D'ANTONIO: SENZA CONTRATTO NAZIONALE ANCHE I LAVORATORI REATINI SONO PIU' DEBOLI

Luigi D'Antonio

Si sta completando in questi giorni il percorso deciso già da tempo  da Confindustria e Federmeccanica,  portato avanti con determinazione dall’Amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne e che porta  alla fine del Contratto Nazionale per i lavoratori metalmeccanici.

Dopo l’accordo per Pomigliano che va a  toccare diritti indisponibili, quali il diritto allo sciopero e alla malattia, siamo arrivati alla disdetta da parte di Federmeccanica del Contratto Nazionale firmato unitariamente da tutte le OOSS nel 2008 e votato da tutti i lavoratori metalmeccanici,  ed oggi anche alle deroghe sul contratto firmato da Fim e Uilm nel 2009 senza la Fiom e senza il voto dei lavoratori.
Che ci sia un disegno così fatto da parte di Confindustria, ci può pure stare, ma che lo stesso passi anche con il consenso di Cisl e Uil, questo sinceramente un pò meno.

Gli unici che stanno facendo da spettatori in questa partita sono i lavoratori, pensa un pò, gli stessi che subiranno pesantemente queste scelte.
Abbiamo letto l’altro giorno le dichiarazioni del Segretario della Fim di Rieti che prova a rassicurare i lavoratori reatini rispetto al contratto nazionale e sostenendo che si stanno facendo i loro interessi.
Allora se ne è cosi convinto perché non va dai lavoratori e li fa decidere?

E’ mai possibile che in questo paese si fa votare su tutto, dal Grande Fratello a  Miss Italia e non si da la possibilità  ai lavoratori metalmeccanici di potersi esprimere sul proprio contratto di lavoro!
Non si capisce come mai quando i referendum li chiede la Fiat, vedi il caso Pomigliano, si fanno, mentre quando li chiedono i lavoratori no.

Se pensano di agire per il bene dei lavoratori, come dicono, facciano esprimere un giudizio ai lavoratori stessi e se sarà positivo, la Fiom rispetterà questa decisione.
Quando si da la possibilità di deroghe a livello aziendale e a livello territoriale, si sancisce nei fatti la fine del Contratto Nazionale che era l’unico elemento di solidarietà tra tutti i lavoratori in Italia. Con la fine del Contratto Nazionale verrà eliminata la possibilità dei lavoratori di discutere, all’interno delle aziende,  delle proprie condizioni di lavoro e delle condizioni economiche.

La fine del Contratto Nazionale è un danno enorme anche per tutti i lavoratori reatini in momento poi dove il nostro territorio è martoriato da una grave crisi industriale.
Quale forza avremmo a Rieti oggi nelle aziende per rivendicare salari adeguati e diritti ai lavoratori?
Questa è domanda che rivolgiamo a  Fim e Uilm.
Come si può far credere ai lavoratori reatini che eliminando il Contratto Nazionale si rafforza il loro potere contrattuale all’interno delle aziende.
Fim e Uilm sanno benissimo che a Rieti la contrattazione di secondo livello è limitata in questo periodo ad un paio di aziende.

L’unico strumento che può tutelarli ancora per il futuro è solo il Contratto Nazionale.
La Fiom si batterà in tutti i modi per sconfiggere questo disegno, rivendicando il diritto dei lavoratori ad avere un Contratto Nazionale, continuare a  contrattare le proprie condizioni di lavoro e soprattutto il diritto a poter decidere su ciò che li riguarda.
E’ per questo che invita tutti i lavoratori a sostenere questa battaglia partecipando alle iniziative di sostegno come la grande Manifestazione Nazionale del 16 ottobre a Roma.