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mercoledì 18 Marzo 2026
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Robot Da Vinci Xi, grande soddisfazione per i primi mesi di utilizzo al de Lellis

Si è tenuta questa mattina, presso l’Aula Magna della ASL di Rieti, una conferenza stampa utile a presentare i primi mesi di utilizzo del sistema denominato “Da Vinci Xi”, apparecchiatura di chirurgia robotica mininvasiva acquisita dalla ASL reatina grazie alla donazione di 1.96 milioni di euro da parte della Fondazione Varrone Cassa di Risparmio di Rieti. All’incontro hanno partecipato il Direttore Generale Asl Rieti, Mauro Maccari, il Direttore Sanitario, Angelo Barbato, il Presidente della Fondazione Varrone, Mauro Trilli, il responsabile dell’UOC Urologia dell’Ospedale San Camillo de Lellis, Mauro Caponera, il Direttore del Dipartimento emergenza, urgenza e percorso chirurgico Alessandra Ferretti e il pro Rettore dell’Università La Sapienza di Roma, Antonio Angeloni.

Il robot da Vinci Xi è, tra i sistemi da Vinci, la piattaforma più evoluta, nonché il sistema più avanzato per la chirurgia robotica mininvasiva. È costituito da tre componenti principali: console chirurgica, carrello paziente e carrello visione, rispettivamente il centro di controllo, il componente operativo e l’unità centrale di elaborazione dell’immagine del sistema robotico. Il sistema Da Vinci offre numerosi vantaggi rispetto alla chirurgia open, alla chirurgia laparoscopica tradizionale o alla più avanzata laparoscopia teleassistita, sia agli operatori che ai pazienti. Tra i principali vantaggi clinici la facilità di accesso ad anatomie difficoltose, la visualizzazione più dettagliata e la maggior precisione nella procedura demolitiva e nella ricostruzione mentre tra i vantaggi per i pazienti migliori risultati estetici grazie alle piccole incisioni, minore necessità di trasfusioni e minor dolore post-operatorio.

Il Direttore Generale della ASL Rieti, Mauro Maccari, ha sottolineato “la svolta conseguita con il sistema robotico Da Vinci e la sala allestita con tutte le migliori tecnologie. È stato un risultato possibile grazie al concorso di tutte le persone che hanno avuto un ruolo. Tutti gli attori di questa vicenda hanno collaborato in maniera assidua e senza prevaricare gli altri dimostrando che dalla sinergia tra Enti e persone nascono grandi progetti”. Entusiasta anche il Presidente della Fondazione Varrone, Mauro Trilli, che ha sottolineato il significativo investimento, “il più grande mai messo in campo dalla Fondazione. Si tratta di un’innovazione che porta vantaggi alla comunità locale dal punto di vista sanitario ma che possiede anche un valore aggiunto derivante dal coinvolgimento dell’Università. Insomma, un progetto ambizioso che siamo contenti di aver introdotto e che meritava l’impegno della Fondazione Varrone”. Grande soddisfazione per i primi mesi di utilizzo della strumentazione è stata espressa anche dal professor Angeloni per conto dell’Università La Sapienza e dai sanitari Barbato, Ferretti e Caponera.

 

 

 

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