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domenica 12 Luglio 2026
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Paolo Lancia: “Contigliano unico Comune fallito della Provincia di Rieti”

“Il sindaco di Contigliano commette la scelta ‘politica’, niente affatto obbligata né richiesta da nessuno, di portare il Comune allo stato di dissesto. La Corte dei Conti infatti, ha deliberato il 18 giugno 2026 sulla situazione finanziaria dell’Ente: nella deliberazione il termine dissesto non compare mai, rispetto a Contigliano. La Corte dispone solo ‘raccomandazioni’, per risolvere la situazione sedimentata negli anni, in particolare su un aspetto del risanamento, il recupero dei tributi comunali non pagati. In qualità di sindaco, all’inizio del primo mandato 2019, avevo rifiutato di dichiarare il dissesto – a fronte di una situazione finanziaria che si rivelava profondamente degradata. In accordo con l’intera amministrazione (e con almeno parte dell’opposizione) avevo scelto la strada più difficile, del piano di riequilibrio finanziario – poi approvato dal Ministero dell’Interno nel 2022 e dalla Corte dei Conti nel 2023.

Scelta che rivendico e di cui assumo la piena responsabilità:  per onorare fino in fondo debiti e obbligazioni contratti dall’Ente, per non strozzare imprese e fornitori creditori del Comune, che hanno diritto al pieno riconoscimento delle proprie spettanze, per garantire servizi essenziali a tutti i cittadini, soprattutto ai meno abbienti, che hanno diritto all’asilo nido come alla mensa scolastica come allo scuolabus, a prezzi sostenibili che il Comune può e deve assicurare. Soprattutto, ho voluto evitare il dissesto perché Contigliano doveva avere dignità e orgoglio, per non perdere la capacità di auto-governo di sé stesso, per essere padrone delle proprie scelte, per stabilire le linee del proprio futuro, per evitare l’umiliazione collettiva di dichiarare il proprio fallimento. Osservo invece ora il tentativo surreale del sindaco Toni, artefice del buco finanziario del decennio 2009-2019, celebrare proprio il fallimento, come fosse un successo. E la celebrazione del fallimento, che incredibilmente tenta di far passare, palesa la condizione tragica e comica di una amministrazione comunale isolata e senza futuro, su cui peraltro (secondo il sindaco stesso) gravano le inspiegate indagini della Procura della Corte dei Conti.

Nel Consiglio Comunale del 10 luglio, di fronte alla dichiarazione di dissesto, il consigliere Giocondi ha necessariamente, giustamente richiesto le dimissioni del sindaco. E servirebbe effettivamente la dignità minima: di dimettersi, prima di creare altri danni potenzialmente irreparabili, di cui Villa Franceschini è il simbolo più evidente. Mentre tutti coloro che hanno coscienza, responsabilità e cuore per Contigliano, dovranno mettere da parte le storie politiche, le appartenenze ideologiche, le militanze di partito. Per restituire a Contigliano orizzonti condivisi, visioni e progetti, spazi di civiltà e di consapevolezza civile”. Così nella nota Paolo Lancia, Impegno Civico

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