Un riconoscimento importante per la narrativa indipendente e per un progetto che ha scelto di osare. Il romanzo Yago e il segreto di Creacon del reatino Rino Panetti si è classificato terzo al Premio Letterario Nazionale Dante Arfelli, distinguendosi in un’edizione che ha registrato centinaia di candidature provenienti da tutta Italia. Dopo una prima selezione particolarmente rigorosa, l’opera è entrata nella rosa dei sei finalisti, approdando alla fase conclusiva del premio e ottenendo un risultato che ne conferma il valore letterario e progettuale.
Il riconoscimento assume un significato ancora più rilevante se si considera la natura del libro: Yago e il segreto di Creacon non è soltanto un romanzo di formazione, ma un progetto che sperimenta linguaggi, intreccia narrazione e metodo esperienziale, e rompe consapevolmente i confini della letteratura tradizionale. Un’opera che sceglie di rischiare, di contaminare, di aprire spazi nuovi tra immaginazione, crescita personale e costruzione simbolica. Il terzo posto al Premio Arfelli rappresenta dunque non solo un traguardo, ma la conferma che la sperimentazione, quando è sostenuta da una visione solida e coerente, può trovare ascolto e riconoscimento anche in contesti di alto profilo nazionale. Un risultato che dà forza a un percorso editoriale indipendente e che premia il coraggio di proporre storie capaci di andare oltre le forme convenzionali, restituendo alla letteratura il suo ruolo più autentico: esplorare, interrogare, trasformare.
“Come casa editrice – dichiara Funambolo edizioni – esprimiamo soddisfazione per un risultato che premia un progetto coraggioso e non convenzionale. I nostri complimenti vanno all’autore Rino Panetti che ha portato lontano una storia che non vuole stare nei confini. Un riconoscimento che valorizza anche la sua determinazione e coerenza, in grado di portare avanti una visione precisa senza compromessi, trasformando la sperimentazione in una proposta narrativa solida e credibile. I riconoscimenti fanno notizia, ma ciò che conta davvero è aver sostenuto e accompagnato un’opera capace di lasciare un segno, confermando che investire nella qualità è una scelta che può trovare riscontro anche nei contesti più competitivi. Un riconoscimento che, infine, rappresenta motivo di orgoglio per la vita culturale della nostra città, Rieti, e testimonia come anche dal territorio possano nascere progetti capaci di affermarsi nel panorama nazionale.”











