I Carabinieri della Stazione di Magliano Sabina hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Rieti una donna trentenne originaria della Campania ritenuta responsabile di truffa agli anziani. L’attività investigativa è scaturita dalla denuncia presentata da un cittadino settantenne reatino rimasto vittima della sempre più diffusa truffa informatica del “finto figlio”. La truffatrice fingendosi il figlio, dopo aver contattato per messaggi l’uomo tramite la nota applicazione WhatsApp, è riuscita a raggirarlo lamentando un’improvvisa ed urgente necessità di denaro al fine di coprire un debito. La vittima, convinta di prestare soccorso al familiare in difficoltà, ha assecondato la richiesta, effettuando vari bonifici istantanei su più carte prepagate per un importo complessivo di circa 2.000 euro. Il raggiro è emerso poco dopo, quando l’uomo incontrava realmente il proprio figlio, realizzando così di essere stato truffato e spingendolo a rivolgersi alla Stazione dei Carabinieri.
Gli accertamenti tempestivamente avviati dai militari che hanno permesso di ricostruire minuziosamente i flussi finanziari e le fasi della transazione, hanno inoltre consentito l’identificazione della truffatrice che aveva architettato il tutto, segnalandola dunque all’Autorità Giudiziaria.
L’Arma dei Carabinieri rinnova la raccomandazione a prestare sempre la massima attenzione alle richieste di denaro provenienti da numeri sconosciuti, anche se i mittenti si qualificano come parenti o amici o forze dell’ordine. In presenza di messaggi, telefonate o visite sospette, si raccomanda di non procedere ad alcun pagamento o consegna di denaro contante e gioielli, di interrompere immediatamente la conversazione e di contattare senza esitazione il Numero Unico di Emergenza 112.
Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.









