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sabato 19 Settembre 2026
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Volontariato civico: approvato dalla Giunta il progetto per la lapide in memoria dei caduti reatini della Seconda Guerra Mondiale

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La Giunta del Comune di Rieti, su proposta dell’Assessore alla manutenzione, decoro e frazioni Fabio Nobili, ha approvato, nell’ambito dei progetti di volontariato civico e cittadinanza attiva, la proposta presentata dall’Associazione Nazionale Artiglieri – Sezione di Rieti “M.O.V.M. Col. a. Umberto Volpi”, presieduta dal Gen. B. Enrico Bianchetti, relativa all’installazione di una lapide commemorativa sulla parete dell’atrio del Palazzo Comunale in piazza Vittorio Emanuele II. L’intervento ha lo scopo di rendere omaggio solenne e perpetuo alla memoria dei 169 concittadini reatini caduti durante la Seconda Guerra Mondiale, valorizzando al contempo la memoria storica e il patrimonio dell’intera comunità. Il progetto si inserisce nel solco del “Regolamento comunale sull’istituzione e lo svolgimento del servizio di volontariato civico Cittadinanza attiva” strumento promosso dall’Amministrazione per favorire la collaborazione diretta tra cittadini, associazioni ed Ente pubblico nella cura, valorizzazione e decoro dei beni comuni urbani.

“Con questo intervento di volontariato civico intendiamo rinnovare il doveroso e profondo senso di gratitudine della città nei confronti dei 169 reatini che hanno sacrificato la propria vita nel secondo conflitto mondiale – spiega l’Assessore Fabio Nobili – ringraziamo l’Associazione Nazionale Artiglieri e il Generale Bianchetti per la sensibilità e lo spirito d’iniziativa dimostrati. L’atrio del Palazzo Comunale, luogo di rappresentanza e di vita civica della nostra comunità, rappresenta la sede naturale per accogliere questo prezioso ricordo storico”.

Dopo 10 anni incontrano per caso ad Amatrice la giornalista reatina che li aveva aiutati nel sisma 2016. Una storia di dolore ed amore

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Un incontro fortuito, apparentemente come molti altri nella vita, ma stavolta il caso c’ha voluto mettere quell’alone di romanticità che ti avvolge e accarezza, come a una mamma con il proprio figlio. Un incontro che ha segnato i protagonisti della storia che vi andiamo a raccontare, così come il caso segnò gli stessi protagonisti ormai dieci anni fa. Era la notte del terribile sisma 2016, quello che strappò alla vita ben 299 anime. Mentre ad Amatrice c’erano macerie ovunque, corpi inermi sotto le case crollate, odore di gas, urla, soccorsi provenienti da tutto il Centro Italia, c’era chi era riuscito in qualche modo a salvarsi e a dirigersi al nosocomio reatino, chiedendo aiuto e cure. I protagonisti della storia sono una famiglia di Roma, ma che aveva i nonni paterni ad Amatrice (Massimo Capriotti, Federica Capriotti, Annamaria Lombardo), e la giornalista reatina Sabrina Vecchi attualmente a Il Messaggero: “Subito dopo la scossa del 24 agosto 2016, quando ci rendemmo conto dell’epicentro e delle zone colpite, il mio lavoro di giornalista mi portò all’ospedale San Camillo de Lellis dove sono restata per due giorni, in maniera praticamente consecutiva, prima di recarmi ad Amatrice la mattina del 26 agosto – commenta la collega a Rietinvetrina – vista la grande emergenza, un ospedale piccolo come il nostro era quasi al collasso, arrivavano le ambulanze di continuo dai luoghi del sisma, ricordo che erano finite le barelle, le aste per le flebo. Ricordo il grandissimo lavoro degli operatori, non solo sanitari. Tornarono dalle ferie medici, infermieri, impiegati, elettricisti, alla fine diventarono anche troppi. I feriti arrivavano anche con macchine proprie, spesso guidando scalzi o seminudi, con macchine ammaccate dai crolli: a bordo avevano qualche parente o amico, l’animale domestico, i beni più cari riusciti a prendere nella concitazione. Erano tutti sotto choc, coperti di polvere”.

