“Che la qualità della sanità pubblica si misuri su parametri di efficacia ed efficienza è una ovvietà su cui non occorre disquisire. Invece, il fatto che l’accessibilità alle strutture sanitarie per persone con difficoltà motorie dipenda dalla possibilità di avere uno o più accompagnatori, è un fatto meno intuitivo, che viene continuamente sperimentato da coloro che ne hanno bisogno. A Rieti città, la situazione urbanistica e dei parcheggi intorno alla sede ASL di viale Matteucci appare un rompicapo senza soluzione per coloro che hanno difficoltà di deambulazione, ma la situazione del parcheggio per disabili all’ospedale, inadeguato per capienza, sembra invece un problema che non si intende affrontare, da anni. Peraltro, anche il triste peregrinare, in salita e sotto il sole agostano, da parte di persone anziane (non “disabili”), dai parcheggi esterni al nosocomio reatino, racconta di una carenza di attenzione agli utenti dell’ospedale, e la mancanza di volontà di adozione di soluzioni, anche rivedendo la logistica interna, valutando la tipologia di accessi in funzione degli orari di utilizzo, ridiscutendo gli accordi aziendali con le organizzazioni sindacali per il parcheggio dei lavoratori, contemperando le esigenze di lavoratori ed utenti anche con soluzioni di mobilità integrata.
A fronte di problematiche decennali ben note a chiunque abbia la necessità di una fruizione anche continua delle strutture sanitarie reatine, NOME Officina Politica chiede se il tema della accessibilità alle strutture sanitarie sia effettivamente un tema all’ordine del giorno. Una domanda rivolta alla direzione Aziendale ed al Comune di Rieti che ha condiviso l’ultimo “Vademecum per la gestione del parcheggio riservato ai disabili”, contestato dalle associazioni per la sua “ovvietà”, senza indicare soluzioni migliorative. Tra l’altro, ci si chiede che sorte abbia avuto il tavolo interistituzionale permanente promosso nel 2018 (sic!!) dalla Prefettura di Rieti, “deputato alla pianificazione, nel medio e lungo termine, di una progettualità sostenibile, in linea con i criteri etici di urbanità ed accessibilità totale del servizio sanitario, anche attraverso l’ottimizzazione delle risorse finanziarie disponibili”. A quanto ci risulta, dopo una sola convocazione, comunque in assenza di alcuna delle Associazioni rappresentative degli utenti, il tavolo non è stato mai convocato, né ha offerto soluzioni di alcun tipo. Facciamo appello al Prefetto perché, attento alla sorte di una popolazione sempre più anziana e necessitevole di cure ed attenzioni, possa prendere piede una discussione mai realmente avviata e soprattutto si possano individuare soluzioni per consentire un accesso agevole e dignitoso alle strutture sanitarie pubbliche”.
Così nella nota NOME Officina Politica









