Nel piano delle opere pubbliche del Comune di Rieti per il 2026 le scuole risultano praticamente tutte “in costruzione”. Una rappresentazione rassicurante solo sulla carta, che si scontra con una realtà molto diversa. Dopo numerose interrogazioni rimaste senza risposta, abbiamo chiesto agli uffici comunali un quadro preciso sullo stato degli interventi. Il risultato è preoccupante. Molti degli interventi inseriti nel piano non sono nemmeno finanziati: è il caso, tra gli altri, della scuola di Borgo Sant’Antonio, della de Juliis, del nido di via Ciancarelli, delle scuole di Vazia, della Radice, della Cislaghi e della Cirese . Altri interventi sono ancora fermi alla fase progettuale o dispongono solo di finanziamenti parziali . E per diversi di questi, come la Maraini, la Ricci o la Don Bosco, l’avvio dei lavori è stimato non prima del 2027. Questo significa che nel principale documento di programmazione dell’amministrazione comunale compaiono opere che non hanno copertura economica completa o che hanno tempi di realizzazione sbagliati. Questo pone un problema politico evidente: se i numeri inseriti nel piano delle opere pubbliche non corrispondono alla realtà dei finanziamenti e dei cantieri, quanto è credibile la programmazione complessiva del Comune?
Eppure, stiamo parlando di scuole, di edifici frequentati ogni giorno da centinaia di bambini, studenti, insegnanti e personale scolastico. Il problema è ancora più grave perché Rieti è un territorio fragile, una terra che conosce bene il rischio sismico. Negli ultimi anni questa Giunta ha avuto una condizione rarissima per un’amministrazione locale: una stagione di risorse e investimenti straordinari. Sarebbe stata l’occasione per programmare seriamente, aprire cantieri e accelerare sulla messa in sicurezza del patrimonio scolastico. I dati invece ci dicono i che i bambini rischiano di concludere interi cicli scolastici senza poter frequentare una scuola più moderna e sicura”. Così nella nota il PD di Rieti