Ed è in quel caos di dolore, misto a sangue e paura, che un fiore riesce a nascere, nonostante tutto, proprio come fa la Rosa del Deserto: “I pazienti non gravi che erano stati sottoposti ad una prima medicazione venivano messi in attesa fuori, nel parcheggio del Pronto Soccorso, magari in attesa che facesse effetto la flebo. Erano soli, impauriti, doloranti, non avevano il telefono, non sapevano se i parenti erano morti, se si erano salvati e in quale ospedale erano stati portati. Quella grande paura portava le persone a gridare, a non sottoporsi alle cure, c’era panico generale. I pochissimi giornalisti che c’erano, eravamo forse tre inclusa io, perché tutti gli altri erano nelle zone colpite, si occuparono di stare vicini a queste persone, di far loro compagnia nel parcheggio, supportandoli nelle prime necessità, come una telefonata, o più di ogni altra cosa con il dialogo, una voce amica, una carezza. Il signor Massimo, ma in realtà ho saputo solo dieci anni dopo come si chiamasse, era in canottiera, sotto choc – prosegue Sabrina Vecchi – era stato medicato alla testa, aveva una grossa fasciatura, più escoriazioni in varie parti del corpo. Era coperto di polvere, di ghiaia, ed era solo. Non si lamentava, era fermo sulla sedia, gridava solamente il nome ‘Fabiana’, ogni tanto: si era reso conto che la madre era morta accanto a lui, ma sperava nella salvezza della figlia tredicenne. Siamo stati a parlare per ore, gli ho prestato il mio telefono per chiamare qualche parente di cui ricordasse il numero, ma nessuno rispondeva. Ricordo che ci tenevamo per mano, che cercavo di tranquillizzarlo, che gli pulivo il viso dalla polvere, gli porgevo l’acqua. Lo hanno riportato dentro il Pronto Soccorso per medicarlo ancora e poi non l’ho più visto, per dieci anni. Ma ci pensavo spesso a quel signore, avevo il viso rotondo stampato in testa”.

Quel nome, Fabiana, purtroppo, risuona ancora tra le macerie di Amatrice. Quella giovane vita, purtroppo, non c’è più, ma in quel fortissimo dolore si è creata una insenatura, fatta di ricordi, condivisione, empatia, filo rosso che sa unire nonostante le distanze. Una famiglia ed una giornalista legati per dieci anni da quel filo invisibile formato dalle emozioni impresse nella mente e nel cuore, anche se per 3.650 giorni quegli occhi non si sono più visti. Fino al 24 agosto 2026, decennale della commemorazione delle vittime del terremoto che scosse il Centro Italia. In piazza Sagnotti un fortuito incontro che ha saputo chiudere un cerchio. La giornalista, Sabrina, che si gira improvvisamente ed il suo sguardo che si impiglia in quello di Massimo. Si avvicina, con delicatezza, prende fiato e chiede: “Sei l’uomo del Pronto Soccorso di Rieti? Dieci anni fa, subito dopo la scossa…”. Di fronte a lei una persona sorpresa, poi ricolma di gioia e gratitudine. Gli occhi lucidi, la voce che si fa debole: “Siamo stati sorpresi e al tempo stesso ricolmi di felicità – commenta a Rietinvetrina Annamaria Lombardo con il marito Massimo – chi se lo aspettava quell’incontro, chi poteva pensare di rivederci? Ogni anni siamo tornati ad Amatrice a ricordare i nostri morti, ed ogni anno lì c’era anche Sabrina, ma non ci siamo mai visti, fino ad oggi, proprio nel decennale. In quel momento di sofferenza tornata a galla, rivederla è stata una gioia, è stata quella boa quando stai annegando in mezzo all’Oceano, non finiremo mai di ringraziarla per l’aiuto e la vicinanza presentate a mio marito”.

