Coronavirus, mio marito multato perchè mi accompagnava dal ginecologo in quanto incinta

Riportiamo la segnalazione inviataci in redazione da una lettrice di Rietinvetrina che nella giornata del 3 aprile 2020 è stata fermata, insieme al marito, da uno dei controlli che sta effettuando sul territorio la Polizia Stradale, per contenere l’espansione del Coronavirus.

Al termine di questo controllo gli agenti di Polizia hanno provveduto a sanzionare il marito della signora con una multa di 400 euro, perchè secondo gli stessi, l’uomo non sarebbe dovuto uscire di casa per accompagnare la moglie, nonostante lei abbia problemi di salute, non ritenendo urgente il motivo alla base dell’autocertificazione compilata dall’uomo.

“Sono una ragazza in gravidanza, invalida al 46% – commenta a Rietinvetrina la nostra lettrice – ho molti problemi di salute certificati che mi impediscono di andare da sola a piedi. Venerdi 3 aprile, alle ore 18:45, dovevo sostenere un’urgente visita ostetrica perchè percepivo delle contrazioni. Non abbiamo la macchina e quindi io e mio marito siamo andati a piedi. Ci ferma una volante della Polizia Stradale mentre stavamo tornando a casa, e a mio marito è stato fatto un verbale di 400 euro nonostante abbiamo spiegato le nostre valide motivazioni di dove eravamo andati ed il motivo per il quale lui mi stava accompagnando, dato che non posso e non riesco ad andare sola per motivi seri di salute.

Gli agenti ci hanno detto che l’azione dell’uomo non rientra nel decreto e che non è questa una giustificazione per potermi accompagnare. Poteva farlo solo se avessimo avuto la macchina, cosa che non abbiamo. È davvero vergognoso! Perché abbiamo visto fermare molte persone che facevano la passeggiatina senza avere una necessità valida per uscire e alle stesse non è stato fatto nessun verbale!”

La nostra lettrice tiene anche a sottolineare il bel gesto ricevuto, invece, dall’Arma dei Carabinieri:

“Il 26 marzo quando sono andata a fare un’altra visita ci hanno fermato i Carabinieri dicendoci di mantenere la distanza di sicurezza. Ho risposto che quell’uomo al mio fianco era mio marito e che mi teneva sottobraccio perchè soffro di vertigini posizionali in quanto in gravidanza. Anche in quell’occasione stavamo andando a fare una visita ostetrica. A quel punto i Carabinieri si sono anche scusati e sono stati gentilissimi e non ci hanno detto nulla!”

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