Creare insieme occasioni di lavoro, impresa e sviluppo e trasformare le vocazioni locali in innovazione e opportunità di crescita; rispondendo attraverso il modello cooperativo alle crisi che attraversano il territorio. Con questo obiettivo, Legacoop inaugura oggi a Rieti la prima tappa della sua Agenda per un Lazio che cambia. In vista dell’approvazione del DDL costituzionale che consentirà a Roma Capitale di entrare a far parte degli enti costitutivi della Repubblica, Legacoop Lazio sceglie di contribuire a riorganizzare economia, occupazione e crescita delle province, partendo da Rieti. Col nuovo assetto istituzionale, infatti, il ruolo della Capitale crescerà. Per questo Legacoop Lazio sceglie di riportare al centro dell’agenda regionale il tema dello sviluppo delle province.
“L’intenzione è quella di contribuire a restituire un baricentro ai tanti territori del Lazio: un equilibrio in cui i piccoli paesi, siano anche dell’entroterra, distanti dal centro o montani, si possano riconoscere più vicini ai capoluoghi ma anche alla Regione e alla Capitale” chiarisce Mauro Iengo, presidente di Legacoop Lazio. Insieme alla Camera di Commercio di Rieti-Viterbo e a un nutrito parterre di relatori, durante l’evento “Il Lazio che cambia – Identità territoriali e futuro delle comunità”, oggi Legacoop delinea le direttrici di sviluppo per l’Alto Lazio, indicandole nell’unione sinergica tra agricoltura, cultura e turismo.
Nell’anniversario dei suoi 140 anni di storia, l’associazione di rappresentanza delle cooperative presenta alternative possibili, esperienze e modelli cooperativi già sperimentati, grazie al supporto di una rete di enti creditizi e finanziari oltreché di fondi mutualistici, confidi cooperativi, enti formativi e l’hub per l’innovazione digitale e cooperativa, il nodo PICO Lazio. Gli strumenti sono tanti ma la sfida è adattarli e creare le condizioni perché funzionino nel Reatino. Si parte allora dalle cooperative tra liberi professionisti per affrontare precariato e transizione digitale; da quelle di comunità per le aree interne e da quelle agricole per far tornare a vivere gli oliveti abbandonati. Tra gli strumenti, contratti di rete, consorzi e altre forme aggregative per rafforzare le PMI e renderle competitive. E poi una cabina di regia per le imprese recuperate in forma cooperativa dai lavoratori di aziende in crisi o già chiuse (i cosiddetti workers buyout cooperativi). Conoscere il modello cooperativo e gli strumenti di sistema di Legacoop, che consentono di finanziare e dare tutele e garanzie alle imprese, è, in realtà, una precondizione per poter dare al territorio un’alternativa alla crisi.
“Chiamando all’appello Istituzioni locali e regionali, Università, cooperative del territorio, liberi professionisti e aspiranti startupper, l’associazione punta a sostenere la crescita dell’economia locale e lo sviluppo di cooperative e territori del reatino con proposte concrete e innovative” spiega Dario Bertolo, responsabile Legacoop Distretto Lazio Nord.
“In questo quadro, si inserisce la proposta di realizzare a Rieti un hackathon cooperativo, con il coinvolgimento delle Università, delle realtà del territorio, dei giovani, delle donne e dei soggetti vulnerabili, dando loro uno strumento di autodeterminazione” spiega Lucia Di Donato, direttore Legacoop Lazio. Da Rieti parte così un percorso che vuole attraversare tutto il Lazio, mettendo in rete territori, competenze e comunità e facendo della cooperazione una leva per affrontare le crisi, valorizzare le risorse locali e costruire nuove prospettive di sviluppo.
“La provincia di Rieti in questo momento sta sperimentando un quadro congiunturale in chiaroscuro ma la preoccupazione è per il futuro – conclude il Segretario Generale della Camera di Commercio Viterbo – Rieti, presente all’evento – abbiamo problematiche strutturali che via via si complicheranno e come Camera di Commercio siamo vicini alle imprese con tutte le attività di supporto che possiamo dargli”.