Forte l’emozione anche per Sabrina: “L’ho rivisto lunedì, era seduto in piazza Sagnotti con la moglie e la figlia. È stata una grande emozione. Avevo letto nella lista delle vittime una ragazza di nome Fabiana, ma ho sperato per dieci anni che non fosse la figlia”.
La famiglia Capriotti, in quell’ormai lontano 24 agosto 2016 ha perso una figlia, Fabiana. oggi è lei il faro da seguire per coltivare l’amore nelle giornate oscurate dal buio. Una storia che mette in evidenza come il saper essere vera comunità, in momenti di dolore, possa lasciare qualcosa di buono, qualcosa che possa far dare un senso anche a quello che un senso non ce l’ha.

Comune di Rieti, buono libri a.s. 2026/2027: approvato l’elenco degli ammessi

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Il Settore II – Servizi al Cittadino, Ufficio Servizi Sociali del Comune di Rieti comunica che è stata pubblicata sull’Albo Pretorio online, nella sezione Determine, la Determinazione Dirigenziale relativa all’approvazione degli elenchi dei soggetti ammessi ed esclusi dal contributo per il Bando Buono Libri per l’Anno Scolastico 2026/2027. A seguito della chiusura dei termini del bando (pubblicato il 1° luglio 2026) e della successiva valutazione effettuata dalla Commissione, sono state accolte 84 istanze su un totale di 85 domande pervenute. Per la misura è stata destinata la somma complessiva di 14.000 euro di fondi propri del Comune di Rieti, che garantisce l’erogazione del contributo a tutti gli aventi diritto a copertura dei preventivi di spesa presentati, fino ad un importo massimo di 300 euro per ciascun beneficiario. Ai cittadini ammessi verrà consegnato un buono spesa da utilizzare direttamente presso la cartolibreria o il fornitore prescelto, che provvederà successivamente a rendicontare ed emettere fattura verso l’Ente.

Microspie nei locali del Comune di Rieti, Minoranza: “Il Sindaco riferisca subito in Consiglio”

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“Il ritrovamento di alcuni dispositivi di captazione nei locali del magazzino comunale e degli impianti sportivi è una vicenda tutt’altro che ordinaria, che ha comprensibilmente generato interrogativi e preoccupazione in città. La nota del Comune ci informa che i dispositivi sono stati consegnati ai Carabinieri e che l’Ente resta in attesa degli eventuali sviluppi delle indagini. È certamente giusto avere piena fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, ma attendere le indagini non esaurisce le responsabilità dell’Amministrazione. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione chiedendo innanzitutto che il Sindaco riferisca in Consiglio comunale. Non chiediamo all’Amministrazione di stabilire chi abbia collocato quelle apparecchiature, per quale ragione o se siano state effettivamente utilizzate: spetta agli inquirenti accertarlo. Chiediamo invece ciò che compete al Comune. Una volta scoperti dispositivi di captazione all’interno di locali comunali, cosa è stato fatto? Il ritrovamento è stato casuale o è avvenuto durante verifiche tecniche? Sono stati controllati anche altri locali e altre sedi dell’Ente? È stata valutata la sicurezza degli ambienti interessati? E sono state considerate le possibili conseguenze sulla riservatezza delle informazioni e sulla protezione dei dati, coinvolgendo anche il Responsabile della protezione dei dati dell’Ente? Sono domande tanto più ragionevoli perché le prime notizie sulla vicenda avevano lasciato aperto proprio l’interrogativo sulle circostanze del ritrovamento e sull’eventuale svolgimento di verifiche specialistiche. Non chiediamo indiscrezioni sulle indagini né alimentiamo ipotesi sulla provenienza delle apparecchiature. Chiediamo semplicemente che l’Amministrazione informi la città su cosa stia avvenendo e se la sicurezza delle sedi comunali, la riservatezza di chi vi lavora e la tutela delle informazioni che vi transitano siano state tutelate. Su una vicenda di questa portata, una nota stampa che spiega che “si resta in attesa” non può essere l’ultima parola dell’Amministrazione. Il luogo nel quale riferire ai rappresentanti dei cittadini è il Consiglio comunale”.
Così nella nota i Consiglieri Comunali Gabriele Bizzoca (T’immagini) Paolo Bigliocchi, Emiliana Avetti, Rosella Volpicelli (PD) Simone Petrangeli, Elena Leonardi, Gilberto Aguzzi, Arianna Grillo (Rieti Città Futura) Carlo Ubertini (P.S.I. – Rieti in Salute – Nome Officina Politica) Maurizio Vassallo (Per il Bene Comune)

