Commissariamento della Camera di Commercio, AREA: “Zingaretti ed il PD odiano Rieti”

CCIAA Rieti

“Ed alla fine la querelle sulla Camera di commercio ha avuto l’epilogo che immaginavamo: commissariato l’ente con un uomo di fiducia del PD, l’ex consigliere comunale Giorgio Cavalli.

Preparando di fatto l’accorpamento con Viterbo, avendo indebolito l’Ente reatino, con un commissario che essendo espressione della spartizione politica, di certo non risponde agli interessi del territorio ma alle volontà di chi lo ha nominato. Così Zingaretti continua il suo progetto di destrutturazione e desertificazione della nostra provincia.

E’ di questi giorni la polemica dei sindacati del comparto sanitario (che finalmente si sono svegliati) sulle stabilizzazioni, ultimo atto dell’indebolimento del nostro nosocomio, mentre nei giorni precedenti avevamo visto la contrazione dei finanziamenti per il trasporto pubblico, che faceva seguito alla dissoluzione del consorzio industriale ed all’accorpamento con Viterbo del consorzio di bonifica.

Un susseguirsi di atti che hanno portato a trasferire in altre sedi i luoghi decisionali per il nostro territorio, in un disegno chiaro del presidente Zingaretti e del centro sinistra: cancellare la provincia di Rieti. Del tutto scomparso il consigliere Refrigeri, più interessato ad altre faccende e a non crearsi attriti con il presidente della regione, attivo il deputato Melilli, che cerca con il protagonismo personale di far dimenticare ai reatini quanto avviene.

Di fatto un vero e proprio commissariamento del nostro territorio trasformato in una “proprietà privata” dei dirigenti della sinistra, spogliando i cittadini della possibilità di scegliere e decidere del proprio destino. La cosa che maggiormente indigna è che la nostra provincia, ferita dal terremoto, avrebbe dovuto vedere la regione Lazio in prima linea per un piano di interventi che permettessero il rilancio dell’economia, ed arginassero lo spopolamento conseguente alla crisi.

Ed invece abbiamo visto esattamente il contrario: paralisi totale nella ricostruzione, penalizzazione dell’economia, destrutturazione degli enti territoriali. La rabbia per quello che stiamo subendo, deve trasformarsi in incentivo a ribellarsi contro un sinistra il cui unico interesse è controllare ogni settore, con un’occupazione militare del territorio.

Ci auguriamo che il centrodestra locale sia in grado di interpretare il sentimento di sfiducia del nostro popolo nei confronti di una Regione mai così matrigna come in questi ultimi mesi.

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