Fdi: Non rimarremo impassibili davanti alla lenta implosione della sanità reatina

A seguito del Consiglio Comunale di ieri, sulla Sanità locale, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia Rieti esprime alcune considerazioni.

E’noto che la Asl di Rieti sia la più grande azienda del territorio, impiegando circa 2000 dipendenti e producendo un indotto che tiene in vita una provincia ormai in grande sofferenza, a seguito della debacle industriale che ha visto chiudere quasi il 90 % delle industrie.

Questo è uno dei tanti motivi che ci impediscono di rimanere impassibili davanti alla lenta implosione di questa fondamentale realtà e al suo continuo impoverirsi di servizi e assistenza.

E’ drammatico lo scenario che ci appare, a distanza di pochi mesi dalle allettanti promesse della Direzione Generale ASL reatina, che ci aveva prospettato una situazione completamente diversa, infondendo speranze presto disattese, visto lo svuotamento in atto, al posto del ventilato potenziamento e addirittura del semplice mantenimento dei servizi essenziali.

Assistiamo sconcertati all’annientamento dei reparti specialistici chirurgici sostituiti dall’ introduzione del concetto di intensità di cure espresso con la week surgery e long surgery (tanto per non farci mancare anche lo smantellamento della lingua italiana in favore degli inglesismi) e all’assenza di lungodegenze adeguate per competenza e capienza.

Oltre questo, sono stati prodotti una serie di decreti del Commissario ad Acta che, attraverso meccanismi aritmetici trasparenti, vogliono far apparire inadeguata l’offerta sanitaria locale rispetto a quella fornita sia dalla città di Roma che dalla vicina Terni, per le quali sono evidenti i frutti di antiche scelte.

A gravare sul bilancio negativo anche le discutibili scelte aziendali relative alle nomine a livello infermieristico, che hanno trasformato molti dipendenti in professionisti ben retribuiti ma dalle competenze che non hanno nulla a che vedere con la funzione ricoperta.

Nel contempo si è pensato a stravolgere anche l’atto aziendale con la creazione di nuove attività sul territorio come la struttura fisiatrica di Poggio Mirteto, cattedrale nel deserto che, come era da immaginarsi, non riesce a decollare.
Altra vittima del processo di destrutturazione è il reparto di Chirurgia Generale, sostituito da una struttura definita “Unità Semplice di Chirurgia Territoriale Dipartimentale per la Chirurgia a ciclo breve”, utilizzando il personale già in ruolo, sabotando l’attività ospedaliera chirurgica principale a discapito dei pazienti e di chi ci lavora.

Ulteriore nota dolente riguarda il Pronto Soccorso, che in questi anni di programmazione ha visto la creazione di strutture finalizzate al trattamento di patologie importanti, senza gravare con il ricovero sul bilancio aziendale, in un’ottica di risparmio che però non viene reinvestito sul rinnovo delle tecnologie ma in settori non prioritari come il Risk Management, la Formazione, il controllo Antincedio. Basti pensare che allo stato attuale, in molti giorni del mese, i servizi di OBI (osservazione breve intensiva) e Murg (medicina d’urgenza) risultano sguarniti di personale medico.
Altro problema riguarda l’Ostetricia che barcolla sul filo della chiusura, con personale ridotto ai minimi termini e privo di un “percorso nascite” e di un ambulatorio delle gravidanze a rischio.
Tra l’altro sarà difficile non vedere affondare anche questa struttura senza il rinnovo delle convenzioni con i neonatologi del Gemelli e del Bambino Gesù.

La carenza di organico mette in ginocchio anche il reparto di Fisiatria che sia a Rieti, sia a Poggio Mirteto, vede pazienti post-acuti impossibilitati al ricovero per mancanza di personale di assistenza.

Questo è la situazione nella quale i professionisti sono costretti ad operare e non c’è da meravigliarsi che chi può cerchi un trasferimento altrove.

A cosa si deve attribuire questo processo involutivo? Mancanza di progettualità, gestione miope e riduzione di risorse materiali? A cosa è dovuta la cronica mancanza di interesse da parte della Regione Lazio verso il nostro nosocomio, mai riconosciuto come Ospedale di zona svantaggiata, a differenza del nosocomio di Monterotondo, che insiste in una zona sicuramente meno svantaggiata del reatino?

Il Gruppo Consiliare di Fratelli D’Italia a seguito del documento congiunto, presentato da tutte le forze politiche e approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale rilancia l’invito al Presidente Zingaretti, all’Assessore D’Amato e alla comunità tutta al fine di contrastare l’attuale “mala gestio” e fermare il declassamento dell’ultima grande risorsa della provincia di Rieti, già tartassata da un’imperante crisi economica, da un annoso isolamento infrastrutturale e messa in ginocchio dal dramma del recente sisma.

Il Gruppo Consiliare di fratelli d’Italia Rieti
Claudia Chiarinelli
Morena De Marco
Matteo Carrozzoni
Francesco Forgini

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