatro alla Scala – collaborando con grandi maestri quali Puccini e Toscanini, ma anche con artisti del calibro di Sironi e De Chirico – e, a partire dagli anni Trenta, accompagnò l’azienda nel passaggio dall’attrezzeria teatrale al cinema. Nonostante i bombardamenti del 1943 e un incendio nel 1993, la E. Rancati si espanse a Roma durante i decenni d’oro di Cinecittà, fornendo kolossal come Ben-Hur e film da Oscar. Oggi la quinta generazione della famiglia Sormani porta avanti la tradizione artigianale affiancandola a tecniche d’avanguardia, come la stampa 3D, e gestisce tra Milano, Roma e Londra un catalogo storico di decine di migliaia di pezzi. Durante la visita, i volontari accompagneranno il pubblico nel laboratorio, dove vengono creati gli oggetti di scena, e nell’immenso magazzino, che custodisce arredi, armi e gioielli legati alle più grandi produzioni internazionali, dal Gladiatore all’Odissea di Nolan, oltre a cimeli de I Pirati dei Caraibi, il Gattopardo, la Vita è bella, Non ci resta che piangere e molti altri capolavori del cinema mondiale.

Villa Altieri

Sede della Città metropolitana di Roma Capitale, la secentesca Villa Altieri aprirà in occasione delle Giornate FAI d’Autunno 2026 e svelerà, oltre al recupero che negli ultimi anni l’ha restituita alla collettività, il recente intervento di restauro che ha interessato la fontana monumentale, elemento peculiare dell’impianto architettonico. La dimora fu commissionata all’architetto romano Giovanni Antonio De Rossi in vista delle nozze fra Laura Caterina, nipote del papa Clemente X e unica discendente della famiglia Altieri, e Gaspare Paluzzi Albertoni. Rimase alla famiglia Altieri fino al 1858; successivamente, dopo diversi passaggi di proprietà, ha cambiato destinazione d’uso ed è stata utilizzata come carcere femminile ed educandato, fino all’acquisto da parte della Provincia di Roma nel 1975. La villa, concepita come luogo di ricevimento e spazio destinato al collezionismo antiquario, conserva ancora la facciata tardo-secentesca, caratterizzata dalla grande scalinata a doppia rampa e dalla monumentale Fontana dei Tritoni, parte dell’apparato decorativo originario. Sul retro, è visibile il cosiddetto “giardino segreto”. Sebbene la collezione antiquaria degli Altieri sia andata in parte dispersa già dalla fine del Settecento, alcuni dei reperti rimasti – tra cui lapidi, epigrafi, statue, busti e colonne – sono oggi esposti nel percorso museale al piano terra, offrendo una testimonianza del collezionismo antiquario della famiglia. Attraversare gli ambienti della villa, ammirare la loggia e la porzione restante del giardino segreto offre l’occasione di immergersi nella cultura del Sei e Settecento e di rivivere l’atmosfera di scambio intellettuale e dinamismo artistico di quei secoli, quando Roma divenne una meta privilegiata del Grand Tour e una fonte di ispirazione per mecenati e collezionisti provenienti da tutta Europa.

Villa Blanc

Aperta solo domenica 11 ottobre

Voluta dal barone Alberto Blanc tra il 1895 e il 1898, dopo la sua nomina a Ministro degli Esteri del governo Crispi, Villa Blanc si inserisce nel più ampio progetto di sistemazione del parco sulla via Nomentana, affidato all’archeologo Giacomo Boni. L’intervento si colloca nel clima di rinnovato interesse per l’antichità e per la storia di Roma che caratterizza la fine dell’Ottocento. La villa ben rappresenta il gusto eclettico del tempo, combinando armonicamente elementi e stili appartenenti a epoche e culture diverse. La decorazione pittorica e scultorea della villa costituisce un esempio unico nella cultura architettonica e decorativa romana. Il linguaggio eclettico viene qui rielaborato con grande libertà anche attraverso l’uso e l’accostamento di nuovi materiali quali il ferro, il vetro e la ceramica. La realizzazione del casino nobile fu affidata all’ingegner Francesco Mora che assemblò vari corpi di fabbrica in uno schema libero dalle forme tradizionali, tanto da risultare un insieme antologico di forme e materiali tratti da un repertorio che va dai paramenti in mattoni della torre, tipici del Medioevo, ai disegni liberty delle ceramiche invetriate della loggia. L’edificio si distingue per la combinazione di un nucleo settecentesco con nuovi corpi di fabbrica, caratterizzato da un ricco apparato decorativo che spazia dalla Sala da pranzo quattrocentesca alla torre neogotica, fino al giardino con cripta egizia. Dopo la morte del barone Blanc nel 1904 e molti anni di declino e abbandono, la villa è stata acquisita dalla LUISS nel 1997 ed è stata sottoposta a un importante restauro, terminato con la riapertura nel 2017 come parte del campus universitario della Luiss Business School.

