Emanuele Maria scrive a Rietinvetrina per la nostra rubrica SEI TU IL REPORTER: “Buongiorno, torno nuovamente a scrivere per i disagi che i lavori di ripavimentazione della via Garibaldi continuano a procurare a chi vive e/o solamente si trova a dover transitare in via Garibaldi per raggiungere la piazza Vittorio Emanuele II. Tra la notte del sabato 14 e domenica 15 ci sono stati gli ennesimi atti vandalici, quando un gruppo di persone, tra schiamazzi e urla e forti rumori, verso la mezzanotte ha vandalizzato il cantiere di via Garibaldi tra la ex Banca d’Italia e via dei Crispolti. Le foto allegate evidenziano le transenne di delimitazione del cantiere divelte e gettate a terra, gettati a terra i funghetti rossi che proteggono i ferri di recinzione, generando così pericolo a chi transita.
Colgo l’occasione per lamentare un’organizzazione di cantiere approssimativa, che fatto salvo la grande disponibilità e educazione di chi sta lavorando in cantiere, si ha la netta impressione che manca totalmente una progettazione e un cronoprogramma che detti tempi e modi per l’esecuzione degli stessi. Parliamo di circa 80 metri di strada che sono iniziati oramai quasi due mesi orsono e che non sembrano finire a breve. Oltretutto le persone sono regolarmente alla ricerca al passaggio pedonale, ci sono solo scarse indicazioni per i passanti che si trovano spesso a dover tornare indietro e cercare il vicolo aperto. Inoltre gli accessi ai locali e alle abitazioni sono spesso ostruiti e solo la cortesia di chi lavora nel cantiere in parte risolve, se dovessero accedere persone con grave disabilità od addirittura con sedia a rotelle non avrebbero la possibilità di passare. La concomitanza di ulteriori cantieri e la chiusura di vie limitrofe crea confusione nel traffico che cerca di raggiungere la piazza o le zone intorno alla via in parola, con furgoni che, trovando anche il divieto di accesso in via Tancredi si incastrano e faticano a venirne fuori. Tralasciando commenti tecnici e di gusto sulle scelte fatte, le domande che vengono spontanee sono molte:
– perché l’esecuzione dei lavori non ha previsto che l’opera venisse realizzata in due tempi, metà strada oggetto di scavi e quant’altro e l’altra metà libera al passaggio pedonale e se possibile alle persone con disabilità, invertendola zona lavori quando un lato è completo ed idoneo al passaggio pedonale?
– perché non è stato fatto un cronoprogramma che desse tempi tali da obbligare l’esecuzione con squadre più consistenti, tali da ridurre le tempistiche ed i disagi;
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– perché non si è provveduto a chiudere l’accesso al centro da via Garibaldi, lasciando passare solo le auto per raggiungere le abitazioni?, a cosa serve far “infognare” le auto ed i furgoni tra via Garibaldi e via dei Crispolti;
– perché via Tancredi èè chiusa da molti giorni ma non si vedono interventi al suo ripristino?
la sensazione che da cittadino si ha, è che tutto è dettato da un’improvvisazione giornaliera, senza un cronoprogramma ed un impianto di cantiere studiato a tavolino, senza un controllo sistematico sui cantieri e senza un controllo di quello che succede al traffico di via Garibaldi nei momenti di punta. Spero che la situazione venga risolta nel più breve tempo possibile e che vengano date le direttive di cantiere idonee ad evitare i rischi per chi deve transitare nei pressi degli stessi. In questa sede devo ringraziare l’operatore di cantiere che oltre a lavorare in condizioni disagiate è sempre stato disponibile alle esigenze dei passanti con garbo ed educazione” – conclude il lettore di Rietinvetrina. LA REDAZIONE È A DISPOSIZIONE PER EVENTUALI REPLICHE




