“Le audizioni tenute oggi in Commissione Sanità hanno confermato pienamente l’assurdità del piano di riordino ospedaliero di Renata Polverini”.
Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori e vicepresidente della Commissione Sanità.
“I Sindaci dei Comuni della macroarea 4 che subiranno la chiusura dei propri ospedali” dice Rodano “hanno infatti denunciato con dovizia di dati e argomentazioni la vera e propria follia di questa riorganizzazione, che concentra la sanità ospedaliera su Roma e in provincia non offre alcuna alternativa per i servizi tagliati.
Con risultati tragicamente paradossali: gli interventi d’urgenza saranno ancora più rischiosi, perché i pazienti del nord del Lazio dovranno affrontare trasferimenti in ambulanza o elisoccorso fino a Roma; anche interventi chirurgici banali, realizzabili in day surgery, richiederanno trasferte fuori provincia o addirittura in Umbria o in Toscana; per i pazienti anziani l’alternativa agli ospedali chiusi saranno le RSA, a totale carico delle famiglie; verranno chiusi persino presidi ospedalieri già ridotti all’osso come quelli di Acquapendente e Ronciglione, con ricadute devastanti su territori con migliaia di residenti; infine, non c’è nessuna chiarezza sulla destinazione futura del personale medico e infermieristico degli ospedali da chiudere”.
“Sono i frutti perversi della scelta delle quattro macroaree” prosegue Rodano “un criterio astratto e puramente contabile che mette insieme Roma e Comuni ai confini della regione, ovvero aree con un rapporto posti letto/residenti enormemente difforme.
A causa dei tagli del piano della Polverini, il rapporto posti letto/residenti della provincia di Viterbo passa da 2,85/1000 abitanti a 2,31/1000, mentre quello della provincia di Rieti passa da 3,21/1000 a 2,67/1000. Lo stesso piano prevede che i Comuni di queste afferiscano alla macroarea 1 e vengano associati d’ora in poi ai municipi capitolini della ASL RM/E, i cui utenti godono di un rapporto posti letto/residenti pari a 11/1000. Una disparità di offerta ospedaliera inaccettabile e che questa riorganizzazione alimenta fortemente, violando l’obbligo del rapporto 3,2/1000 fissato dal Patto per la Salute”.
“Le ricadute di questo piano iniziano ormai a configurare una situazione di reale rinuncia alla tutela del diritto alla salute da parte del servizio pubblico del Lazio” conclude il vicepresidente della Commissione Sanità della Regione Lazio.
“Queste audizioni dovevano essere tenute prima della presentazione del piano al tavolo tecnico: mi auguro almeno che alle audizioni dei Sindaci delle altre 3 macroaree vengano invitati anche i direttori generali delle Asl coinvolte o i loro facenti funzione, visto che gli effetti e le ricadute del provvedimento coinvolgono purtroppo una pluralità di soggetti e di territori, dal personale agli utenti, dagli amministratori dei Comuni a quelli delle Asl, tutti spesso parimenti penalizzati dalla riorganizzazione di Renata Polverini”.