SAN DONATO VAL DI COMINO (FR)

Il percorso proposto per le Giornate FAI d’Autunno conduce nel cuore più antico di San Donato Val di Comino, borgo medievale che conserva la struttura concentrica dell’antico insediamento fortificato e si sviluppa attorno alla Rocca e al Santuario di San Donato, tra vicoli lastricati, ripide scalinate, archi, supportici e abitazioni in pietra. Tra le tappe dell’itinerario, l’ottocentesco Frantoio a una sola macina del Convento delle Suore di Santa Maria De Mattias, dove i visitatori – solo Iscritti FAI – potranno vedere la grande macina verticale in pietra, il torchio, le pile e i pozzetti di raccolta: strumenti che raccontano il processo con cui le olive venivano trasformate in olio. Poco oltre, gli spazi dell’antica scuola femminile restituiscono un’altra storia, quella dell’istruzione delle ragazze e dell’opera delle religiose legate a Maria De Mattias, con il portale con il monogramma IHS (Iesus Hominum Salvator), le aule, il dormitorio, il refettorio, la cisterna e l’antico orto. Ancora, tra le aperture dedicate agli Iscritti FAI: il Convento di San Donato, risalente al XIV secolo e divenuto nel Seicento un importante centro religioso, agricolo e produttivo grazie ai Carmelitani della Congregazione di Mantova, con la stanza della principessa Bonaparte dove, secondo la tradizione, soggiornò nell’estate del 1878 la principessa Anna Carolina Bonaparte per motivi di salute. E ancora, i soli Iscritti FAI avranno accesso a Palazzo Quadrari, di gusto sette-ottocentesco, e all’interno della Torre dell’Orologio, uno dei simboli del borgo, costruita tra XIV e XV secolo con funzione difensiva e poi destinata a orologio pubblico: qui il racconto farà rivivere il lavoro del “regolatore dell’orologio”, incaricato della carica due volte al giorno, e la tradizione delle tre croci incise sotto il varco, legate ai briganti giustiziati nel Cinquecento.

Il borgo di San Donato Val di Comino è una delle aperture dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI d’Autunno 2026, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

GAETA (LT)

Castello Angioino

Durante le Giornate FAI d’Autunno 2026 sarà possibile visitare l’ala angioina del Castello Angioino-Aragonese di Gaeta, di cui si hanno le prime notizie già dal VI secolo, in posizione dominante sul promontorio della città, affacciato sul Golfo e inserito nel suo nucleo storico. L’ala, fatta erigere intorno al 1266 da Carlo I d’Angiò sui resti della precedente fortezza sveva di Federico II, è dal 1995 in uso all’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Si potranno ammirare gli ambienti dell’antica fortezza ed ex carcere militare, comprese la chiesa di San Teodoro, le celle e gli spazi detentivi. Il percorso toccherà anche le terrazze panoramiche con vista sul golfo e alcuni ambienti resi interattivi grazie al Progetto CHANGES (Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society) – un partenariato della ricerca dedicato al patrimonio culturale, realizzato sotto l’egida del MIUR e finanziato dall’Unione Europea attraverso NextGenerationEU – con strumenti digitali per una visita più immersiva. Il Castello Angioino ha una pianta irregolare adattata al promontorio, con murature possenti e torrioni a tronco di cono, che ne testimoniano l’originaria funzione militare e difensiva. Gli ambienti interni, su più livelli, conservano le tracce delle numerose trasformazioni e dei diversi usi del complesso, da presidio militare a carcere, fino a sede universitaria. Di particolare interesse sono le corti, gli ambienti voltati e il rapporto con le fortificazioni poste a livello superiore.

MOMPEO (RI)

