Stiamo vivendo il tempo di Quaresima, un tempo che ci parla di deserto, di prova ma anche di cura. Ne abbiamo bisogno, perché di fronte a ogni fatto si avverte l’urgenza immancabile di parlare, intervenire, commentare. Come per contagio. Ma spesso è un’urgenza vuota, un di piú che non aggiunge verità alle cose, né riduce l’attrito della realtà. Quante volte è più saggio tacere, per rispetto dei fatti e delle persone coinvolte? Soprattutto quando le notizie sono immediate e crude, tanto da travolgerci e lasciarci invasi di dolore. Davanti alla tragica morte di una bambina di pochi mesi nella nostra comunità cittadina ci sentiamo tutti colpiti insieme a lei, alla sua famiglia e al suo mondo. Non possiamo chiudere la porta allo sgomento, ma possiamo fare silenzio. E pregare il Padre nostro, che vede nel segreto, affidando ciascuno perché il vuoto non diventi un macigno, perché la solidarietà discreta, calda e accogliente abbia la meglio, nonostante tutto.
Vito Piccinonna, Vescovo di Rieti












