Bilancio e consulenze: ipotesi “peregrine” al vaglio della città

“Appare davvero singolare, se non addirittura grottesca, la vicenda che riguarda le casse del Comune di Rieti alla luce dei recenti sviluppi relativi ad un settore più che cruciale dell’amministrazione di palazzo di città. Contorni grotteschi se non addirittura surreali, si direbbe. Urge, al proposito, una rigorosa cronistoria.

Fine giugno 2012: dopo 18 anni di dominio incontrastato delle destre in città, il giovane Simone Petrangeli riesce nell’impresa di espugnare il governo cittadino. Ma si rivelerà subito una vittoria amara, amarissima. L’eredità lasciata dalle ultime amministrazioni, in particolare dall’Emili – bis, è pesantissima. Da collasso finanziario. Da autentico default. “Quando siamo arrivati noi – dirà Petrangeli nel comizio di chiusura dell’ultima tornata del 28 giugno – sul conto del Comune c’erano solo 16.000 euro”. La corte dei conti conferma, anzi, rincara la dose. La sezione controllo della Regione Lazio il 15.11.2012 convoca il neo sindaco, l’assessore al bilancio Bigliocchi e i revisori dei conti (presidente Giacobbi: nomina Emili).

Il quadro è drammatico. Ciò che in pochi mesi è emerso è ancor peggio di quanto sembrasse: sprechi enormi nelle spese del Welfare. Spesa del personale fuori controllo. Faldoni di fatture non pagate ritrovate negli armadi. Debiti, colabrodo con le partecipate. E dire che già nel 2010 la Corte aveva “attenzionato” l’allora Giunta Emili, il dirigente finanziario Preite e l’assessore al bilancio sui disastri già emersi nel 2008 circa il perdurare delle irregolarità già attenzionate con la deliberazione n. 42/2010/PRSE adottata sul rendiconto 2008, che concludeva con la formulazione di rilievi di grave irregolarità contabile” (pag.3). Alcuna misura era stata adottata, anzi. Sintomatica l’affermazione sulla gestione 2010, “la cui gravità è tale da incidere sulla tenuta degli equilibri di bilancio dell’esercizio in esame e, plausibilmente, di quelli futuri” (pag. 4).

Il provvedimento sopra citato è a disposizione di tutti, sul sito del comune: la delibera è la n. 87/2012 PRSP (http://www.comune.rieti.it/sites/default/files/allegatiarticoli/Delibera%2087-2012%20Comune %20di%20Rieti.pdf). Ed il giudizio che la corte riferisce è senza scampo. Parole, quelle della sezione di controllo, che farebbero tremare le vene ai polsi anche a fior di premi nobel dell’economia: “grave situzione finanziaria…conseguenza di anni di totale assenza di procedure e controllo”; “situazione debitoria tenuta nascosta”; “situazione finanziaria oltremodo compromessa”; “crisi strutturale” (vedi pag. 14 deliberazione citata).

La via obbligata, unica alternativa alla declaratoria di dissesto, è “caldeggiata” ancora dalla corte: <> (pag. 23). Ha inizio così una consiliatura difficile in cui l’amministrazione in carica, non senza limiti ed errori, cerca di porre rimedio alle gravi mancanze dei governi precedenti. Le accuse della minoranza di centrodestra sono continue circa la fondatezza di tale situazione: la giunta Petrangeli è costantemente messa alla berlina, accusata di “gonfiare” il presunto buco e a nulla servono le sentenze della corte dei conti ancora su Preite (la n. 186/’15, sez. giurisd. Controllo Reg. lazio, presidente De Musso; https://servizi.corteconti.it/bds/) ed il suo successivo licenziamento a tacitare tali voci. Si arriva dunque alla campagna elettorale e, stavolta, è il candidato Cicchetti a sparare a zero su tale situazione allorquando, in un intervista lo stesso definirà “l’enfatizzazione del debito una giustificazione abbastanza peregrina”. Arriva la vittoria, clamorosa, sul filo di lana. Della situazione finanziaria, però, si perdono d’improvviso le tracce. Nessuno ne fa più menzione, men che meno sindaco ed assessore al bilancio che, udite udite, è proprio quella Sonia Cascioli che più volte, nei cinque anni di giunta Petrangeli, aveva parlato di “falso allarme” e di enfatizzazione del debito (“avete svenduto tutto” dirà in una nota congiunta con Sebastiani e Gerbino del 17.04.2016. Poi, d’improvviso, come per un risveglio da un lungo letargo, l’allarme: è il 18 febbraio. Sono passati otto mesi e Cicchetti, alla presentazione del candidato alla regione del centrodx Parisi, spara: “Amici stringiamoci, coordiniamoci, combattiamo perché in questa Regione si possa governare meglio.