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Sabato la sfida finale. Il Lazio avrà la sua rappresentante a Miss Italia 2026: in lizza anche la reatina Maria Rachele Italiani

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È la rotta di Circe, Ulisse e Telegono il fil rouge ideale che unisce Frascati a San Felice Circeo, il punto di partenza e l’approdo della lunga cavalcata delle finali regionali di Miss Italia Lazio 2026. Un viaggio iniziato nella città tuscolana e proseguito attraverso alcune delle più belle piazze e località della regione, fino all’incantevole scenario del Golfo del Circeo, dove venerdì 28 e sabato 29 agosto, nella splendida cornice di Vigna La Corte, sarà incoronata Miss Lazio 2026. Per il quarto anno consecutivo sarà dunque San Felice Circeo a ospitare l’atto conclusivo del concorso regionale. Due serate inserite nel format “Lazio, la Bellezza del Talento”, il progetto della Regione Lazio curato da Lazio Innova che unisce moda, spettacolo, formazione, creatività e promozione delle eccellenze territoriali. La manifestazione è prodotta da Delta Events, da quindici anni agente esclusivo del concorso Miss Italia per il Lazio, con il patrocinio del Comune di San Felice Circeo, guidato dal sindaco Monia Di Cosimo. A condurre entrambe le serate sarà Margherita Praticò, agente di Miss Italia per il Lazio, mentre la regia e la direzione artistica saranno affidate a Mario Gori. Ad accompagnare lo spettacolo saranno le musiche selezionate dal dj Marco Angeli.
Una squadra consolidata che, nel corso degli anni, ha saputo coniugare la storia e il prestigio di Miss Italia con un racconto contemporaneo della bellezza, del talento e delle identità territoriali, costruendo attorno alle concorrenti uno spettacolo capace di unire moda, musica, formazione e intrattenimento. Il richiamo al mito accompagna e impreziosisce questo percorso. Circe e Ulisse appartengono alla memoria leggendaria del promontorio; dalla loro unione nacque Telegono, che la tradizione indica come fondatore ed eroe eponimo di Tusculum, l’antica città alle cui radici è legata l’odierna Frascati.
Una trama ideale congiunge così i due estremi del viaggio: Frascati, dove ha avuto inizio la lunga stagione delle finali regionali, e San Felice Circeo, che per il quarto anno consecutivo ne ospita l’atto conclusivo. Una rotta tracciata nel segno della bellezza, del talento e della valorizzazione dei territori, lungo quel connubio tra storia, tradizione e innovazione che da sempre caratterizza Miss Italia. Dopo la partenza da Frascati, il tour ha attraversato Marino, Zagarolo, Trevignano Romano, Arcinazzo Romano, Pomezia, Rocca Priora, Fondi, Formia e Fiumicino, per tornare infine nella città tuscolana con la Prefinale Regionale che ha completato la squadra delle ventuno concorrenti attese al Circeo. Un itinerario capace di abbracciare i Castelli Romani, la Tuscia, la Valle dell’Aniene, il litorale romano e quello pontino, portando il concorso nei borghi, nelle città d’arte, nelle località di mare e nei luoghi simbolo dell’identità regionale. Tappa dopo tappa, Miss Italia Lazio ha trasformato la passerella in uno strumento di racconto e promozione di un patrimonio fatto di paesaggi, storia, cultura e comunità.
Il concorso nazionale, giunto alla sua 87ª edizione, celebra quest’anno anche gli ottant’anni del nome “Miss Italia”, adottato nel 1946. Otto decenni che suggellano un legame profondo con la storia del Paese e con la nascita della Repubblica, accompagnando l’evoluzione della società italiana e offrendo a generazioni di giovani donne occasioni di crescita, formazione e affermazione professionale. Ad accompagnare la due giorni saranno anche i video dedicati agli otto decenni del concorso. Due carrellate, distribuite tra le serate di venerdì e sabato, ripercorreranno la storia di Miss Italia attraverso otto protagoniste che, in epoche differenti, hanno interpretato l’identità, l’evoluzione e la forza di un fenomeno entrato nell’immaginario collettivo del Paese. Nella serata finale il racconto storico renderà inoltre omaggio alle tredici vincitrici del Lazio che, nel corso degli anni, hanno conquistato la corona più prestigiosa, scrivendo pagine indimenticabili della storia nazionale di Miss Italia. Un tributo alla regione che più volte ha saputo esprimere volti, personalità e talenti capaci di affermarsi sul palcoscenico italiano.
A scandire i diversi momenti delle due serate saranno le sfilate con gli abiti della Maiani Accademia Moda e dell’ITS Academy Sistema Moda, eccellenze regionali della formazione e della creatività da sempre al fianco di Miss Italia Lazio. Le loro creazioni porteranno sul palco il lavoro, la ricerca e la visione delle nuove generazioni di stilisti, rafforzando il dialogo tra tradizione sartoriale, innovazione e talento che rappresenta uno dei tratti distintivi del format.
