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lunedì 14 Settembre 2026
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de Lellis, 86enne dimenticato nel corridoio del "Lento soccorso" per oltre 5 ore

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L’ospedale de Lellis di Rieti ancora una volta protagonista in negativo e come sempre a subirne i danni maggiori sono i cittadini che rimangono incastrati nella rete malandata di un nosocomio allo stremo e incapace di gestire le emergenze.
A scriverci una lettrice sfiancata dall’esperienza vissuta non più di 19 ore fa.
Corsa al Pronto Soccorso dell’ospedale de Lellis alle ore 16:30 la donna ha dovuto vivere una Odissea. Il padre, 86enne diabetico, dopo esser stato trasportato al Pronto Soccorso dall’ambulanza del 118 per la rottura del femore è stato costretto a rimanere sulla barella per più di 5 ore senza che nessuno lo visitasse o si prendesse in qualche modo cura di lui.
L’anziano uomo, completamente dimenticato dagli operatori sanitari della struttura, è stato lasciato in balia di sè stesso e degli eventi, senza alcun timore da parte di dottori o infermieri per un eventuale peggioramento del suo stato di salute. Senza nemmeno pensare che il dolore, il caldo e l’età avanzata potessero inficiare su un corpo già colpito dal diabete.
La nostra lettrice indignata ci sottolinea anche la maleducazione e l’arroganza con la quale lei e suo padre sono stati trattati dal personale medico e paramedico, quindi non solo il danno ma anche la beffa.
Dopo oltre 5 ore di attesa, alle ore 21:30, l’anziano è stato visitato da un dottore su pressione della figlia che ha minacciato di chiamare i Carabinieri. Dopo altri 30 minuti, alle ore 22, finalmente i sanitari hanno provveduto a fare una lastra all’86enne che dal primo pomeriggio stava ancora senza mangiare e senza aver preso le sue medicine.
Successive nuove sollecitazioni da parte della figlia dell’uomo, esattamente dopo la mezzanotte, hanno permesso che l’86 enne venisse ricoverato nel reparto di ortopedia.
Quindi una telenovela durata più di 8 ore affinché un degente diabetico, con un femore rotto e molti anni sulle spalle, potesse essere  ricoverato. Il tutto su continue sollecitazioni da parte dei familiari preoccupati e sfiniti da una struttura macchinosa. Più che Pronto Soccorso bisognerebbe rinominarlo “Lento Soccorso”, almeno gli utenti saprebbero da subito a cosa stanno andando incontro.

All’Archivio di Stato di Rieti due mostre sulla grande guerra

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Ben due le mostre sulla prima guerra mondiale che saranno inaugurate venerdì 8 maggio alle ore 12 presso l’Archivio di Stato di Rieti. L’iniziativa è stata promossa e patrocinata dalla Prefettura di Rieti, dall’Archivio di Stato e dall’ANVRG.
La prima mostra dal titolo emblematico “L’esercito marciava…” raccoglie  la documentazione riguardante la prima guerra mondiale conservata presso l’Archivio di Stato di Rieti. Si tratta di  documenti significativi provenienti da fondi privati come quello Matricardi dove si conservano importanti documenti sull’irredentismo triestino e sulla famiglia Mauroner, che recitò un ruolo centrale in questa fase storica.  Dal fondo Solidati Tiburzi  provengono numerosi documenti parlamentari e la ricca corrispondenza che i soldati al fronte ebbero con l’On. Antonio Solidati Tiburzi.
Vengono poi esposti documenti istituzionali riguardanti il territorio reatino  in questo periodo storico e tre interessantissimi esempi di documenti appartenenti ad archivi famigliari dove si sono rintracciati importanti testimonianze. vanno segnalati i diari gentilmente messi a disposizione dalle famiglie Di Pietro e Formichetti, cosi come le carte e le immagini della famiglia Tribiani, tra gli arditi del popolo e tra i famosi ragazzi del ‘99.
La seconda mostra dal titolo “Camicie rosse nella grande guerra”,  riguarda un aspetto poco conosciuto della prima guerra mondiale e cioè la partecipazione ad essa, fin dal 1914, di un nutrito gruppo di italiani che si riconoscevano sotto l’egida della Legione Garibaldi che pur di partecipare al conflitto indossò la divisa francese.
La mostra che raccoglie i documenti delle varie sezioni dell’Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini, verrà presentata venerdì proprio da Annita Garibaldi Jullet, pronipote di Giuseppe Garibaldi.
Il Vice Prefetto Vicario Paolo Grieco  che coordina il comitato provinciale per le celebrazioni del centenario della grande guerra ha espresso grande soddisfazione per l’iniziativa.
Altrettanto ha fatto il direttore dell’Archivio di Stato Roberto Lorenzetti che ha annunciato l’apertura della mostra   fino al prossimo 30 novembre in modo da offrire a tutte le scuole la possibilità di visitarla. Lo stesso Lorenzetti ha annunciato che sul sito istituzionale dell’Archivio, www.asrieti.it è stato pubblicato l’elenco di tutti i morti nella  grande guerra della provincia di Rieti, circa 3000,  desunti dagli elenchi ufficiali dell’allora Ministero della Guerra.  I dati sono stati organizzati per comune e quindi per nome e riportano, oltre ai nomi, il luogo e le cause della morte, il grado ricoperto, il battaglione di appartenenza ed altri importanti dati.
Gli orari di apertura della mostra sono  dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 dal lunedì al venerdì. Per visite di gruppi o di scuole è necessario prendere accordi con l’Archivio di Stato di Rieti telefonando al numero 0746 204297.

