European Consumers: “Soldi per il fiume Velino, per salvarlo o distruggerlo?”

“Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha dato il via alle azioni del Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico lanciato a febbraio, concordato con le Autorità di Bacino, i Commissari di Bacino ed i Commissari per l’Emergenza insieme alle Regioni, che prevede l’avvio della spesa già nel 2019 dei primi 263 interventi per oltre 315 milioni di euro.

Il Ministro Costa nel documento relativo al Piano Stralcio 2019, gli interventi scelti sono quelli che Regioni e Province autonome hanno ritenuto essere di più celere attuazione, a prescindere dal livello di progettazione disponibile, e che sono necessari per la tutela della sicurezza della popolazione del territorio. In provincia di Rieti sono stati finanziati per 420.000 euro i lavori straordinari di manutenzione dell’alveo del fiume Velino.

Speriamo che queste ingenti cifre non vengano utilizzate, come già purtroppo avvenuto in passato, per artificializzare le sponde, tagliare la vegetazione arborea, distruggere la vegetazione acquatica di uno dei pochi fiumi laziali ancora in discrete condizioni, almeno fino a Rieti.

A Rieti, tra Ponte Cavallotti e Ponte Romano, e fino a Piediluco i precedenti interventi hanno causato disastri ambientali (palizzate artificiali, taglio alberi, artificializzazioni delle sponde con massi etc.).

Ricordiamo che i boschi di pioppi e salici sono habitat di interesse comunitario e dovrebbe essere cura e vanto delle comunità locali considerarli elementi di pregio, fondamentali per la creazione di reti ecologiche efficienti.

Inoltre la vegetazione, sia spondale che sommersa, contribuisce all’assorbimento di sostanze tossiche (come i pesticidi di origine agricola, ma anche i metaboliti delle medicine) sversate nel corso d’acqua, contribuisce a contrastare l’erosione delle sponde, mitiga il clima urbano.

Qualsiasi Piano di gestione fluviale deve partire da queste considerazioni. In base alle modifiche apportate all’art. 9 del D.lgs. 49/2010 dalla Legge 97/2013, era stata inserita nel decreto la verifica di assoggettabilità del Piano di Gestione Rischio Alluvioni alla VAS. Il ruolo di autorità proponente era svolta dall’Autorità di Bacino Nazionale a cui era attribuito il ruolo di coordinamento a livello di Distretto Idrografico in virtù dell’art. 4 del D.lgs. 219/2010.

Il D.L. 91/2014, ha disposto l’esclusione dalla verifica di assoggettabilità alla VAS (valutazione ambientale strategica) della parte dei piani di gestione del rischio di alluvioni per il distretto idrografico di riferimento, di competenza delle regioni, in coordinamento tra loro, nonché con il Dipartimento nazionale della protezione civile, riguardante il sistema di allertamento, nazionale, statale e regionale, per il rischio idraulico ai fini di protezione civile, con particolare riferimento al governo delle piene (art. 10, comma 10).

European Consumers ritiene che il Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico e i piani di gestione del rischio di alluvioni (PGRA), come tutti i piani che hanno un potenziale impatto ambientale, devono essere sottoposti integralmente a Valutazione Ambientale Strategica (VAS) Nazionale per garantire (art.4 comma 4 Parte II Titolo I del D.lgs. 152/2006) un elevato livello di protezione dell’ambiente e contribuire all’integrazione di considerazioni ambientali nelle varie fasi di elaborazione, adozione e approvazione dei Piani stessi, in modo che siano coerenti a livello nazionale e contribuiscano alle condizioni per uno sviluppo sostenibile.

Ritiene necessaria in particolare l’applicazione, in qualsiasi azione di gestione o manutenzione idraulica riguardante laghi e fiumi naturali, di tutte le norme favorevoli al miglioramento ecologico e alla protezione della biodiversità per evitare che a livello locale si disattenda agli scopi generali delle Direttive a tutela dell’ambiente e del territorio (Direttiva 2000/60 “Acque”, Direttiva 92/43/CEE “Habitat”, Direttiva 2009/147/CE “Uccelli”, Decreto Legislativo del 3 aprile 2006, “Norme in materia ambientale”).

Ricordiamo, inoltre, che nell’art. 3 -quater n. 152 del Decreto Legislativo del 3 aprile 2006, “Norme in materia ambientale”, si legge che l ́attività della pubblica amministrazione, nell’ambito della scelta tra interessi pubblici e privati connotata da discrezionalità, deve dare considerazione prioritaria alla tutela ambientale. La WFD Guidance Document N. 8 ritiene fondamentale la partecipazione pubblica (come intesa nel preambolo 14 della Direttiva 2000/60) che si sviluppa fornendo le informazioni, attuando una consultazione, incoraggiando un coinvolgimento attivo da parte delle Autorità Pubbliche.

A tutti i cittadini deve essere permesso l’accesso agli elaborati previsti dagli adempimenti della Direttiva 2000/60 (valutazione preliminare, mappe di pericolosità e di rischio di alluvione, piano di gestione del rischio di alluvioni) e a esprimere le proprie opinioni.

Invitiamo quindi tutti a consultare quanto prodotto dall’autorità di Bacino sul suo sito (http://www.abtevere.it/sites/default/files/datisito/piano_gest_risch_all/CI_03032016_approvazione/C_PGRA_UoM_Bacino_Tevere/BacinoTevere_Misure%20AO.pdf) e a segnalarci eventuali problematiche.

In base a quanto stabilito all’art. 14 della Direttiva 200/60 per promuovere il coinvolgimento attivo di tutte le parti interessate per ciascun distretto idrografico nella redazione del piano, devono essere pubblicati e resi disponibili per osservazioni:
i) il calendario e relativo programma di lavoro delle attività da svolgere, comprese le fasi di consultazione, per giungere alla redazione del piano;
ii) la valutazione globale provvisoria dei principali problemi di gestione delle acque identificati nel distretto;
iii) il progetto del piano di gestione del rischio alluvione.

Analizzeremo come associazione il materiale pubblicato dall’Autorità di Bacino con particolare attenzione a possibili impatti ambientali dei progetti previsti sul fiume, alla trasparenze delle fasi di coinvolgimento degli stakeholder (passate, presenti e future) e soprattutto se verranno applicate le normative a tutela della biodiversità o si favoriranno eventuali interessi privati che traerebbero giovamento dall’artificializzazione del fiume e dal taglio della vegetazione di sponda.”

Marco Tiberti – European Consumers

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