La prima delle due serate, in programma venerdì 28 agosto, assegnerà la fascia speciale di Miss Golfo del Circeo 2026. La vincitrice conquisterà l’ultimo accesso alle Prefinali Nazionali di Miss Italia, che si svolgeranno dall’1 al 3 settembre al Palazzo dello Spettacolo di Roma. A impreziosire la giuria di venerdì sarà la presenza di Gianni Ippoliti, autore e conduttore televisivo, scrittore, attore e umorista, protagonista di una lunga carriera iniziata alla fine degli anni Settanta. Ideatore e conduttore di programmi entrati nella storia della televisione italiana, tra cui Provini e Dibattito!, Ippoliti è conosciuto dal grande pubblico anche per la sua ironica lettura del costume, della comunicazione e dei linguaggi dei media proposta negli anni sulle reti Rai. Ospite di entrambe le serate sarà Martina Sambucini, Miss Italia 2020, madrina del format “Lazio, la Bellezza del Talento”. La sua presenza accompagnerà l’intera due giorni di San Felice Circeo, dalla finale di Miss Golfo del Circeo alla proclamazione di Miss Lazio 2026. La partecipazione di Martina Sambucini assume un significato particolare all’interno di un progetto che pone al centro non soltanto la bellezza, ma anche la preparazione, la personalità e la capacità dei giovani protagonisti di trasformare il proprio talento in un’opportunità concreta.
Sabato 29 agosto Vigna La Corte ospiterà la Finalissima Regionale di Miss Lazio 2026. Sarà la serata del passaggio di consegne tra Valentina Beraldo, Miss Lazio 2025, e la nuova rappresentante della regione.
Accanto a lei sarà presente Katia Buchicchio, Miss Italia 2025, chiamata a testimoniare con la propria esperienza il valore di un percorso che parte dai territori e conduce al più importante palcoscenico nazionale della bellezza italiana. Un passaggio di consegne simbolico, ma profondamente significativo, tra chi ha rappresentato il Lazio nell’ultima edizione e la giovane che raccoglierà quella responsabilità per il 2026.
La vincitrice del titolo di Miss Lazio 2026 accederà direttamente alla fase finale del concorso nazionale di Miss Italia, diventando la rappresentante ufficiale della regione nella corsa alla corona. A contendersi il titolo saranno ventuno concorrenti provenienti da tutte e cinque le province del Lazio. Quattordici rappresentano Roma e la Città Metropolitana, con una presenza che comprende la Capitale, Ostia, Fiumicino, Subiaco, Manziana, Marino, Anzio e San Cesareo. Tre arrivano dalla provincia di Latina, due dalla Tuscia viterbese, una dalla provincia di Frosinone e una da quella di Rieti.
La squadra delle finaliste è composta da:
Aurora Angeli, Civita Castellana (Viterbo); Chiara Quaranta, Roma-Ostia; Cristina Virga, Roma-Portuense; Denise Simione, Formia (Latina); Elisa Buoninconti, Fiumicino (Roma); Elisa Chiodetti, Fiumicino (Roma); Fabiana Paris, Ferentino (Frosinone); Federica Rizza, Formia (Latina); Francesca Carucci, Roma-San Giovanni; Gioia Gusci Renzetti, Subiaco (Roma); Giulia Colace, Roma-Centocelle; Lucrezia Nardi, Caprarola (Viterbo); Maria Rachele Italiani, Rieti; Martina Giorgetti, Manziana (Roma); Michela Meli, Roma-Colli Albani; Nicole Boccanera, Marino (Roma); Sara Cortellessa, Roma-Selva Candida; Serena Sabatucci, Aprilia (Latina); Siria Fiori, Anzio (Roma); Sofia Trifella, San Cesareo (Roma); Veronica Paolini, Fiumicino (Roma).
Ventuno volti e ventuno storie che compongono un autentico mosaico regionale. Dalla Tuscia alla provincia di Frosinone, dalla città di Rieti al litorale pontino, passando per Roma, i Castelli Romani e la Valle dell’Aniene, la finale offrirà una rappresentazione ampia e articolata dei territori del Lazio. Le concorrenti arrivano a San Felice Circeo al termine di un percorso costruito attraverso selezioni, titoli cittadini e finali regionali, durante il quale hanno avuto modo di raccontare aspirazioni, studi, passioni, esperienze professionali e talenti. Un cammino che riflette l’evoluzione di Miss Italia e la volontà del concorso di guardare alla bellezza come espressione di identità, personalità, impegno e consapevolezza. La due giorni di San Felice Circeo costituirà il cuore pulsante della fase conclusiva di “Lazio, la Bellezza del Talento”, trasformando Vigna La Corte in un palcoscenico dedicato alle nuove generazioni, alla moda, allo spettacolo e alla promozione del patrimonio storico e paesaggistico regionale. Sarà l’approdo di un viaggio cominciato a Frascati e sviluppato lungo una rotta ideale tracciata dal mito: la rotta di Circe, Ulisse e Telegono, capace di unire il promontorio del Circeo alle antiche radici di Tusculum, la memoria al futuro, la bellezza dei luoghi al talento delle persone. Una rotta che sabato sera consegnerà al Lazio il volto chiamato a rappresentarlo sul palcoscenico nazionale di Miss Italia.