Consiglio comunale, la maggioranza diserta: basta demagogia e strumentalizzazioni

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Nel precisare che le problematiche poste all’odg del Consiglio Comunale odierno non sono di stretta competenza dell’Ente Comune di Rieti, e afferiscono all’attività di un’altra Istituzione locale che non ha bisogno di alcuna supplenza, l’intera maggioranza non intende comunque eludere la trattazione delle questioni richiamate ritenendo occupazione e mobilità temi di primaria importanza in un territorio già pesantemente colpito da ataviche difficoltà che il lungo periodo di crisi ha fortemente accentuato.
Tanta è la consapevolezza della difficile situazione sul versante del lavoro che già da mesi il centrosinistra alla guida di Comune, Provincia e Regione, ha con forza tentato di individuare nelle pieghe della legislazione vigente credibili soluzioni ai problemi.
Non intende oggi affidarne la trattazione ad un ulteriore dibattito consiliare (considerati i due consigli provinciali tenuti sul tema e la circostanza che ben 5 consiglieri comunali siedono nell’assise provinciale) che, da una parte, lascerebbe spazio ad una mera strumentalizzazione e da un’altra sarebbe vuoto, quanto sterile, esercizio propagandistico.
E’ tanto forte invece la volontà di approfondire le questioni relative, in particolar modo, al destino dei lavoratori di Risorse Sabine in modo concreto e realistico che, attraverso l’istituzione di un gruppo di lavoro che veda la presenza di forze sindacali, rappresentanti dei lavoratori e istituzioni tutte, già nel pomeriggio di oggi si aprirà il confronto con forze sindacali, lavoratori e istituzioni.

Consiglio Comunale su Risorse Sabine, Asm, gomma-rotaia

Il presidente del Consiglio comunale, Gian Piero Marroni, ha convocato una seduta del Consiglio comunale che si terrà mercoledì 6 maggio alle 9.30 per discutere il seguente ordine del giorno:
– Odg riguardante Risorse Sabine srl in liquidazione;
– Odg riguardante Selezione pubblica per la scelta della figura del Direttore generale presso ASM Spa;
– Odg riguardante Scambio intermodale gomma-rotaia Rieti-Roma;