Mompeo: borgo d’autore

I visitatori delle Giornate FAI d’Autunno 2026 potranno apprezzare la bellezza quasi intatta del borgo di Mompeo, tra il fiume Farfa e le pendici Sud dei Monti Sabini, dal tipico assetto “a fuso d’acropoli”, arroccato a cinquecento metri d’altitudine e circondato da una splendida campagna. Durante le Giornate FAI il percorso conduce dalla porta d’ingresso e dalle stradine lastricate alla chiesa della Natività di Maria e soprattutto al Castello Baronale, capolavoro voluto dalla potente famiglia Naro, che da metà Seicento ha plasmato il borgo, che affonda le radici nell’epoca dell’incastellamento (IX secolo), così come lo vediamo oggi. Qui si conservano importanti testimonianze di epoca romana, tra cui il celebre miliario di Augusto. Il percorso all’interno del castello attraversa i due piani seminterrati, con gli antichi magazzini, il piano terra con la cucina, gli ambienti della servitù e le stalle, e infine il piano nobile, con stanze e saloni di rappresentanza impreziositi dagli affreschi seicenteschi del pittore sabino Vincenzo Manenti, che valgono a Mompeo l’appellativo di “borgo d’autore”, e da altre testimonianze artistiche di grande interesse. Uscendo da un pittoresco ingresso secondario, si possono ammirare il giardino e il vecchio frantoio, risalente agli inizi del Novecento. Domenica 11 ottobre, al mattino, l’archeologo Federico Giletti accompagnerà i visitatori in un approfondimento dedicato al territorio di Mompeo in epoca romana e all’antica via che lo attraversava.

Il borgo di Mompeo è una delle aperture dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI d’Autunno 2026, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

RONCIGLIONE (VT)

Chiesa di Sant’Eusebio di Ronciglione

Durante le Giornate FAI d’Autunno 2026 la Chiesa di Sant’Eusebio, normalmente chiusa al pubblico, offre un’occasione rara per scoprire un tesoro archeologico e pittorico immerso nel verde della Tuscia, lungo l’antica Via Francigena. Sorta su mausoleo romano tardo-antico, una tomba pagana dedicata a Flavius Eusebius, poi trasformata in luogo di culto cristiano tra il VII e l’VIII secolo, la chiesa racconta una continuità di culto millenaria fino all’attuale struttura romanica del XII secolo. Tra le peculiarità spiccano l’Albero di Iesse, affrescato tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo, considerato la rappresentazione monumentale più antica d’Europa che precede anche la celebre vetrata di Saint-Denis, e i 53 graffiti in scrittura onciale, il corpus più grande e studiato di questo tipo. Il percorso permette di scoprire anche il ciclo pasquale, con l’Ultima Cena bizantina e una rara Lavanda dei piedi, tre sante in processione, i pannelli votivi tra il XIV e il XV secolo. Nel mausoleo, la Visitazione e la sorpresa barocca: mossa da intenti controriformisti della diocesi di Sutri, in pieno Seicento un’audace operazione di stacco a massello inserì nella parete di fondo una venerabile Madonna in trono del primo Quattrocento, incorniciata ex novo tra i Santi Eusebio e Stefano. Sopra l’altare si trova l’imago clipeata del Pantocratore con i Santi, tra cui il patrono Sant’Eusebio. Per gli Iscritti FAI sono previste visite speciali con l’architetto Pietro Paolo Lateano, curatore degli ultimi restauri, che accompagnerà i visitatori alla scoperta delle stratificazioni e del recupero di questo gioiello millenario.

 

 

Elenco completo dei luoghi aperti nel LAZIO e modalità di partecipazione all’evento su:

 

https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-autunno/i-luoghi-aperti/?regione=LAZIO

 

 

*****

 

Si ringrazia la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, da anni al fianco del FAI in occasione degli eventi nazionali. Nel corso delle Giornate FAI d’Autunno 50 siti storici, artistici e culturali destinatari di finanziamenti europei, saranno visitabili a testimonianza dell’impegno dell’Europa nella salvaguardia e sviluppo del patrimonio culturale italiano ed europeo. Le Giornate FAI d’Autunno 2026 si svolgono in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con il Patrocinio del Ministero della Cultura, di Regione Lazio, di tutte le Regioni e le Province autonome italiane.

Si ringraziano la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, da tempo al nostro fianco con i suoi volontari, e il Ministero della Difesa, lo Stato Maggiore della Difesa e le Forze armate che hanno concesso l’apertura di alcuni loro luoghi simbolo. Si ringrazia il Fondo Edifici di Culto per averci concesso l’apertura di alcune chiese di sua proprietà nell’ambito dell’accordo di collaborazione siglato con il Ministero dell’Interno. Un ringraziamento per il generoso sostegno alla buona riuscita della manifestazione all’Arma dei Carabinieri e alla Croce Rossa Italiana.

Si ringraziano Confindustria e Museimpresa per la collaborazione nell’individuazione e nel coinvolgimento di imprese e musei d’impresa che, in occasione delle Giornate FAI d’Autunno, apriranno eccezionalmente le proprie porte al pubblico, quali testimonianze significative del saper fare italiano.