Arieti Rugby Rieti, si riparte: al via la stagione sportiva 2026/27

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È tempo di tornare in campo per gli Arieti. La stagione sportiva 2026/27 è ormai alle porte e la società ha definito il calendario degli appuntamenti che accompagneranno la ripresa delle attività, dal settore giovanile fino alla formazione Senior. Si parte lunedì 24 agosto alle ore 19:00, con la presentazione delle attività dedicate alle categorie Under 16 e Under 18. Un primo momento di incontro con atleti, famiglie e staff, in vista dell’inizio ufficiale degli allenamenti, fissato per martedì 25 agosto alle ore 18. Il mese di agosto si chiuderà con un appuntamento particolarmente importante per tutta la famiglia Arieti: lunedì 31 agosto alle ore 19 è infatti in programma la Presentazione Ufficiale delle attività Arieti per la stagione 2026/27. A seguire, alle ore 20, prenderà il via la preparazione della formazione Senior e del Settore Giovanile, dando ufficialmente il via alla nuova stagione. Per i più giovani non mancherà inoltre un’importante esperienza fuori sede: dal 4 al 6 settembre è previsto il raduno Under 14 a Terminillo, un appuntamento dedicato alla preparazione e alla crescita del gruppo, dentro e fuori dal campo. La ripartenza si completerà poi con il Settore Propaganda, che inizierà le proprie attività martedì 8 settembre alle ore 16:45. Una nuova stagione è dunque pronta a cominciare, con gli Arieti che si preparano ad affrontare il 2026/27 con entusiasmo, passione e la consueta voglia di crescere insieme.

