Prima ancora di entrare nel merito del Regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali, è necessario ribadire un principio elementare: la situazione debitoria dell’Ente non è stata generata dalle imprese né dai cittadini, che da oltre un decennio sostengono livelli tariffari e fiscali tra i più elevati. Qualsiasi misura di riequilibrio finanziario deve quindi essere valutata all’interno di questo quadro di pressione tributaria già ai massimi, evitando che strumenti nati per favorire il rientro si trasformino in ulteriori fattori di rigidità per un tessuto economico e sociale già fortemente provato. L’assessore al Bilancio e Patrimonio Andrea Sebastiani ha uno strano concetto di democrazia e partecipazione. Approva e condivide ‘con l’organo di revisione, Giunta e con i Consiglieri di
maggioranza’ il Regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali, convoca un tavolo tecnico, dove sono presenti tre associazioni di rappresentanza delle imprese, di cui due firmatarie del comunicato sottoscritto da Confartigianato Imprese Rieti, Confcommercio Rieti, Copagri Lazio, Confagricoltura, AGCI, UNCI Rieti, illustra il Regolamento e lo dà per condiviso. Come Confartigianato Imprese Rieti, Confcommercio Rieti, Copagri Lazio, Confagricoltura, AGCI, UNCI Rieti, ribadiamo che i punti fondamentali affinché una definizione agevolata delle entrate comunali (IMU ‐ TARI ‐ ADDIZIONALE IRPEF – TASSA DI SOGGIORNO) possa avere successo sono:
A) escludere il ricorso sistematico all’affidamento a soggetti esterni della riscossione coattiva, privilegiando strumenti collaborativi e sostenibili;
B) prevedere una rateizzazione non inferiore a 72 rate, pienamente legittima sotto il profilo
normativo e coerente con le condizioni economiche del territorio e con l’obiettivo di massimizzare gli incassi effettivi;
C) istituire uno sportello dedicato alle Associazioni di categoria, quale punto di raccordo operativo con l’Amministrazione, per:
o assistere imprese e contribuenti nella verifica delle posizioni debitorie;
o prevenire errori e duplicazioni;
o favorire la corretta presentazione delle istanze;
o monitorare l’andamento della definizione agevolata.
D) domande di rateizzazione entro il 31 dicembre 2026.
Occorrerebbe capire, tra l’altro, il tipo di coinvolgimento della Corte dei Conti in questo percorso, visto che la stragrande maggioranza dei comuni che hanno aderito a questa iniziativa, hanno ottenuto condizioni diverse e sicuramente migliorative di quelle del Comune di Rieti. Non stupisce, comunque, il percorso “democratico” messo in campo da questo assessorato, che a condivisibili e supportate da normative, richieste di cittadini e imprese, risponde con una scelta “politico ‐ organizzativa” dell’Amministrazione Comunale. La domanda che viene spontanea è: ma se è tutto deciso che senso ha cercare consenso tra le parti sociali datoriali? E il sindacato dei lavoratori? E i rappresentanti istituzionali dei consumatori, dei pensionati ecc.? Come Confartigianato Imprese Rieti, Confcommercio Rieti, Copagri Lazio, Confagricoltura, AGCI, UNCI Rieti, non ci resta che ribadire la contrarietà a questo modo “di condividere” che mortifica anche il nostro ruolo di rappresentanza.












