“L’intervento in atto su tutto il tratto urbano del fiume Velino da Ponte Giovanni XXIII fino a Ponte Cavallotti è interamente finanziato con 2.606.091,90 euro a valere sul Programma Regionale PR FESR Lazio 2021-2027 (Obiettivo Specifico OS 5.1). “Si tratta – sottolinea l’associazione civica “Salviamo Viale Maraini” – di risorse comunitarie che l’Unione Europea e la Regione assegnano a una finalità ben precisa: la “Valorizzazione del patrimonio naturale”, la conservazione della biodiversità e la promozione della mobilità dolce e sostenibile, nel rigoroso rispetto del principio europeo di “non arrecare un danno significativo all’ambiente” (DNSH – Do No Significant Harm) e della nuova Nature Restoration Law (Regolamento UE 2024/1991)”.
“Tuttavia – sottolinea ancora l’Associazione – come evidenziato di recente anche dal CIRF (Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale) in un circostanziato report nazionale sulle storture degli interventi nei fiumi italiani, si assiste sempre più spesso a un paradosso: finanziamenti nati per ripristinare la natura e la connettività ecologica dei corsi d’acqua vengono impiegati dalle amministrazioni locali per realizzare opere rigide, pavimentazioni, chioschi commerciali e strutture in alveo. Un cortocircuito che rischia di esporre gli enti locali a contestazioni comunitarie e alla revoca delle risorse”.
È quanto rischia puntualmente di verificarsi anche a Rieti, secondo l’associazione civica: “Oltre gli slogan sulla rigenerazione, l’esame dei documenti esecutivi rivela interventi di pesante antropizzazione in aree classificate a rischio idrogeologico (Fascia A del PAI) e coperte da vincolo paesaggistico. La fascia golenale di Lungovelino Fratelli Conti viene destinata ad aree mercato con coperture, chioschi permanenti e strutture rigide come gradinate in pietrame. In area Ponte Cavallotti si prevede la costruzione di un chiosco ricreativo a due piani su pilotis e di una piscina fluviale delimitata in alveo. A Ponte Romano, sulle sponde il progetto ha inserito una gradonata-anfiteatro da 150 posti e un palco scorrevole su binari in acciaio aggettante per 1,5 metri sul pelo dell’acqua. I reatini hanno il diritto di sapere come vengono spesi i finanziamenti europei destinati alla loro città e quale futuro si sta disegnando per il fiume Velino”.
Dall’esame puntuale dei documenti ufficiali ottenuti tramite gli accessi agli atti curati dall’Avvocata Alessandra Cecilia, emergono tuttavia criticità sostanziali che smentirebbero la presunta piena conformità dell’opera. L’atto di Autorizzazione Paesaggistica rilasciato con Determinazione Dirigenziale n.183 del 19 gennaio 2026 recepisce indicazioni estremamente stringenti della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio: oltre ad aver espresso parere contrario ed escluso espressamente dal titolo autorizzativo la realizzazione del palco aggettante sul fiume previsto a Ponte Romano, la Soprintendenza ha imposto il divieto assoluto di sbancamenti o rimodellazioni della sponda e il divieto di sottofondi e fondazioni, prescrivendo la tutela tassativa degli apparati radicali della vegetazione ripariale. L’Associazione Civica “Salviamo Viale Maraini” chiede pertanto un’immediata sospensione delle lavorazioni invasive attorno agli alberi storici, il rispetto rigoroso delle prescrizioni di tutela e l’apertura di un confronto trasparente con la cittadinanza per restituire all’intervento la sua autentica vocazione di salvaguardia ecologica” – conclude l’Associazione Civica Salviamo Viale Maraini