SEI TU IL REPORTER – “Facciamo bello il centro di Rieti, ma tralasciamo Campoloniano, Vazia e zona Residenziale”

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Nuova segnalazione giunge a Rietinvetrina per la nostra rubrica SEI TU IL REPORTER: “Facciamo bello il centro storico e zone a ridosso, ma il degrado della zona di Campoloniano, Villette, Vazia incombe. Erbacce alte e marciapiedi che si fa fatica a ritrovarli. Perché questo tipo di raccolta dell’immondizia in queste zone è un lontano miraggio? Attendiamo risposte!” – conclude il lettore di Rieti in vetrina. REDAZIONE REDAZIONE DI RIETINVETRINA È A DISPOSIZIONE PER EVENTUALI REPLICHE

Sisma 2016, al Meeting il convegno sulla ricostruzione. Castelli: “Dopo le false partenze, avanti sulla rinascita delle comunità”

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La  ricostruzione come progetto complessivo di rinascita, capace di restituire non soltanto case ed edifici pubblici, ma anche servizi, lavoro, relazioni e prospettive alle comunità dell’Appennino centrale. È stato questo il tema del convegno “Oltre l’emergenza. La ricostruzione che crea comunità”, che si è svolto nell’Arena Cdo C1 del Meeting di Rimini. Al confronto hanno partecipato il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, il commissario straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e l’amministratore delegato dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale Antonella Baldino. L’incontro, moderato da Gianluca Giansante, docente alla Luiss Guido Carli e socio di Comin & Partners, è stato trasmesso in diretta sui canali digitali di Sky e askanews. A dieci anni dal terremoto che colpì Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, provocando 299 vittime e devastando centinaia di borghi, il convegno ha rappresentato un’occasione per fare il punto sul lavoro compiuto e sulle sfide ancora aperte. Al centro del dibattito il passaggio dalla gestione dell’emergenza a una ricostruzione sempre più orientata allo sviluppo economico, sociale e culturale dei territori.

“I territori che hanno subito il terremoto del 2016 erano già affaticati: abbandono e spopolamento non erano questioni ignote, il sisma ha avuto l’effetto di aggravare una situazione di crisi. Quella ricostruzione è stata costellata da una serie di incertezze e false partenze, con la ricostruzione partita molto tardi, quando si erano già create situazioni che hanno distratto rispetto al tempo che nessuno restituirà alle persone terremotate», ha dichiarato Castelli.Presidenza del Consiglio dei Ministri Il Commissario Straordinario del Governo per la riparazione, la ricostruzione, l’assistenza alla popolazione e la ripresa economica dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016. Il commissario ha quindi sottolineato il cambio di passo reso possibile dal lavoro condiviso tra Governo, struttura commissariale, Regioni ed Enti. Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha evidenziato il valore della collaborazione tra Governo, struttura commissariale, Regioni, Uffici speciali, Comuni e professionisti. Una sinergia che ha consentito di accelerare l’apertura dei cantieri e di offrire risposte più efficaci alle comunità. Il convegno ha concluso idealmente il percorso avviato al Meeting con la mostra “L’Abisso e la Carezza. Visioni del cuore d’Italia ferito dal terremoto e della sua rinascita (2016-2026)”, promossa dal commissario straordinario Guido Castelli e dalla Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, con la curatela del poeta Davide Rondoni.