Assessore Valente: nuova pagina per Schneider ed i suoi lavoratori

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“Ieri si è aperta una nuova pagina per lo stabilimento Schneider di Rieti, che rischiava di essere smantellato, e per il futuro dei lavoratori impiegati nell’azienda. L’accordo – firmato presso il Ministero dello Sviluppo Economico dall’azienda, dalla newco Elexos, dalle organizzazioni sindacali, dalla Regione Lazio e dal Comune di Rieti – prevede la reindustrializzazione del sito Schneider attraverso gli investimenti della newco Elexos che si impegna a ricollocare i circa 80 lavoratori in Cassa integrazione supportato, nel periodo iniziale, dalle commesse garantite da parte di Schneider per un minimo di 29 milioni di euro”.
“Con questa firma otteniamo la riqualificazione della sede reatina dell’azienda e la ricollocazione dei lavoratori, i quali non più di due anni fa temevano il licenziamento dopo le notizie della chiusura dello stabilimento. In un territorio in cui troppo spesso parliamo di crisi industriali e chiusure di aziende, motivo per il quale abbiamo sottoscritto a dicembre scorso l’Accordo di Programma sul Sistema Locale Lavoro di Rieti per il rilancio dell’area, cominciamo a vedere i primi risultati di un’inversione di tendenza che, come Giunta, abbiamo sostenuto e in cui abbiamo creduto sin dal nostro insediamento, supportando la riorganizzazione e lo sviluppo dei sistemi produttivi locali per attrarre nuovi investitori e scongiurare crisi occupazionali. Oggi possiamo dire che questo metodo ha funzionato”.
Lo dichiara in una nota l’assessore regionale al Lavoro, Lucia Valente.

Nelle zone del "porta a porta" raggiunto il 50% di differenziazione

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L’assessorato all’Ambiente comunica che il 2014 è stato l’anno in cui si è registrata la percentuale del 50% di differenziazione dei rifiuti solidi urbani nelle aree investite dal “porta a porta”, pari a circa la metà dell’utenza cittadina. Con ciò, in rapporto alla conseguente sottrazione dei cassonetti stradali, si è raggiunto, contemporaneamente, un grado di maggior decoro nei quartieri interessati.
In tal senso continua, da parte dell’Amministrazione comunale, l’attività di miglioramento e potenziamento del servizio di raccolta differenziata domiciliare dei rifiuti. Quanto al miglioramento dell’esistente, il Comune ha stipulato un protocollo d’intesa operativo con l’associazione Cittadinanzattiva Onlus, attraverso il quale la suddetta associazione provvederà gratuitamente a controllare la qualità del conferito, informando l’utenza sulle corrette modalità di conferimento delle diverse frazioni riciclabili.
Al tempo stesso l’Amministrazione comunale ha inteso contattare gli amministratori condominiali al fine di ottimizzare le operazioni di gestione del servizio nell’ambito dei singoli condomini. Sul fronte del potenziamento del servizio di raccolta differenziata, il Comune annuncia l’imminente estensione dello stesso in altri quartieri della Città, per raggiungere, in tempi rapidi, l’intera area del territorio comunale.
“Nonostante i notevoli sforzi sul piano organizzativo, logistico e culturale, la ristrettezza delle risorse a disposizione, grazie alla preziosa e insostituibile collaborazione dei cittadini e delle associazioni di volontariato – dichiara l’assessore all’Ambiente Carlo Ubertini – l’Amministrazione comunale, di concerto con ASM Rieti, sta portando avanti il nevralgico e strategico capitolo della gestione del ciclo dei rifiuti. Tutto ciò in chiave ecologica, a favore del miglioramento ambientale, in chiave estetica, per la valorizzazione del decoro urbano, e in chiave economica, tanto per favorire lo sviluppo di una nuova industria legata all’utilizzazione dei rifiuti come risorse, quanto per centrare l’obiettivo di un vero risparmio per i cittadini al momento dell’entrata in regime del sistema”.

