“Come era evidente sin dall’avvio delle Unità di Rete, le politiche dei trasporti della Giunta Rocca nel Lazio, continuano in grossolani errori finanziari, gestionali e logistici, a partire dalla sottovalutazione economica dei capitolati. Ed ora siamo al flop, anche nell’Unità di Rete in provincia di Rieti-area Sabina e Valle del Tevere. Il debutto di Cotral. ASM Rieti e il raggruppamento di aziende private è inadeguato nei collegamenti regionali e interregionali. Tali criticità strutturali non sono una sfortunata coincidenza ma riconducibili a fallimentari programmazioni che derivano da tre “grossolani errori” di natura sistemica: Errori finanziari e sottovalutazione dei capitolati: perché le gare d’appalto sono state calibrate sui costi standard e non aggiornati all’attuale inflazione energetica. La Regione Lazio con l’aumento dell’abbonamento mensile tenta di fare in modo che il rischio d’impresa sia caricato impropriamente sulle spalle dei pendolari. Errori gestionali e sussidi d’emergenza: il ricorso al subaffidamento a ditte private ha generato un immediato “flop gestionale”. Hanno tamponato i disservizi aggiungendo soldi nei lotti assegnati, foraggiando Astral, Cotral e operatori privati men che mai aumentando l’offerta di trasporto per migliorarne la qualità. Errori logistici e destrutturazione dei servizi: l’abnorme immissione di risorse pubbliche, per fare cassa non hanno normalizzato l’offerta. Ecco il perché dei tagli alle corse che hanno inibito la continuità dei flussi di pendolarismo. Da una parte la priorità è alla logica di risparmio immediato a scapito della domanda reale e andando a colpire specialmente le aree interne a domanda debole.
Da questa scelta politica nel Lazio con le UdR, nascono gli attuali disservizi e criticità. La scelta della esclusione sostanziale delle comunità locali con scelte calate dall’alto che hanno ignorato la trasversale mobilitazione dei sindaci di aree metropolitane e province come Rieti e Frosinone e la divergenza tra la “pianificazione a tavolino” con i territori, l’ignorare le reali necessità di province e frazioni è la cifra politica che ha consegnato alle comunità tagli e ulteriori costi per i pendolari. La stessa imposizione della tariffa fissa a 30 euro per il Metrebus Plus mensile costituisce una forma di coercizione tariffaria che puntando all’aumento dei flussi di cassa, penalizza in modo ingiusto i residenti delle aree interne e delle frazioni. Così facendo si legittima una discriminazione geografica inaccettabile: Roma Capitale con il sistema sostenuto da sussidi comunali (necessari anche per compensare i tagli del Governo Meloni al Fondo Nazionale Trasporti) e i pendolari delle province sobbarcarsi aumenti consistenti anche per percorrenze di pochi chilometri.
Questo è il loro disegno: il tpl, da diritto universale a onere insostenibile per molti, che esclude le comunità locali anche nelle democratiche scelte di pianificazione funzionali al miglioramento della loro qualità dei tempi di vita. Per ripristinare la funzionalità del sistema, è necessario adottare un modello basato su efficienza, equità e controllo rigoroso. Nelle prossime settimane, saremo nelle stazioni e non solo, per incontrare le persone e spiegare e condividere le nostre proposte”. Così nella nota Sinistra Italiana -AVS Federazione Provinciale di Rieti