Nei quattro giorni di esposizione il percorso è stato visitato da 7750 persone, con oltre mille presenze registrate già nella sola giornata inaugurale. Un’affluenza costante, composta da cittadini, amministratori, rappresentanti delle istituzioni, giovani e famiglie, che ha confermato la capacità della mostra di parlare non soltanto ai territori direttamente colpiti, ma all’intero Paese. Attraverso fotografie, opere d’arte, installazioni e testimonianze, “L’Abisso e la Carezza” ha raccontato il passaggio dalla distruzione alla rinascita: da una parte l’abisso aperto dalle scosse, dall’altra la carezza rappresentata dalla solidarietà, dal lavoro quotidiano e dalla determinazione di chi non ha abbandonato il proprio territorio. La mostra e il convegno hanno così restituito un messaggio comune: conservare la memoria del sisma significa assumersi la responsabilità di completare la ricostruzione e trasformarla in una concreta occasione di sviluppo. Dall’abisso può nascere una carezza e da quella carezza può rinascere una comunità. Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha evidenziato il valore della collaborazione tra Governo, struttura commissariale, Regioni, Uffici speciali, Comuni e professionisti. Una sinergia che ha consentito di accelerare l’apertura dei cantieri e di offrire risposte più efficaci alle comunità. Il convegno ha concluso idealmente il percorso avviato al Meeting con la mostra “L’Abisso e la Carezza. Visioni del cuore d’Italia ferito dal terremoto e della sua rinascita (2016-2026)”, promossa dal commissario straordinario Guido Castelli e dalla Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, con la curatela del poeta Davide Rondoni.

Nei quattro giorni di esposizione il percorso è stato visitato da 7750 persone, con oltre mille presenze registrate già nella sola giornata inaugurale. Un’affluenza costante, composta da cittadini, amministratori, rappresentanti delle istituzioni, giovani e famiglie, che ha confermato la capacità della mostra di parlare non soltanto ai territori direttamente colpiti, ma all’intero Paese. Attraverso fotografie, opere d’arte, installazioni e testimonianze, “L’Abisso e la Carezza” ha raccontato il passaggio dalla distruzione alla rinascita: da una parte l’abisso aperto dalle scosse, dall’altra la carezza rappresentata dalla solidarietà, dal lavoro quotidiano e dalla determinazione di chi non ha abbandonato il proprio territorio. La mostra e il convegno hanno così restituito un messaggio comune: conservare la memoria del sisma significa assumersi la responsabilità di completare la ricostruzione e trasformarla in una concreta occasione di sviluppo. Dall’abisso può nascere una carezza e da quella carezza può rinascere una comunità. 

 

La Fortitudo Rieti Baskin si presenta alla Città e ai tifosi

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La Fortitudo Rieti invita tutti coloro che desiderano conoscere più da vicino il Baskin a partecipare a un appuntamento speciale in programma martedì 1° settembre alle ore 19:30, presso la palestra dell’Istituto Rosatelli di Rieti. Un’occasione pensata per far conoscere e provare direttamente questo straordinario sport inclusivo, capace di mettere insieme persone con differenti abilità all’interno della stessa squadra, valorizzando le caratteristiche e il contributo di ciascuno. L’invito è rivolto a ragazzi, adulti, famiglie e a chiunque sia semplicemente curioso di scoprire il mondo del Baskin, conoscere la squadra della Fortitudo Rieti e vivere un’esperienza sul campo.

Il Baskin nasce dal basket, ma sviluppa regole, ruoli e dinamiche proprie che consentono a tutti di partecipare attivamente al gioco. Una disciplina nella quale sport, inclusione, relazione e divertimento diventano parte di un’unica esperienza. Martedì sera sarà quindi possibile entrare in palestra, incontrare gli atleti e lo staff della Fortitudo Rieti e, soprattutto, provare il Baskin in prima persona. Non è richiesta alcuna esperienza precedente: basta la voglia di mettersi in gioco e di scoprire uno sport nel quale ognuno può essere protagonista. L’appuntamento è per martedì 1° settembre alle ore 19.30 presso la palestra dell’Istituto Rosatelli. Vieni a conoscere il Baskin. Vieni a giocare con noi.

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