A Rieti il serpentone di protesta dei docenti contro il DDL del Governo

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La protesta contro la “Buona Scuola” di Renzi si è vista anche a Rieti con oltre 300 docenti riuniti in piazza Vittorio Emanuele II per dire no al DDL del Governo, in questi giorni al vaglio della Commissione Cultura. Inoltre, sempre da Rieti e provincia, sono partiti 5 pullman direzione Roma (LEGGI) dove gli insegnanti reatini hanno rappresentato e manifestato in favore della scuola del nostro territorio.
Dopo giorni di striscioni esposti nelle scuole di Rieti e provincia (LEGGI) (LEGGI) oggi il serpentone di protesta dei docenti ha invaso piazza del Comune, via Roma, ponte Romano, nuovamente piazza Vittorio Emanuele II, via Cintia e il piazzale antistante il centro commerciale Perseo.
In fila indiana, con palloncini colorati tra le mani e al petto scritto il proprio dissenso (Riforma sì… ma non così, No alla riforma di Renzi, Non uccidete la scuola pubblica, Renzi bocciato, Contro la cattiva scuola di Renzi, ecc) gli insegnanti hanno protestato pacificamente e con figli al seguito.
Perchè i più piccoli sono il futuro del nostro Paese e solo una vera buona scuola, così come la immaginano i docenti e le famiglie, potrà garantire loro una buona vita.
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Apertura straordinaria della Regia Stazione di Granicoltura 'Strampelli'

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Apertura straordinaria della Regia Stazione di Granicoltura ‘Nazareno Strampelli’ il prossimo 9 maggio per la nuova iniziativa della Delegazione Fai di Rieti che permetterà di ripercorrere nel corso di una visita guidata, immergendosi nello studio, nei laboratori, nei corridoi dove sono ospitate le ampolle con i grani e lo straordinario erbario di spighe, l’esperienza scientifica e umana dell’insigne genetista Nazareno Strampelli, il cui lavoro segnò una rivoluzione nella granicoltura mondiale.
L’appuntamento è per sabato 9 maggio, prenotandosi ad uno dei due turni di visita previsti (ore 10 ed ore 11, massimo 15 partecipanti per turno) presso la Regia Stazione di Granicoltura in località Campomoro, nel capoluogo reatino.
Per comprendere l’importanza di questo luogo, che è a rischio dismissione e che la Delegazione Fai di Rieti sta cercando di valorizzare da tempo con diverse iniziative, l’ultima delle quali realizzata tra il 24 e il 27 novembre 2014 con gli Apprendisti Ciceroni del Liceo Scientifico “Carlo Jucci”, si ricorda che qui Strampelli lavorò al miglioramento del noto frumento Rieti originario al fine di aumentarne la produttività e svolse una grande attività di studio e ricerca sulle “sementi elette”. Ciò consenti’ ragguardevoli incrementi delle rese medie per ettaro coltivato, con consistenti benefici, in termini di disponibilità alimentare, per molti paesi nel mondo.
Le varietà di frumento create da Strampelli furono una delle basi degli studi di miglioramento genetico che condussero alla Rivoluzione verde degli anni sessanta. Dal punto di vista pratico il suo metodo di incrociare varietà differenti per ottenere nuove varietà si dimostrò vincente sul metodo allora più in voga di selezionare le sementi solo all’interno di una singola varietà. I frumenti Strampelli continuano a vivere anche oggi sia nei genotipi oggi incrociati con altri frumenti sia in quelli fissati dallo stesso genetista come il pregiato Senatore Cappelli.
L’iniziativa è inserita nel calendario di eventi promossi per il 9 e 10 maggio nell’ambito del progetto “rEATe WELL- Quando il cibo è’ storia” di cui è capofila il Comune di Rieti.
Per informazioni e prenotazioni (contributo di partecipazione euro 7,00 – Gratuito per gli iscritti al FAI): Delegazione FAI – Rieti, tel: 349 0910728 – 338 4096399, email: delegazionefai.rieti@fondoambiente.it.

