FUTURAcqua, mega installazione in piazza XXIII Settembre

Rieti è pronta ad accogliere l’onda di FUTURAcqua. In campo la scuola italiana, con il protagonismo e la partecipazione degli studenti.

La navicella di Futura toccherà Rieti per l’ultima tappa di questo anno scolastico il 7, 8 e 9 giugno.

Il capoluogo sabino con l’Istituto di Istruzione Superiore Celestino Rosatelli, scuola capofila del progetto, ha puntato i riflettori sull’acqua “dolce”.

Nelle foto “L’acqua è di tutti” installazione artistica interattiva che fonde insieme arti plastiche, musica e filosofia del riutilizzo.

Con L’acqua è di tutti gli autori hanno inteso affrontare il tema dell’acqua come bene sociale e relazionale, sintetizzandone gli aspetti etici ed estetici in una forma energicamente simbolica.

La copertura dell’opera è composta da 3.000 bottiglie di plastica di recupero. Ha l’aspetto di una gigantesca Bottiglia abbandonata come un rifiuto e, per effetto del suo particolare design,  leggermente interrata. Le sue dimensioni permettono a un buon numero di fruitori di entrarvi simultaneamente e sostarvi per il tempo che desiderano.

Questa imponente struttura funge da involucro a quattro manufatti artistici, in tutto simili a fontane, che invitano i fruitori ad avvicinarsi all’acqua e svelare la loro segreta funzione.
Essi, infatti, sono vere e proprie Fontane sonore, e la Bottiglia il loro auditorium: quando si avvicina la mano agli erogatori, le Fontane sospendono il flusso d’acqua e suonano la linea melodica di uno strumento ad arco.

Con un solo, semplicissimo gesto si ferma simbolicamente lo spreco e si esegue della sognante musica originale. Se le Fontane sono azionate due o tre alla volta nello stesso intervallo di tempo, si fanno suonare altrettanti strumenti in perfetta armonia, e pertanto si esegue in tempo reale una musica polifonica.

La composizione, scritta appositamente per l’installazione, sgorga in tutta la sua completezza solo quando tutte e quattro le Fontane sono attive, ed è come se evocasse, dall’acqua, un quartetto d’archi.

È possibile innescare una serie innumerevole di combinazioni armoniche, di “ingressi” e di “uscite” a tempo; accostamenti imprevedibili di suonatori del risparmio idrico; situazioni piacevoli, idilliache, avvincenti, spassose.

Ogni volta che l’opera è stata esposta, gli utenti – adulti e bambini, addetti ai lavori artistici e semplici passanti – hanno risposto mettendosi in gioco senza soggezioni, conquistati dall’idea originale e dal suo funzionamento.

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