Finito il lockdown l’uomo torna a dimostrare la sua malvagità

È finito il lockdown e il piede gigante, maldestro, arrogante dell’uomo schiaccia ciò che c’era prima di lui: la natura, gli animali, la vita.

Dove nasceva un fiore oggi è tornata la morte. Un capriolo è stato trovato alle 6:20 del mattino senza vita a bordo strada sulla Salaria per L’Aquila, altezza zona industriale. Nessuno si è fermato a soccorrerlo,  se c’era qualcosa da fare per salvarlo non è stato fatto.

Gli animali erano tornati in quei luoghi loro di diritto, occupati abusivamente e tentacolarmente dall’uomo il quale, in barba a tutto, ha asfaltato, cementificato, tagliato, bruciato ed ucciso. Gli animali sono stati nuovamente sfrattati da casa loro, relegati a piccoli oscuri angoli ormai deperiti, privi di cibo, di futuro.

Mentre un capriolo viene investito, un istrice schiacciato, un elefante dilaniato o un riccio preso a calci, l’uomo con la spocchia di chi si sente padrone del mondo continua a distruggere il proprio luogo, lì dove dovrebbero crescere i suoi figli, ai quali, spesso, purtroppo viene ancora insegnato a dare un calcio ad un cane per allontanarlo, ma no a non buttare un guanto di plastica a terra.

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