EMESSE CAMBIALI PER 200 MILA EURO CON FIRMA FALSA

Cambiale

Per un figlio, o una figlia come nel caso in questione, si fa di tutto. Ma anche al “tutto” c’è un limite e lo prova l’indagine in corso su una donna, professionista reatina operante nel settore sanitario, che ha avuto la bella pensata di emettere una serie di cambiali (quattro per la precisione, a meno che nel corso dell’indagine non scaturiscano altre brutte sorprese) per un totale di 200.000 euro firmate, non proprio regolarmente, dal genitore.
Visto che questo ultimo è risultato del tutto ignaro di quanto stava accadendo, almeno fino a quando le  cambiali non onorate hanno indotto l’istituto bancario ad avvertire M.F, (il padre), pensionato tutto sommato benestante ma non certo da poter essere definito  ricco, così da invitarlo al pagamento.

La prima scoperta da parte del padre, rapidamente accorso presso l’agenzia bancaria, è stata che le cambiali in questione non erano mai state firmate da lui (in poche parole la firma era stata falsificata), così come la scrittura che ne aveva riempito il contenuto. La seconda scoperta, ancora più amara, è poi stata che quella contraffazione era stata eseguita, con ogni probabilità, dalla figlia, con la conseguente, sebbene altrettanto amara, decisione di dare mandato all’avvocato Francesco Persio per procedere ad esposto-querela affinché si riuscisse a venire a capo di una vicenda che andava sempre più a complicarsi, a danno del malcapitato genitore, sia sotto l’aspetto di un comunque non trascurabile e più che possibile danno finanziario, sia sotto quello dei legami affettivo-famigliari attraverso una svolta improvvisa quanto tremenda.

Un esposto, quello presentato dall’avvocato Francesco Persio, che si è reso in ogni caso necessario anche perché le cambiali suddette avevano percorso il loro iter naturale in caso di mancato pagamento (leggasi protesto), con tutte le problematiche non certo piacevoli che scattano in casi del genere.
Di certo una vicenda poco edificante, che attende ora di essere definitivamente chiarita sotto molti aspetti, compreso quello più doloroso legato all’esclusivo rapporto padre-figlia, per la cui eventuale soluzione sarà comunque necessario seguire strade ben più personali e difficili rispetto all’attuale fase investigativa o (nel prossimo futuro) nei possibili sbocchi di carattere giudiziario, considerato che sulla vicenda, per via di due distinti esposti, sono aperti presso la procura reatina due diversi fascicoli (pm Opilio e Santangelo), destinati probabilmente ad essere prossimamente riunificati .