Al Vespasiano omaggio alla memoria del Maestro Maurizio Rinaldi

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Domenica 10 maggio alle 17 il Teatro Flavio Vespasiano di Rieti ospiterà un concerto promosso dall’assessorato Cultura per commemorare il Maestro Maurizio Rinaldi a vent’anni dalla scomparsa.
Il Maestro è stato uno dei più importanti direttori della sua generazione. La sua carriera, durante gli anni Settanta, lo ha visto protagonista nei maggiori Teatri italiani, dal Teatro dell’Opera di Roma, all’Arena di Verona, allo Sferisterio di Macerata. Figlio del musicologo e critico musicale Mario Rinaldi e nipote del compositore Alberto Gasco, è stato un grande esperto e studioso soprattutto del primo Verdi, degli anni cosiddetti “di galera” del compositore di Busseto. A Rinaldi si deve anche la riscoperta di numerose opere “desuete” di Verdi, in particolare di “Aroldo”, “Alzira”, “Il Corsaro”, “La battaglia di Legnano”, “I Masnadieri”, “Giovanna D’Arco”, opere che ha eseguito per la RAI e che ha curato anche al Flavio Vespasiano con i giovani cantanti del Concorso Mattia Battistini, da lui fondato nel ‘79 con l’attrice Franca Valeri. Il nome del Maestro Rinaldi è indissolubilmente legato alla città di Rieti appunto per il Concorso di canto Mattia Battistini, di cui è stato direttore artistico e musicale per 15 anni, fino alla sua prematura scomparsa.
Il Concorso metteva a bando tre opere del grande repertorio italiano e i vincitori avevano in premio il debutto. La particolarità del concorso – oltre ad essere curato da due grandi artisti come il Maestro Rinaldi per la parte musicale e dalla grande Franca Valeri per la regia – era legata al fatto che fosse riservato a soli cantanti italiani, esempio unico nel nostro Paese. Grazie a questo concorso e alla competenza artistica di chi lo ha curato sono usciti importanti cantanti, alcuni tuttora in carriera, che si sono esibiti nei più grandi Teatri del mondo, come Tiziana Fabbricini, celebre per la sua Violetta alla Scala con Riccardo Muti, Giuseppe Sabbatini tenore molto amato da Muti, Stefania Bonfadelli, altra celebre Violetta di Zeffirelli-Domingo, Alberto Mastromarino, grande baritono pucciniano, Amarilli Nizza, famosa per la sua Madama Butterfly e tanti altri.
Alcuni tra gli artisti che hanno debuttato a Rieti saranno presenti al concerto di domenica 10 maggio che sarà presentato da Pino Strabioli, presentatore di RAI 3, con la partecipazione dell’inossidabile Franca Valeri. L’ingresso è gratuito.

Recuperato l’archivio della SNIA VISCOSA

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E’ stato finalmente recuperato l’archivio della SNIA VISCOSA, operazione annunciata  nel corso dell’iniziativa RENA dello scorso mese di gennaio al cinema Moderno.
Grazie proprio alle sollecitazioni di RENA, si è completato l’iter procedurale tra il Monte dei Paschi, la Soprintendenza Archivistica e l’Archivio di Stato che hanno sottoscritto una apposita convenzione. Dopo la prima preparazione delle carte da parte dei tecnici dell’Archivio di Stato, oggi si è concluso il trasferimento dalla Snia all’Istituto di via Canali.
E’ stato un lavoro complesso e poco agevole ha sottolineato il direttore dell’Archivio di Stato Roberto Lorenzetti, in quanto la grande quantità delle carte si trovavano sparse a terra. Non tutto si è potuto recuperare  e molte cose, le più recenti appartenenti all’ultima gestione sono rimaste in diversi spazi della Snia.
Ciò che conta è aver recuperato un importante giacimento di documenti che riguardano la SNIA dagli anni ’40 agli anni ’60. Poche sono le carte rintracciate degli anni ’20 del ‘900 e questo lascia purtroppo supporre che esse siano andate definitivamente perdute, a meno che ulteriori indagini nelle innumerevoli strutture dell’opificio non ci riservi qualche piacevole sorpresa.
Il grosso della documentazione riguarda i fascicoli del personale, e questo è quello che più ci premeva. Li si ritrovano le mille storie professionali delle famiglie reatine, quasi tutte con qualche loro famigliare nell’organico della Snia.
Importantissimi soni i circa 4000 disegni dell’ufficio tecnico dell’opificio, testimoni della stratificazione dei saperi  che si sono succeduti dentro al fabbrica reatina.
Per la catalogazione di questi l’Archivio di Stato sta sottoscrivendo una specifica convenzione con la facoltà di ingegneria di dell’università di Rieti.  Ci vorrà molto tempo prima che tutte le carte possano essere catalogate. Le condizioni dell’archivio erano drammatiche come testimoniano le decine di migliaia di fogli sciolti recuperati a terra.

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