“All’indomani delle dichiarazioni del Direttore Generale della ASL di Rieti, Mauro Maccari, apparse sulla stampa locale in merito alla futura laurea dei primi studenti del polo universitario “Sabina Universitas – La Sapienza”, il Partito Democratico di Rieti intende riportare il dibattito sui binari del rigore normativo e della reale programmazione sanitaria. “Le parole del Direttore Generale rischiano di generare facili e pericolose illusioni nei cittadini reatini, che quotidianamente affrontano le liste d’attesa e la drammatica carenza di personale nei nostri ospedali e nei servizi territoriali – dichiara il PD – sostenere che tra tre anni un centinaio di neolaureati in medicina risolverà l’emergenza organici della nostra ASL significa ignorare le norme fondamentali che regolano l’accesso al Servizio Sanitario Nazionale.
Il PD di Rieti evidenzia infatti una serie di precise inapplicabilità normative e procedurali rispetto all’ipotesi di una stabilizzazione o assunzione a tempo indeterminato dei neolaureati:
1. Assenza dei requisiti di legge per il tempo indeterminato: Il Decreto DPR 483/1997 e il D.Lgs. 368/1999 parlano chiaro: per partecipare ai concorsi pubblici ed essere assunti a tempo indeterminato come Dirigenti Medici nel SSN, il possesso della specializzazione è un requisito d’accesso obbligatorio ed insostituibile. La sola laurea e l’abilitazione non consentono in alcun modo l’ingresso di ruolo nella sanità pubblica.
2. Le deroghe non coprono i neolaureati: Nemmeno le normative straordinarie (come le disposizioni del c.d. “Decreto Calabria”) permettono l’assunzione diretta di neolaureati: esse consentono infatti la partecipazione ai concorsi solo agli specializzandi già arrivati almeno al terzo anno di corso, e comunque subordinano la stabilizzazione al conseguimento finale del titolo.
3. Il percorso post-laurea e i tempi reali: I futuri laureati del polo di Rieti, per poter lavorare stabilmente nelle discipline mediche della nostra Asl, dovranno prima affrontare e superare il concorso per le Scuole di Specializzazione o per la Medicina Generale, affrontando un ulteriore percorso formativo di 4 o 5 anni. La soluzione prospettata dalla Governance della Asl non sarà dunque operativa tra 3 anni, ma non prima di 7-8 anni.
«Il tema dei trasferimenti e della fuga dei medici verso Roma o altre realtà o verso il privato non si risolve quindi, confidando semplicemente nell’immissione di giovani laureati privi di specializzazione o specializzandi – prosegue la nota – considerando che gli specializzandi o i neospecialisti non possono garantire la stessa qualità assistenziale di medici esperti, occorre rendere la Asl di Rieti attrattiva attraverso condizioni di lavoro adeguate, valorizzazione professionale, investimenti sulle tecnologie e una seria programmazione delle borse di specializzazione sul territorio. Chiediamo alla Direzione Generale e agli organi competenti di affrontare la crisi del personale medico con interventi strutturali e immediati, anziché affidarsi ad annunci che non trovano alcun riscontro nell’ordinamento giuridico e sanitario del nostro Paese”.
Così nella nota PD Città di Rieti


