Penitenziario di Rieti, continua lo stato d’agitazione dei sindacati

Continua lo stato d’agitazione e la sospensione delle relazioni sindacati con la Direzione del carcere di Rieti, con un sit-in di protesta ed un presidio fisso h24.

“Non tolleriamo più – commentano i sindacati – lavorare senza un briciolo di sicurezza e
dove,”PER ULTIMO”, con un O.D.S. n.13 del 31 gennaio 2019 si evidenzia come il personale impiegato nei box dei vari piani detentivi debba lasciare il proprio servizio per recarsi all’interno dei reparti da solo, per aprire le camere di pernottamento con le chiavi, permettendo ai reclusi di accedere ai locali passeggio, mettendo a repentaglio la propria incolumità e la sicurezza dell’Istituto.

– Dobbiamo smetterla di stremare il personale con turni stressanti, per la carenza cronica di personale di Polizia Penitenziaria;

– Ciediamo l’immediato trasferimento di tutti quei detenuti con problemi psichiatrici;

– L’immediato intervento della ditta per la dovuta manutenzione di tutti quei sistemi sui quali non viene fatta dal lontano 2015;

– La cattiva e palese arbitraria gestione del personale di Polizia Penitenziaria, venga addebitata a chi sta volontariamente distruggendo ogni diritto dei lavoratori;

– L’immediato rientro di tutto il personale distaccato a vario titolo e grado

I sindacati non possono più tollerare lo stato di abbandono in cui versa l’istituto reatino con false promesse che vengono fatte ma mai mantenute.

Si rammenta la notevole carenza di personale di polizia penitenziaria, con quotidiani turni estenuanti ai quali si è costretti a lavorare, facendo anche fronte a vari eventi critici.

Se la “sorda e assente” amministrazione continuerà a non dare risposte, i sindacati si riservano di realizzare una manifestazione di protesta presso il Provveditorato regionale del Lazio, Abruzzo e Molise.”

Così in una nota congiunta Sappe, Osapp, Uilpa, Sinappe, Uspp, Cisl, Cgil

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