European Consumers: “La privatizzazione della raccolta rifiuti a Cittaducale porta vantaggi ai cittadini?”

“Notoriamente, il ciclo dei rifiuti in Italia è stato sempre caratterizzato da scarsa trasparenza da parte delle amministrazioni locali, con gestioni spesso inquinate direttamente dall’ingombrante presenza di criminalità organizzata, corruzione e conflitti di interessi.

Per i comuni, i rifiuti sono un problema ma, una volta che viene effettuata un’adeguata raccolta differenziata, i materiali riciclabili acquistano un valore di mercato. A fronte di una buona differenziata aumentano i guadagni per le ditte che li gestiscono e dovrebbe conseguentemente diminuire il costo del servizio a carico dei cittadini. Ma siffatta logica scansione temporale spesso sembra non aversi anche grazie alla, voluta o no, scarsa trasparenza dell’intero processo.

A Cittaducale, l’ex-sindaco Ermini afferma che rispetto alla sua amministrazione, si è avuta, con l’attuale, una riduzione nell’uso dei mezzi e degli interventi. Abbiamo potuto constatare, osservando l’accumulo di rifiuti differenziati nelle case, che questa asserzione sembra corrisponde in pieno al vero.

Sempre l’ex-sindaco Ermini ha affermato che prima del porta a porta, si spendevano circa 900.000 euro e il servizio era svolto con un solo compattatore e 3 operai. Oggi il servizio costa circa lo stesso ma, per svolgerlo, sono impiegate 8 unità a tempo pieno, due part time e circa 7 mezzi tra compattatori e altri[3]. Marco Tiberti, presidente di European Consumers, ha richiesto al sindaco uscente Ermini, al sindaco attuale Leonardo Ranalli e all’assessore al turismo Alessandro Cavallari, nostro caro conoscente: se la raccolta differenziata avesse un valore; quale fosse il fatturato economico a essa associata e come fosse stato speso il cospicuo denaro derivante dagli introiti della stessa.

I suddetti, non hanno saputo fornire informazioni di dettaglio sul fatturato economico legato alla raccolta differenziata ma hanno ammesso che il denaro guadagnato rimane, in buona sostanza, interamente nelle tasche della ditta coinvolta.

Hanno anche affermato che significativi introiti hanno permesso alla summenzionata ditta privata che gestisce il servizio (Rieco Spa) di aumentare il numero di operatori e di acquistare compattatori. La ditta ha inoltre assunto delle persone del luogo.

A tale ultimo proposito, quindi, sorge spontanea la domanda del perché, se vi sono “ingenti” introiti, il servizio non possa essere gestito in modo pubblico e, quindi, con maggiore trasparenza.

È, allora, importante capire quanto è il fatturato economico sotteso e non solo per un fatto di trasparenza. Se la raccolta differenziata aumenta, infatti, aumentano gli introiti della ditta privata e, quindi, devono diminuire i costi per il contribuente.

L’attuale amministrazione, ufficialmente per risparmiare, si è rivolta a un’altra azienda (Saprodir), il cui amministratore delegato Alberto Berardocco è anche Presidente e legale rappresentante di Rieco[4], mentre Angelo Di Campli è consigliere di amministrazione in entrambi le società. Ma nulla è cambiato, anzi il servizio al contribuente costa attualmente, secondo l’attuale amministrazione, circa l’11% in più, mentre, secondo Ermini, il 15 %, nonostante i cittadini differenziano circa il 70 %. L’aumento della TARI del 15 % è citata anche in un volantino diffuso a Cittaducale dal consigliere comunale Monaco Matteo (link).

Eppure l’applicazione dell’art. 205 comma 3 bis del decreto legislativo 152/2006 prevede che, in presenza di una raccolta differenziata pari o maggiore al 65 %, è possibile applicare la riduzione dell’importo dovuto.

La situazione è simile a molti comuni del Nord Italia, che differenziano spesso più del 60% ma i locali cittadini continuano a subire rincari. In Lombardia, con una raccolta differenziata al 68,1, vi sono continui aumenti della tassa sui rifiuti: a Lecco (+12%), a Lazzate (Monza) (+25%), solo per citarne alcuni[5].

European Consumers, oltre ad analizzare la questione a livello nazionale, attende informazioni dall’attuale amministrazione di Cittaducale sul perché altri comuni virtuosi riescano ad abbassare i contributi dei cittadini in conseguenza di un efficace raccolta differenziata, che trasforma i rifiuti in risorsa, mentre a Cittaducale i costi continuano a salire parallelamente agli introiti della ditta privata.

Un’altra grave perplessità riguarda anche il rinnovo addirittura ventennale per la ditta la cui gestione, nelle condizioni attuali, non si è fino ad adesso rivelata un vantaggio economico per i cittadini.

Scarsa trasparenza abbiamo potuto osservare anche nel settore imballaggi. Ed anche qui è evidente la sproporzione a favore del privato di materie che, per la necessità di assoluta trasparenza dell’intera filiera e per tutelare pienamente gli interessi dei cittadini, dovrebbero, come per l’acqua, essere di assoluto controllo pubblico.

European Consumers ritiene strategico che l’intero ciclo della raccolta dei rifiuti sia gestita in ambito di controllo pubblico. È questo l’unico modo di contabilizzare in modo efficiente e trasparente la quantità di rifiuti trasformati dalla stessa raccolta differenziata in merci con valore di mercato.

Riteniamo che allo stato attuale, nei comuni che gestiscono la raccolta affidando tutto il ciclo ai privati, come Cittaducale, la contabilizzazione del materiale raccolto e il suo valore di mercato non possa assolutamente essere trasparente in quanto gestito unicamente in ambito privato. Sembra evidente dalle stesse dichiarazione dei politici locali che l’indotto di affari sia molto elevato. Di fatto la mancanza di trasparenza sembra andare parallelamente a un aumento dei costi per il contribuente e a guadagni a senso unico per le ditte private che gestiscono una filiera sicuramente strategica.

Richiediamo inoltre ai sensi della Direttiva 2003/4/CE[6] “sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale” e del D.lgs. 195/05 di “attuazione della direttiva 2003/4/CE sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale” la completa trasparenza dei dati relativi ai cicli dei rifiuti comunali e la loro disponibilità per il cittadino essendo materia di prioritario interesse ambientale.
Apprendiamo da un articolo del 3 settembre 2019 che l’attuale amministrazione ha promesso una diminuzione delle tariffe[7].

Per assistere alla seduta del consiglio comunale di Cittaducale che parla delle problematiche relative alla Tari (LEGGI)

[2] Manuela Pelati. Reati ambientali e corruzione nel ciclo dei rifiuti: Roma è da record (LEGGI)
[3] Durante il Consiglio Comunale del 29 Aprile 2019 (link alla fine della pagina) si è affermato il servizio comprensivo di porta a porta costava con la Rieco 806.000 mentre attualmente Saprodir 858.000.
[4] (LEGGI)
[5] Castaldo A., Foschi P. Tari, nei comuni virtuosi si paga di più. Perché? (LEGGI)
[6] (LEGGI)
[7] (LEGGGI)
(LEGGI)
Marco Tiberti – European Consumers

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