Questi (Giunta Zingaretti e PD, ndr) hanno fatto un disastro, come lo hanno fatto al Comune di Rieti. Rischiamo il dissesto nonostante non sia stato speso un euro”. Un’affermazione che appare quasi un autogol, clamoroso: se la matematica non è un’opinione e se fosse vero (ma non lo è né sarebbe possibile lo fosse) che “non è stato speso un euro”, allora aveva ragione il centrosx sul debito lasciato dalle precedenti amministrazioni. Immediata la frecciata delle opposizioni e dell’ex assessore al Bilancio Bigliocchi: “vede sindaco, quello che dicevamo noi era vero”, non risparmiando ironia nel suo intervento. Cicchetti replica e pare correggere il tiro: accusa si Bigliocchi di aver detto in campagna elettorale che il debito era stato risanato senza che lo fosse e poi aggiunge: “Il bilancio non lo è stato e i giorni migliori sono di là da venire” (http://rietinvetrina.it/bilancio-il-sindaco-cicchetti-risponde-a-bigliocchi/).

La polemica, però, non si placa. Nell’assoluto immobilismo della giunta, impantanata fra APS, Sogea, ricorsi al Tar e approvazioni (mancate o in extremis) del bilancio – senza farsi mancare una mini crisi interna ad opera della Lega – giunge persino la notizia che dal 2006 i compensi di sindaco, vice ed assessori erano sbagliati. Un calcolo di competenza del dirigente finanziario: allora era Antonio Preite, nominato nel 2000 sotto il Cicchetti – bis. Poco vale attribuire responsabilità alla Provincia: ogni ente deve controllare i suoi conti. Anche in questo caso Cicchetti, immemore del fatto che Petrangeli al suo ingresso a palazzo di città avesse abbassato i compensi del 15%, commenta: Diventa necessario regolarizzare la situazione e recuperare le somme eccedenti. Con buona pace dei dotti professori e risanatori che mi hanno precedetuto”.

Semplicemente il dovuto. La giunta annaspa. Cicchetti reagisce agli attacchi del centrosx, rabbioso: “Hanno lasciato il Comune di Rieti in una situazione disperata sul piano economico e organizzativo tant’è che stiamo ricostituendo la struttura amministrativa e stiamo pagando i creditori che loro hanno lasciato senza speranza”. Ma come, non era vero forse che la giunta Petrangeli “non aveva speso un euro”? La minoranza risponde colpo su colpo: accusa il sindaco di insultare (era già capitato con l’ex assessore Carlo Ubertini durante il Consiglio comunale del 21.12.2017: si discute di Acqua Pubblica). Va giù pesante e rammenta il “vitalizio” regionale che il sindaco percepisce in aggiunta al compenso da primo cittadino. Laconica la replica: “Zingaretti lo abolisca!” Ma di rinunziarvi non se ne parla (eppure i 5 stelle insegnano….). Poi scoppia la grana consulenze. Una vicenda paradossale alla luce degli allarmi lanciati dal 18 febbraio ad oggi. Che rischia di aggravare la situazione. Emergono “promozioni” a funzioni superiori di dipendenti del comune: tutto ciò sarebbe motivato dell’assenza di figure professionali adeguate. Ma c’è il c.d. “concorsone”, quello bandito appositamente da Petrangeli e “congelato” dalla nuova giunta a contraddire la scelta, anzi, a renderla finanziariamente assai rischiosa e tale da esporre il comune a numerose azioni legali. Quelle dei vincitori di concorso – che per il Dipartimento della funzione pubblica hanno oramai un vero e proprio“diritto soggettivo” in tal senso. Dei “promossi temporanei” i quali, una volta tornati alle loro mansioni, potrebbero far valere in giudizio tale periodo, chiedendo ope judicis la promozione definitiva. Insomma, il Cicchetti – tris, già contraddistintosi per l’assoluta inerzia di questi mesi, sembra sempre più annaspare sotto le sue contraddizioni. Chissà se ora il debito enfatizzato è ancora un ipotesi tanto peregrina….. ”

Francesco Saverio Pasquetti