 

Le Giornate FAI d’Autunno 2026 sono rese possibili grazie al fondamentale sostegno di importanti aziende illuminate:

Dolce&Gabbana, la casa di moda che fin dalla sua fondazione riconosce e promuove le eccellenze artigiane italiane e il patrimonio artistico e culturale del territorio, vicina al FAI in qualità di Partner. Una speciale collaborazione basata sui valori comuni di italianità, amore per il Fatto a mano, responsabilità etica, formazione delle giovani generazioni, creatività e bellezza.

Groupama Assicurazioni, tra i principali player del settore assicurativo in Italia, da sempre impegnata nella salvaguardia del nostro patrimonio e già Corporate Golden Donor del FAI, rinnova il suo sostegno all’evento in qualità di Sponsor per il quarto anno consecutivo.

Nims, società del Gruppo Lavazza e specializzata nella vendita diretta dei sistemi Lavazza in Black e Lavazza Tablì con macchine da caffè in comodato d’uso gratuito, rinnova il suo sostegno al FAI come Sponsor dell’evento. Una collaborazione che prosegue guidata dall’amore per la bellezza e la cultura italiana e dalla condivisione di valori quali la cura e l’attenzione per i luoghi, la presenza capillare sul territorio e il desiderio di offrire esperienze autentiche.

Seda packaging Group, fondato ad Arzano (Napoli) e leader internazionale nella produzione di packaging alimentare in carta, è al fianco della Fondazione per il secondo anno consecutivo. Una collaborazione che rappresenta la naturale espressione dei valori dell’azienda e del suo impegno verso le generazioni future, in piena sintonia con la missione del FAI.

Italo, primo operatore privato italiano sulla rete ferroviaria ad alta velocità, rinnova il proprio sostegno al FAI, contribuendo a promuovere un turismo sostenibile e a favorire la scoperta dei luoghi più significativi del patrimonio culturale italiano.

Si ringrazia Ferrero, storica amica del FAI, da sempre impegnata nello sviluppo delle comunità e al rispetto dell’ambiente, per il prezioso sostegno all’evento.

Grazie, inoltre, a Ferrarelle Società Benefit, Partner degli eventi istituzionali e acqua ufficiale del FAI, che ha donato il proprio prodotto per l’iniziativa ed è presente tra i luoghi visitabili con il suo Parco Sorgenti di Riardo (CE), patrocinato FAI ed esempio virtuoso di gestione responsabile delle risorse custodite, nonché di valorizzazione del patrimonio agricolo-paesaggistico.

 

Le Giornate FAI d’Autunno chiudono la Settimana di sensibilizzazione Rai dedicata ai beni culturali in collaborazione con il FAI. Dal 5 all’ 11 ottobre, come ormai da oltre 10 anni, Rai conferma l’impegno del Servizio Pubblico multimediale alla promozione, cura e tutela del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico italiano. Rai sarà infatti in prima linea al fianco del FAI con tutti i canali radiofonici e televisivi e attraverso RaiPlay e RaiPlay Sound per creare un racconto corale che metterà al centro la bellezza e la sostenibilità del nostro patrimonio. Rai è Main Media Partner del FAI e supporta in particolare le Giornate FAI d’Autunno 2026 anche attraverso la collaborazione di Rai per la Sostenibilità ESG.

 

Il FAI ringrazia la FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta per la preziosa e duratura collaborazione, che rappresenta un passo importante volto a coniugare la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale con un modello di mobilità dolce, capace di valorizzare i territori e ridurre l’impatto ambientale.

 

Grazie di cuore per l’organizzazione e la gestione dell’iniziativa a tutti i Delegati della Rete territoriale del FAI – 19 Direzioni Regionali, 135 Delegazioni, 113 Gruppi FAI, 94 Gruppi FAI Giovani e 18 Gruppi FAI Ponte tra culture – e a tutti i volontari attivi in Italia.

 

Un ringraziamento speciale agli oltre 9.000 Apprendisti Ciceroni, studenti appositamente formati che accompagneranno il pubblico alla scoperta dei luoghi aperti, vivendo un’esperienza di cittadinanza attiva e partecipazione culturale.

Infine, un sentito grazie ai proprietari dei luoghi aperti e alle amministrazioni comunali che hanno aderito all’iniziativa, contribuendo a rendere possibile questo straordinario evento diffuso.

 

FAI – Ufficio Stampa, Radio, TV e Nuovi Media:

Responsabile Ufficio Stampa, Radio, TV e Nuovi Media Daniela Basso tel. 347.6384362; d.basso@fondoambiente.it

Ufficio Stampa e Nuovi Media Francesca Decaroli tel. 338.1229565; f.decaroli@fondoambiente.it

Ufficio Radio e TV Levina Moguilewsky tel. 335.7776814; l.moguilewsky@fondoambiente.it

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