Qual è oggi la situazione del settore dell’autotrasporto?
“La situazione è estremamente complessa e, per molti versi, insostenibile. Le imprese si trovano a operare con costi in continuo aumento, in particolare per il carburante, che incide in maniera sempre più pesante sui bilanci. In un territorio come quello di Rieti, già penalizzato da una dotazione infrastrutturale tra le più basse del Centro Italia, questa difficoltà si amplifica ulteriormente.”
Ci sono dati specifici sul territorio reatino?
“Sì, e sono dati preoccupanti. Negli ultimi dieci anni la provincia di Rieti ha perso oltre il 32% delle imprese di autotrasporto, segno evidente di una crisi strutturale del settore. A questo si aggiunge l’aumento dei costi: solo per il carburante, ogni mezzo pesante può arrivare a sostenere circa 2.000 – 3.000 euro in più al mese.”
Perché si è arrivati alla decisione del fermo nazionale?
“Il fermo è una scelta sofferta ma inevitabile. Le imprese non riescono più a sostenere i costi e lavorare in perdita non è più possibile. In un contesto già fragile come quello reatino, dove i collegamenti sono limitati e il trasporto su gomma resta fondamentale, la situazione è ancora più critica.”
Cosa chiedete al Governo?
“Servono risposte immediate e concrete. È necessario intervenire sul costo del carburante, ma anche sostenere la liquidità delle imprese. Chiediamo inoltre un confronto serio con chi rappresenta davvero il settore, perché finora le nostre richieste sono rimaste inascoltate.”
Quanto pesa il tema infrastrutturale su Rieti?
“Pesa moltissimo. La nostra provincia si basa quasi esclusivamente sul trasporto su strada, con arterie fondamentali come la Salaria che però presentano molte criticità. La carenza di infrastrutture moderne rende il lavoro degli autotrasportatori più difficile, meno efficiente e più costoso.”
Che impatto può avere questa situazione sull’economia locale e nazionale?
“L’autotrasporto è un servizio essenziale. Senza di noi, le merci non arrivano, le aziende si fermano e i territori restano isolati. In una realtà come Rieti, già meno collegata rispetto ad altre aree, il rischio è ancora più evidente.”
C’è il rischio di disagi per cittadini e imprese?
“Il nostro obiettivo non è creare disagi, ma evitarne di più gravi. Se le imprese continuano a chiudere, le conseguenze saranno molto più pesanti nel medio periodo. Serve intervenire ora per garantire continuità al sistema.”
Un ultimo messaggio?
“Le imprese di autotrasporto hanno sempre dimostrato responsabilità. Ma oggi serve un segnale forte. Difendere il trasporto significa difendere l’economia, soprattutto in territori come il nostro. Dal 25 maggio 2026, ci fermiamo cinque giorni per non morire”.




