Mobilità personale, UIL Scuola: “Dal Ministero dell’Istruzione decisioni fuori dalla realtà”

FOTO: UIL

“Mentre il Paese ed i lavoratori stanno lottando contro il Coronavirus pagando prezzi enormi, mentre il Paese si ferma con senso di responsabilità e i docenti rispondono all’emergenza con serietà e dedizione, alle ore 23:30 del 23 marzo, a scuole chiuse, senza neanche consultare le rappresentanze dei lavoratori della scuola, il ministro dell’Istruzione Azzolina ha emanato l’ordinanza con cui vengono avviate le operazioni di mobilità del personale per il prossimo anno scolastico.

“Domande, spostamenti, progetti, come ha tenuto ad evidenziare Pino Turi Segretario generale della Uil Scuola (nella foto), tutto nelle reti di un provvedimento notturno quasi sotterraneo. La Uil Scuola lo ritiene un atto ostile mentre i lavoratori sono costretti nei loro domicili per l’emergenza sanitaria. A questo punto si innesta un’altra e più grave emergenza, quella politica, di un governo che in un momento di emergenza decide in modo unilaterale su una materia di negoziazione sindacale. I lavoratori sapranno valutare le azioni e le forzature che si stanno susseguendo- ha concluso Turi- ben sapendo che non ci faremo intimorire e sapremo tenere alta la voce, una voce libera che non sarà facile per nessuno soffocare”.

In un documento unitario emesso il 24 marzo le OO.SS. della scuola Flc/Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals/Confsl e Gilda/Unams hanno stigmatizzato le decisioni del ministro Azzolina ed hanno tenuto, tra l’altro, ad evidenziare che “da anni le domande di trasferimento si fanno on line, ma ciò non toglie che il periodo di presentazione delle domande veda coinvolte decine di migliaia di persone che hanno necessità di ricorrere alle segreterie scolastiche, agli uffici dell’Amministrazione, alle sedi sindacali, sempre affollate ogni anno all’inverosimile per soddisfare richieste di informazione e assistenza da parte del personale docente e ATA. Pensare dunque di prevedere lo svolgimento di questi adempimenti come se questa fosse una situazione ordinaria significa essere completamente fuori dalla realtà.”

Ed ancora “fissare il termine delle domande al 21 aprile è assoluta mancanza di buonsenso, incompatibile con le restrizioni alla circolazione delle persone giustamente adottate dal Governo ma anche e soprattutto totale mancanza di rispetto per tante lavoratrici e lavoratori che oltre a vivere situazioni personali e familiari pesantissime, purtroppo in molti casi anche direttamente colpite dalla malattia, stanno producendo uno sforzo encomiabile per mantenere viva, tra mille difficoltà, l’attività didattica e la relazione educativa con gli alunni”.

UIL Scuola

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