Le Porrara, PD Rieti: “Da piano urbanistico a piano edilizio”

“Le attuali normative, sia fiscali che urbanistiche, sulla rigenerazione e sul riuso degli immobili e gli indirizzi urbanistici nazionali prevalenti, suggeriscono che il suolo deve essere difeso e tutelato.

Il cosiddetto Piano Quadro è stato corretto ed integrato con alcune delle proposte presentate da alcuni proprietari o loro tecnici. L’ufficio tecnico e la Giunta hanno invece totalmente ignorato le osservazioni pervenute dai cittadini ed “aventi diritto” contenenti considerazioni generali, particolari e tecniche. Il percorso intrapreso ha trasformato, di fatto, uno strumento urbanistico di massima in un strumento urbanistico esecutivo, parcellizzando il territorio sulla base di esigenze “puntuali”.
L’intervento tende a saturare la capacità edificatoria del territorio comunale per i prossimi decenni, inibendo future programmazioni o interventi.

A detta dei proponenti il Piano Quadro sarebbe stato redatto in conformità ad un paio di pronunce del Consiglio di Stato, si segnala che la giurisprudenza può far stato nel caso specifico sottoposto alla Corte. La eventuale applicazione del principio di diritto a casi ritenuti analoghi presuppone un attento e specifico lavoro interpretativo non presente nella proposta di delibera presentata al Consiglio.

Per non dire che il Piano Quadro, è stato redatto sulla scorta di una normativa Regionale per la Tutela del Paesaggio, nelle more, annullata dalla Corte di Cassazione.
I proponenti del Piano hanno dato particolare risalto allo studio sulla viabilità, effettuato da una società specializzata e all’allegato grafico ad esso collegato. Ma è oggi agevole rilevare che, a seguito delle manipolazioni conseguenti alle proposte esterne, addirittura tronchi stradali si arrestano all’interno della lottizzazione senza connessione con la viabilità esistente o di piano; forse una “licenza poetica”? Non ci risulta che in materia urbanistica siano concesse “licenze poetiche” in luogo di predisposizioni future, ad oggi non proponibili o non esplicitabili.

Nello schema di delibera proposta al Consiglio Comunale è chiaramente indicato che l’area “Ex zuccherificio” sarà un Polo Direzionale, assegnando pertanto una destinazione specifica a quell’area, tanto cara alla storia ed al futuro assetto della città. Viene assegnata una destinazione, non evidenziando che lo stesso è composto da aree edificate ed aree “libere”, pertanto sottoposte a dinamiche urbanistiche ed autorizzative sostanzialmente differenti.

Ma le domande sono: perché proprio Polo Direzionale e non altro? perché non è interessato dal Piano Quadro? L’evidenza ci dimostra, per chi ancora avesse dei dubbi, l’assoluta mancanza di condivisione delle scelte urbanistiche, sia nelle giunte che si sono succedute nel tempo che tra le attuali forze di quel campo politico nonché la totale mancanza di visione rispetto alle scelte che coinvolgono i cittadini, tutti anche quelli del centro-destra.

Per addolcire e rendere potabili le ricadute di un Piano Quadro che affonda le radici in una visione urbanistica ed edificatoria del secolo scorso, si ipotizza la costruzione di scuole, “porti ed aeroporti”. E così la pezza è peggiore del buco. La scuola “Sacchetti Sassetti”, che si ipotizza dislocata all’interno dell’area del Piano, è parte di un complesso architettonico monumentale del 1200, più semplicemente un Monumento. La sua riqualificazione e agibilità dovrebbe essere un dovere per qualsiasi Amministrazione cittadina, essendo storicamente connessa alla Città e funzionalmente fruibile per i più svariati utilizzi, ivi compreso quello culturale e didattico.

Vogliamo dire ad alta voce che: ”NON C’È SONO SOLO LA STATUA DA RESTAURARE NELLA NOSTRA CITTÀ”, tralasciando il fatto che è stata restaurata dal Presidente della Provincia, fido scudiero. E’ la Città di Rieti e le sue Frazioni che devono essere poste al centro di una visione urbanistica di più ampio respiro: dalla riorganizzazione territoriale al recupero del patrimonio edilizio. Come si fa ad ignorare che vi sono ampie zone della città, con epoca di costruzione sia ante che post bellica, che necessitano di interventi sia di ristrutturazione edilizia che urbanistica??

Con una certa superficialità si ipotizzano nell’area del Piano nuove zone commerciali a servizio del nuovo quartiere. Si tratta di ulteriori aree commerciali che inflazioneranno l’asfittico mercato immobiliare oltre a fiaccare ulteriormente le claudicanti sinergie commerciali, sia del centro storico che delle zone limitrofe.
Le considerazioni e giustificazioni “risarcitorie” addotte circa la necessità di “rifondere” l’impegno economico dell’IMU sui terreni sostenuto dai proprietari meriterebbero ben altro intervento riequilibratore.
In ogni caso, vogliamo rammentare che l’intero territorio comunale paga l’IMU e non solo la zona delle “Porrara”.

E’ appena il caso di ricordare che i “Centri Storici”, sia del Capoluogo che delle Frazioni, sono ad oggi totalmente ignorati e privi di qualsivoglia stimolo. Vi sarebbe l’urgente necessità di organici piani di recupero finalizzati alla riutilizzazione e valorizzazione delle sterminate superfici edificate oltre che al recupero funzionale di zone “ridotte” a dormitorio. Anche le aree edificabili delle frazioni versano le imposte, sarà certo difficile spiegare ai loro proprietari che verosimilmente non si potrà procedere all’edificazione nelle loro zone, in quanto la cubatura del territorio è stata fortemente ridotta, di fatto, dal Piano Quadro delle “Porrara”.

Cara Giunta e Signori Consiglieri siate consapevoli che quanto andrete a votare questo tipo d’intervento sulla città vi assumete la responsabilità, non solo politica, di approvare uno strumento non solo non condiviso con la cittadinanza e privo di una visione generale, ma che, di fatto, è un Piano “Edilizio” ovvero uno strumento esecutivo, che condizionerà il futuro edilizio-urbanistico del prossimo quarto di secolo”.

Partito Democratico Città di Rieti

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